Thomas Carlyle.

La Rivoluzione Francese.


Volume terzo.

Traduzione di: Ernestina D'Errico Ciccotti.
1951 Bietti Editore, Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
      Fondazione Ezio Galiano onlus
        http:\\www.galiano.it
   ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Testo curato da: Paolo Alberti, Catia Righi e Claudio Paganelli per il "Progetto Manuzio", iniziativa dell'Associazione Culturale "Liber Liber".
Ulteriori informazioni sul sito: http://www.liberliber.it/
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Indice.
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LIBRO PRIMO. SETTEMBRE.
CAPITOLO 1. LA COMUNE IMPROVVISATA.
CAPITOLO 2. DANTON.
CAPITOLO 3. DUMOURIEZ.
CAPITOLO 4. SETTEMBRE A PARIGI.
CAPITOLO 5. UNA TRILOGIA.
CAPITOLO 6. LA CIRCOLARE.
CAPITOLO 7. SETTEMBRE NELL'ARGONNE.
CAPITOLO 8. EXEUNT.
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LIBRO SECONDO. REGICIDIO.
CAPITOLO 1. IL POTERE DELIBERANTE.
CAPITOLO 2. L'ESECUTIVO.
CAPITOLO 3. DETRONIZZATO.
CAPITOLO 4. CHI PERDE PAGA.
CAPITOLO 5. ESTENSIONE DI FORMULE.
CAPITOLO 6. ALLA SBARRA.
CAPITOLO 7. LE TRE VOTAZIONI.
CAPITOLO 8. PLACE DE LA REVOLUTION.
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LIBRO TERZO. I GIRONDINI.
CAPITOLO 1. CAUSA ED EFFETTO.
CAPITOLO 2. CULOTTISMO E SANCULOTTISMO.
CAPITOLO 3. CRESCE L'ACREDINE.
CAPITOLO 4. LA PATRIA IN PERICOLO.
CAPITOLO 5. IL SANCULOTTISMO ARMATO.
CAPITOLO 6. IL TRADITORE.
CAPITOLO 7. IN LOTTA.
CAPITOLO 8. STRETTA MORTALE.
CAPITOLO 9. ESTINTI.
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LIBRO QUARTO. IL TERRORE.
CAPITOLO 1. CHARLOTTE CORDAY.
CAPITOLO 2. GUERRA CIVILE.
CAPITOLO 3. LA RITIRATA DEGLI UNDICI.
CAPITOLO 4. O NATURA!
CAPITOLO 5. SPADA AFFILATA.
CAPITOLO 6. LA RISCOSSA CONTRO I TIRANNI.
CAPITOLO 7. MARIE ANTOINETTE.
CAPITOLO 8. I VENTIDUE.
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LIBRO QUINTO. IL TERRORE ALL'ORDINE DEL GIORNO.
CAPITOLO 1. A PRECIPIZIO.
CAPITOLO 2. MORTE.
CAPITOLO 3. DISTRUZIONE.
CAPITOLO 4. CARMAGNOLE COMPLTE.
CAPITOLO 5. COME UNA NUVOLA TEMPORALESCA.
CAPITOLO 6. FA' IL TUO DOVERE.
CAPITOLO 7. PITTURA DI FIAMME.
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LIBRO SESTO. TERMIDORO.
CAPITOLO 1. GLI DEI HANNO SETE.
CAPITOLO 2. NIENTE DEBOLEZZA, O DANTON!
CAPITOLO 3. I CARRI DELLA MORTE.
CAPITOLO 4. MUMBO-JUMBO.
CAPITOLO 5. LE PRIGIONI.
CAPITOLO 6. PER FINIRE IL TERRORE.
CAPITOLO 7. VERSO L'ABISSO.
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LIBRO SETTIMO. VENDEMIAIRE.
CAPITOLO 1. DECADENZA.
CAPITOLO 2. LA CABARRUS.
CAPITOLO 3. QUIBERON.
CAPITOLO 4. IL LEONE NON  MORTO.
CAPITOLO 5. GLI ULTIMI ANELITI DEL LEONE.
CAPITOLO 6. ARINGHE ALLA GRATELLA.
CAPITOLO 7. IL SOFFIO DELLA MITRAGLIA.
CAPITOLO 8. FINIS.
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Fine Indice.
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LIBRO PRIMO. SETTEMBRE.
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CAPITOLO 1.
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LA COMUNE IMPROVVISATA.
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Voi dunque l'avete sollevata, o Emigrati e Despoti del mondo; la Francia  sollevata! Da tempo voi l'avete sermoneggiata e tenuta sotto tutela questa povera Nazione, da pedagoghi crudeli, non richiesti, colpendola con infocate verghe d'acciaio: a lungo voi la pungeste, la stuzzicaste, l'impauriste, mentre derelitta si avvolgeva nel sudario d'una Costituzione; voi conveniste da ogni luogo per raccogliervi in essa coi vostri armamenti, coi vostri complotti, coi vostri truculenti bravacci; - ed ecco, alfine, l'avete punta sul vivo, ed essa si scuote e le bolle il sangue. Il sudario s' mutato in ragnatela, ed ecco che essa vi sta di faccia con quella terribile forza di Natura, che nessun uomo ha misurata, ed  tale che giunge alla Demenza, all'Inferno: vedete ora qual trattamento volete usarle.
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Questo mese di Settembre del 1792, che  divenuto uno dei pi memorabili mesi della Storia, si presenta sotto due aspetti assai diversi: da un lato tutto  buio, dall'altro tutto  luce. Quanto v' di crudele nel panico frenetico di Venticinque Milioni d'uomini, quanto v' di grande nella simultanea sfida mortale di Venticinque Milioni d'uomini, si trovano in brusco contrasto l'uno accanto all'altro. E, se la cosa  naturale allorch un sol uomo si trova lanciato di recente oltre i limiti,  tanto pi naturale quando ci avviene ad una Nazione di uomini. Perch la Natura, comunque sia verde il suo ambiente, riposa ovunque su orride fondamenta, ove ancor noi discenderemo; e Pan, alla cui musica danzano le Ninfe, possiede un grido che pu rendere dementi gli uomini.
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 spaventevole quando una Nazione, squarciando le sue Costituzioni, i suoi Regolamenti, che erano divenuti un sudario per essa, diviene trascendentale; e deve tracciarsi la sua via selvaggia attraverso il Nuovo, il Caotico, - dove la Forza non ancora fa distinzioni tra il Lecito e l'Illecito, dove il Delitto e la Virt procedono indivisi - nel dominio di quelle che noi diciamo Passioni, di quelli che noi chiamiamo Miracoli e Portenti!  cos che noi per circa tre anni rimireremo la Francia in questo Terzo Volume finale della nostra Storia. Il Sanculottismo regnante in tutta la sua grandezza e in tutto il suo orrore: il Vangelo (Messaggio di Dio) dei Diritti dell'Uomo, delle potenze o delle forze dell'Uomo, ancora pi irrefragabilmente predicato e divulgato; insieme a questo, e a volte in tono pi alto pei tempi, il pi spaventoso e diabolico Messaggio della debolezza e delle colpe dell'Uomo; - tutto su tale una gamma, sotto un tale aspetto di fosca "nascita-morte d'un mondo"; di smisurata nuvola di fumo, striata di raggi che paiono del cielo, da un lato, cinta dal fuoco dell'inferno, dall'altro! La Storia ci dice molte cose: ma, degli ultimi mille anni e pi, che ci ha mai detto che possa assomigliare a tutto questo? Perci noi due, o Lettore, intratteniamoci un po' di buon grado sul soggetto; e dal suo significato infinito cerchiamo di trarre tutto quello che nelle presenti circostanze pu essere adatto per noi.
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Qual disgrazia, ben naturale per altro, che la storia di questo Periodo sia stata scritta in genere convulsivamente! Onde, esagerazione, esacrazione, lamenti; e, nel complesso, oscurit. Ma anche cos accadde quando la immonda e vecchia Roma doveva essere spazzata dalla Terra, e quegli uomini del Nord, e altri orridi figli della Natura, vi penetrarono, "inghiottendovi le formule" come fanno ora i Francesi: l'immonda e vecchia Roma url con tutte le sue forze, esecrando; al punto che la vera forma di tante cose  andata perduta per noi. Gli Unni di Attila avevano braccia di tale lunghezza che potevano raccogliere una pietra senza chinarsi. Nel corpo dei poveri Tatars l'esecranda storia romana intercala una lettera alfabetica, ed essi divengono Tartars della truce natura Tartarea, e tali restano fin oggi. Qui, nello stesso modo, per quanto cerchiamo in questi multiformi e innumerevoli Ricordi francesi, spesso li troviamo avvolti nell'oscurit, spesso siamo disorientati da una vera frenesia. Riesce difficile immaginare che in questo Settembre il sole risplendesse come in tutti gli altri. Eppure  innegabile che il sole risplendette; che vi furono variazioni atmosferiche e lavoro, - anzi, quanto a questo, vi fu un tempo molto cattivo pei lavori della msse! Un disgraziato autore deve fare del suo meglio; e dopo tutto, deve chiedere indulgenza.
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Vi  stato un savio Francese che, guardando molto da vicino il desolante aspetto della Francia, agitata e turbinante, in nuovi modi, impensati, ha potuto discernere dove era il movimento cardinale, quale tendenza lo guidava e gli dava la direzione principale! Ma a quarantaquattro anni di distanza,  tutt'altra cosa. Per tutti ormai due movimenti precipui, o due grandi tendenze, nel turbine del Settembre, sono divenuti abbastanza visibili: la tempestosa affluenza alle frontiere, e l'affollarsi frenetico ai Municipii e alle Aule consigliari all'interno. La Francia selvaggia irrompe alle frontiere, sfidando disperatamente la morte, per difendersi dai Despoti stranieri; si affolla nei Municipii e nei locali dei Comitati elettorali, per difendersi dagli Aristocratici di casa sua. Che il Lettore si renda ben conto di questi due movimenti cardinali, e delle correnti laterali e degl'infiniti vortici che possono derivarne. Del pari il lettore giudicher, se in una tale subitanea rovina di tutte le antiche Autorit, due movimenti cardinali di tal fatta, in s stessi mezzo frenetici, potevano essere di natura mite! Come nell'arido Sahara, quando i venti destano l'immensit della sabbia, e la sollevano e la spargono ovunque! Tutta l'aria (dicono i viaggiatori)  una massa di sabbia; e, in una fosca lontana visione, i pi meravigliosi indefiniti colonnati di sabbia, accumulata in pilastri, si slanciano turbinando da un lato e dall'altro, come tanti folli Dervisci filanti, di cento piedi d'altezza, ed eseguono la loro smisurata danza del Deserto!
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Senonch, in tutti i movimenti umani, avessero pure un sol giorno di vita, vi  ordine, o un principio di ordine. Considerate due cose in questa danza del Sahara di Venticinque Milioni di Francesi; o piuttosto una cosa, e la speranza di una cosa: la Comune (Municipalit) di Parigi, che gi  qui; la Convenzione nazionale che sar qui tra poche settimane. La Comune insurrezionale, che improvvisandosi la vigilia del 10 Agosto, oper con uno scoppio violento questa sempre memorabile Liberazione, deve dominarla - finch non si aduni la Convenzione. .
Questa Comune, che possono ben chiamare una Comune spontanea o "improvvisata", , pel momento, sovrana della Francia. Il Potere Legislativo, che attinge la sua autorit dall'Antico, come pu pi avere autorit, quando l'Antico  stato distrutto dall'insurrezione? Come un avanzo galleggiante di naufragio, alcune cose, persone, ed interessi possono ancora attaccarsi ad essa: difensori volontar, armati di carabine e di picche, in uniforme verde, o in berretto rosso (bonnet rouge) sfilano quotidianamente innanzi ad essa, volando verso Brunswick, brandendo le armi, sempre con qualche tocco di eloquenza da Leonida, spesso con tal fuoco di audacia, che minaccia di digradarne Erode; - le Gallerie, "specialmente quelle delle Signore, non rifiniscono dall'applaudire" (1). Questi Indirizzi ed altri di tal sorta possono essere ricevuti, ed avere una risposta destinata ad essere udita da tutta la Francia; la Salle de Mange  ancora utile come luogo di proclamazione; e per quest'uso, invero, serve principalmente adesso. Vergniaud vi tiene dei discorsi che scuotono gli spiriti; ma sempre in un senso profetico soltanto, in attesa dell'avvento della Convenzione. "Perisca la nostra memoria", grida Vergniaud, "ma sia libera la Francia!" - A queste parole tutti gli astanti balzano in piedi, applaudendo e rispondendo: "S, s, prisse notre mmoire, pourvu que la France soit libre!" (2). Lo sfratato Chabot scongiura il Cielo che almeno "ci liberi dai Re"; e d'un subito, come la polvere sotto la scintilla, tutti c'infiammiamo una volta ancora, e agitando i cappelli, applaudiamo e giuriamo: "S, nous le jurons: plus de rois!" (3). Tutto ci, come metodo di proclamazione,  molto conveniente.
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Del resto, che i nostri affaccendati Brissot, i rigorosi Roland, uomini che ebbero una volta autorit, ed ora ne hanno sempre meno; uomini che amano la legge, e vogliono anche un'Esplosione che esploda da s stessa il pi lontanamente possibile, secondo la legge, trovino questo stato di cose niente officiale e niente soddisfacente, -  innegabile. Si muovono doglianze; si fanno tentativi; ma senza niun effetto. E i tentativi producono un rinculo, e bisogna rinunciarvi per paura di peggio; lo scettro s' dipartito da questa Legislativa una volta per sempre. Povera Legislativa, cos dura fu la sua sorte, che da s stessa si lasci mettere i ceppi e inchiodare alla roccia come un'Andromeda; l non poteva far altro che gemere rivolta al Cielo e alla Terra; intanto un Perseo alato (o una Comune improvvisata) apparve miracolosamente nello spazio Azzurro, e venne a slegarla; ed ora sar lei che con la sua parola dolce e musicale, o lui che, col suo ardimento, la sua scimitarra e la sua egida, avr il voto decisivo? Un melodioso accordo di voto: tale sarebbe la regola! Ma, se altrimenti, e v' divergenza di voti, allora sicuramente ad Andromeda non resta che piangere, - versando, se  possibile, lagrime di gratitudine soltanto.
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Sii contenta, o Francia, di questa Comune improvvisata! Essa ha gli attrezzi e ha le mani: il tempo non  lungo. La Domenica del 26 Agosto, le nostre Assemblee Primarie si riuniranno e cominceranno dall'eleggere gli Elettori; la Domenica del 2 Settembre (possa quel giorno essere avventuroso!) gli Elettori cominceranno dall'eleggere i Deputati; e cos una Convenzione Nazionale che tutto risana sar messa insieme. Non pi marc d'argent, o distinzione di attivo e passivo oltraggiano ormai il Patriota Francese: vi  suffragio universale, illimitata libert di scelta. I vecchi Costituenti, i presenti Legislatori, tutta la Francia  eleggibile, Anzi, pu dirsi che il fiore di tutto l'Universo (de l'Univers) sia eleggibile; poich proprio in questi giorni, con atto dell'Assemblea, "naturalizziamo" i principali Stranieri Amici dell'Umanit: Priestley, perseguitato per noi a Birmingham; Klopstock, genio di tutti i paesi; Geremia Bentham, abile giureconsulto; il noto Paine, il sarto ribelle; - alcuni dei quali possono essere scelti. Il che  molto confacente ad una Convenzione di tal genere. In una parola, settecentoquarantacinque sovrani senza ceppi, ammirati dall'Universo, surrogheranno questa impotente e miserevole Legislativa, - di cui  probabile che i migliori membri e la Montagna in massa possano essere rieletti. Roland sta approntando la Salle des cent Suisses, come preliminare rendez-vous per loro; in quel vuoto palazzo delle Tuileries, ora vuoto e Nazionale, che non  un Palazzo, ma un carovanserraglio.
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Quanto alla Comune Spontanea, si pu dire che mai fuvvi sulla Terra un pi strano Consiglio Comunale. L'Amministrazione, non d'una grande Citt, ma di un gran Regno in uno stato di rivolta e di frenesia, ecco il compito che le era toccato. Arrolare, provvedere, giudicare; progettare, decidere, fare, adoprarsi a fare:  a meravigliare se il cervello umano pot resistere a tutto questo senza venir meno. Ma, per fortuna, il cervello umano ha molto talento nell'assumersi semplicemente quello che pu sopportare, ignorando tutto il resto, lasciando da parte tutto il resto come se non esistesse! Onde a qualche cosa si  realmente provveduto; o tante cose hanno trovato la via da s stesse. Questa Comune improvvisata procede, senza esitare, facendo fronte con prontezza, senza paura e senza perplessit, in qualunque occorrenza, ai bisogni del momento. Se il mondo fosse in fiamme, un improvvisato Municipale tricolore non avrebbe che una vita da perdere. Essi sono la quintessenza e i prescelti del Patriottismo Sanculottico; destinati alle imprese pi arrischiate; una vittoria ineffabile o la forca, ecco il loro guiderdone. .
Questi sorprendenti Municipali tricolori siedono nel Palazzo Municipale; in Consiglio generale; in Comitato di sorveglianza (de Surveillance, che diverr anche de Salut Public, di Salute Pubblica) o in altri Comitati e Sottocomitati occorrenti; - mantenendo una corrispondenza enorme, facendo decreti senza fine; si sa d'un Decreto che era "il novantottesimo del giorno". Pronto!  la parola. Portano pistole cariche nelle tasche, ed anche qualche merenda improvvisata che fa loro da pasto. Oppure i traiteurs contrattano per fornire immediatamente i pasti, da mangiarsi sul luogo, - troppo prodigalmente, come fu poi lamentato. Tali sono essi: cinti della loro fascia tricolore; con la carta da scrivere municipale in una mano, e nell'altra un'arma da fuoco. Hanno i loro Agenti sparsi per tutta la Francia, che parlano nei Municipii, nei Mercati, nelle vie principali e in quelle secondarie; che si agitano, che incitano a prendere le armi; e tutti i cuori fremono nell'udirli.  grande il fuoco dell'Eloquenza antiaristocratica: anzi alcuni, come il Bibliopola Momoro, hanno l'aria di rimontare a qualche cosa che ha odore di Legge Agraria, e di suggerire qualche operazione chirurgica alle casse forti affette da idropisia; senonch, l'ardito librario corre rischio d'essere impiccato, e l'Ex Costituente Buzot lo aiuta a prendere il largo clandestinamente. (4)
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Gli Uomini di governo, anche intrinsecamente insignificanti, hanno per la maggior parte scrittori di Memorie in abbondanza; e i curiosi dei tempi che seguono possono apprendere minutamente tutti i particolari che li concernono; e poich si ha sempre desiderio di conoscere i propri simili che si trovano in situazioni singolari,  questo un conforto nel suo genere. Non cos per questi Governanti ora al Municipio! Eppure, quale dei pi originali, tra i Governanti, sia Gran Cancelliere, o Re, o Imperatore, o Segretario dell'Interno o degli esteri, ebbe una vicenda pari a quella dello Scrivano Tallien, del Procuratore Manuel, del futuro Procuratore Chaumette, qui, in questa danza di sabbia che stanno compiendo Venticinque Milioni d'uomini? O fratelli mortali: - tu, Avvocato Panis, amico di Danton, congiunto di Santerre; tu, Incisore Sergent, chiamato poi Agate Sergent; tu, Huguenin, con la campana a martello nel cuore! Ma, come dice Orazio, essi mancano dello scrittore delle sacre memorie (sacro vate); e non li conosciamo. La gente si glori dell'Agosto e dei suoi fatti, celebrandoli; ma di questo Settembre n ora n appresso qualcuno mener vanto. Il mondo del Settembre rimane scuro, fuligginoso come la mezzanotte magica della Lapponia; - onde, invero, strane figure si evolveranno.
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Intanto, notate questo: l'incorruttibile Robespierre non manca, ora che l'impeto della battaglia  passato; l'uomo verdemare siede col di soppiatto, e i suoi occhi felini spiccano nel crepuscolo. E notate, ancora, un fatto che ne val tanti: quel Marat, non solo  l, ma ha un posto d'onore a lui assegnato, una tribune particulire. Qual cambiamento per Marat, innalzato dalla sua oscura cantina fino a questa luminosa "tribuna particolare"! Ogni cane ha il suo giorno: anche i cani arrabbiati. Tristo, inguaribile Filottete Marat; senza il quale Troia non pu esser presa! Quivi, come uno dei principali elementi del Potere Governante, Marat  stato innalzato. La stampa realista, poich abbiamo "soppressi" gli innumerevoli Durosoy e i Royou, magari cacciandoli in prigione, - la stampa realista sostituisce la vecchia stampa spesso strappata dalle mani di un Amico del Popolo nei cattivi tempi antichi. Nella nostra "tribuna particolare" scriviamo e redigiamo: Manifesti che sono un debito ammonimento di terrore; Amis du Peuple (ora sotto il nome di Journal de la Rpublique); e l sediamo obbediti dagli uomini.
 "Marat", dice uno, " la coscienza dell'Htel-de-Ville". Il Custode, come qualcuno lo chiama, della Coscienza Sovrana; che, di certo, in tali mani, non rester nascosta in un tovagliolo!
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Come dicevamo, due grandi movimenti agitano questo sconvolto spirito nazionale: una corrente contro i Traditori domestici, e una corrente contro i Despoti stranieri. L'uno e l'altro son movimenti folli che nessuna legge cognita pu infrenare; poich le pi forti passioni della natura umana li sostengono, amore, odio, dolore vendicativo, vanagloria di nazionalit, anche animata dallo spirito di vendetta, - e sopratutto il pallido Panico!Legislatori! Milleduecento patrioti trucidati non implorano forse la vendetta dalle loro oscure catacombe con le espressioni mute della morte? Tale fu la rabbia distruttrice di questi Aristocratici, nel Dieci Agosto, sempre memorabile! Ma, a prescindere dalla vendetta e guardando solo alla Pubblica Salvezza, non vi sono tuttora in questa Parigi "Trentamila Aristocratici" (cifra rotonda) del pi malvagio umore, ridotti a giuocare la loro ultima carta? - Siate pazienti, o patrioti: la nostra nuova Alta Corte, "il Tribunale dei Diciassette",  in funzione; ogni Sezione ha mandato Quattro Giurati; e Danton, eliminando i giudici non atti al loro ufficio ed ogni sconcio ovunque si trova,  "lo stesso uomo che avete conosciuto ai Cordeliers". Con un tal Ministro della Giustizia,  possibile che non si faccia giustizia? - Che sia pronta allora, - risponde universalmente il Patriottismo; - pronta e sicura!
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 a sperare che questo Tribunale dei Diciassette sia pi rapido degli altri. Gi il 21, mentre la nostra Corte non esiste che da quattro giorni, Collenot d'Angremont, "il realista arruolatore" (sensale, embaucheur), muore a lume di torce. Poich eccola la grande Guillotine, meravigliosa a vedersi, che ora  drizzata col; l'Idea del Dottore  divenuta Legno e Ferro: la grande asse ciclopica "cade nelle sue scanalature come la mazzaranga del battipalo", "rapida, spegnendo la luce dell'uomo! Mais vous, Gualches, che avete inventato)" Questo? - Quel povero vecchio di Laporte, Intendente della Lista Civile, vien subito dopo, quietamente, il dolce vecchio. Poi Durosoy, Scrittore realista di placards, "cassiere di tutti gli Antirivoluzionarii dell'interno": egli venne allegramente, dicendo che un Realista come lui doveva morire preferibilmente quel giorno, il 25, Giorno di San Luigi. Tutti questi erano stati processati e condannati fra gli applausi delle Gallerie, e affidati all'Idea Realizzata nel termine d'una settimana. Quelli poi che assolviamo, fra gli applausi delle Gallerie, sono mandati via, o sono magari accompagnati in prigione, poich le Gallerie cominciano a urlare ed anche a minacciare, a tumultuare (5). Non  languido questo Tribunale.
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N s'infiacchisce l'altro movimento, la corrente contro i Despoti stranieri. Forze potenti s'incontreranno in una mischia mortale; l'Europa disciplinata contro la Francia insana, indisciplinata; e strane conclusioni se ne trarranno. - Immaginate, perci, in un pallido grado, il tumulto che turbina in questa Francia, in questa Parigi! Manifesti della Sezione, della Comune, della Legislativa, manifesti individuali di Patrioti, fiammeggiano su tutti i muri, ammonitori. Bandiere di Pericolo della Patria sventolano all'Htel de Ville; sul Pont-Neuf sulle statue abbattute dei Re.  un continuo arruolarsi di tutti, una gran fretta d'arruolarsi; un arruolarsi fra le lagrime e le rodomontate; una marcia disordinata sulla Gran Via del Nord-Est. I Marsigliesi cantano il loro selvaggio All'armi, in coro; che ora, tutti, uomini, donne e fanciulli, hanno imparato e cantano in coro nei teatri, pei Boulevards, per le vie; e il cuore arde in ogni petto: Aux armes! Marchons! - Ora, pensate come i vostri Aristocratici si pongano al sicuro nei nascondigli. Bertrand Moleville, per esempio, resta nascosto in una soffitta "della strada Aubry-le-boucher, con un povero chirurgo che mi aveva conosciuto"! Madame de Stael ha nascosto il suo Narbonne, non sapendo che farsi di lui in questo mondo. Le Barriere sono aperte qualche volta, pi spesso chiuse; non  possibile avere passaporti; Emissar del Municipio, dagli occhi e dagli artigli di falco, volteggiano in ogni punto del vostro orizzonte! In due parole: il Tribunale dei Diciassette, affaccendato sotto le Gallerie urlanti; il Prussiano Brunswick, "su uno spazio di quaranta miglia", col suo bagaglio di guerra e i fulmini addormentati, e le sessantaseimila (6) mani destre di Briareo, - che s'avanzano, s'avanzano!
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Oh Cielo! negli ultimi giorni di Agosto, egli  venuto! Durosoy non era stato ancora ghigliottinato quando venne la notizia che i Prussiani razziavano e devastavano intorno a Metz; non pi di quattro giorni dopo, si viene a sapere che Longwy, la nostra prima piazza forte sulla frontiera,  caduta in "quindici ore". Presto, perci, o Municipali improvvisati; presto, sempre pi presto! - I Municipali improvvisati sopperiscono anche a questo. Urgono gli arruolamenti, e gli abiti, e le armi. I nostri ufficiali hanno ora "spalline di lana", poich  il regno dell'Uguaglianza, e anche della Necessit. N le persone si dicono pi ormai monsieur e signore, l'un l'altro; citoyen (cittadino)  pi appropriato; diamo anche del tu, "come facevano i popoli liberi dell'Antichit": cos hanno suggerito i giornali e la Comune improvvisata; e sar bene.
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Infinitamente meglio intanto, potremmo suggerire noi, sarebbe il trovare le armi. Per ora i nostri Citoyens cantano in coro All'armi; e non hanno armi! Si cercano le armi, con passione; ogni moschetto  cagione di gioia. Inoltre, si fanno trincee intorno a Parigi: sui pendii di Montmartre si fanno scavi e movimenti di terra; quantunque anche i semplici sospettino che questa  cosa da disperati. Essi scavano, e le fasce tricolori hanno parole d'incoraggiamento e di sprone. Alfine, "dodici Membri dalla Legislativa vanno tutti i giorni", non solo per incoraggiare, ma per dare una mano, per zappare anch'essi: ci fu decretato per acclamazione. Ma delle armi bisogna provvedersi; o il talento dell'uomo si spunta e diviene stoltezza.
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Il gracile Beaumarchais, credendo di servire la Patria, e dare un impulso al commercio all'antica maniera, ha commesso un carico di settantamila buone armi in Olanda: volesse il cielo, pel bene della patria e suo, che giungessero! Intanto si strappano le grate, e se ne fanno picche; le stesse catene saranno messe insieme e ridotte in picche. Anche le bare si tireranno fuori, e verranno fuse per farne palle. Tutte le campane delle Chiese saranno gettate nella fornace per divenire cannoni; tutta l'argenteria delle Chiese passer alla Zecca per divenire moneta.
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E mirate anche i belli stuoli di cigni, le Citoyennes, che hanno fermato il volo nelle Chiese, e l mostrano i nivei colli, - mentre cuciono tende e uniformi! - N mancano i Regali patriottici da parte di quelli che posseggono ancora qualche cosa, e sono offerti senza taccagneria; le belle Villaumes, madre e figlia, modiste della Rue St.-Martin, danno un ditale d'argento e una moneta di quindici soldi, con altri oggetti di simil genere; e si offrono, la madre almeno, a montare la guardia. Gli uomini che non hanno neppure un ditale da offrire, danno un ditale pieno magari d'invenzioni. Un cittadino ha tracciato lo schema di un cannone di legno; di cui la Francia esclusivamente dovr servirsi alla prima occorrenza; dev'esser fatto di doghe, da bottai; d'un calibro quasi senza limiti; ma quanto alla forza, la riuscita  incerta! Cos: si martellava, s'inventava, si cuciva, si fondeva, con tutto il cuore, con tutta l'anima. Due campane soltanto dovevano restare per ogni parrocchia - per sonare a stormo e per altri usi.
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E notate ancora che proprio mentre le batterie prussiane giuocavano di bersaglio a Longwy, al Nord-Est, e il nostro vile Lavergne non sapeva far altro che arrendersi; - all'Ovest, nella remota, patriarcale Vandea, quell'acre fermento intorno ai preti dissidenti, dopo un lungo lavoro,  maturo ed esplode: nel momento meno opportuno per noi! Cos, abbiamo che "ottomila contadini a Chtillon-sur-Svre" non vogliono esser sorteggiati come soldati; non vogliono che i loro Curati siano molestati. A questi si aggiungeranno i Bonchamp, i Larochejaquelein, e tanti Signori di parte realista, con Stofflet e Charette; con Eroi e Chouans Contrabbandieri; in mezzo al sincero ardore di un popolo semplice, tutto in fiamme e furore per suggestione teologica e dei Signori! E si combatter di dietro ai fossati, partiranno scariche mortali di dietro alle boscaglie, dai burroni dei fiumi; saranno incendiati tugur; le povere donne, coi figliuoli sul dorso, correranno in cerca di rifugio; i campi incolti biancheggeranno d'ossa umane; - "ottomila d'ogni et, d'ogni condizione, d'ogni sesso, fuggiranno attraverso la Loira", con gemiti portati lontano dai venti: in breve, per degli anni avvenire avremo tale un seguito di scene cui nessuna guerra gloriosa ci ha fatto assistere in queste ultime et, dacch finirono quelle degli Albigesi e dei Crociati, - salvo qualche occasionale Palatinato, che noi potemmo "bruciare" per eccezione. Gli "ottomila ai Chtillon" saranno dispersi pel momento: fuoco sparpagliato, non spento. Alle conseguenze e ai danni della battaglia esterna bisogna aggiungere d'ora in poi una cancrena interna pi letale.
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Questa sollevazione della Vandea si seppe a Parigi il mercoled 29 Agosto; - proprio nel momento in cui erano stati eletti i nostri Elettori; e a dispetto di Brunswick e di Longwy, si sperava, col volere del Cielo, di avere una Convenzione Nazionale. Ma invero questo mercoled dev'essere altrimenti considerato come uno dei pi notevoli che Parigi abbia visto; notizie tristi arrivano successivamente come messaggeri di Giobbe, e s'incontrano con risposte tristi. Della mossa della Sardegna per invadere il Sud-Est, delle Spagna che minaccia il Sud, non parliamo. Ma non sono i Prussiani padroni di Longwy (consegnata, si direbbe, con tradimento); che si preparano ad assediare Verdun? Clairfait e i suoi Austriaci circuiscono Thionville, oscurando il Nord. Non la provincia di Metz ora, ma tutto il Clermontais sar molestato; Ulani cacciatori e Ussari sono stati visti sulla via di Chlons, quasi fino a Sainte-Menehould. Coraggio, o Patrioti: se voi perdete il coraggio, tutto  perduto!
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Non senza una emozione drammatica si legge nei Dibattimenti Parlamentari della sera di mercoled, "dopo le sette", la scena dei militari fuggiti da Longwy. Trafelati, coperti di polvere, disanimati, quei poveretti entrano nella Legislativa, verso il tramonto o pi tardi; narrano nei pi patetici particolari della spaventevole condizione in cui si trovavano: i Prussiani che affluiscono tutt'intorno, a miriadi, e lanciano fuoco come vulcani per quindici ore: noi disseminati, sparsi sui bastioni, con appena un cannoniere ogni due cannoni; il nostro vile Comandante Lavergne che non si lascia vedere in nessun luogo; i foconi che non prendevano fuoco: non v'era polvere nelle bombe. - Che potevamo fare? "Mourir; Morire!" rispondono prontamente delle voci (7); e i polverosi fuggitivi dovettero svignarsela, per andare altrove a chiedere conforto. - S, Mourir, questa  ora la parola. Sia Longwy di scherno proverbiale tra le piazze forti francesi: che esso sia (dice la Legislativa) cancellato piuttosto dalla faccia disonorata della Terra; - e cos, si  decretato che Longwy, appena ne fossero usciti i Prussiani, dovesse "essere raso", non restando altro che una terra arabile.
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Ora i Giacobini sono pi dolci; e come  possibile, se essi erano il fiore del patriottismo? La povera Signora Lavergne, moglie del povero Comandante, prese il suo ombrellino, una sera, e, accompagnata da suo padre, venne nella Sala della Madre Onnipotente, "per leggere una memoria tendente a giustificare il Comandante di Longwy". Il Presidente Lafarge le risponde: "Cittadina, la Nazione giudicher Lavergne; i Giacobini sono tenuti a dirgli la verit. Egli avrebbe terminata l la sua carriera (termin sa carrire), se avesse amato l'onore del suo paese" (8).
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CAPITOLO 2.
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DANTON.
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Ma pi che radere al suolo Longwy, pi che rimbrottare i soldati impolverati o le loro mogli, Danton venne iersera a chiedere un Decreto per requisire le armi, dacch non erano offerte volontariamente. Si facciano "visite domiciliari", a questo scopo, col rigore dell'autorit. Si cerchino armi; si cerchino cavalli, - l'Aristocrazia si fa trascinare nelle sue carrozze, mentre il Patriottismo non pu trascinare i suoi cannoni. Si faccia ricerca di munizioni da guerra "nelle case delle persone sospette" - ed anche, quando sembri opportuno, si prendano e si mettano in prigione quelle stesse persone sospette! Nella Prigione i loro complotti diverranno innocui; nella Prigione saranno come ostaggi per noi, e non senza utilit. L'energico Ministro della Giustizia chiese iersera, ed ottenne questo Decreto; da eseguirsi la notte stessa; e si stava eseguendo nel momento in cui quei soldati coperti di polvere furono salutati con la parola Mourir. Si conta che duemila armature sono stato requisite a questo modo; e circa quattrocento teste di nuovi Prigionieri; e, tutto sommato, era tale il terrore, tale l'abbattimento da cui gli Aristocratici erano stati invasi, che tutti, eccettuato il Patriottismo, ed anche il Patriottismo che non fosse stato a quegli estremi, dovevano sentirne piet. S, signori! Se Brunswick ridurr in cenere Parigi, probabilmente ridurr in cenere anche le prigioni di Parigi: Terrore orrendo, che se noi abbiamo provato, sapremo anche ispirare con la profondit degli orrori che racchiude; lo stesso fondo pieno di crepacci ci trasposta tutti in queste acque selvagge.
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Si pu immaginare che agitazione v'era ormai fra i "trentamila Realisti"; i Cospiratori o gli accusati di cospirazione si rannicchiavano sempre pi nei loro nascondigli, come Bertrand de Moleville, che guardava ardentemente in direzione di Longwy, con la speranza che il tempo si manterrebbe bello. Essi indossavano gli abiti dei valletti, come Narbonne, "che pass in Inghilterra in qualit di famulo del Dottor Bollman"; mentre Madame de Stal s'ingegnava a discutere con Manuel come una consorella in letteratura, disputando anche col Cancelliere Tallien: una preda d'inenarrabali dolori (9). Il Realista Peltier, scrittore di pamphlets, ci d una commovente Descrizione (non mancante d'elevatezza e di colorito) dei terrori di quella notte.
. Dalle cinque del pomeriggio una grande citt  un d'un subito immersa nel silenzio; non si ode che il rullo dei tamburi e lo scalpitio di piedi in marcia; e a quando a quando lo spaventevole tuonare del martello di qualche porta al giungere di un Commissario Tricolore con le suo guardie bleues. Tutte le strade sono deserte - dice Peltier - occupate da guardie ad ogni estremit; si  dato ordine a tutti i cittadini di starsene in casa. Sul fiume galleggiano barche di sentinelle, per tema che si prenda la fuga in acqua; le Barriere sono ermeticamente chiuse.  spaventevole! Splende il sole, correndo serenamente verso l'occidente, in un cielo sgombro, senza vapori; Parigi  come addormentata, come morta: - Parigi trattiene il respiro, per vedere qual colpa cadr su di essa. Povero Peltier! Gli Atti degli Apostoli e tutta la giocondit degli Articoli di fondo sono scomparsi, dando luogo, invece, ad una seriet amara; la satira elegante  omai mutata in una mordacit volgare (tutta a base di oltraggi); tutta la logica  ridotta a quest'unica tesi primitiva: occhio per occhio, dente per dente! - Peltier, dolorosamente edotto di questo, tien bassa la testa; fugge incolume in Inghilterra, per provocare di nuovo col la guerra d'inchiostro; - per avere un processo giudicato dalla Giuria in tempo debito, e l'assoluzione che ottiene mediante l'eloquenza d'un giovane Whig, celebrato dal mondo per un giorno.
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Dei trentamila, molti, naturalmente, non furono molestati; ma, come dicemmo, circa quattrocento, indicati come "persone sospette", furon presi, e un indicibile terrore invase tutti. Guai a chi  reo di cospirazione, di Anticivismo, di Realismo, di Feuillantismo; che, reo o non reo, abbia un nemico che lo dichiari reo! Quel povero vecchio Signor de Cazotte  preso, e con lui la giovane e amata figliuola, che rifiuta di lasciarlo. Perch o Cazotte, smettesti dal far romanzi e il Diable Amoureux, per una realt come questa? E quel povero vecchio del Signor de Sombreuil, quello degli Invalides, anche  preso; uomo guardato bieco dal Patriottismo fin dai giorni della Bastiglia; anch'egli ha una figliuola affettuosa, che non vuol lasciarlo. Son lagrime giovanili a stento rattenute;  la vecchiaia debole e vacillante che appare un'altra volta. - Oh fratelli miei, oh mie sorelle!
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Tal' per chi ha fama, tal' per chi  noto; tal' per gli sconosciuti se hanno un accusatore: tutti vanno. Il marito di Lamotte dalla Collana trovasi in queste prigioni (ella da tempo s' sfracellata sul lastricato di Londra); ma  liberato. Il grosso Le Morande del Courrier de l'Europe va pazzamente avanti e indietro; zoppicando, sulle grucce leggere e bene adatte; ma essi lo lasciano pur zoppicare; - la sua ora non  ancora venuta. L'Avvocato Maton de la Varenne, assai debole in salute,  strappato alla madre e ai parenti; il Tricolore Rossignol (lavorante orefice, gi malandrino, e ora uomo che si  fatta una posizione) ricorda un'antica Arringa di Maton! Jourgniac di Saint-Mard va: l'ardito e franco soldato; egli "si trov nell'ammutinamento di Nancy, nell'effervescente Rgiment du Roi", - dalla parte del torto. Ma la cosa pi triste  l'Abate Sicard, un prete che non pot giurare, ma che pot fare da insegnante ai sordomuti. Nella sua sezione un uomo, egli dice, gli portava invidia; un uomo, nel momento opportuno, lancia contro di lui un'accusa, che trova presa. Nel quartiere dell'Arsenale vi sono cuori muti che gemono, con segni, con gesti selvaggi; egli, il miracoloso consolatore, il donatore della parola,  rapito loro.
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Con gli arresti di questa notte del Ventinove, e con quelli che sono seguiti, pi o meno, giorno e notte, fino al Dieci, si pu immaginare che cosa erano ormai divenute le prigioni: agglomeramento e confusione; e che urtarsi, che scompiglio, che veemenza, che terrore! Delle povere amiche della Regina, che l'avevano seguita al Temple, e poi erano state mandate in altre prigioni, alcune, come la Governante de Tourzelle, son lasciate libere; non cos la povera Principessa di Lamballe, che aspetta nelle celle della prigione La Force altri eventi.
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Fra tante centinaia di persone colpite da mandati di arresto, che sono trascinate nell'Aula Municipale o in quella delle Sezioni, nelle Case di detenzione preventiva, e sospinti ivi come armenti in un ovile, dobbiamo far menzione di un altro: Caron de Beaumarchais, autore di Figaro, vincitore dei Parlamenti di Maupeou e dei cani dell'inferno di Goezman; una volta annoverato fra i iSemidei; ed ora? Noi lo lasciammo nel suo apogeo; qual terribile decadenza, quando di nuovo fissiamo su di lui lo sguardo! "A mezzanotte (era ancora il 12 Agosto) il servo, in camicia", cogli occhi stralunati, entra in camera: - Signore, alzatevi; tutto il popolo viene a cercarvi; essi picchiano da sfondare la porta. "Difatti picchiavano in una terribile maniera (d'une faon terrible). "Infilo il mio abito, dimenticando il gil, con in piedi le sole pantofole, e gli parlo". - Ed egli, ohim, non fa che rispondere con delle incoerenze, delle interiezioni, preso da timor panico. Attraverso le imposte e le fessure di fronte e di dietro, i foschi lampioni della strada riflettono figure truci e squallide che rumoreggiano tenendo alte le picche; e voi correte all'impazzata, cercando un'uscita che non potete trovare: - e dovete rifugiarvi nella credenza, a pie' della scala, e restarvi palpitante, in quel costume incompleto, mentre i lumi danzano attraverso il buco della serratura, scalpitano i piedi sulla vostra testa, e un tumulto satanico "si prolunga per quattr'ore e pi"!E delle vecchie Signore del quartiere balzarono in piedi spaventate (ci fu detto il mattino seguente); suonarono per le loro bonnes e si fecero portare delle gocce di cordiale, lamentandosi con acute esclamazioni; dei vecchi Signori poi, in camicia, "saltarono su pei muri dei giardini", mettendosi a correre, bench nessuno li inseguisse; uno di essi sfortunatamente si ruppe una gamba (10). Intanto le sessantamila armature d'Olanda (che mai arrivano), e l'ardita trovata commerciale sono andate a finire cos male!
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Beaumarchais se la sgattaiol per quella volta; ma non fu cos l'altra volta, dieci giorni dopo. La sera del ventinove egli  ancora in quel caos delle prigioni, lottando nella pi triste condizione, impotente ad ottenere giustizia o udienza. "Panis si gratta la testa" quando gli parlate, e si allontana. Frattanto sappia l'amatore di Figaro che il Procureur Manuel, fratello in letteratura, lo trov e lo liber ancora una volta. Ma il povero Semideo, spogliato ormai del suo splendore, doveva nascondersi nei granai, andar ramingo pei campi in cultura, palpitando per la vita; doveva attendere sotto le grondaie, starsene nell'oscurit "sui Boulevards fra i ciottoli e i rottami delle vie", anelante di ricevere una parola da un Ministro o da uno Scrivano di Ministro, intorno a quei malaugurati moschetti olandesi, senza mai ottenerla; - struggendosi nell'ipocondria, nel terrore, e in una rabbia canina repressa; oim, come il veloce e astuto segugio, un tempo degno d'appartenere a Diana, rompe adesso i suoi vecchi denti rodendo basalto; e deve "fuggire in Inghilterra", e, tornando, deve cacciarsi in un angolo, e giacere tranquillo, senza denti (senza danaro). Pensi a tutto questo l'amatore di Figaro, e ne pianga. Qui noi, senza piangere, ma non senza tristezza, diamo il nostro addio al compagno mortale appassito. II suo Figaro  tornato sulla scena francese, e oggigiorno  trovato qualche volta la migliore produzione. E invero, finch la vita dell'uomo si fonder soltanto sull'artificiale, sull'arido; mentre ogni nuova Rivolta, ogni cambiamento di dinastia, diviene nient'altro che un nuovo strato di aridi rottami, e il sottosuolo resta nascosto; non  forse bene protestare contro una tal vita, in tante maniere, e anche nella maniera di Figaro?
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CAPITOLO 3.
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DUMOURIEZ.
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Tali sono gli ultimi giorni dell'Agosto 1792; giorni foschi, disastrosi e di cattivo auspicio. Che diverr mai questa povera Francia? Dumouriez si rec dal campo di Maulde, verso l'Est, a Sdan; e marted scorso, il 28 del mese, pass in rivista il cosiddetto Esercito lasciato in abbandono da Lafayette; i soldati abbandonati si agglomerano intorno a lui, e fu sentito che brontolavano al suo indirizzo: "Questo  uno di quelli, celui-l, che fece dichiarare la guerra". (11)
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Esercito poco promettente! Le reclute vi affluiscono, arrivandovi da Dpt in Dpt; ma semplici reclute, mancanti di tutto, fortunate se avevano delle armi. Cos Longwy era caduto vilmente; e Brunswick e il Re di Prussia con sessantamila dei suoi assedieranno Verdun; Clairfait e gli Austriaci stringono pi da presso le frontiere del Nord: "circa centocinquantamila", secondo il calcolo della paura, "ottantamila", come dimostrano i rapporti che abbiamo; e dietro di loro  l'Europa Cimmeria. Abbiamo la cavalleria di Castries e Broglie; la Fanteria Realista "dai pantaloni di nanking coi risvolti rossi", che respirano la morte e la forca.
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Ed ecco, finalmente! che a Verdun la domenica del 2 Settembre 1792, Brunswick  qui. Col suo re e sessantamila uomini brilla sulle alture; di l dalle sinuosit del fiume Meuse, egli guarda nel basso, noi e la nostra elevata cittadella e tutti i nostri forni da dolcieri (giacch noi abbiamo rinomanza come dolcieri); ed ha mandati ordini cortesi, per evitare spargimento di sangue! - Resistergli fino alla morte? Non era ogni giorno di ritardo prezioso? Oh Generale Beaurepaire (chiede la Municipalit sgomenta), dovremo noi resistergli? Noi Municipali di Verdun, non vediamo possibile la resistenza. Non ha egli sessantamila uomini e un'artiglieria senza fine? Il Ritardo  buono,  buono il Patriottismo; ma del pari  desiderabile di cuocere pacificamente al forno la pasticceria e di dormire con la pelle intatta, - Il disgraziato Beaurepaire protende le mani, e perora con passione, in nome del paese, dell'onore, del Cielo e della Terra: invano. I Municipali hanno, per legge, il potere di deliberare; - con un esercito comandato dal Realismo o cryptorealismo, una tal Legge sembrava necessaria; ed essi decisero, da pacifici pasticcieri - non da eroici Patrioti: - di arrendersi! Beaurepaire si reca a casa con passo affrettato: il suo servo, entrando in camera, lo vede "intento a scrivere frettolosamente", e si ritira. Dopo pochi minuti il servo sente un colpo di pistola: Beaurepaire giace morto; lo scritto frettoloso era un breve addio del suicida. In questa maniera mor Beaurepaire, pianto dalla Francia; sepolto nel Pantheon, con un'onorevole pensione alla sua Vedova e queste parole per epitaffio: prefer la morte piuttosto che arrendersi ai Despoti. I Prussiani, scendendo dalle alture, divengono pacificamente padroni di Verdun.
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Cos Brunswick s'avanza a poco a poco: chi mai potr arrestarlo, - mentre copre quaranta miglia di territorio? I foraggieri corrono lontano; i villaggi del Nord-Est sono saccheggiati; il vostro foraggiere assiano non ha che "tre soldi al giorno"; si dice che gli stessi emigrati s'impadroniranno dell'argenteria, - per vendetta. Clermont, Sainte-Menehould, Varennes, specialmente, tutte le citt della Notte degli Speroni, tremate! Il Procuratore Sausse e i Magistrati di Varennes sono fuggiti; il bravo Boniface Le Blanc del Bras d'Or  nei boschi.
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La ignora Le Blanc, giovane di bello aspetto, col suo figliuolo,  costretta a vivere nei verdi boschi, come una Bessy Belle della Canzone, in una capanna coperta di giunchi; - buscandosi un reumatismo prematuro (12). Clermont pu ben suonare a stormo ormai, e illuminarsi a suo piacere! Giace Clermont a pie' della sua Vacca (o Vache, come  chiamata col quella montagna), preda del bottino Assiano: le sue belle donne, pi belle che mai, sono derubate, non della vita, o di ci che  pi caro, ma di tutto ci che  pi a buon mercato e pi trasportabile; poich la Necessit, con tre soldi al giorno, non ha legge. A Sainte-Menchould il nemico  stato aspettato pi d'una volta, - mentre i nostri Nazionali sono tutti in armi; ma non s' visto ancora. Il Fornitore della posta, Drouet, non  nei boschi, ma pensa alla sua elezione; e sieder alla Convenzione, da notevole Prenditore di re, e da ardito Vecchio Dragone qual'.
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Cos, nel Nord-Est, tutto va alla ventura e segue la sua via; e un determinato giorno, la cui data la storia non pu trovare, Brunswick "ha preso impegno di pranzare a Parigi" - volendolo le Potenze. E a Parigi, nel centro, avviene quel che vedemmo; e la Sardegna  nel Sud-Est, e la Spagna  al Sud, e Clairfait con l'Austria e l'assediata Thionville nel Nord; - e tutta la Francia salta freneticamente come il Sahara in preda al vento, sollevando colonne di sabbia! Nessun paese si trov mai in condizioni pi disperate. Un paese che la Maest di Prussia (se le piacesse) potrebbe dividere e tagliare a pezzi come la Polonia; gettando il resto al povero fratello Luigi, - con la raccomandazione di mantenerlo tranquillo, o altrimenti lo faremo noi per lui!
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O, forse, le Potenze Superiori, pensando che un nuovo capitolo della Storia Universale debba cominciare qui e non oltre, hanno disposto tutt'altrimenti? In questo caso, Brunswick non pranzer a Parigi nel giorno designato; n v' chi sappia quando ci potr accadere! - Veramente in questo naufragio, in cui la povera Francia si prostra da s stessa nella polvere e precipita verso una ruina senza limiti, chi sa che un miracoloso punto d'appoggio, di Liberazione e di Nuova Vita non abbia gi cominciato ad esistere, non abbia gi cominciato ad operare, quantunque l'occhio umano non lo discerna ancora! Nella notte di quello stesso ventotto Agosto, giorno della rivista poco promettente in Sdan, Dumouriez riunisce col un Consiglio di guerra a casa sua. Egli distende la pianta di questo abbandonato teatro di guerra; i Prussiani son qua, l gli Austriaci; entrambi vittoriosi, in possesso della grande via, con lieve ostacolo, fino a Parigi: mentre noi siamo sparsi, senz'aiuto, qua e l; che fare? I Generali, sconosciuti a Dumouriez, sembrano abbastanza sgomenti; non sanno che consigliare, - se non che ritirarsi, o ritirarsi finch si accumulino le nostre reclute; forse finch il capitolo della fortuna volti qualche pagina per noi; almeno, in ogni caso, Parigi sia saccheggiato il pi tardi possibile. L'uomo dai molteplici consigli che "non ha chiuso occhio per tre notti", ascolta con poche parole questi discorsi lunghi e poco allegri, guardando semplicemente l'interlocutore, per poterlo conoscere; poi augura a tutti la buona notte; - ma fa cenno a un giovane, certo Thouvenot, di cui gli sono piaciuti gli sguardi di fuoco, di attendere un momento. Thouvenot attende. "Voil! dice Polymetis, indicando la carta geografica. - Quella  la foresta d'Argonne, quella lunga striscia di montagne rocciose e di boschi selvaggi; della lunghezza di quasi quaranta miglia, con solo cinque o forse anche tre passaggi praticabili; questa foresta, giacch essi l'hanno dimenticata, non si potrebbe ancora occupare, bench Clairfait si trovi cos vicino? Una volta presa, la Champagne chiamata l'Affamata (o peggio, Champagne Pouilleuse) sul loro lato; i tre pingui vescovadi e la Francia volenterosa dalla nostra parte; e le pioggie dell'equinozio non lontane; - queste Argonne "potrebbero essere le Termopoli della Francia." (13)
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Oh, pronto Polymetis Dumouriez, dal cervello fecondo, che gli Dei ti esaudiscano! - Polymetis, comunque sia, pieg la sua carta geografica, e si butt sul letto, risoluto a tentare, il mattino della dimane. Ma di quanta astuzia, di quanta sveltezza, di quanta audacia si doveva dar prova! Bisognava esser volpe e leone ed aver la fortuna per s.
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CAPITOLO 4.
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SETTEMBRE A PARIGI.
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A Parigi, una falsa Voce, che si rivel poi profetica e veridica, rese nota la caduta di Verdun, qualche ora prima che avvenisse.  Domenica due Settembre, il lavoro manuale non impedisce quello del pensiero. Verdun  caduta (bench alcuni ancora lo neghino); i Prussiani in piena marcia, col capestro, il fuoco e le fascine! Trentamila Aristocratici nelle nostre mura, e appena i quattro decimi di essi posti in prigione! Anzi, corre voce, che anche questi si rivolteranno. Il sieur Jean Julien, carrettiere di Vaugirard (14), messo alla gogna Venerd scorso, si pose d'un tratto a gridare, ch'egli d'ora in poi sarebbe ben vendicato, che gli amici del Re in prigione si sarebbero slanciati fuori, avrebbero forzato il Temple, messo il Re a cavallo, e, aiutati dai non imprigionati, ci avrebbero calpestati tutti sotto i ferri dei loro cavalli. Questo proclam il disgraziato carrettiere di Vaugirard con tutta la forza dei suoi polmoni; quando fu trascinato al Palazzo di citt, vi persistette sempre ad alta voce; iersera, quando lo ghigliottinarono, mor con la schiuma di quelle parole sulle labbra (15). Poich la mente d'un uomo incatenato alla gogna pu giungere alla pazzia; e tutti gli uomini possono divenir matti, e "credergli", come i frenetici faranno, "... perch  impossibile".
 dunque questo il nodo della crisi, e si  all'ultima agonia della Francia? Tenete testa a ci, o Comune Improvvisata, o forte Danton, e chiunque sia forte! I lettori possano giudicare se la Bandiera della Patria in Pericolo aleggi con blandizie o con furia sui cuori degli uomini, quel giorno.
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Ma la Comune Improvvisata, ma il forte Danton non vengono meno, ciascuno dal canto suo. Manifesti immensi vengono incollati sui muri; alle due suoneranno le campane a stormo, sar dato fuoco al cannone di allarme; tutta Parigi correr allo Champ-de-Mars, e sar arruolata. Senz'armi, invero, e senza disciplina; ma disperati, in preda alla forza della frenesia. Affrettatevi, o uomini; e voi, donne, offritevi a montare la guardia e a porvi in ispalla il fosco moschetto: deboli galline chioccianti, che nella disperazione si accenteranno al muso del mastino; e magari lo atterreranno con la loro veemenza! Lo stesso terrore, quando ha raggiunto un grado trascendentale, diviene una specie di coraggio; come una brinata molto intensa, secondo il poeta Milton, brucer. - Danton, la scorsa notte, nel Comitato Legislativo della Difesa Generale, quando gli altri Ministri e Legislatori ebbero tutti manifestata la loro opinione, disse, che non bisognava lasciare Parigi per rifugiarsi a Saumur; che essi dovevano rimanere a Parigi; e tenere tale attitudine da far paura ai loro nemici, - faire peur; parola sua, che  stata spesso ripetuta e ristampata - in corsivo. (16)
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Alle due, Beaurepaire, come vedemmo, si  sparato a Verdun; e in Europa i mortali vanno al sermone pomeridiano. Ma a Parigi il clangore dei campanili non  pel sermone; il cannone di allarme, rimbomba di minuto in minuto; il Campo di Marte e l'Altare della Patria ribollono d'un disperato terrore che  coraggio: qual miserere sale al Cielo da questa capitale che fu un tempo del Re Cristianissimo! La Legislativa siede in uno stato che si alterna fra il timore e l'effervescenza. Vergniaud propone che i dodici debbano andare di persona a scavare su Montmartre; ed  decretato per acclamazione.
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Ma meglio che andare a scavare di persona, fra gli applausi, guardiamo Danton che entra; - i neri sopraccigli rannuvolati, la figura colossale che s'avanza con passo grave; un'energia spaventevole che traspare da tutti i lineamenti dell'uomo rude!  forte, questo terribile Figlio della Francia e Figlio della Terra; una Realt, non una Formula anch'egli: e, di certo, ora pi che mai, essendo cos bassamente vilipeso,  sulla Terra e sulle Realt che egli riposa. "Legislatori", dice la voce stentorea, con parole che i giornali accora ci conservano, "non  il cannone d'allarme che voi udite:  il pas-de-charge contro i nostri nemici. Per conquistarli, per respingerli, di che abbiamo bisogno? Il nous faut de l'audace, et encore de l'audace, et toujours de l'audace! Osare, e sempre osare, osar senza fine! (17)" Cos va bene, o robusto Titano; non v' per te altra via d'uscita. O vecchi, che l'udiste, voi potete dire come quella voce si ripercuoteva in tutti i cuori, in quel momento; o li gonfiava e li teneva avvinti, e si diffondeva penetrante in tutta la Francia, come una forza elettrica, come una parola detta opportunamente.
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Ma, e la Comune che arruola al Campo di Marte? Ma, e il Comitato di Sorveglianza, che diviene ora Comitato della Salute Pubblica, di cui Marat  la coscienza? La Comune fa molti arruolamenti; provvede Tende in quel Campo di Marte, perch si possa marciare all'alba della dimane: sia data lode a questa parte della Comune! Non lode a Marat e al Comitato della Sorveglianza; - e neppure biasimo, come si potrebbe esprimerlo in questi nostri dialetti insufficienti; piuttosto un silenzio espressivo, significativo! Il solitario Marat, l'uomo proibito, meditante da tempo nelle sue cantine che gli servivano da rifugio, sulla sua Colonna da Stilita, non poteva vedere la salvezza che in una sola cosa; nella caduta di "duecentosessantamila teste di Aristocratici". Con una quantit di Bravi Napoletani, ognuno con un pugnale nella mano destra e un manicotto nella sinistra, egli voleva attraversare la Francia per venire a capo. .
Ma il mondo rise, prendendo in gioco la severa benevolenza d'un Amico del Popolo; - la sua idea non poteva essere messa in atto, e doveva restare un'idea fissa. Ma ecco che egli dalla sua Colonna di Stilita, discende ad una Tribune particulire; qui, senza i pugnali, senza i manicotti almeno, anche se fossero divenuti possibili, - ora nel cuore delle crisi, quando la salvezza o la perdita pendono dall'ora!
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La torre di Ghiaccio di Avignone fece molto rumore, e perdura nella memoria di tutti, ma gli autori non furono puniti; anzi, vedemmo Jourdan Coupe-ttes portato sulle spalle dagli uomini come un Portento di rame, "attraverso le citt del Sud". - Quali fantasmi, squallidi, orridi, in atto di agitare i loro pugnali e i loro manicotti danzino nel cervello di Marat, in questo vertiginoso scampanio di miserere e di demenza universale, non cercare d'indovinarlo, o Lettore! Non indovinare ci che pensava il crudele Billaud "nella sua corta veste bruna"; n Sergent, non ancora Agate-Sergent; n Panis, il confidente di Danton; - n, in una parola, come l'Orco tenebroso genera nel suo fosco seno e foggia quei suoi mostri e quei suoi prodigi che sono gli Eventi, che tu gli vedi partorire. Il terrore  nelle strade di Parigi, terrore e rabbia, lagrime e demenza. Le campane fanno echeggiare nell'aria il loro miserere; la disperazione selvaggia spinge alla battaglia; le madri, cogli occhi inondati di lagrime e con la ferocia nel cuore, mandano i loro figliuoli a morire. "I cavalli delle carrozze son presi per le briglie", e menati a trasportare i cannoni; "tagliati i tiragli, le vetture sono abbandonate". In un tale scampanio di Miserere, in un tal fosco sbalordimento insano, non sono a portata di mano la Strage, Ate e tutte le Furie? A un lieve cenno - chiss quanto lieve! - non potr venire la strage; e con la sua testa sfavillante di serpenti illuminare queste tenebre?
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Come ci avvenne, qual premeditazione vi fu, ci che fu improvvisato e accidentale, non si sapr mai fin che non lo renda noto il gran Giorno del Giudizio. Ma con Marat per depositario della coscienza Sovrana... - E noi sappiamo qual' l'ultima ratio dei Sovrani quando essi vi sono trascinati! Vi sono in questa Parigi degli uomini tanto perversi (un centinaio o pi), che non ne esistono di simili in tutta la Terra: che si possono ingaggiare e fare agire; o lasciare che agiscano, per proprio conto, senza ingaggiarli. - Inoltre vogliamo notare che la premeditazione stessa non  esecuzione, non  sicurezza di esecuzione; che, tutt'al pi, , forse, la sicurezza di lasciare che chiunque il voglia, esegua. Dal proposito del delitto all'atto del delitto  un abisso: meraviglioso a immaginarsi. Il dito si ferma sulla pistola; ma l'uomo non  ancora un assassino; anzi, quando tutta la sua natura esita di fronte a tale consumazione, non vi  piuttosto una pausa confusa, - un ultimo istante di possibilit per lui? Non ancora un assassino; dipende da un nonnulla che la pi fissa delle idee non vacilli. La lieve contrazione d'un muscolo, e il colpo mortale parte: egli diviene assassino e sar tale per tutta l'Eternit; - e la Terra  divenuta per lui un Tartaro di pena; il suo orizzonte  cinto ormai non pi dall'aurea speranza, ma dalle fiamme rosse del rimorso; voci dal profondo della Natura mormorano: Sia maledetto, sia maledetto!
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Di tale materia siam fatti noialtri; su tali mine di polvere d'infinita nequizia e criminalit cammina il pi puro di noi, - "se, come ben si dice, non  frenato da Dio". Vi sono nell'uomo profondit che vanno al pi basso dell'Inferno, come vi sono altezze che raggiungono il sommo del Cielo; - poich non sono forse il Cielo e l'Inferno, fatti di lui, e da lui, miracolo sempiterno e mistero quale egli ? - Ma guardando su questo Champ-de-Mars, con le sue tende che si ergono e il suo arruolamento frenetico; su questa fosca e gorgogliante Parigi, con le sue prigioni zeppe (credute sul punto di scoppiare), col suo scampanio di Miserere, con le madri in lagrime, coi soldati che fanno echeggiare i loro addii; - l'anima pia avrebbe pregato quel giorno perch la grazia di Dio vi ponesse un freno, un gran freno; altrimenti al pi piccolo cenno o indizio, la Follia, l'Orrore, l'Eccidio apparirebbero, e quel giorno di Settembre, quel Sabato, diverrebbe un Giorno nefasto negli Annali degli uomini.
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Lo scampanio diviene sempre pi alto, gli orologi suonano le Tre senza essere uditi, quando il povero Abb Sicard con un'altra trentina di preti Nongiuranti, in sei carrozze, percorrono le vie, partendo dalla loro prima Casa di Detenzione al Palazzo Civico, diretti all'Ovest verso la Prigione dell'Abbadia. Tante carrozze sono abbandonate per le vie; solo questo sei si muovono, - tra una moltitudine furiosa, che impreca mentre passano. Maledetti Tartufi Aristocratici, a questo punto ci avete ridotti! Ed ora volete forzare le prigioni e porre Capeto Veto a cavallo facendolo passare sui nostri corpi? Vergogna, oh preti di Belzeb e di Moloch; della tartuferia, di Mammone e delle Forche Prussiane, - che voi chiamate Madre Chiesa e Dio! - Questi rimproveri e peggio debbono sopportare i poveri Nongiuranti, che i Patrioti frenetici gettano loro sul viso, montando fin sulle predelline delle carrozze; e le guardie possono a stento frenarli. Volete tirar su le persiane? - No! Risponde il Patriottismo, battendo la sua zampa callosa sulle persiane delle carrozze e facendole ricadere. La pazienza nell'oppressione ha i suoi limiti: siamo presso all'Abbadia e la cosa  andata per le lunghe: un povero Nongiurante, di carattere pi vivace, colpisce col bastone la zampa callosa; anzi, trovandovi un po' di sollievo, colpisce la testa scarmigliata con forza, e con pi forza una seconda volta - in modo che noi vediamo chiaramente e tutti vedano. Ed  l'ultima cosa che vediamo distintamente. Ohim, un momento dopo, le vetture sono accerchiate e bloccate da una folla tumultuante di straccioni, con urli sordi al grido implorante grazia, cui si risponde con la spada immersa nel cuore (18). I trenta Preti sono tutti malmenati, massacrati presso la Porta della Prigione, l'un dopo l'altro; - solo il povero Abb Sicard, che conosceva un corto Moton, orologiaio, che eroicamente cerc di salvarlo nascondendolo nella Prigione, sfugge per farne il racconto; - ed  Notte, Orco; e la testa del Delitto scintillante di serpi  sorta nelle tenebre!
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Dal pomeriggio di Domenica (esclusi gli intervalli e le pause non finali) fino alla sera del Gioved, si seguono consecutivamente Cento Ore. Queste cento ore debbono essere annoverate con le ore della strage di S. Bartolomeo, dei Massacri di D'Armagnac, dei Vespri Siciliani, o di quanto v' di pi selvaggio negli annali del mondo.  orribile l'ora in cui l'anima dell'uomo, nel suo parossismo, rovescia le barriere e le leggi; e mostra che caverne, che abissi racchiude! La Notte e l'Orco, lo ripetiamo, come fu da tempo profetizzato, sono piombati qui, in questa Parigi, dalla loro prigione sotterranea; che orrore, che confusione! fa pena ad arrestarvi lo sguardo; eppure tutto ci non pu e non deve essere dimenticato.
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Il Lettore che guarda intensamente attraverso questa annebbiata Fantasmagoria dell'Abisso, discerner pochi oggetti fissi e certi; e pochi soltanto. Osserver in questa Prigione dell'Abbadia, compiuto il repentino massacro dei Preti, una strana Corte di Giustizia, o Corte della Vendetta, della Giustizia Selvaggia che dir si voglia, che immediatamente si forma e prende posto intorno ad una tavola, coi Registri dei prigionieri dinanzi; - Stanislao Maillard, l'eroe della Bastiglia, famoso capo delle Menadi,  alla presidenza. O Stanislao, si sperava d'incontrarti in tutt'altro luogo che questo; o furbo Usciere cavalcante e con un barlume di Legge! Anche questo lavoro tu devi fare; poi - devi scomparire per sempre dal nostro sguardo.
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Alla Force, allo Chtelet, alle Conciergerie, si forma la stessa Corte, cogli stessi accompagnamenti; ci che fa un uomo, tutti gli uomini possono fare. Vi sono a Parigi sette prigioni, e tutte son piene di Aristocratici che cospirano; - neppure Bictre e la Salptrire sfuggiranno coi loro Fabbricatori di Assegnati; e vi sono settanta volte settecento cuori di patrioti in istato di frenesia. I cuori scellerati neppur mancano, perfetti come ne contiene il Mondo - se questi sono necessar. Per i quali la legge non esiste, e l'uccisione, comunque si voglia chiamarla, non  che un lavoro da compiere.
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Cos siedono queste improvvisate Corti di Giustizia Selvaggia, coi registri delle prigioni dinanzi; con un insolito tumultuare furioso tutt'intorno; mentre i Prigionieri stanno nell'interno in preda al terrore dell'attesa. Alla lesta:  chiamato un nome; cigolano i chiavistelli, un prigioniero  l. Si fanno poche domande; rapidamente il Giur improvvisato decide: cospiratore Realista, o no?  chiaro che no: in questo caso il prigioniero  rilasciato con un Vive la Nation. Probabilmente s; anche allora il prigioniero  rilasciato, ma senza Vive la Nation; ovvero si ordina: Che il prigioniero sia condotto alla Force. Alla Force poi la loro formula : Che il prigioniero sia condotto all'Abbadia. "Alla Force, allora!" I birri volontar prendono il prigioniero; egli  alla porta esterna; "libero", o "scortato "; non  condotto alle Force, ma in mezzo a un mare urlante; sotto un arco di sciabole selvagge, di scuri e di picche,  fatto a pezzi. Ne sprofonda un altro e un altro ancora; si accumula ivi un mucchio di cadaveri, e si formano dei rigagnoli rossi. Immaginate gli urli di quegli uomini, i loro visi bagnati di sudore e di sangue; gli urli pi crudeli di quelle donne, poich vi sono anche le donne; un fratello mortale  lanciato nudo l in mezzo! Jourgniac de Saint-Mard ne ha visto di battaglie, ha visto un effervescente Rgiment du Roi in rivolta; ma il cuore pi coraggioso non pu reggere a tanto. I Prigionieri Svizzeri, avanzi del Dieci Agosto, "si avviticchiano l'uno all'altro spasmodicamente", e indietreggiano; grigi veterani gridano: "Grazia, Signori; ah, grazia!" Ma non v'era grazia. D'un subito "per, uno di quegli uomini si fa innanzi. Indossava una giubba azzurra; sembrava di circa trent'anni, la sua statura era al disopra della comune, il suo sguardo nobile e marziale. "Io vado pel primo", disse, "giacch cos dev'essere: addio!" Poi, scagliando con forza il suo cappello dietro di lui. "Da qual parte?" grid ai briganti. "Indicatemela, dunque!" Essi aprono le porte a due battenti, e lo annunziano alla moltitudine. Egli resta un momento immoto, poi si slancia tra le picche, e muore di mille ferite" (19).
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Un uomo dopo l'altro  fatto a pezzi; le sciabole hanno bisogno d'essere affilate, gli uccisori si ristorano con boccali di vino. Procede, procede sempre il macello; gli alti urli si affievoliscono in bassi grugniti. Una moltitudine triste dai visi furbi li guarda, approvando o disapprovando tristemente, riconoscendo tristemente che ci  necessario. "Un Inglese con un pastrano nocciuola fu visto, o si credette di vederlo, che distribuiva liquore con una bottiglia d'acquavite; con quale scopo, se non era ad istigazione di Pitt", Satana e lui lo possono sapere! Lo spiritoso dottor Moore si sent male nell'avvicinarsi a quel luogo, e dov cambiare strada (20). Abbastanza alla lesta procede questa Corte di Giustizia; e rigorosamente. Non sono risparmiati n i bravi, n i belli, n i deboli. Il vecchio M. de Montmorin, il fratello del Ministro,  assoluto dal Tribunale dei Diciassette ed  rimandato, sballottato dalle gallerie che schiamazzano; ma non  assoluto qui. La Principessa di Lamballe s'era adagiata sul letto. "Signora, voi dovete essere trasportata all'Abbadia". "Io non desidero d'essere trasportata, sto abbastanza bene qui". Ma  necessario il trasporto. Allora ella vuole un po' aggiustare le sue vesti; e voci rudi le dicono: "Non  mica lontano che dovete andare".
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Anche lei,  condotta alla porta dell'Inferno; perch  una manifesta amica della Regina. Ella retrocede alla vista delle sciabole sanguinanti; ma di l non si ritorna: Avanti! Quella bella testa  spaccata dalla scure;  separata dal collo. Quel bel corpo  tagliato a pezzi; con indegnit, con orrori osceni di mustacchio grandes-lvres, che la natura umana dovrebbe senz'altro trovare incredibili; - che saranno letti solo nel linguaggio originale. Ella era bella, era buona e non aveva conosciuta la felicit. I giovani cuori delle generazioni che si seguiranno, penseranno nel loro intimo: Oh, degna d'adorazione, che discendevi da Re, che discendevi da Dio; oh povera sorella! perch non ero io l con una Spada di Balmung o un Martello di Thor in mano? La sua testa  fissata su una picca ed esposta sotto le finestre del Temple, perch una persona ancora pi odiata, Marie Antoinette, possa vederla. Un Municipale, che si trovava in quel momento coi Regali Prigionieri nel Temple, disse: "Guardate fuori". Un altro bisbigli con premura: "Non guardate". Il circuito del Temple  guardato, in quelle ore, da un esteso cordone tricolore; vi penetra il terrore, e il clangore d'un tumulto infinito; finora, non si tratta del regicidio, quantunque anche a questo si pu arrivare.
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Ma  pi edificante il notare quali profondit di affetto, quali frammenti di virt selvagge balzano fuori da queste scosse che disgiungono l'esistenza umana; poich anche in questo v' una proporzione. Notate il vecchio Marchese Cazotte: egli  condannato a morire; ma la sua giovine figliuola lo avvince tra le sue braccia, con una ispirazione di eloquenza, con un amore che  pi forte della morte: il cuore degli uccisori  tocco, il vecchio  risparmiato. Intanto egli era reo, se il cospirare per il proprio Re  delitto: dieci giorni dopo, una Corte di Giustizia lo condannava, ed egli dov morire altrove, legando alla sua Figliuola una ciocca dei suoi vecchi capelli grigi. Notate il vecchio Signor de Sombreuil, che anche aveva una figlia; - "Mio padre non  un Aristocratico. O buoni Signori, io lo giurer, lo attester, lo prover in mille modi; noi non siamo Aristocratici; noi odiamo gli Aristocratici!" "Vuoi tu bere il sangue degli Aristocratici?" L'uomo le present il sangue (se si deve prestar fede alle voci) (21); la povera fanciulla bevve. "Questo Sombreuil  innocente, allora!" S, certo, ed ora notate, sopratutto, come le picche insanguinate, a questa novella, s'abbassano rumoreggiando al suolo; e gli urli da tigre divengono scopp di giubilo per un fratello salvato; e il vecchio e la sua figliuola sono stretti da quei seni coperti di sangue, con calde lagrime; e portati a casa in trionfo, al grido di Vive la Nation, e gli uccisori rifiutano anche il danaro! Non sembra strano questo loro carattere? Eppure il fatto pare accertato e provato dalla testimonianza di Realisti in altri esempi (22); ed  molto significativo.
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CAPITOLO 5.
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UNA TRILOGIA.
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Poich ogni Descrizione, in questi tempi, foss'anche delle pi epiche, che "parla e non canta", deve trovare fondamento o sulla Fede o sulla dimostrabilit del Fatto, o non avere fondamento veruno (n alcuna esistenza, se non quella dei regnateli ondeggianti), - il Lettore forse preferir di dare una occhiata con gli occhi del testimone oculare; ed osservare da se stesso come and. Il bravo Jourgniac, l'innocente Abb Sicard, il giudizioso avvocato Maton, comprimendosi molto, parleranno, ognuno per un istante. L'Agonia delle trentotto ore di Jourgniac arriv a "oltre cento edizioni", quantunque fosse, intrinsecamente, una povera cosa. Alcune parti di essa possono sorpassare la centounesima, per mancanza di meglio.
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"Verso le sette" (la sera della domenica all'Abbadia; poich Jourgniac procede per ordine di date): "Vedemmo entrare due uomini con le mani insanguinate e armati di sciabole. Un sottocarceriere con una torcia li guidava; ed accenn al letto dello sventurato Svizzero, Reding. Reding parlava con una voce morente, e uno di essi si arrest; ma l'altro grid: Allons, donc; sollev il disgraziato, se lo caric sulle spalle e lo trasport in istrada, ove fu massacrato.
"Noi ci guardammo tutti in silenzio, ci stringemmo reciprocamente la mano. Immoti, cogli occhi sbarrati, fissavamo il pavimento della nostra prigione, che illuminava il raggio lunare rigato dalle triplici sbarre delle finestre.
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"Ore tre del mattino: Stavano sfondando una delle porte della prigione. In sulle prime pensammo che venissero per ucciderci nella nostra camera; ma sentimmo da voci su per le scale, che si trattava d'una camera dove alcuni prigionieri s'erano barricati. Essi furono tutti sgozzati col, come in breve apprendemmo.
"Ore dieci: L'Abb Lenfant e l'Abb de Chapt-Rastignac comparvero sul pulpito della cappella, che era la nostra prigione, entrando da una porta sulla scala. Essi ci dissero che era prossima la nostra fine, che noi dovevamo prepararci per ricevere la loro ultima benedizione. Un movimento elettrico, che non si pu definire, ci fece cadere tutti in ginocchio, e la ricevemmo. Quei due vecchi dai bianchi capelli, ci benedissero dall'alto, la morte aleggiava sul nostro capo e tutto intorno a noi; quel momento non si pu mai dimenticare. Una mezz'ora pi tardi furono entrambi massacrati e noi udimmo le loro grida" (23). Cos Jourgniac nella sua Agonia nell'Abbadia.
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Ma ora lasciamo parlare il buon Maton, di ci che anche egli nella Force, in quelle stesse ore, soffre e vede. Questa sua Resurrection  certo il migliore, il meno teatrale dei Pamphlet, ed  corredato di documenti:
"Verso le sei", la sera di Domenica, "i prigionieri spesso erano chiamati, e non tornavano pi. Ognuno di noi si spiegava a suo modo questa singolarit: ma i nostri animi divennero calmi quando ci persuademmo che il memoriale che avevo redatto per l'Assemblea Nazionale produceva il suo effetto.
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"All'una del mattino la grata che conduceva al nostro quartiere si apr di nuovo. Quattro uomini in uniforme, con la sciabola sguainata, al chiarore delle torcie, vennero su verso il nostro corridoio, preceduti da un sottocarceriere; ed entrarono in un camerone accanto al nostro, per aprirvi una cassa che noi sentimmo rompere. Ci fatto, accompagnarono nella galleria e interrogarono un tal Cuissa, per sapere dove fosse Lamotte" (il Vedovo della Collana). "Dissero che Lamotte aveva, alcuni mesi addietro, sotto pretesto di un tesoro a lui noto, scroccato ad uno di loro la somma di trecento lire, invitandolo a pranzo con questo scopo. Lo sventurato Cuissa, ora nelle loro mani, e che fin col perdere la vita quella notte, rispose tremando, che ricordava bene il fatto ma che non poteva dire che n'era stato di Lamotte. Determinati a trovare Lamotte per confrontarlo con Cuissa, lo ricercarono con quest'ultimo per vari altri cameroni; ma senza venirne a capo; perch sentimmo che dicevano: Venite a cercarlo fra i cadaveri, allora; poich, nom de Dieu! noi dobbiamo trovarlo!
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"In quello stesso momento sentii fare il nome di Louis Bardy, dell'Abb Bardy; egli fu portato fuori e massacrato immediatamente, mi fu detto. Era stato, cinque o sei anni prima, accusato insieme alla sua concubina di avere assassinato e fatto a pezzi un suo fratello, Uditore alla Chambre des Comptes di Montpellier; ma, con la sua astuzia e la sua destrezza e pi con la sua eloquenza, ingann i giudici, e se la svign.
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"Si pu immaginare qual terrore mi avevano messo quelle parole: "Venite a cercarlo fra i cadaveri, allora". Io non vidi altro rimedio che rassegnarmi a morire. Scrissi il mio testamento, pregando e scongiurando, nel terminarlo, che la carta fosse mandata al suo indirizzo. Avevo appena lasciata la penna, quando vennero altri due uomini in uniforme; uno di essi, il quale aveva il braccio e la manica coperti di sangue fino all'omero, al pari della sua sciabola, disse che era stanco come un manovale che avesse battuto l'intonaco.
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"Baudin de la Chenaye fu chiamato; sessant'anni di virt non lo potettero salvare. Gli dissero: A' l'Abbaye. Egli pass la porta fatale; mand un grido di terrore alla vista dei cadaveri ammucchiati; si copr gli occhi con le mani, e mor d'innumerevoli ferite. Ad ogni nuovo aprirsi della grata, credevo d'udire il mio nome e vedere entrare Rossignol.
"Buttai via la mia veste da camera e il berretto; mi posi addosso una camicia ruvida e sudicia, un abito lacero senza farsetto e un vecchio cappello rotondo; queste cose me l'ero fatte portare alcuni giorni addietro, nel timore di quel che poteva accadere.
"Le camere di quel corridoio erano state tutte vuotate, tranne la nostra. Eravamo in quattro; forse ci avevano dimenticati; rivolgemmo in comune la nostra preghiera all'Eterno, perch ci liberasse da quel periglio.
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"Battista il Sottocarceriere venne su di sua iniziativa, per vederci. Io lo presi per le mani, scongiurandolo di salvarci; gli promisi cento luigi, se voleva ricondurmi a casa. Un rumore che veniva dalle grate lo fece retrocedere rapidamente.
"Questo rumore era prodotto da dodici o quindici uomini armati fino ai denti; e, poich noi ci eravamo messi per terra per non essere veduti, potevamo guardare dalle nostre finestre. "Andiamo su!" dissero; "e che niuno rimanga". Tirai fuori il mio temperino e pensai ove dovevo colpirmi, ma riflettei che la lama era troppo corta, e poi pensai anche alla religione.
"Finalmente tra le sette e le otto del mattino entrarono quattro uomini con randelli e con sciabole! - Ad uno di essi il mio camerata Grard bisbigli qualche cosa da parte con ardore. Durante il loro colloquio, io cercai dappertutto le scarpe per lasciare le calzature di Avvocato (pantoufles de Palais) che avevo in piedi, ma non le potetti trovare. - Constant, detto le Sauvage, Grard e un terzo il cui nome m' sfuggito, furono lasciati liberi: quanto a me, quattro sciabole furono incrociate sul mio petto, e mi condussero abbasso. Fui condotto alla loro sbarra, dinanzi al Personaggio cinto di sciarpa, che sedeva l come giudice. Egli era zoppo, di statura alta, stecchito. Costui mi riconobbe in istrada e mi parl sette mesi dopo. Mi  stato assicurato che egli era figlio d'un procuratore in ritiro per nome Chepy. Attraversando la Corte detta des Nourrices, vidi Manuel che arringava in isciarpa tricolore". Il giudizio, come vediamo, finisce con l'assoluzione e la rsurrection (24).
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Il povero Sicard, dal violon dell'Abbadia, dir poche parole: veridiche, quantunque tremanti. Verso le tre del mattino gli uccisori si ricordarono di questo piccolo violon, e picchiarono dalla corte. "Io picchiai pian piano, temendo che gli uccisori potessero udire dalla porta opposta, ove la Sezione del Comitato si adunava: essi risposero burberamente che non avevano chiave. Eravamo in tre in questo violon; i miei compagni credettero di scorgere una specie di soffitta in alto, al disopra delle nostre teste. Ma era molto alta, e soltanto uno di noi poteva giungervi montando sulle spalle degli altri due. Uno di loro mi disse che la mia vita era pi utile delle loro: io resistetti, quelli insistettero: non fu possibile sottrarvisi! Mi slanciai al collo di quei due liberatori; n vi fu mai scena pi commovente. Monto sulle spalle del primo, poi su quelle del secondo, e finalmente sulla soffitta; e rivolgo ai due miei compagni l'espressione d'un'anima riboccante di spontanea commozione". (25)
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I due generosi compagni, constatiamolo con gioia, non perirono; ma  tempo che Jourgniac de Saint-Mard dica la sua ultima parola e finisca questa strana trilogia. La notte  divenuta giorno; e il giorno di nuovo  divenuto notte. Jourgniac, stanco, in preda ad un'agitazione estrema, si addorment e fece un sogno lieto; egli si  anche ingegnato di far conoscenza con uno degli ispettori volontar, ed ha parlato con lui nel nativo provenzale. Il marted, verso l'una del mattino, la sua Agonia arriva alla sua crisi.
"Al lume di due torce, io scorgo il terribile Tribunale, che deve decidere della mia vita o della mia morte. Il Presidente, in abito grigio, con una sciabola a lato, stava in piedi, appoggiandosi con le mani ad una tavola, ove erano delle carte, un calamaio, delle pipe e alcune bottiglie.
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"Intorno alla tavola v'erano una decina di persone, sedute o in piedi, di cui due in giacca e grembiule; altri dormivano distesi sui banchi. Due uomini, con le camicie insanguinate, guardavano la porta; un vecchio carceriere aveva la mano nella serratura. Di fronte al Presidente tre uomini tenevano un Prigioniero, che poteva avere sessant'anni (o settanta: egli era il vecchio Maresciallo Maill, delle Tuileries e del 10 Agosto). Mi posero in un angolo; le mie guardie incrociarono le sciabole sul mio petto. Guardai dappertutto in cerca del mio Provenzale: due guardie Nazionali, di cui una ubriaca, presentarono un appello della Sezione della Croix-Rouge in favore del prigioniero: l'Uomo vestito di grigio rispose: "Sono inutili gli appelli pei traditori!" Allora il Prigioniero esclam: " spaventevole; il vostro giudizio  un omicidio!" Il Presidente, soggiunge: "Io me ne sono lavato le mani! conducete via Maill ". E lo trascinarono in istrada; ove, attraverso l'apertura della porta, vidi che lo massacravano.
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"Il Presidente sedette e si pose a scrivere, per registrare, suppongo, il nome di colui che avevano finito; poi gli sentii dire: "Un altro,  un autre".
"Ed eccomi trascinato innanzi a questo Tribunale lesto e sanguinoso, ove la migliore protezione era quella di non averne nessuna, ove tutte le risorse dell'ingegno divenivano nulle se non erano fondate sulla verit. Due delle guardie mi tenevano per le mani, una terza pel collare del mio vestito. "Il vostro nome, la vostra professione!" disse il Presidente. "La pi piccola bugia vi rovina", aggiunse uno dei Giudici. - "Il mio nome  Jourgniac Saint-Mrard; ho servito vent'anni come ufficiale; comparisco al vostro Tribunale con la sicurezza d'un innocente, che perci non mentir!". - "Questo lo vedremo", disse il Presidente. "Sapete voi perch siete arrestato?" - "S, Signor Presidente, io sono accusato di redigere il Journal de la Cour et de la Ville. Ma spero di provare la falsit di quest'accusa".
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Ma no; la prova di falsit di Jourgniac e la difesa in genere, quantunque d'un eccellente effetto come difesa non  interessante a leggersi;  troppo lunga, e v' nel riportarla una molle teatralit, che non ha l'aspetto di finzione, ma tende ed essa. Noi immagineremo la sua riuscita, oltre ogni speranza, nel dare prove e controprove; e come pot evitare la catastrofe, quasi trovandosi a due passi da essa.
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"Ma dopo tutto", disse uno dei Giudici, "non v' fumo senza fiamma; diteci perch vi accusano di questo". "Io ero sul punto di farlo" - Jourgniac lo fa, con un successo sempre crescente.
"Inoltre", continuai io, "mi accusano anche di reclutare per gli emigrati!" A quelle parole sorse un mormorio generale. "Oh Signori, oh Signori, esclamai alzando la voce,  la mia volta a parlare; prego il signor Presidente ad avere la bont di conservarmi la parola; che mai fu pi necessaria!" - " vero,  vero," dissero quasi tutti i Giudici ridendo; "silence".
Mentre erano occupati ad esaminare le prove ch'io avevo prodotte, fu introdotto un nuovo prigioniero, e condotto innanzi al Presidente. "Era ancora un Prete", che dicevano di avere scovato nella cappella. Dopo pochissime domande: " la Force!" Egli gett il suo breviario sulla tavola: lo spinsero fuori e lo massacrarono. Io ricomparvi innanzi al Tribunale.
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"Voi non fate che dirci", esclam uno dei Giudici, con un tono d'impazienza, "che non siete questo, non siete quello; ma infine che siete voi?" "Io fui un aperto Realista". - Sorse un mormorio generale, che fu miracolosamente sedato da un altro di quegli uomini, che aveva mostrato di prendere interesse a me. "Noi non siamo qui per giudicare delle opinioni", egli disse, "ma per giudicare dei loro risultati". Se Rousseau e Voltaire, in un sol uomo, avessero perorato in mio favore, avrebbero forse potuto dir meglio? - "S, Signori", gridai, "sempre, fino al dieci Agosto fui un aperto Realista, ma dal dieci Agosto in poi questa causa  finita! Io sono un Francese fedele al mio paese. Fui sempre un uomo d'onore. I miei soldati mai sospettarono di me. Anzi, due giorni prima del fatto di Nancy, quando il sospetto sui loro ufficiali avea raggiunto il colmo, scelsero me a comandante, per condurli a Lunville, a riprendere i Prigionieri del Reggimento Mestre-de-Camp, e per impadronirsi del Generale Malseigne". Per grande fortuna, questo fatto pu confermarlo un individuo presente mediante un contrassegno veridico.
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"Terminato questo incrocio di domande, il Presidente si tolse il cappello, e disse: "Io non veggo nulla che faccia sospettare quest'uomo; e opino che lo si debba mettere in libert.  questo il vostro voto?" Tutti i Giudici risposero: "Oui, oui;  giusto!"
Seguirono evviva dentro e fuori (26), "scortato da tre", fra applausi e abbracci: cos Jourgniac sfugg dal processo e dalle fauci della morte. Maton e Sicard, o per non provata reit, giacch il macilento Presidente Chepy "non trov assolutamente nulla"; o per l'evasione, o per nuovi favori del bravo orologiaio Moton, sfuggono entrambi. Furono abbracciati piangendo, e piansero alla loro volta, e n'era il caso.
Cos, tutti e tre, meravigliosa trilogia, o triplo soliloquio; esprimendo simultaneamente, nelle terribili veglie notturne, i loro notturni pensieri, li fanno udire a noi! Quei tre hanno potuto fare udire la loro voce; gli altri milleottantanove, di cui duecentodue preti, ebbero anch'essi pensieri notturni, ma restano silenziosi, immersi per sempre nel buio della morte. Uditi soltanto dal Presidente Chepy e dall'uomo in grigio!
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CAPITOLO 6.
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LA CIRCOLARE.
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Ma, le Autorit Costituite che facevano in tutto questo tempo? e l'Assemblea Legislativa; e i Sei Ministri; e il Municipio; e Santerre con la Guardia Nazionale? -  tanto curioso pensare che cosa  una citt. I teatri, ventitr teatri, erano aperti tutte le sere durante quei prodigi; mentre qui tante mani erano stanche dallo sgozzare, l altre destre facevano echeggiare con dolcezza corde melodiose; mentre l'Abb Sicard si arrampicava sul secondo paio di omeri, all'altezza di tre uomini, cinquecentomila individui giacevano orizzontalmente, come se niente fosse.
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Quanto alla povera Legislativa, lo scettro s'era dipartito da essa. La Legislativa mand Deputazioni alle Prigioni, a quelle Corti di Giustizia da strada; il povero M. Dusaulx vi arring, ma non convinse nessuno; che anzi, poich continuava ad arringare, la Corte da strada intervenne, non senza minacce; ed egli dovette smettere e ritirarsi. Costui  quello stesso povero vecchio degno signor Dusaulx, che disse, o invero quasi cant (quantunque con voce rotta) la presa della Bastiglia, con nostra soddisfazione, tempo addietro. Egli era solito ad annunziarsi, in questa e in altre occasioni, come il Traduttore di Giovenale. "Buoni cittadini, voi vedete innanzi a voi un uomo che ama il suo paese, che  traduttore di Giovenale" egli disse una volta. - "Giovenale?" interrompe il Sanculottismo. "Chi diavolo  questo Giovenale? Uno dei vostri sacrs Aristocrates? Alla Lanterne!" Da un oratore di questo genere non era da aspettarsi la persuasione. La Legislativa a stento pot salvare uno dei suoi Membri, o ex Membri, il Deputato Jounneau, che si trov arrestato per semplici reati parlamentari, e messo in quelle prigioni. Quanto al povero vecchio Dusaulx e compagnia, ritornarono alla Salle de Mange, dicendo che "era buio e non avevano potuto vedere bene che cosa si facesse" (27).
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Roland scrive messaggi indignati in nome dell'Ordine, dell'Umanit e della Legge, ma non ha Forza a sua disposizione. La Forza Nazionale di Santerre va a rilento: quantunque egli dica di far requisizioni - che sempre tornano a disperdersi. Non abbiamo noi visto, con gli occhi dell'Avvocato Maton, anche "uomini in uniforme" con le maniche insanguinate fino all'omero? Ption va in isciarpa tricolore, parla "il linguaggio austero della legge"; gli uccisori smettono mentre egli  l; ma, come volge le spalle, ricominciano. Anche Manuel in isciarpa noi vediamo di volo, con gli occhi di Maton, mentre arringa nella corte detta delle Nutrici, Cour des Nourrices. Dall'altra parte il crudele Billaud, del pari in isciarpa, "col piccolo abito color pulce e colla parrucca nera, che siamo assuefatti a vedere (28), pronunzia a voce alta, "in piedi fra i cadaveri", all'Abbadia, una breve ma indimenticabile arringa, riportata con varia fraseologia, ma sempre con un intento. "Bravi Cittadini, voi state estirpando i Nemici della Libert; voi fate il vostro dovere. La Comune e il Paese, pieni di gratitudine, desidererebbero di compensarvi adeguatamente, ma non possono, perch a voi  nota la mancanza di fondi. Chiunque avr lavorato (travaill) in una Prigione, ricever un bono per un luigi, pagabile dal nostro cassiere. Continuate il vostro lavoro. (29)" Le Autorit Costituite sono appena d'ieri e tutte battono una via diversa; pu dirsi che non v' Autorit Costituita, ma ognuno  il proprio Re; tutti sono reucci, belligeranti, alleati o armati neutrali, non soggetti ad alcun Re.
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"Oh imperitura infamia", esclama Montgaillard, "quella Parigi che guarda stupita per quattro giorni, e non interviene!" Senza dubbio era tanto desiderabile che Parigi si fosse interposta; pure non era punto innaturale che se ne stesse, cos, a rimirare stupita. Parigi  in preda a un panico mortale, col nemico e il patibolo alle porte; chiunque in Parigi ha cuore d'affrontare la morte, trova che  pi urgente farlo combattendo contro i Prussiani, che combattendo contro gli uccisori degli Aristocratici. V' chi, come Roland, sente indignazione, aborrimento; altri, come Marat e il Comitato della Salute, accordano una triste sanzione, premeditata o meno; una fiacca disapprovazione, una fiacca approvazione, un'acquiescenza alla Necessit e al Destino  il sentimento generale. I Figli delle Tenebre, "circa duecento", sorti dai loro nascondigli, trovano campo libero per compiere la loro opera, stimolati dalla frenesia febbrile del Patriottismo, dalla demenza del Terrore, - stimolati forse dal lucro, dai luigi d'oro del salario? No! non dal lucro; poich gli orologi d'oro, gli anelli, il danaro dei Massacrati sono portati puntualmente al Palazzo Civico, dagli uccisori sans indispensables, che si contendono poi i loro venti scellini di salario; e Sergent, che si caccia al dito un'agata di una bellezza non comune (con la ferma "intenzione di renderne poi conto"), diviene Agate-Sergent. Ma il sentimento prevalente, come dicevamo,  una fiacca acquiescenza.
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 appena finita per mancanza di materiale la patriottica o frenetica parte di lavoro; i Figli delle Tenebre, attratti evidentemente dal solo lucro, cominciano a strappare gli orologi, le borse, i monili dal collo delle signore, "per equipaggiare i volontar", alla luce del giorno, per le vie - Lo spirito pubblico da fiacco si fa veemente; la Guardia Civica alza il bastone e colpisce con tutta l'anima (come un conduttore di bestiame indomito) e rimette "il corso delle cose" sul suo antico cammino. La stessa Garde-Meuble fu fraudolentemente depredata il diciassette del mese con nuovo orrore di Roland, che si rimette all'opra, ed , come dice il Sieys, "il Veto dei malandrini", Roland Veto des coquins. (30)
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Tale  il Massacro di Settembre, altrimenti chiamato "Severa Giustizia del Popolo". Tali sono i Septembriseurs, nome di qualche importanza e lume, - ma di un lume d'infero fuoco; tanto diverso da quello dei nostri Eroi della Bastiglia, che splende incontrastato da qualunque Amico della Libert, come irradiato da una luce celestiale. A tal fase sono giunti omai gli eventi! Il numero dei massacrati , nella Fantasia Storica, "tra i due e i tremila"; o bisogna farlo "risalire a seimila", giacch Peltier (nella sua visione) vide massacrare anche i pazienti del manicomio di Bictre "con una scarica di mitraglia"; finalmente essi sono "dodicimila" e qualche centinaio, non pi (31). Da cifre matematiche, e da liste compilate dall'accurato avvocato Maton, il totale delle vittime, compresi duecentodue preti, "tre sconosciuti" e "un ladro ucciso ai Bernardins",  di milleottantanove, - non meno.
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Milleottantanove morti, "duecentosessanta scheletri ammucchiati sul Pont au Change", - ove Robespierre, perorando di poi, "quasi pianger" pensando che si diceva esservi fra quelli un ucciso innocente (32). Uno solo, non due, Incorruttibile Verdemare? Se  cos, la Temi Sansculotte dev'essere ben fortunata; poich fu breve! - Nei Registri confusi del Palazzo Civico, che si conservano ancora oggi, si leggono con un certo stringimento di cuore, partite e entrate insolite nei Libri Municipali: "Ai lavoratori adibiti a preservare la salubrit dell'aria nelle prigioni, e a persone che presiedono a queste operazioni pericolose", tanto, - in varie partite, circa settecento sterline. Ai conduttori di carri dei "Cimiteri di Clamart, Montrouge e Vaugirard", tanto al giorno per carro; anche questo  registrato. Poi, tanti franchi e soldi dispari "per la quantit necessaria di calce viva! (33)" I carri percorrono le vie pieni di nudi cadaveri umani, messi alla rinfusa, con membra che sporgono in fuori; - guardala quella mano ghiacciata che si protende da quel mucchio di corpi stretti in un abbraccio fraterno, d'un pallore cupo, d'una rigidezza diaccia, con la palma aperta verso il Cielo, come se dicesse una muta preghiera, un lamentevole De profundis. Abbi piet dei figli degli Uomini! - "Mercier vide una tal cosa, come discendeva per la via Saint-Jacques da Montrouge, il mattino dei Massacri"; ma non una mano, era un piede, - il che egli trova, non si sa perch, pi significativo. Era forse il piede di uno che, con un calcio, vilipendeva il Cielo? mentre precipitava, come un palombaro selvaggio, in preda al disgusto e alla disperazione, verso le profondit del Nulla? Anche l ti ritrover la Sua mano, la Sua mano destra ti terr, - di certo per ragione e non per torto, per bene e non per male! "Io vidi quel Piede" dice Mercier; "e lo riconoscer nel gran Giorno del Giudizio, quando l'Eterno sul trono dei suoi fulmini, giudicher Re e Settembrizzatori". (34)
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Che un grido inarticolato di orrore partisse alla vista di quelle cose, non solo dalla Francia Aristocratica e Moderata ma da tutta l'Europa, giungendo fino ai nostri giorni, era ben naturale e logico. Intanto la cosa s' compiuta,  irrevocabile; una cosa da annoverarsi fra tante altre, che appaiono assai fosche nei nostri Annali terrestri, ma che pur non si possono cancellare. Poich l'uomo, come fu notato, ha in s il trascendentalismo, stando, come fa, da povera creatura, "nel confluente degl'Infiniti"; mistero a se stesso e agli altri: nel centro di due Eternit, di tre Immensit, - nell'intersezione della Luce primitiva col Buio sempiterno! - E cos, specialmente per la veemenza di animi ridotti in uno stato di disperazione, "cose assai miserabili si sono compiute". I Vespri Siciliani, con "ottomila uomini uccisi in due ore", son cosa nota. Anche i Re, non in istato di disperazione, ma solo in condizioni difficili, hanno macchinato per giorni ed anni (il De Thou dice per sette amni) il loro Affare della S. Bartolomeo; e poi, nel momento opportuno, anche una Domenica d'Autunno, questa stessa Campana (dicono che fosse l'identico metallo) di Saint-Germain l'Auxerrois si pose a scampanare - con effetto (35).
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Le stesse pietre di queste carceri di Parigi, hanno visto prima d'ora altri massacri nelle prigioni; massacri di cittadini fatti da cittadini, i Borgognoni massacranti gli Armagnac che avevano rapidamente imprigionati, finch, come ora, non li ridussero mucchi di cadaveri, finch per le vie non corsero rossi rigagnoli; il Sindaco Ption, del tempo, parlava l'austero linguaggio della legge, e gli Uccisori gli rispondevano in antico francese (il francese di circa quattro secoli) "Maugr bieu, Sire", Signore, "sia la maledizione di Dio sulla vostra "giustizia", sulla vostra "piet", sul vostro "diritto". Sia maledetto da Dio chi avr piet per questi falsi e traditori Armagnac Inglesi; sono cani, ci hanno distrutti, hanno rovinato queste regno di Francia, l'hanno venduto agli Inglesi" (36). E cos sgozzano, e buttano via lo sgozzato, fino a raggiungere il numero di "millecinquecentodiciotto, fra i quali si trovano quattro Vescovi per falso e reo consiglio, e due Presidenti del Parlamento". Bench non sia il mondo di Satana questo in cui viviamo, Satana vi ha sempre il suo posto (sotto terra veramente), e a quando a quando balza fuori. Pu bene urlare d'orrore il genere umano, e scagliare il suo anatema inarticolato: vi sono azioni di tal portata che nessun urlo pu essere troppo acuto. Urlate pur voi: essi hanno agito.
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Gridi chi pu in questa Francia, in questa Legislativa o in questo Municipio di Parigi; vi sono Dieci uomini che non gridano. Una circolare parte dal Comitato di Salut Public, in data 3 Settembre 1792, diretta a tutti i Municip: un Documento di Stato ben notevole e degno d'essere esaminato. "Una parte dei feroci cospiratori detenuti nelle prigioni", essa dice, "sono stati messi a morte dal Popolo, e noi non possiamo dubitare che tutta la Nazione, trascinata a rovina estrema da un tal seguito di tradimenti, voglia affrettarsi ad adottare questo mezzo di pubblica salvezza; che tutti i Francesi vogliano gridare come quei di Parigi. Noi andiamo a combattere il nemico, ma non vogliamo lasciare dietro di noi dei briganti che sgozzeranno le nostre mogli e i nostri figliuoli". Seguono le seguenti firme: Panis, Sergent, Marat, Amico del Popolo (37), ed altre sette; - che in un cos strano modo si perpetuano, nella memoria degli Antiquar. Notiamo per altro che quella Circolare si ritorceva pi che altro su di essi medesimi. I Municip non ne tennero nessun conto, ed anche gli arrabbiati Sanculotti ne fecero poco uso; urlarono, mugghiarono, ma non giunsero a mordere. A Reims "circa otto persone" furono uccise, e due poi furono impiccate per aver fatto ci. A Lione e in pochi altri luoghi, furono fatti alcuni tentativi, ma con poco effetto, perch prontamente repressi.
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Meno fortunati furono i Prigionieri di Orlans; cos il buon Duca di La Rochefoucauld. Viaggiando egli in diligenza con sua madre e sua moglie diretti alle Acque di Forges o a qualche paese pi tranquillo, fu arrestato a Gisors; condotto per le strade in mezzo ad una moltitudine tumultuante, fu ucciso con un "colpo di ciottolo di strada, lanciato attraverso lo sportello della vettura". Ucciso perch, da Liberale qual'era, era divenuto Aristocratico; Protettore dei Preti; autore della sospensione del virtuoso Ption; assai disgraziatamente per lui, pel suo calore che s'era raffreddato, era divenuto detestabile al Patriottismo. Egli muore rimpianto dall'Europa; e il suo sangue schizza sulle guance della vecchia madre dell'et di novantatr anni.
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Quanto ai prigionieri di Orlans, essi sono criminali di Stato: Ministri Realisti, Delessart, Montmorin, che sono stati mandati in massa innanzi l'Alta Corte di Orlans, fin da che cominci a funzionare. Ora sembra bene che si trasferiscano a Parigi innanzi alla nostra nuova Corte dei Diciassette, che procede tanto pi rapidamente. Onde l'ardente Fournier della Martinique, Fournier l'Amricain,  partito in missione da parte dell'Autorit Costituita, con Guardie Nazionali di fiducia e col Polacco Lazuski, parcamente munito di danaro pel viaggio. Costoro, attraversando cattivi quartieri, superando difficolt e pericoli giacch le Autorit si ostacolavano l'una l'altra a quel tempo, - riconducono trionfalmente i Cinquanta o Cinquantatr Prigionieri di Orlans alla volta di Parigi; dove una pi rapida Corte, quella dei Diciassette, li giudicher (38). Ma purtroppo, nel frattempo, a Parigi, una Corte pi rapida, pi rapida della Seconda e di quella del Settembre, s' istituita: non entrate a Parigi, o essa vi giudicher! - Che far l'ardente Fournier? Sarebbe stato suo dovere, come Commissario Volontario, se avesse avuto un carattere perfetto, di proteggere la vita di quegli uomini, per quanto Aristocratici, a costo della sua preziosa vita, per quanto Sanculotte, finch una Corte Costituita avesse pronunziato il suo giudizio. Ma egli era un carattere imperfetto e un imperfetto Commissario; forse uno dei pi imperfetti.
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L'ardente Fournier riceve ordini e contr'ordini da una e da un'altra Autorit; si sente perplesso in tanta molteplicit di ordini; alfine si dirige alla volta di Versailles. I suoi Prigionieri andavano in carrelli, o carrettoni aperti; egli e le Guardie li circondavano cavalcando. All'ultimo villaggio, il degno Sindaco di Versailles gli venne incontro, preoccupato perch l'arrivo e la chiusura dei prigionieri fossero ben regolati.  Domenica: il 9 del mese. Ed ecco, entrando nell'Avenue di Versailles, qual moltitudine, inquieta, brulicante al sole di Settembre, sotto la verdura cupa delle foglie di Settembre; nella via a Quattro filari,  un mormorio, una calca, come se la citt si fosse votata! I nostri carrettoni procedono pesantemente a traverso il mare vivente; e le Guardie e Fournier si fanno la via con difficolt sempre crescente; il Sindaco parla e gestisce nella maniera pi intensa ascoltando il suo stesso mormorio, non senza qualche acuto guaito qua e l; - Voglia Iddio che si possa uscire da questo luogo, e che il vento e il dissolversi della folla attenuino il calore che qui sembra quasi scottante!
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Ma se la larga Avenue  troppo stretta, che sar la via della Surintendance, quando lasceremo questa? All'angolo della via della Surintendance gli strilli repressi divengono un urlo continuo; figure selvagge si slanciano ai timoni dei carrettoni; sono i rimi spruzzi d'una immensa marea che s'avanza! Il Sindaco perora, spinge, quasi disperato,  sospinto, portato via nelle braccia degli uomini; la selvaggia marea penetra, s'impone. In un orrendo fracasso, in un tumulto qual di lupi inferociti, i Prigionieri cadono massacrati, tutti, - tranne undici, che fuggirono nelle case e vi trovarono grazia. Le prigioni e tutti gli altri prigionieri che contenevano furono salvati a stento. Degli abiti a brandelli si fanno dei fal; i cadaveri giacciono ammucchiati nelle fosse il mattino seguente (39). Tutta la Francia, eccettuati i dieci della Circolare e il loro popolo, si lamenta, freme, ha un grido inarticolato; tutta l'Europea fa eco.
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Ma non grid Danton, quantunque come Ministro della Giustizia vi fosse pi tenuto. Il tarchiato Danton  sulla breccia, come se si trattasse di citt e di nazioni prese d'assalto; fra lo spazzamento del cannone del Dieci Agosto, il cigolare delle corde dei patiboli prussiani, il cozzare delle sciabole di Settembre; la distruzione  tutt'intorno a lui, e un ruinare di mondi: Ministro di Giustizia  il suo nome, ma Titano della Speranza Perduta, e Enfant Perdu della Rivoluzione,  la sua qualit, - e l'uomo agisce in questo senso. "Noi dobbiamo spaventare i nostri nemici!" E uno spavento profondo non viene, da s stesso, a impossessarsi dei nostri nemici? Il Titano della Speranza Perduta non  l'uomo che vorr allontanare questo spavento.
.Avanti, oh perduto Titano, oh Enfant Perdu; tu devi osare, osare sempre, osare senza fine; non ti resta che questo! "Que mon nom soit fltri, che il mio nome sia infamato"; che sono io? La sola Causa  grande; e deve vivere, non perire. - Onde, dopo tutto, anche qui abbiamo un Ingoiatore di Formule; a pi grossi bocconi di Mirabeau: questo Danton, Mirabeau dei Sanculotti. Non fu detto che nei giorni di Settembre questo Ministro cooperasse col rigido Roland; egli poteva essere occupato altrove, - con Brunswick e l'Htel-de-Ville. Quando una persona ufficiale gli parl dei Prigionieri d'Orlans e dei rischi che correvano, egli rispose bruscamente per ben due volte: "Non sono forse colpevoli quegli uomini?" - E quando gli si fecero nuove premure, rispose "con una voce terribile", e volt le spalle (40). "Mille uccisi nelle prigioni;  orribile, se vogliamo; ma Brunswick  a un giorno di cammino da noi; e vi sono ancora Venticinque Milioni d'uomini da uccidere o da salvare. Alcuni uomini hanno cmpiti - pi spaventevoli dei nostri!" Sembra strano, eppure non  strano, in questo Ministro di Moloch-Giustizia; quando qualcuno che supplicava per la vita di un amico aveva accesso da lui, vi trovava compassione umana ed egli finiva col cedere ed accordare "sempre"; "n alcun nemico personale di Danton per in quei giorni" (41).
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Il grido d'orrore, conveniamone, quando si compiono certi atti,  giusto, inevitabile. Senonch, la parola articolata, non il grido,  la facolt dell'uomo: quando non  ancora possibile parlare, sia per un istante almeno - il silenzio. Il silenzio, quindi, in questo quarantaquattresimo anno dal fatto, e milleottocentotrentaseiesimo di un'"Era detta Cristiana come lucus a non lucendo",  quello che noi raccomandiamo e pratichiamo. Pi che levare la voce, sarebbe forse edificante il notare, sotto un altro punto di vista, che cosa singolare sono gli usi (in latino, Mores); e come giustamente la virt, Vir-tus, Valore o Merito, che possiede un uomo  chiamata la sua Morale o Consuetudine. Date al Truce Massacro, che  uno dei pi autentici prodotti dell'Inferno, una Norma, ed esso diviene Guerra, con tutte le Leggi della Guerra, ed  naturale,  morale; individui rossi si cingono la vita dei suoi stromenti, non senza un'aria d'orgoglio, - che tu non biasimi in alcun modo. Mentre, guardate! finch l'uomo  vestito da muratore o da contadino, e la Rivoluzione, meno frequente della Guerra, non ha ancora ottenute le sue Leggi di Rivoluzione, e i suoi individui muratori o contadini non sono in uniforme, - oh amati fratelli imbecilli dell'uman genere, chiudiamo le nostre bocche spalancate; smettiamo dal gridare, e cominciamo a riflettere!
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CAPITOLO 7.
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SETTEMBRE NELL'ARGONNE.
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In ogni modo una cosa  evidente: che la paura comunque si fosse, di cui quei nemici Aristocratici aveano bisogno, si era propagata. La cosa diviene dunque seria! Il Sanculottismo  anch'esso divenuto un Fatto? Par disposto ad affermarsi come tale? Questo mostro immenso del Sanculottismo, che si aggira titubante, come fanno i giovani vitelli, non  poi tanto ridicolo, n tanto dolce come un qualunque vitello; ma diviene terribile anche, so lo stuzzicate; - e, attraverso le sue orride nari, manda fuoco! - Gli Aristocratici, in preda al panico, fuggono, cercando un ricovero; una luce si fa per loro su parecchie cose; o piuttosto una confusa transizione verso la luce, onde pel momento l'oscurit  pi che mai oscura. Ma che ne sar di questa Francia? Ecco il quesito! La Francia balla la sua danza del deserto, come fa il Sahara quando si destano i venti; turbinando con Venticinque Milioni d'uomini; e si dirige danzando verso i Municip, le Prigioni degli Aristocratici e le Sedi dei Comitati delle Elezioni; verso Brunswick e le frontiere; - verso un nuovo Capitolo della Storia Universale; se non  addirittura la Finis, la chiusura di essa!
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Nelle Sedi dei Comitati d'Elezione non vi  pi incertezza, e il lavoro procede animoso. La Convenzione  scelta, - con uno spirito invero decisivo; al Municipio gi mettiamo la data del Primo anno della Repubblica. Duecento dei nostri migliori legislatori sono rieletti, la Montagna in corpo; Robespierre, col Sindaco Ption, Buzot, il Curato Grgoire, Rabaut, una sessantina di vecchi Costituenti; quantunque una volta non avessimo che "trenta voci". Tutti questi, e con essi amici di lunga e nota fama Rivoluzionaria: Camillo Desmoulins, quantunque balbutisse nel parlare; Manuel, Tallien e Compagnia; i giornalisti Gorsas, Carra, Mercier, Louvet del Faublas; Clootz Oratore del Genere Umano; Collot d'Herbois, che spingeva la passione a ogni eccesso; Fabre d'glantine, pamphlettista speculativo; Legendre il robusto beccaio; e Marat, bench la Francia rurale quasi non lo creda, o non pu credere che esista un Marat altrimenti che stampato. Del Ministro Danton, che abbandoner il suo Ministero per la qualit di Membro, non abbiamo bisogno di parlare. Parigi  fervente; n la provincia  da meno. Barbaroux, Rebecqui e altri ferventi patrioti vengono da Marsiglia. Settecentoquarantacinque uomini (o invero quarantanove, poich Avignone ora ne manda quattro) si raccolgono: tanti si riuniranno; non saranno in tanti quando si divideranno!
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L'Avvocato Carrier da Aurillac, l'Ex-Prete Lebon da Arras, entrambi si faranno un nome. La montuosa Auvergne rielegge il suo Romme: infaticabile coltivatore della terra, un tempo Professore di Matematica; che, inconsciamente, ha in s un notevole Calendario Nuovo, coi suoi Messidori, Pluviosi e simili; - dopo averlo reso pubblico, egli morr di quella morte che si dice degna d'un Romano. Viene l'antico Costituente Sieys a far tante nuove Costituzioni quante ne occorrono; del resto, col suo sguardo chiaro e circospetto, se la sgattaioler in parecchie emergenze, trovando che il silenzio  la cosa pi sicura. Il giovane Saint-Just, viene eletto deputato da Aisne nel Nord, pi simile a uno studente che a un senatore; non ancora ventiquattrenne; che ha scritto dei Libri; giovane, di statura mingherlina, dalla voce dolce e armoniosa, di natura entusiasta, di carnagione olivastra, con lunghi capelli neri. Viene Fraud dalla lontana valle d'Aure fra le sinuosit dei Pirenei; ardente repubblicano, destinato alla fama, almeno nella morte.
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Vengono Patrioti di tutto le specie; Professori, Agricoltori, Preti, Ex-Preti, Commercianti, Dottori; sopratutto Parlatori, o la specie degli Avvocati. Non mancano gli esercenti la professione di levatrici, come Levasseur della Sarthe, n artisti: il grosso David dalla guancia gonfia, ha dipinto per lungo tempo, in istato di convulsione; ed ora si d a legiferare. La guancia gonfia, soffocandogli le parole in sul nascere, lo rende addirittura disadatto come oratore; ma il suo pennello, la sua testa, il suo grosso cuore ardente, col genio in uno stato convulsivo, perverranno l. Un uomo gonfio nel corpo e nella mente, sproporzionato; d'una grassezza floscia, anzich grande; inoltre, debole nello stato convulsivo, non forte nello stato normale: che disimpegni pure la sua parte. N sono dimenticati i naturalizzati Benefattori delle Specie: Priestley, eletto dal Dipartimento dell'Orne, rinunzia; Paine, il sarto ribelle, eletto dal Pas de Calais, accetta.
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Vengono pochi Nobili, ma non nessuno. Uno  PaulFranois Barras, "nobile come i Barras, antico come le rocce della Provenza". L'Uomo incurante, il naufrago, che fu scagliato tempo addietro sulle coste delle isole Maldives, mentre veleggiava da soldato per combattere contro gli Indiani; buttato a riva fin d'allora come un affamato Parigino cacciatore del piacere e della Pensione, su pi d'un'isola di Circe, col temporaneo incantamento, con la temporanea conversione in bestia, in porco; - il remoto Dipartimento del Var ce lo manda ora qui. Uomo caloroso e attivo, difettoso nella pronunzia, anzi difettoso in tutto ci che concerne la parola; ma non privo d'un colpo d'occhio rapido, d'un certo coraggio pronto e passeggero, che in questi tempi, la Fortuna favorendo, pu andar lontano. Egli  alto di statura, di bello aspetto, "bench di colorito un po' giallognolo"; ma "con una veste di porpora, con un mantello scarlatto, una piuma tricolore nelle occasioni solenni", l'uomo far buona figura (42). Lepelletier Saint-Fargeau, antico Costituente,  una specie di nobile d'una ricchezza enorme; anch'egli  venuto qua dentro; per ottener forse l'abolizione della Pena di Morte? Disgraziato ex-Parlamentare! E notate ancora fra i sessanta antichi Costituenti, Filippo d'Orlans, un Principe del Sangue. Non pi d'Orlans, poich essendo il feudalismo radiato dal mondo, egli chiede ai suoi degni amici, gli Elettori di Parigi, che gli diano un nuovo nome a loro scelta, onde il Procuratore Manuel, nella sua qualit di letterato antitetico, propone Eguaglianza, Egalit. Perci sieder un Filippo Egalit, al cospetto del Cielo e della Terra.
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Una tal Convenzione si sta mettendo insieme: quale un pollame adirato al tempo della muda; di cui i granatieri di Brunswick e i cannoni faranno in breve ragione. Che il tempo, per via delle costanti preghiere di Bertrand, possa avere un qualche miglioramento. (43)
Invano, o Bertrand! Il tempo non avr miglioramento di sorta: e se anche ci fosse? Il Polymetis Dumouriez, quantunque Bertrand non lo sappia, si ridest dal breve sonnellino a Sdan nel mattino del 29 Agosto; tutto brioso, pronto, audace. Tre mattine dopo, Brunswick spalanca gli occhi vedendo i Passi dell'Argonne tutti presi; bloccati con alberi recisi, fortificati con campi. Un Dumouriez, pi pronto, pi astuto di lui, lo aveva sorpassato!
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La manovra pu costare a Brunswick "una perdita di tre settimane", fatale invero in queste circostanze. Una muraglia di montagne lunga quaranta miglia era posta fra lui e Parigi: la quale avrebbe dovuto essere occupata da lui in precedenza. Come impossessarsene adesso? Si aggiunge la pioggia, giacch piove tutti i giorni; e ci troviamo nell'affamata Champagne Pouilleuse, una terra tutta coperta d'acqua impantanata. Come passare questa muraglia dell'Argonne; o che rimedio porvi? - Si marcia bagnandosi e inzaccherandosi, per sentieri scoscesi, fra sackerments e interiezioni gutturali, e si attaccano i passaggi dell'Argonne, - che sfortunatamente non si riesce a prendere. Attraverso i boschi, si ripercuotono le scariche del cannone, come un colossale suono di gong o un timballo di Moloch, portato dagli echi; i torrenti liquefatti ribollono irati a pie' delle rocce, portando a galla squallide carcasse d'uomini. Invano! Il villaggio d'Islettes, col campanile della sua chiesa, s'erge intatto nel passaggio della Montagna, tra le due insenature dei colli. La vostra marcia forzata, mentre vi inerpicate cos,  un continuo sdrucciolare che vi fa andare a capitomboli. Dalla sommit dei colli tu non vedi altro che mute balze e boschi senza fine, umidi e malinconici; la Vache di Clermont (Vacca immensa) si scopre (44) a intervalli; gettando via la sua copertura di nubi, che presto riprende, annegata nel Cielo che diluvia. I passi dell'Argonne voi non li forzerete; piuttosto voi dovete costeggiare l'Argonne; girarla dal suo punto estremo.
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Ma pensate un po' se i Signori Emigrati non hanno visto offuscarsi in qualche modo il loro splendore; "se quel Reggimento a Piedi dai risvolti rossi e dai pantaloni di nankin" poteva essere in ordine di battaglia! In cambio di guasconate, v' minaccia che sopravvenga una specie di disperazione, d'idrofobia per eccesso d'acqua. Il giovane Principe de Ligne, figlio di quel bravo letterato De Ligne, il Giove tonante dei Damerini, cadde riverso; ucciso nel Grand-Pr, Passaggio all'estremo Nord. Brunswick accerchia, circonda, con fatica, all'estremit a Sud. Quattro giorni, giorni di pioggia come quelli di No, - senza fuoco, senza cibo! Pel fuoco, voi tagliate gli alberi verdi, e danno fumo; per cibo, mangiate uva verde, e fa venire la colica, la dissenteria pestilenziale.
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I Contadini, anzich unirsi a noi, ci assassinano; le donne gridano contro di noi: Vergognatevi; e minacciano di colpirci con le loro forbici! Oh disgraziati Signori dallo splendore offuscato; oh idrofobi individui dai nankin schizzati di mota; - ma dieci volte pi disgraziati siete voi, poveri Assiani e Ulani che non fate che sackermentare; voi dai visi squallidi, caduti riversi; che non avevate nessun interesse di venire a morire qui, eccettuata la costrizione e i tre soldi al giorno! N Mr. Le Blanc del Braccio d'Oro passa un buon momento nella sua capanna di giunchi sgocciolanti. I contadini assassini sono impiccati; gli Onorevoli Membri dell'Antica Costituente, quantunque di et venerabile, sono menati nei carri con le mani legate; questi sono i malanni della guerra.
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Cos essi errano e s'agitano di qua e di l, sui pendii e i Passi dell'Argonne, - una perdita per Brunswick di venticinque giorni disastrosi.  un continuo dimenarsi e lottare; si fa fronte, si voltano le spalle e si torna a far fronte in direzione opposta; come mutano le posizioni, e l'Argonne  in parte girata, in parte sforzata; - ma Dumouriez, per quanto accerchiato, per quanto costretto, si attacca, si abbarbica al suolo come se vi avesse radice, fisso ma per tanti perni; si da voltarsi or qua or l mostrandosi sempre in un nuovo aspetto e nella maniera pi inattesa, non consentendo in alcun modo a ritirarsi. Le reclute affluiscono a lui: piene di coraggio; ma piuttosto difficili a trattare. Dietro Grand-Pr, per esempio, Grand-Pr che  sul lato sinistro dell'Argonne, poich siamo ormai stretti e circondati, - l'ardimento in quel girare e fare un nuovo fronte, si capovolse, per cos dire, come accade all'ardimento; sorse un urlo di se sauve qui peut e un panico mortale che aveva quasi rovinato tutto! Il Generale dov venire di galoppo, e con parole tonanti, con gesti, e colpi di spada anche, ristabil l'ordine, riannod le file, e richiam il sentimento della vergogna (45); prese, inoltre, i primi che avevano urlato e i caporioni; "rase loro i capelli e le sopracciglia", per contrassegno, e li lanci nel mondo come un ammonimento. Un po' per questo (e d'altra parte le razioni scarse, e il campo con la pioggia, e lo stomaco affamato generano il malumore) vi fu quasi un ammutinamento. Onde di nuovo sopraggiunse Dumouriez alla testa delle loro file, col suo Stato Maggiore e una scorta di cento Ussari. "Situ alcuni squadroni dietro di loro, l'artiglieria al fronte, e disse loro: "Quanto a voi, io non voglio chiamarvi n cittadini, n soldati, n figliuoli miei (ni mes enfants): vedete innanzi a voi quest'artiglieria, dietro, questa cavalleria. Voi vi siete disonorati commettendo dei delitti. Se vi emendate, e vi conducete come questo bravo esercito cui avete l'onore di appartenere, troverete in me un buon padre. Ma ladri e assassini non posso tollerarne qui. Al pi piccolo ammutinamento vi far fare a pezzi (hacher en pices.) Cercate i malvagi come sono fra voi; e mandateli via voi stessi.
Io vi ritengo responsabili di loro".
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Pazienza, oh Dumouriez! Quando questo incerto manipolo di strilloni e di ammutinatori sar disciplinato e assuefatto alla guerra, diverr una falange di Combattenti, e eseguir i suoi volteggiamenti, e andr come un mulinello, in ordine, rapido come il vento o il turbine: figure abbronzate, coi mustacchi; sovente a piedi nudi, col dorso scoperto; dai tendini d'acciaio, che non richiedono altro che pane e polvere da cannone: veri figli del fuoco, i pi destri, i pi rapidi, i pi ardenti forse da Attila in poi. Essi possono conquistare e invadere meravigliosamente, proprio come fece lo stesso Attila; - quell'Attila di cui tu vedi ora il Campo e il Campo di battaglia su questo stesso terreno (46); il quale, dopo avere spazzato il mondo, fu, con molte difficolt e giorni di duro combattimento, sconfitto qui dal Romano Ezio e dalla Fortuna; e la sua nuvola di polvere si dilegu di nuovo nell'Oriente!
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 molto strano, ma in questa rumorosa Confusione d'una Soldatesca, che noi vedemmo tempo addietro cadere suicidandosi, sbandata in una collisione suicida - a Nancy, o sulle vie di Metz, dove il Bravo Bouill stava a spada sguainata; e che, d'allora in poi, attraverso altre collisioni, era andata in pezzi, peggiorando sempre, fino a ridursi in tale stato: in questa rumorosa Confusione e non altrove, spunta il primo germe d'un ritorno all'ordine per la Francia! Intorno a cui, diciamo noi, la povera Francia sul punto di suicidarsi alla sua volta, seppellendosi nelle macerie e nel Caos, sar ben lieta di riunirsi; per cominciare a svilupparsi e a dar nuova forma alla sua polvere inorganica; per cambiarsi, assai lentamente, attraverso secoli, attraverso Napoleone, Luigi Filippo ed altri intermezzi, altre fasi, - in una nuova Francia, infinitamente preferibile,  a sperare!
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Questi volteggiamenti, queste manovre nella regione dell'Argonne, fedelmente descritti dallo stesso Dumouriez, per quanto pi interessanti per noi delle migliori Partite a Scacchi di Hoyle o Philidor, noi li ometteremo, o Lettore, interamente, - e ci affretteremo a notare due cose: la prima, esigua e privata; l'altra, importante e pubblica. La nostra piccola cosa privata  la seguente: la presenza, nell'Esercito Prussiano, in quel giuoco di guerra dell'Argonne, di un Uomo, appartenente alla specie detta Immortale; che, da allora in poi, diviene sempre pi visibile in tale suo aspetto, mentre quello Transitorio va sempre pi dileguandosi: poich in antico si notava che quando gli Dei comparivano fra gli uomini, raramente si mostravano in forma riconoscibile; onde, i vaccari di Admeto danno ad Apollo un beveraggio contenuto nel loro otre di pelle di capra ( molto se non gli danno dei colpi con le loro verghe), neppur sognando che egli sia il Dio del Sole! Il nome di quest'uomo  Johann Wolfgang von Goethe. Egli  Ministro del Duca di Weimar, e viene col piccolo contingente di Weimar; per compiere qui un dovere insignificante, non militare; addirittura inesplicabile per chicchessia! Egli se ne sta adesso a briglie tirate sull'altura presso Sainte-Menehould, intento a fare un esperimento "sulla febbre del cannone"; recandosi col a cavallo contro ogni dissuasione, attraverso la danza e il fuoco delle palle dei cannoni, col desiderio scientifico di comprendere che fosse mai quella febbre del cannone: "Il loro suono", egli dice, " abbastanza strano;  tutto un insieme del ronzio della trottola, del gorgogliare dell'acqua, del fischio degli uccelli. A grado a grado voi provate una sensazione veramente insolita, che pu solo essere descritta con la similitudine. Vi par d'essere in un luogo estremamente caldo, e nello stesso tempo vi pare che questo calore penetri completamente nel vostro corpo, onde sentite una perfetta uguaglianza tra voi e questo elemento. La vista non perde nulla della sua forza o della sua distinzione; eppure tutte le cose hanno assunto una specie di colore rosso cupo, che rende la situazione e gli oggetti capaci di maggiore impressione su voi" (47).
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Tale  la febbre del cannone quale un Poeta Mondiale la prova. - Un uomo addirittura incommensurabile! Nel cui cervello incommensurabile, per altro, vi  la contropartita (o chiamatela complemento) di quella immensa Morte-Nascita del Mondo; che si effettua ora esternamente, nell'Argonne, in quel tuonar di cannone; internamente, nella incommensurabile testa, in tutt'altra guisa da quella del tuono! Notalo, o Lettore, quest'uomo, come il pi memorabile di quanto v'ha di memorabile in questa Campagna dell'Argonne. Ci che diciamo di lui non  visione, n figura retorica, ma uno scientifico fatto storico, che tanti uomini, ora, a tal distanza di tempo, veggono o cominciano a vedere.
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Ma la pi grande cosa pubblica che dovevamo notare  la seguente: il venti Settembre 1792 era un mattino freddo, umido e coperto di nebbia; fin dalle tre del mattino, Sainte-Menehould e quei villaggi e fattorie che conosciamo da tempo, furono scossi dallo strepito dei carri dell'artiglieria, dallo scalpitare dei cavalli, dai passi di molti piedi umani: militari d'ogni genere, tra Patrioti e Prussiani prendevano posizione sulle Alture di La Lune ed altre; mutando di posto e facendosi innanzi; proprio come in una formidabile partita a scacchi; che voglia il Cielo finisca bene! Il Mugnaio di Valmy  fuggito tutto polveroso nel sottosuolo; e il suo Mulino, che mai ebbe tanto vento, oggi rester in riposo. Alle sette del mattino si dirada la nebbia; ecco che Kellermann, secondo a Dumouriez nel comando, "con diciotto pezzi di cannone" e con le file ben serrate, prende posto intorno a quel silenzioso mulino a vento, su quel poggio di difesa; Brunswick, anche con le file serrate e il cannone, lo adombra dal sommo di La Lune: solo il ruscelletto e la sua piccola valle li separano.
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Onde il momento tanto desiderato  giunto al fine! Non pi la fame e la dissenteria, ma la mitraglia; e poi! - Dumouriez, con la forza e un fronte solido, guarda in alto da un'altura vicina; non pu che aiutare col desiderio, in silenzio. Ecco che i diciotto pezzi d'artiglieria rumoreggiano, latrano, in risposta al cannoneggiare di La Lune; un forte rimbombo esala nell'aria, la cui eco si ripercuote dal fondo dei burroni, lontan lontano nelle profondit della foresta dell'Argonne (ormai deserta); e le membra e le vite degli uomini volano disperse qua e l. Pu Brunswick produrre su loro alcuna impressione? I Signori dallo splendore offuscato si mordono le dita; poich quei Sansculottes non fuggiranno come polli, a quel che pare! Verso il mezzod, un colpo di cannone uccide il cavallo che cavalcava Kellermann; scoppia in aria un carro di polvere con un funebre clangore; qualche cosa si libra e ondeggia nell'aria, - Brunswick tenter! "Camarades", grida Kellermann, "Vive la Patrie! Allons vaincre pour elle. Andiamo a vincere per essa". "Viva la Patria", echeggia la risposa sotto la volta del Cielo, come un fuoco roteante di luogo in luogo: le nostre file sono salde come rocce; Brunswick pu ben riattraversare il burrone senza alcun risultamento, e riprendere la sua primitiva posizione su La Lune; non senza che gli tocchino delle busse per via. E ci si protrasse per tutto un giorno di Settembre, - in mezzo al frastuono, agli ululati, a un mugghiare che echeggiava lontano! Le cannonate durano fino al tramonto; senza effetto. Fino a un'ora dopo il tramonto, mentre i pochi orologi che restano nel distretto suonano le sette; in quest'ultima ora del giorno, Brunswick fa un altro tentativo. Con una fortuna punto migliore! Egli  scontrato da quelle file salde come rocce, al grido di Vive la Patrie, e respinto, non senza essere battuto. Allora egli smette; si ritira alla "Taverna di la Lune", innalza un fortino pel caso che egli stesso venga attaccato!
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Le cose stanno proprio cos, o Signori dallo Splendore offuscato, checch possiate fare. Ah! la Francia non si leva in massa per noi; e i Contadini non si uniscono a noi, ma ci assassinano; n l'impiccagione, n alcuna persuasione vorr ridurli! Essi hanno perduto il loro antico spiccato amore del Re e della veste Regale, - ho paura; e combatteranno per liberarsene: questa sembra ora la loro tendenza. Le cose d'Austria non prosperano, e neppur l'assedio di Thionville. Gli abitanti di Thionville, spingendo la loro insolenza al colmo dell'epigramma, hanno messo sulle loro mura un cavallo di legno con un manipolo di fieno pendente, e questa iscrizione: "Quando io finir il mio fieno, voi prenderete Thionville" (48). A tal punto  giunta la frenesia del genere umano.
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Le trincee da Thionville possono chiudersi; e che importa se quelle di Lille sono aperte? La Terra non sorride a noi, n il Cielo, che piange e s'oscura, sciogliendosi in una pioggia brusca e peggio. I nostri amici c'insultano; siamo feriti nelle case dei nostri amici. "Sua Maest di Prussia aveva un tabarro, quando venne la pioggia; e (contrariamente ad ogni legge conosciuta) lo indoss, quantunque i nostri due Principi francesi, speranza del loro paese, non ne avessero!" A questo, invero, come dice Goethe, che risposta si potrebbe dare? (49) Fame e Freddo, Affronto, Colica, Dissenteria e Morte; e noi qui appiattati in un forte, fra cenci, covoni di grano e avanzi di stoppia, sulla fangosa Altura di La Lune, intorno alla miserabile Taverna di La Lune!
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Questa  la cannonata di Valmy, ove il Poeta Mondiale prov la febbre del cannone; ove i Sansculottes francesi non fuggirono come polli: fatto prezioso per la Francia. Ogni soldato compi il suo dovere, e l'Alsaziano Kellermann (quanto preferibile al vecchio Luckner congedato!) cominci a divenire grande; Egalit fils, Uguaglianza juniore, svegliato e prode Ufficiale di Stato Maggiore, si distinse per la sua intrepidezza: -  lo stesso individuo intrepido che ora, da Luigi Filippo, senza l'Uguaglianza, lotta, in tristi circostanze, per esser chiamato Re dei Francesi per un po' di tempo.
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CAPITOLO 8.
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EXEUNT.
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Ma quel Venti Settembre , anche per altro, un gran giorno. Perch, notate, mentre il cavallo di Kellermann stramazza sotto di lui al Mulino di Valmy, i nostri nuovi Deputati Nazionali, che saranno una Convenzione Nazionale, gironzano e si raccolgono intorno alla sala dei Cento Svizzeri, con l'intento di costituirsi!
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La dimane, verso mezzod, l'Archivista Camus  occupato a "verificare i loro poteri"; gi parecchie centinaia di loro sono qui. Onde l'antica Legislativa torna fuori solennemente per fondere le sue vecchie ceneri a guisa di Fenice nel corpo della nuova; - e, cos, subito tutti ritornano solennemente alla Salle de Mange, ove siede una Convenzione Nazionale, al completo o quasi, con settecentoquarantanove Membri, presieduta da Ption; - che comincia subito ad occuparsi degli affari. Leggi il resoconto della seduta di quel pomeriggio, o Lettore; poche sedute possono assomigliarle: il monotono Moniteur, col suo resoconto, diviene pi drammatico dello stesso Shakespeare. Poich l'epigrammatico Manuel si alza e dice cose strane: che il Presidente debba avere una Guardia d'Onore, e debba essere alloggiato alle Tuileries: - Respinto. E si leva e parla Danton; e si levano Collot d'Herbois, il Curato Grgoire e lo zoppo Couthon della Montagna, e in rapide stanze Melibee, ognuna di poche righe, propongono non poche mozioni: Che la pietra angolare della nostra nuova Costituzione sia la Sovranit del Popolo: che la nostra nuova Costituzione, sia accettata dal Popolo o divenga nulla; inoltre che il Popolo debba essere vendicato, ed avere giudici adatti; che le Imposte debbano continuare fino a nuovo ordine; che la propriet della Terra e le altre propriet siano sacre per sempre; finalmente che da qust'oggi "la Regalit sia abolita in Francia" - Tutto decretato, prima che suonino le quattro, con acclamazione del mondo! (50) L'albero era tanto maturo; bast scuoterlo per raccogliere delle carrettate di frutti maturi.
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E cos nella Regione di Valmy, non appena giungono le notizie, che  mai questo clamore che si sente, che si vede dalle nostre torbide alture di La Lune? (51) Un evviva generale dei Francesi sul loro colle opposto; essi innalzano i berretti sulle baionette:  un suono come di Rpublique; Vive la Rpublique,  il suono indistinto portato dal vento! - Il mattino del domani, per cos dire, Brunswick si pone in ispalla lo zaino prima di giorno, accende tutto il fuoco che ha; e marcia senza battere il tamburo. Dumouriez trova tracce orrende in quel campo; "latrines piene di sangue"! (52) Il cavalleresco Re di Prussia, giacch egli, come vedemmo,  qui in persona, non pu che deplorare a lungo questo giorno; - guardare pi freddo che mai quei Signori dallo Splendore offuscato, quei Principi francesi Speranza del loro paese; - e, dopo tutto, indossare il suo pastrano senza tanti complimenti, lieto di averne uno. Essi si ritirano, tutti si ritirano con una conveniente speditezza, attraversando la Champagne, divenuta per via del traffico tutta un pantano, sotto un diluvio di pioggia. Dumouriez, per mezzo dei suoi Kellermann e Dillon, li punge un po' a tergo. Un poco, non molto; ora pungendoli, ora patteggiando: perch Brunswick ha gli occhi aperti, e Sua Maest di Prussia  una Maest pentita.
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N l'Austria ha prosperato, n il Cavallo di Legno di Thionville ha morso il suo fieno, n la citt di Lille s' arresa. Le trincee di Lille si aprono il 29 del mese; piovono le palle, le bombe e le palle infocate; come se non trincee, ma il Vesuvio e l'Abisso si fossero aperti. Era spaventevole, dicono i testimoni oculari; ma senza risultato. Gli abitanti di Lille sono giunti a tanto; specialmente dopo le notizie dell'Argonne e dell'Est. Neppure uno dei Sans-indispensables in Lille si arrenderebbe per un riscatto da Re. Piovono le palle infocate, giorno e notte; "seimila", o gi di l, e delle bombe piene internamente di olio di trementina, che scoppia infiammandosi, - specialmente sulle abitazioni dei Sansculottes e dei poveri; le strade dei ricchi sono risparmiate. Ma i Sansculottes si procurano secchie d'acqua e si organizzano per ispegnere il fuoco: "La bomba  in casa di Pietro! La bomba  in casa di Giovanni!" Essi dividono il tetto e la sostanza fra loro; gridano Vive la Rpublique; e non perdono coraggio. Una palla tuona attraverso la sala principale dell'Htel-de-Ville, mentre vi  riunita l'Assemblea del Comune; "Noi siamo in permanenza", dice uno freddamente, continuando il suo lavoro; e la palla rimane anche in permanenza conficcata nel muro, probabilmente sino ad oggi (53).
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L'Arciduchessa d'Austria (sorella della Regina) vuol vedere essa stessa il fuoco rovente dell'artiglieria: "nella loro fretta di soddisfare un'Arciduchessa, due mortai esplodono e uccidono trenta persone". Ma tutto  vano; Lille, spesso in fiamme, vede sempre spento l'incendio; Lille non ceder. Anche i ragazzi destramente strappano le micce alle bombe cadute; un uomo afferra col suo cappello una palla rotolante, il cappello prende fuoco; quando s' raffreddato, lo coronano con un bonnet rouge".  memorabile anche quello spensierato barbiere, che, quando scoppi la bomba dietro di lui, ne raccolse un pezzo, vi fece dentro una saponata, ed esclam: "Voil mon plat a barbe! E rase quattordici persone", sul posto. Bravo, o spensierato barbiere, "degno di radere l'antico Spettro dal Mantello rosso, e di trovare i tesori!" - L'ottavo giorno di questo assedio disperato, il sei Ottobre, l'Austria, trovandolo infruttuoso, si ritira con un non piacevole sentimento. Dumouriez vi si dirige rapidamente; e Lille, nera di cenere e di fiamme soffocate, ma in preda a una gioia che arriva fino al cielo, spalanca le sue porte. Il plat  barbe divenne di moda; "nessun patriota elegante", dice Mercier parecchi anni dopo, "si rade senza la scheggia d'una bomba di Lille".
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Quid multa? Perch tante parole? Gl'invasori sono in fuga; l'esercito di Brunswick, di cui un terzo  rimasto morto, si trascina in una maniera disastrosa per le vie profonde della Champagne; spargendosi nei "campi d'una creta dura e spugnosa, di color rosso": - "come Faraone in un mare rosso di fango", dice Goethe; "poich anche qui giacciono carri rotti e sembra che cavalleria e fanteria debbano affondare" (54). Il mattino dell'undici Ottobre, il Poeta Mondiale, cercandosi a fatica una via verso Nord, fuori Verdun, ove era entrato dalla parte del Sud cinque settimane innanzi, in un ordine tutto differente, osserv il seguente fenomeno e form parte di esso.
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"Verso le tre del mattino, senz'aver punto dormito, eravamo per montare nella nostra vettura che attendeva alla porta, quando un insuperabile ostacolo ci si par innanzi: passava fra i ciottoli della via, che erano ammucchiati dall'un lato e dall'altro, una colonna ininterrotta di carri d'ammalati, che attraversava la citt, e tutti camminavano come in un pantano. Mentre noi aspettavamo per vedere che si poteva fare, il nostro padrone di casa, Cavaliere di Saint-Louis, pass in fretta dinanzi a noi, senza salutarci. Egli era stato un Notabile di Calonne nel 1787, poi era emigrato; era tornano a casa sua, giubilante, coi Prussiani; ma ora deve tornare di nuovo nel mondo immenso, seguito da un servo che porta un piccolo fagotto sul bastone".
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"L'attivit del nostro solerte Lisieux si rivel in tutta la sua estensione, ed anche in questa occasione ci trasse d'impaccio; egli si cacci in un piccolo vuoto della fila dei carri, e tenne indietro il tiro che s'avanzava, fin che noi, coi nostri quattro e sei cavalli, c'intercalammo; dopo di che, io potei respirare pi liberamente nel mio leggero e piccolo carrozzino. Noi eravamo ora in cammino, a passo di funerale, ma sempre in cammino. Spuntava il giorno; noi ci trovammo all'uscita della citt, in mezzo a un tumulto, a un frastuono che sorpassavano ogni misura. Ogni sorta di veicoli, alcuni cavalieri, una quantit immensa di gente a piedi s'incrociavano sulla grande spianata innanzi alla porta della Citt. Noi volgemmo a destra con la nostra Colonna, verso Estain, per una stretta via fiancheggiata da fossati. La propria conservazione in una ressa cos grande, non conosceva ormai n piet n rispetto verso chicchessia. Non lungi da noi cadde il cavallo d'un carro di munizioni; tagliarono i finimenti e lo lasciarono a terra. Ed ora poich gli altri tre non potevano pi sostenere il peso del carro, li slegarono e rovesciarono il pesante veicolo nel fosso; noi poi, col minor ritardo possibile, dovemmo passar diritto sul cavallo, che si stava rialzando, ed io ben mi accorsi che le sue gambe scricchiolarono e s'infransero sotto le ruote.
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"Cavalleria e fanteria cercavano di uscire dalle vie strette e faticose, per gettarsi nei campi, ma anche questi erano rovinati dalla pioggia; inondati dall'acqua che si riversava dai fossati pieni, la comunicazione dei sentieri era dappertutto interrotta. Quattro soldati francesi dall'aspetto di gentiluomini, belli, ben vestiti, guadarono per un po' di tempo a lato della nostra carrozza, lindi e netti in una maniera meravigliosa; ed avevano tale un'arte nel fare i loro passi, che le loro calzature rivelavano non pi su della caviglia il fangoso pellegrinaggio che aveva dovuto subire quella buona gente.
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"Che in quelle circostanze si vedessero nei fossi, nei prati, nei campi, dappertutto, cavalli morti, era ben naturale; ma presto ne trovavate anche di scorticati, ai quali era stata tagliata la carne: triste indizio della miseria generale.
"Cos noi andavamo innanzi; ogni momento in pericolo, perch al pi piccolo arresto, poteva capitare anche d'essere mandati a capitombolare fuor della via; in tale emergenza, veramente, l'accurata destrezza del nostro Lisieux non potrebbe essere abbastanza lodata. Dello stesso talento dette prova ad Estain: vi giungemmo verso mezzogiorno; e scorgemmo in quella bella cittadina, bene edificata, nelle vie e nelle piazze, un tumulto di cui non s'intendeva la ragione; la massa andava di qua e di l; tutti lottavano per farsi avanti, ciascuno era d'impedimento all'altro. Inaspettatamente, la nostra carrozza s'arrest innanzi ad una maestosa casa, nella piazza del mercato; il padrone e la padrona della magione ci salutarono a reverente distanza. L'accorto Lisieux, a nostra insaputa, aveva detto che noi eravamo il fratello del Re di Prussia!
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"Ed ora dalle finestre del pianterreno che guardavano sulla piazza del mercato, ci apparve l'immenso tumulto, per cos dire, quasi palpabile. Ogni specie di gente, soldati in uniforme, malandrini, cittadini e contadini dall'aria risoluta ma triste, donne e fanciulli che si pigiavano, si urtavano l'un l'altro fra veicoli d'ogni specie: carri di munizioni, vagoni di bagagli, carrozze ad un cavallo, a due od a molti cavalli; una miscellanea di centinaia di tiri requisiti o legalmente posseduti, facendosi strada, urtandosi, ostacolandosi a vicenda, che andavano di qua e di l, a destra e a sinistra. Anche il bestiame cornuto era ivi in moto, probabilmente armenti presi in requisizione. Cavalieri se ne vedevano pochi, ma le eleganti carrozze degli Emigrati, di variopinti colori, verniciate, dorate e inargentate, evidentemente dai migliori costruttori, davano nell'occhio (55).
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"Ma la crisi della ressa si verific un po' pi oltre, dove l'affollata piazza del mercato metteva capo in una via, - veramente diritta e buona, ma, in proporzione, troppo stretta. Nella mia vita non ho visto mai niente di simile; il suo aspetto potrebbe forse paragonarsi a quello d'un fiume gonfio che dilaga impetuoso per campi e prati, ed  poi di nuovo costretto a cacciarsi sotto uno stretto ponte e a scorrere nei limiti del suo alveo. Gi nella lunga strada, tutta in vista dalle nostre finestre, cresceva di continuo la stranissima marea: un'altra carrozza da viaggio a doppio posto troneggiava sul torrente di cose. Noi pensammo alle belle donne di Francia che avevamo visto al mattino. Non erano esse, per altro; era il Conte Haugwitz, che potevate vedere, con una specie di malizia sardonica farsi avanti dondolandosi, a passo a passo" (56).
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In questa non trionfale processione ha messo capo il Manifesto di Brunswick! Anzi in qualcosa di peggio: "nei negoziati con quei miserabili". - Le prime notizie di questo fatto produssero tale un disgusto negli Emigrati, che il nostro scientifico Poeta Mondiale "teme per la ragione di parecchi" (57). Non v' rimedio; debbono seguitare a vivere, quei poveri Emigrati, stizziti contro tutti e tutto, e venire in uggia a tutti nella disgraziata condizione in cui si sono cacciati. Il Padrone e la Padrona di casa vi dicono alla table-d'hte, come siano insopportabili quei Francesi; come, malgrado tale umiliazione, la povert e la probabile indigenza, lottano sempre per la precedenza, con lo stesso spirito invadente e senza alcuna discrezione. Altamente onorato, alla testa della tavola, potete osservare coi vostri occhi, non un Signore, ma un automa di Signore rimbambito, ancora adorato, servito con reverenza e nutrito. Seduto promiscuamente  un miscuglio di soldati, commissar, avventurieri; che consumano in silenzio le loro barbariche vettovaglie. "Su tutte le fronti si pu leggere un triste destino; tutti sono silenziosi, poich ognuno ha le proprie sofferenze da sopportare, e vede innanzi a s una miseria sconfinata". Un viandante frettoloso entra e mangia senza disgusto ci che gli si pone davanti, e il padrone non gli fa pagare quasi niente. "Egli ", mi dice in disparte il padrone, "il primo di quel popolo maledetto che ho visto piegarsi a gustare il nostro pane nero tedesco" (58).
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E Dumouriez  a Parigi; lodato e festeggiato; messo in mostra nei brillanti Saloni, affluiscono intorno a lui le pi belle vesti di blonda, gli abiti pi maestosi, ammirandolo con gioia. Senonch, una notte, nello splendore di una di queste scene, egli si vede repentinamente apostrofato da una squallida, lugubre Figura, introdottasi senz'essere invitata, anzi malgrado il divieto dei servi: una lugubre figura! La squallida e lugubre figura  venuta con "una missione espressa da parte dei Giacobini", per avere esplicite informazioni, meglio allora che pi tardi, intorno ad alcune cose: "al fatto, per esempio, delle sopracciglia rase ai Volontar Patrioti". Anche, "sulla vostra minaccia di farli fare a pezzi". Inoltre, "perch non avete perseguitato Brunswick con pi calore," cos, con una voce aspra e chioccia, inquirisce la Figura. - "Ah, c'est vous qu'on appelle Marat, Voi siete quello che chiamano Marat!", risponde il Generale, e freddamente gira sui tacchi (59). - "Marat!" Le vesti di blonda rabbrividiscono come erba tremula; le marsine fanno circolo; l'Attore Talma (poich ci accade in casa di Talma) e forse anche la luce dei candelieri divengono lividi; finch questo Spettro osceno, fosca Apparizione Visiva non terrestre, svanisce, per tornare nella sua Notte nativa.
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Il Generale Dumouriez, dopo pochi giorni, torna a partire pei Paesi Bassi; attaccher i Paesi Bassi, quantunque d'inverno. Il Generale Montesquiou, al Sud-Est, s' recato da Sua Maest di Sardegna, e, quasi senza tirare un colpo, gli ha tolto la Savoia, assai desiderosa di far parte della Repubblica. Il Generale Custine, al Nord-Est, s' scagliato con impeto su Spira e sul suo arsenale, e poi, non senza esservi invitato, sull'Elettorale Magonza; ove si trovano ora i Democratici Tedeschi e neppur l'ombra di un Elettore. Onde negli ultimi giorni di Ottobre, Frau Forster, una figliuola di Heyne, alquanto democratica, passeggiando fuori la porta di Magonza con suo marito, trova dei soldati francesi che giuocano a boccia con le palle dei cannoni. Forster salta allegramente su una bomba di ferro, gridando: "Viva la Repubblica!" Una Guardia Nazionale dalla barba nera risponde: "Elle vivra bien sans vous. Forse ella vivr indipendentemente da voi" (60).
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LIBRO SECONDO. REGICIDIO.
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CAPITOLO 1.
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IL POTERE DELIBERANTE.
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La Francia adunque ha condotto compiutamente a termine due cose: ha scacciati i suoi Invasori Cimmer ben oltre le frontiere; ha ridotta in frantumi la sua interna Costituzione Sociale, fin alla sua fibra pi minuta, dissolvendola, annientandola. Tutto  completamente innovato: dal Re fino alla Guardia Urbana della Parrocchia, tutte le Autorit, Magistrati, Giudici, le persone insomma che avevano il comando, avevano dovuto, d'un subito cambiarsi, in quanto era necessario; diversamente sarebbero state senza indugio costrette a cambiarsi e non senza violenza; un patriottico "Consiglio di Ministri Esecutivo", con un patriota, Danton, in esso, e poi tutta una Nazione e una Convenzione Nazionale ne hanno presa cura. Ogni funzionario, nel pi remoto casale, che abbia detto De par le Roi, e mostrato fedelt, non deve che ritirarsi, per far posto a un nuovo e pi progredito funzionario che possa dire De par la Rpublique.
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 tale un mutamento, che la Storia deve dire ai suoi lettori che l'immaginino, senza descriverlo. Un mutamento istantaneo di tutto il corpo politico, essendo tutta cambiata l'anima politica; tale un mutamento quale pochi corpi, politici o meno, possono esperimentare in questo mondo.  il caso forse di quel che avvenne al povero corpo della Ninfa Semele, quando ella volle, per un capriccio femminile, vedere il suo Giove Olimpico nella sua qualit di Giove; - e cos resto, la povera Ninfa, in quel momento Semele, un momento dopo non pi Semele, ma una Fiamma e statua di ceneri ardenti! - La Francia ha guardata la Democrazia, l'ha ben guardata in faccia. Gl'Invasori Cimmer si riuniranno, con pi umile spirito, con migliore o peggior sorte: la rovina e la dissoluzione si riformeranno in un Ordinamento sociale purchessia. Ma quanto alla Convenzione Nazionale, che tutte deve ricomporre, se, come si aspettano il Deputato Paine e la Francia in genere, compir tutto "in pochi mesi", noi la diremo la pi destra delle Convenzioni.
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In verit  assai strano il vedere come questo mercuriale Popolo Francese passi d'un subito da Vive le Roi a Vive la Rpublique; e va trillando e danzando mentre scuote ogni giorno (per cos dire) e calpesta nella polvere le sue antiche insegne sociali, i suoi princip, le leggi della sua esistenza; e danza allegramente incontro allo Sregolato, all'Ignoto, col cuore pieno di speranza e niente altro che Libert, Uguaglianza e Fraternit sul labbro.
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Son forse due secoli, o soltanto due anni, da che tutta la Francia mand simultaneamente il suo ruggito fino alla volta celeste, gridando tra il clamore e il fumo alla sua Festa delle Picche: "Viva il Restauratore della libert francese". Appena tre anni addietro v'era ancora Versailles e un Oeil-de-Boeuf: ora v' il Circuito del Temple sorvegliato, cinto dagli occhi di draghi dei Municipali, dove la Regalit, come nel suo limbo finale, giace estinta. Nel 1789, il Deputato Costituente Barrre "pianse" nel suo giornale Point-du-jour nel vedere un Re Luigi riconciliato; ora, nel 1792, il Deputato della Convenzione Barrre, a ciglio completamente asciutto, pu prendere a considerare se il riconciliato Re Luigi debba essere oppur no ghigliottinato!
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Le vecchie insegne, la vecchia veste sociale cadono cos presto (diciamo noi) perch sono ben logore, e vengono calpestate dalla danza Nazionale. E le nuove insegne dove son esse? E i nuovi costumi e le nuove leggi? La Libert, l'Uguaglianza, la Fraternit: queste non sono vesti, ma desiderio di vesti! La Nazione  pel momento, in linguaggio figurato, nuda; essa non ha n costumi n vesti; ma  nuda, -  una Nazione Sans-culotte.
Fino a questo punto e in tal modo hanno trionfato i vostri patrioti Brissot, Guadet. Le visioni di Ezechiele Vergniaud sulla caduta di troni e corone, di cui egli parl ipoteticamente e profeticamente nella Primavera dell'anno, si sono di repente compiute nell'Autunno! I nostri eloquenti patrioti della Legislativa, come potenti Stregoni, con le parole della loro bocca hanno spazzato il Regalismo insieme ai suoi antichi costumi, alle sue antiche formule, dandolo in preda dei venti; ed ora governeranno una Francia libera da formule. Libera da formule!
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Eppure l'uomo non vive che con le formule, coi costumi, con le maniere di fare e di vivere: nessun testo  pi vero di questo; che si riscontra vero dalla Tavola da t e dal Desco del sarto, su su, risalendo, fino all'Alte Camere del Senato, Templi Solenni; anzi traverso ogni regione della Mente e dell'Immaginazione e fino ai pi remoti confini dell'Essere articolato, - ubi homines sunt, modi sunt. Ovunque sono uomini, sono costumi.  la pi profonda legge della natura umana; onde l'uomo  un artigiano, "un animale che usa l'utensile"; non lo schiavo dell'Impulso, del Caso, della Natura bruta, ma in una certa misura il loro Signore. Venticinque Milioni d'uomini che si spogliano repentinamente dei loro usi e vi danzano sopra a quel modo, sono una ben terribile cosa da governare.
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Frattanto, gli eloquenti patrioti della Legislativa debbono precisamente risolvere questo problema. Sotto il nome e pseudonimo di "uomini di Stato, hommes d'tat", di "uomini moderati, modrantins", Brissotins, Rolandins, e finalmente Girondins, diverranno famosi in tutto il mondo nel risolvere questo problema. Poich i Venticinque milioni hanno inoltre l'effervescenza Gallica; - invasi, sia dalla speranza dell'ineffabile universale Fraternit e Et dell'Oro; sia dal terrore dell'ineffabile Europa Cimmeria che si collega per piombare su noi.  un problema come ve ne son pochi. Invero, se l'uomo, come vantano i Filosofi, potesse guardare innanzi e dietro a s, che sarebbe mai di lui in tanti casi? Che cosa ne sarebbe in questo caso, di quei Settecentoquarantanove uomini? La Convenzione che vedesse chiaramente il futuro e il passato, sarebbe una Convenzione paralizzata. Vedendo chiaramente non oltre il proprio naso, non  paralizzata.
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Per la Convenzione non v' incertezza n nel lavoro n nel metodo: fare la Costituzione; difendere la Repubblica fin che sia fatta. Quindi abbastanza rapidamente s' messo insieme un "Comitato della Costituzione": Sieys, antico Costituente, edificatore di Costituzioni per mestiere; Condorcet atto a cose migliori; il Deputato Paine, straniero Benefattore della Specie, "con quella faccia rossa piena di carbonchi e quegli occhi neri luminosi"; Hrault de Schelles, ex Parlamentare, uno dei pi belli uomini della Francia: questi, insieme a confratelli inferiori, sono lietamente congiunti nel lavoro; "faranno un'altra volta la Costituzione", speriamolo, con migliore effetto dell'altra volta. Che la Costituzione possa farsi, chi ne dubita?
- o sarebbe il vangelo di Jean Jacques venuto al mondo invano? Invero la nostra ultima Costituzione capitombol nell'anno, cos lamentevolmente. Ma che perci? - facciamo la cernita dei calcinacci e dei ciottoli, e riedificheremo meglio di prima. "Allargate la vostra base", da un lato fino al suffragio universale, se occorre; escludete i materiali avariati, come il Regaliamo e simili, dall'altro lato. In breve: edificate, oh impareggiabile Sieys e compagnia, edificate senza stancarvi! Il frequente e pericoloso precipitare delle impalcature e della zavorra, sia per voi stimolo, non iscoraggiamento. Riponetevi all'opera, scartando i frantumi; se le vostre membra saranno rotte, i vostri cuori siano interi; ma edificate, ripetiamo, in nome del Cielo, - finch il lavoro non si raffermi, o l'uman genere l'abbandoner e i Costruttori della Costituzione saranno ripagati col riso e con le lagrime! In un buon tempo, nel corso dell'Eternit, era designato che questa parte del Contratto Sociale dovesse esser messa alla prova. E cos il Comitato della Costituzione eseguir l'arduo lavoro: con la speranza e con la fede; - nessun lettore di queste pagine lo disturber.
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Far dunque la Costituzione e tornare a casa con animo lieto dopo pochi mesi: questa  la profezia che la nostra Convenzione Nazionale fa a s stessa; con questo programma scientifico procederanno le sue operazioni e i suoi eventi. Ma dal pi scientifico dei programmi, in tal caso, all'esecuzione reale, qual differenza! Ogni riunione di uomini, non  forse, come spesso abbiam detto, una riunione d'incalcolabili Influenze di cui ogni unit  un microcosmo d'influenze? Come pu dunque la scienza calcolare o profetizzare su di esse? La scienza che non pu con tutti i suoi calcoli, differenziali, integrali e di variazioni, calcolare il Problema di tre Corpi gravitanti, dovrebbe qui tacere, e dire soltanto: In questa Convenzione Nazionale vi sono settecentoquarantanove stranissimi Corpi, che gravitano e fanno ben altro; - che, probabilmente in una stupefacente maniera, eseguiranno i decreti del Cielo.
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Su Assemblee, Parlamenti, Congressi Nazionali che hanno seduto a lungo; che sono di temperamento saturnino; che sopratutto non sono "davvero terribili" si pu calcolare e far delle congetture: eppure anche questi sono una specie di Mistero in azione, - onde noi vediamo che il Giornalista Reporter trae la sua sussistenza: anche questi alle volte sono balzati pazzamente fuor di strada. Tanto maggiormente una povera Convenzione Nazionale di veemenza francese; spinta a tal velocit, senza regolamento, senza rotaie, senza traccia, senza limiti, e in cui ogni uomo  spaventevolmente ardente!  alla lettera tale un Parlamento quale non vi fu mai in niuna parte del mondo. Sono uomini nuovi, non organizzati; e sono essi il cuore, il centro principale d'una Francia completamente caduta nel pi folle disordine. Da tutte le citt, da tutti i casali, dai pi remoti lembi di questa Francia, con i suoi Venticinque Milioni d'anime veementi, dense correnti d'influenze rigurgitano in quello stesso Cuore, nella Salle de Mange, e si precipitano fuori: tal focosa circolazione delle vene e delle arterie  la funzione di quel Cuore. Settecentoquarantanove individui, lo ripetiamo, mai sedettero insieme sulla nostra Terra in circostanze pi originali. La pi parte di costoro erano individui comuni, o non molto lontani dal comune; eppure in virt della posizione che occupavano, erano tanto notevoli. In questo clangore selvaggio del turbine delle umane passioni, tra la morte e la vittoria, tra il terrore e il coraggio, ove tutte le altitudini, tutte le profondit ne ripercuotono l'eco, come questi uomini, abbandonati a s stessi, potranno parlare e agire?
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I lettori ben sanno come questa Convenzione Nazionale Francese (proprio contrariamente al suo Programma) divenne lo stupore e l'orrore del genere umano; una specie di Convenzione Apocalittica, un fosco Sogno divenuto reale; di cui raramente parla la Storia se non a mo' di interiezione; come copr la Francia di maledizione, di delusione, di delirio; e dal suo seno balz la Morte sul pallido Cavallo.  facile odiare questa povera Convenzione Nazionale; lodarla, amarla non  sembrato impossibile. Essa , lo abbiam detto, un Parlamento nelle circostanze pi originali. Per noi, in queste pagine, sia come un fuligginoso e terribile mistero, ove il Sommo s' incontrato con l'Imo; e, in quell'alternarsi dello splendore e dell'oscurit delle tenebre, il povero mortale abbacinato non sa qual' il Sommo, qual' l'Imo; e si tormenta, si precipita all'impazzata come fanno i mortali in questi casi. Una Convenzione che si consumer da s stessa, che compir il suo suicidio, e diverr cenere morta - insieme a tutto il suo Mondo! Noi dunque non dobbiamo entrare ad esplorare le sue profondit fosche e confuse; ma dobbiamo guardare con occhi intenti il suo svolgersi e quali notevoli fasi ed eventi ne balzeranno fuori successivamente.
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Una circostanza generale e superficiale dobbiamo rilevare con lode: la forza della Cortesia. A tal punto il senso della civilt  penetrato nella vita dell'uomo, che n un Drouet, n un Legendre, foss'anche nel pi furente calore della mischia, pu prescinderne. I dibattiti dei Parlamenti in terribile effervescenza raramente sono presentati al mondo con franchezza; altrimenti il mondo ne stupirebbe. Lo stesso Gran Monarca non iscacci una volta il suo Louvois brandendo un paio di molle? Ma leggendo i lunghi volumi dei Dibattiti di questa Convenzione, tutti spumanti d'un furioso ardore, al punto che tante volte  questione di vita e di morte, si  piuttosto colpiti dal grado di continenza che manifestano nel parlare, e come in quella furiosa ebollizione v' una specie di regola di cortesia che cerca d'imporsi; e le forme di vita sociale mai scompaiono del tutto. Quantunque questi uomini minaccino col pugno destro chiuso, non si afferrano mai pel colletto; non mettono fuori i pugnali, eccetto che per propositi oratorii, e non frequentemente: la bestemmia  quasi sconosciuta, quantunque i Resoconti siano abbastanza fedeli; non troviamo che una o due imprecazioni in tutto, imprecazioni di Marat.
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Del Testo, che vi sia "effervescenza", chi ne dubita? Parecchia effervescenza; Decreti approvati per acclamazione oggi, sono revocati per vociferazione domani; ambiente saltuante, d'una mutabilit rotatoria, sempre eccessivo! La "voce dell'oratore  coperta dai rumori"; un centinaio di "onorevoli Membri si slanciano minacciosi verso la parte sinistra della sala"; il Presidente "ha rotti tre campanelli di seguito", - e si caccia in testa il cappello in segno che il paese  prossimo alla rovina. Feroce e effervescente assemblea Gallica-antica! - Ah, come le rumorose attristanti voci di Discussione e di Vita, che  poi anch'essa una discussione, si sprofondano silenti una dopo l'altra; cos alte ora, cos basse poco dopo! Brenno e gli antichi Capitani Gaelici, in cammino per Roma, per la Galazia ed altri di quei posti verso i quali solevano marciare nella maniera pi feroce, ebbero senza dubbio Discussioni del pari effervescenti; quantunque nessun Moniteur le abbia riportate. Si azzuffavano in Celtico gaelico quei Brenni; n erano Sanculotti; anzi i calzoni (braccae, di feltro o di duro cuoio) erano la sola cosa che avessero, essendo, come attesta Livio, nudi fino alle anche; - ebbene, notate,  lo stesso lavoro, sono gli stessi uomini ora che hanno indosso degli abiti e parlano con accento nasale una specie di Latino corrotto! Ma, dopo tutto il TEMPO non travolger forse la presente Convenzione Nazionale, come fece di quei Brenni e degli antichi augusti Senati in brache di feltro? Di certo il Tempo ed anche l'Eternit. Fosco crepuscolo del Tempo, - o meriggio che diverr crepuscolo; poi la notte e il silenzio; e il Tempo con tutti i suoi rumori fievoli  inghiottito nel mare tranquillo. Piet del tuo fratello, oh figlio d'Adamo! L'irato vacuo gergo che egli proferisce, non  forse il piagnucolio d'un bimbo che non pu esprimere la sua pena, ma che di certo ha un malore nel suo interno che lo fa gemere, piagnucolare di continuo, finch sua madre non lo prenda, e l'addormenti?
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Questa Convenzione non ha ancora quattro giorni di vita, e le melodiose stanze melibee che rovesciarono la Regalit sono ancora fresche nelle nostre orecchie, quando risuona un nuovo diapason, - disgraziatamente di discordia questa volta. Poich si  parlato di una cosa di cui  difficile dir bene: i Massacri di Settembre. Come giudicare quei Massacri di Settembre, e la Comune di Parigi che vi presiedette? Una Comune di Parigi, odiosamente terribile, dinanzi a cui la povera e impotente Legislativa doveva tremare e star queta. Ed ora, se una Convenzione giovane, onnipotente, non vuole parimenti tremare e restare inerte, che dovr mai fare? Abbia una Guardia Dipartimentale da essa stipendiata, rispondono i Girondini e gli amici dell'Ordine.
. Una Guardia Nazionale di Volontar, mandata in missione da tutti gli Ottantatr o Ottantacinque Dipartimenti, per questo fine speciale; - essa terr i Settembrizzatori e le Comuni tumultuose in un debito stato di sommessione, e la Convenzione in un debito stato di Sovranit. Cos hanno risposto gli Amici dell'Ordine, sedenti in Comitato, e ne hanno redatto rapporto; anche un decreto  stato reso su questo tenore. Alcuni Dipartimenti, anzi, come il Dipartimenti del Var e Marsiglia, nella semplice aspettativa e assicurazione di un Decreto, hanno il loro contingente di volontar gi in marcia; quei bravi Marsigliesi, i primi nel 10 agosto, non saranno qui gli ultimi; "i padri dettero ai loro figliuoli un moschetto e venticinque luigi" - dice Barbaroux, "e ordinarono loro di marciare".
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V' forse niente di pi regolare? Una Repubblica che voglia fondarsi sulla giustizia ha bisogno d'investigare i Massacri di Settembre; una Convenzione che si chiama Nazionale, non deve esser guardata da una forza Nazionale? - Ohim, Lettore, sembra cos a prima vista; eppure v' tanto da dire e da discutere. Ed ecco che cominci a vedere il lieve principio d'una Controversia, che la semplice logica non potr dirimere. Due piccole sorgenti, Settembre e Guardia Dipartimentale, o piuttosto in fondo non  che una sola, una medesima sorgente, che s'ingrosser, si dilater in acque di amarezza; e ogni sorta di ruscelli e di torrenti sussidiar di amarezza vi affluiranno da uno e da un altro sito; fin che non divenga un largo fiume di amarezza, di rabbia e di separazione, - che pu aver pace solo nelle Catacombe. Questa Guardia Dipartimentale, decretata da una maggioranza schiacciante e poi abrogata per amore della pace e non per insultare Parigi, si torna poi a decretare pi d'una volta; anzi,  parzialmente in funzione, e proprio gl'individui che ne faranno parte, fanno visibile mostra di s nelle strade di Parigi, e una volta, alquanto ebbri, gridano: " bas Marat, Abbasso Marat!" (61). Bench decretata pi spesso che mai,  sempre revocata, e continua per circa sette mesi a non essere altro che una Ipotesi alimentatrice di collera e di rumore; una bella Possibilit che lotta per divenire Realt, ma che mai sar tale; che, dopo lotte senza fine, nel prossimo Febbraio, cadr in istato di quiescenza - traendo seco tante cose. Cos strana  la condotta degli uomini in genere e degli onorevoli Membri in ispecie.
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Ma, come dicevamo, il quarto giorno dell'esistenza della Convenzione, che  il 25 Settembre 1792, viene il rapporto del Comitato su quel Decreto della Guardia Dipartimentale, e un discorso per la sua revoca; vengono denunzie di Anarchia, d'una Dittatura, - che danno da pensare all'incorruttibile Robespierre; vengono denunzie d'un certo Journal de la Rpublique, una volta chiamato Ami du Peuple; e poi viene, salendo visibilmente, restando ritto visibilmente, sulla Tribuna, pronto a parlare, - lo Spettro Corporeo dell'Amico del Popol, Marat! Urlate, voi, settecentoquarantanove;  veramente Marat, proprio lui, non un altro. Marat non  un fantasma creato dall'immaginazione, o una semplice invenzione tipografica; ma un essere materiale fatto di nervi e di tendini, di statura alquanto piccola; rimiratelo nella sua nerezza, nel suo miserabile squallore, frazione vivente del Caos e della Notte Antica; visibilmente incarnato; desideroso di parlare. "Pare", dice Marat all'Assemblea che urla, "che qui moltissime persone mi sono nemiche". - "Tutti! Tutti!" gridano centinaia di voci, bastevoli a sommergere ogni Amico del Popolo. Ma Marat non vuol lasciarsi sommergere; egli parla e si spiega gracchiando; gracchia con tale ragionevolezza, con un'aria di tanta sincerit, che una piet di pentimento raddolcisce la collera, e gli urli si calmano, o addirittura divengono applausi. Poich questa Convenzione  sfortunatamente la pi capricciosa delle macchine: essa sar volta verso l'Est con una violenza estrema, in questo momento; e poi, toccando abilmente nient'altro che una molla, tutta la macchina, schiamazzando e scuotendosi settecento volte, girer con uno scroscio immenso, e un momento dopo si vedr volta all'Ovest! Cos Marat, assoluto e applaudito, vittorioso in questo assalto, mentre continua la discussione,  di nuovo punto da qualche abile Girondino; allora gli urli si rinnovano, e l'Atto d'Accusa  sul punto di passare; senonch il fosco Amico del Popolo si protende di nuovo dall'alto; gracchia ancora con una calma persuasiva, e l'Atto d'Accusa  sommerso. Dopo di che egli tira fuori una pistola, e, puntandola contro la sua testa, sede di pensiero e di profezia, dice "che se fosse passato l'Atto d'Accusa, egli, l'Amico del Popolo, si sarebbe fatto saltare le cervella". Un Amico del Popolo ha questo potere in s. Del resto, quanto al fatto delle duecentosessantamila Teste di Aristocratici, Marat dice candidamente: "C'est l mon avis, questa  la mia opinione". Inoltre non  incontestabile che: "Nessun potere sulla Terra pu impedirmi d'intuire i traditori e di smascherarli data la mia superiore originalit di mente?" (62) Pochi Parlamenti sulla Terra ebbero un onorevole membro pari all'Amico del Popolo.
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Osserviamo, per altro, che questo primo attacco degli Amici dell'Ordine, per quanto rapido e pronto,  fallito. N Robespierre, accusato d'aver parlato di Dittatura e salutato con lo stesso grido nel presentarsi, pu esser messo in prigione o in istato d'Accusa; quantunque Barbaroux faccia aperta testimonianza contro di lui, e firmi la sua deposizione scritta. Con quell'umilt santificata, l'Incorruttibile volge al percuotitore la sua guancia verdemare; alza la sua voce esile, e con abilit gesuitica si difende con successo; domandando alfine con sicurezza: "Ma quali testimoni ha il Cittadino Barbaroux in appoggio della sua testimonianza?" "Moi!" grida il bollente Rebecqui, in piedi, picchiandosi con ambo le mani il petto, e ripetendo: "Io!" (63) Nondimeno il Verdemare perora di nuovo e si giustifica. Il lungo tumulto, "semplicemente personale", mentre tante cose d'interesse pubblico sono trascurate,  finito con l'ordine del giorno. Oh amici della Gironda, perch volete occupare le vostre auguste sedute con meschine Questioni Personali, mentre la Grande Nazionalit giace in tale stato? - La Gironda ha toccato quest'oggi la macchia sudicia e nera del suo bel Dominio della Convenzione; l'ha calpestata, ma non l'ha eliminata. Ohim, noi lo dicemmo, questa macchia  una sorgente che mai scomparir!
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CAPITOLO 2.
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L'ESECUTIVO.
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Possiamo noi non congetturare che intorno a questa grande impresa del fare la Costituzione vi saranno, come pel passato, stranissime complicazioni, e questioni e interessi vi saranno connessi: onde dopo pochi o molti mesi la Convenzione non avr forse niente sistemato? Purtroppo, una marea di questioni sopraggiunge con l'incalzare e il ribollire delle onde, e sempre si dilata e cresce all'infinito! Fra tali questioni, mettendo da banda quelle del Settembre e dell'Anarchia, notiamone tre, che emergono pi spesso delle altre, e promettono di divenire Questioni Capitali: quella dell'Esercito; quella della Sussistenza; quella del Re detronizzato.
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Quanto all'Esercito, la Pubblica Difesa dev'essere messa evidentemente su un piede pi regolare, poich sembra che l'Europa si stia di nuovo coalizzando; si teme che anche l'Inghilterra voglia parteciparvi. Fortunatamente Dumouriez prospera nel Nord; - ma, e se dovesse prosperar troppo e divenisse Liberticide, Uccisore della Libert? - Dumouriez fa progressi, malgrado questa stagione invernale; ma non senza lagnanze. Il dolce Pache, Maestro di scuola svizzero, che se ne stava modestamente nella sua Alle, a grande meraviglia dei vicini,  giunto di recente - dove creder il Lettore? ad essere Ministro della Guerra! Madame Roland, colpita dalle sue maniere dolci, lo raccomand a suo marito come Scrivano; il dolce Scrivano non aveva bisogno di stipendio, essendo d'una vera tempra di Patriota; egli verrebbe con un pezzo di pane in tasca, per risparmiare il pranzo e il tempo; e, mangiando di tratto in tratto a grossi bocconi, compirebbe in un giorno il lavoro di tre uomini; puntuale, silenzioso, frugale, - dolce Tartuffe qual'era. - Onde Roland, nell'ultimo Cambiamento, lo raccomand come Ministro della Guerra. E ora, si direbbe che segretamente stia minando Roland; strumento nelle mani dei pi bollenti Giacobini e della Comune di Settembre, egli non pu, come il severo Roland, essere il Veto des Coquins! (64)
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Come il dolce Pache potrebbe minare sottomano, non si sa troppo bene; si sa per altro, che il suo Ministero della Guerra  divenuto un covo di ladri e di confusione, al punto che tutti raccapricciano a guardarlo; che il cittadino Hassenfratz, capo scrivano, siede col in bonnet rouge; uomo pi che altro mai dedito alla rapina, alla violenza e a qualche calcolo matematico; uno degli uomini pi insolenti che portino berretto rosso; che Pache divora il pane che ha in tasca fra gli alti e i bassi impiegati, ed ha sperperato tutto il Bilancio della Guerra; che i fornitori percorrono in baroccino tutti i Distretti della Francia, facendovi i loro mercati; e, da ultimo l'esercito sar tra poco sfornito di tutto; senza scarpe mentre  inverno; senz'abiti; alcuni non hanno neppure armi. "Nell'Armata del Sud", lamenta un Onorevole Membro, "v' bisogno di trentamila paia di pantaloni"; - la pi scandalosa penuria.
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L'anima retta di Roland  disgustata della piega che prendono le cose: ma che pu far egli? Mantener l'ordine nel proprio Dipartimento; riprendere, reprimere ovunque  possibile; tutt'al pi, dolersene. Egli pu manifestare le sue lagnanze scrivendo Lettere su Lettere alla Convenzione Nazionale, alla Francia, alla Posterit, all'Universo, con un crescendo di querula indignazione; - e, alfine, non diverr egli noioso? Perch, questa sua perenne scrittura non , dopo tutto, una cosa arida? Pu forse meravigliare che in un tempo di Rivolta e d'abrogazione di ogni Legge, tranne della Legge del Cannone, vi possano essere tali Illegalit? Intrepido Veto dei Furfanti, uomo stringatamente fedele, rispettabile, metodico, lavora pure alla tua maniera, e logorati pure; foss'anche inutilmente, ch non sar senza profitto - poi, non ora! La brava Dame Roland, la pi brava di tutte le donne francesi, comincia a presentire qualche pericolo: la figura di Danton ha troppo "del carattere Sardanapalesco", a un pranzo repubblicano di Roland; Clootz, oratore del genere umano, ciancia miserevolmente intorno alla Repubblica Universale, o all'unione di tutti i Popoli e Schiatte in un solo Legame di Fraternit, il qual legame, sventuratamente, non si discerne come dovr essere stretto.
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 inoltre indiscutibile,  un fatto che si spiega, e non si pu spiegare, ma i grani divengono sempre pi scarsi. Sorgono gli ammutinamenti pel grano; Assembramenti tumultuosi, chiedenti che il prezzo del grano sia fissato, abbondano lontano e vicino. Il Maire di Parigi e altri poveri Sindaci si veggono a mal partito. Ption era stato rieletto Sindaco di Parigi, ma aveva rinunziato, essendo ora un Legislatore dalla Convenzione. Era savio senza dubbio il non accettare; poich, oltre questa questione dei grani e tutto il resto, vi  in questi tempi una Comune insurrezionale Improvvisata che si trasforma in una Comune legalmente Eletta; e cerca di regolare i suoi conti - non senza suscitare ire! Ption ha rinunziato: nondimeno molti desiderano quel posto e brigano per ottenerlo. Dopo mesi che si scrutina, si vota, si discute e si disputa, un Dottor Chambon ottiene il posto d'Onore, che non terr a lungo; ma sar addirittura, come vedremo, precipitato da esso. (65)
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Pensate anche alle distrette del Sansculotte, in un tempo di carestia! Il pane, secondo l'Amico del Popolo, pu costare "sei soldi alla libra, il salario d'un giorno pu ammontare a quindici soldi"; e l'inverno  spaventevole. Come il povero continua a vivere, e raramente muore d'inedia,  un miracolo. Fortunatamente in questi giorni egli si pu arruolare, e farsi ammazzare dagli Austriaci, in una maniera insolitamente soddisfacente: pei Diritti dell'Uomo. - Ma il Comandante Santerre, in vista dell'angustia del mercato della farina e dello stato d'Eguaglianza e di Libert, propone, mediante i Giornali, due rimed o almeno due palliativi: Primo, che i cittadini d'ogni classe debbano nutrirsi di patate in due giorni della settimana; secondo, che ogni individuo impicchi il suo cane. Con questo mezzo, crede il Comandante, che il risparmio da lui calcolato invero in tanti sacchi, sarebbe molto considerevole. Mai una forma pi amena di stupidaggine inventiva di quella di Santerre alberg in mente umana. Stupidaggine inventiva congiunta alla salute, al coraggio, alla bont: qualit degne di lode. "Tutte le mie forze", egli dice una volta alla Convenzione, "sono giorno e notte al servizio dei miei concittadini: se essi mi trovano indegno, mi congedino pure: io torner a fare la birra" (66).
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Figurarsi, dunque, quanta corrispondenza un povero Roland, Ministro dell'Interno, deve sbrigare su questa sola questione dei Grani! Libero scambio del grano, impossibilit di fissarne il prezzo, da una parte; clamori e necessit di fissarlo, dall'altra. L'economia politica spiegata dal Ministero dell'Interno, con dimostrazioni chiare come la Santa Scrittura: - cosa vana per lo Stomaco vuoto della Nazione. Il Podest di Chartres, sul punto d'esser mangiato vivo, si volge con alte grida alla Convenzione; la Convenzione manda degli Onorevoli Membri in Deputazione, i quali cercano di nutrire la moltitudine con miracolosi metodi spirituali; ma non vi riescono. La moltitudine, malgrado ogni Eloquenza, si fa intorno mugghiando; essa vuole che sia fissato il prezzo del grano, e con una moderata elevazione; o altrimenti - siano senz'altro impiccati gli Onorevoli Deputati! Gli Onorevoli Deputati, riferendo su questo affare, ammettono che sul punto di subire una morte orrenda, essi stabilirono, o finsero di stabilire il prezzo del grano: onde, si noti, la Convenzione, una Convenzione che non vuol essere canzonata, trova opportuno di redarguirli. (67)
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Ma quanto all'origine di questi Ammutinamenti pel Grano, non si pu scorgervi un'altra volta l'opera segreta dei Realisti? in quelli di Chartres, l'occhio del Patriottismo vedeva il Prete. O in vero non poteva la "radice di tutto questo celarsi nella Prigione del Temple, nel cuore d'un Re spergiuro", quantunque fosse ben guardato? (68) Sventurato Re spergiuro! - E cos, si far coda ai Forni e presto le code diverranno pi che mai inquiete: ad ogni porta di fornaio v' un anello di ferro e una fune, alla quale, aggrappandoci con forza di qua e di l, formiamo la nostra coda; ma delle persone furbe e malefiche tagliano la corda, e la nostra coda  tutta in iscompiglio; onde la corda dev'esser formata da una catena di ferro. (69) Anche i prezzi del grano saranno ben fissati; ma non  possibile comperare il grano a quel prezzo; il pane non potendosi ottenere altrimenti che con un Biglietto del Sindaco, poche oncie a bocca quotidianamente, dopo una lunga attesa, aggrappati alla catena della coda. E la Fame irata camminer a grandi passi; e la Collera e il Sospetto, eccitati fino al colmo del Preternaturale, si faranno innanzi in tutto il loro orrore; come quelle "figure soprannaturali di Dei in furore", che furon viste avanzarsi "nelle tenebre e tra i bagliori di quell'oceano di fuoco" quando cadde la Citt di Troia!
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CAPITOLO 3.
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DETRONIZZATO.
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Ma la questione pi urgente di tutte pel Legislatore, ora come ora,  questa terza: Che bisogna fare del Re Luigi?
Il Re Luigi, ora Re e Maest soltanto per la sua famiglia, soltanto nel loro appartamento della Prigione, pel resto della Francia  divenuto Louis Capet e il Traditore Veto. Chiuso nel suo Circuito del Temple, egli ha udito e visto l'alto turbinio delle cose: lo strepito dei massacri di Settembre, i fulmini di guerra di Brunswick annientati nel disastro e nella sconfitta: passivo, come un semplice spettatore, nell'attesa che il turbine si compiacesse di travolgere anche lui. Dalle vicine finestre, i curiosi, non senza piet, potevano vederlo ogni giorno a una cert'ora passeggiare nel giardino del Temple con la Regina, la Sorella e i due Fanciulli, che  quanto egli possiede su questa Terra. (70) Quietamente egli cammina e attende; poich non ha vivacit di sentimenti, ed ha un cuore devoto. L'uomo stanco, irresoluto, non ha, almeno, pi bisogno di risolversi. I suoi pasti giornalieri, le lezioni al suo Figliuolo, la sua passeggiata in giardino, la sua partita alle carte o a dama occupano la giornata: la dimane provveder a s stessa.
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S, la dimane; ma come? Domanda Luigi: Come? E la Francia, forse con una sollecitudine maggiore, domanda: Come? Veramente non  facile disporre d'un Re detronizzato dall'insurrezione. Tenerlo prigioniero? Egli pu divenire un segreto centro per gli Scontenti, per complotti senza fine, pei loro tentativi e le loro speranze. Bandirlo? Pu divenire un centro aperto per costoro; il suo regale stendardo di guerra, con quanto ha di divino, si svolger da s, facendo appello al mondo. Mandarlo a morte? Un estremo crudele, incerto anche quello: eppure  il pi possibile nelle presenti emergenze estreme, d'uomini insorti, di cui la vita e la morte sono in giuoco: onde, si dice che dall'ultimo gradino del trono al primo gradino del palco  breve il passo.
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Ma, sopratutto, vogliamo notare qui che questo affare di Luigi appare ben diverso ora, visto di l dei Mari e alla distanza di quarantaquattro anni, da quel che appariva allora, in Francia, mentre, tutto confuso, vi si agitava d'intorno. Poich invero  sempre una cosa assai menzognera questo stesso Tempo passato: sembra cos bello, cos triste, quasi un sacro Eliso, "al lume lunare della Memoria"; ma sembra, sembra soltanto. Osservate, infatti, che uno dei pi importanti elementi  sempre tratto scorrettiziamente (perch noi non lo notiamo) dal Tempo Passato: lo squallido elemento della Paura! Non l albergano la Paura, n l'Incertezza, n l'Ansia; ma qui, e ci danno la caccia e c'incalzano, correndo come una fondamentale dissonanza maledetta, attraverso tutti i toni musicali della nostra Esistenza; - facendo del Tempo nient'altro che un Presente! Proprio cos  del povero Luigi. Perch colpire il caduto? domanda la Magnanimit, ora fuori pericolo.  caduto tanto in basso quest'uomo un tempo cos in alto; ben lungi dall'essere un criminale o un traditore, egli  il pi disgraziato Solecismo Umano: che se la Giustizia astratta dovesse pronunziarsi su di lui, non potrebbe che divenire Piet concreta, e pronunziare tra i singhiozzi la sua assoluzione!
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Cos ragiona la Magnanimit retrospettiva; ma la Pusillanimit presente e previdente? Lettore, tu non hai mai vissuto per mesi e mesi sotto il cigolio delle corde del patibolo prussiano; n mai fosti parte d'una Nazionale Danza del Sahara; mentre Venticinque Milioni correvano da dementi a combattere contro Brunswick! Gli stessi Cavalieri Erranti, quando soggiogavano i Giganti, di solito uccidevano i Giganti: v'era grazia solo per gli altri Cavalieri Erranti, che conoscevano la cortesia e le leggi della guerra. La Nazione Francese, con uno sforzo simultaneo, disperato, e come per un miracolo di follia, ha rovesciato a terra il pi terribile Golia, forte di dieci secoli di vita; e, quantunque il suo corpo gigantesco giaccia prostrato, avvinto, coprendo iugeri di suolo, non pu credere che non si rialzi di nuovo pronto a divorare, non pu credere che la vittoria non sia proprio un sogno. Il Terrore ha il suo scetticismo; la vittoria miracolosa ha il suo furore di vendetta. Quanto poi alla criminalit, il Gigante prostrato che ci divorer se si alza,  egli un Gigante innocente? Il Curato Grgoire, che  poi il nostro Vescovo costituzionale Grgoire, asserisce, nel calore dell'eloquenza, che la Regalit  per la stessa sua natura un delitto capitale; che le Case dei Re sono come tane di bestie feroci (71). Da ultimo considera questo: che vi  stato un Giudizio di Carlo Primo! Questa stampa del Giudizio di Carlo Primo,  venduta e letta dappertutto ora (72). - Quel spectacle! Cos il Popolo inglese giudic il suo Tiranno e divenne il primo dei Popoli Liberi: quest'atto, grazie al Destino, non pu ora emularlo la Francia? Scetticismo del terrore, rabbia della vittoria miracolosa, spettacolo sublime per l'universo, - tutte cose che additano una via fatale.
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Queste questioni principali e quelle infinite incidentali - degli Anarchici di Settembre e della Guardia Dipartimentale; degli ammutinamenti pel grano, con le lagnanze dei Ministri dell'Interno; delle Armate, per le dilapidazioni di Hassenfratz; e su quel che deve farsi di Luigi - assorbono e ingarbugliano la Convenzione; che tanto pi volentieri vorrebbe fare la Costituzione. Inoltre tutte queste questioni, come spesso accade di queste cose, s'ingrossano; s'ingrossano nella mente d'ogni Francese; e si pu anche vedere come s'ingrossano, in modo assai curioso, in questa ridda possente dei Dibattiti Parlamentari, di Affari Pubblici che la Convenzione deve trattare. Una questione emerge, di lieve importanza sulle prime;  respinta,  sommersa; ma sempre torna a galla pi grossa di prima.  una strana, veramente indescrivibile crescenza che hanno queste cose.
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Noi scorgiamo, intanto, sia per la sua frequente riapparizione, sia pel rapido ingrandirsi della sua mole, che questa questione del Re Luigi primegger su tutte le altre. E veramente in questo caso, primegger in un senso molto pi profondo. Poich come la Verga d'Aronne ingoiava tutti gli altri serpenti, cos la Questione Principale, qualunque essa sia, assorbir tutte le altre questioni e tutti gli altri interessi; e da essa, dalla sua decisione, tutte le altre nasceranno, per cos dire, o saranno partorite, avendo forma, fisionomia e destino corrispondenti. Era decreto del Fato, che nel largo aggrovigliarsi, nello strano viluppo, nel mostruoso e stupefacente garbuglio degli Affari della Convenzione, la grande, la Questione Principale fra tutte le questioni, e controversie, e misure, e intraprese, che si dovevano svolgere l a stupore del mondo fosse questa Questione del Re Luigi.
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CAPITOLO 4.
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CHI PERDE PAGA.
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Il 6 Novembre 1792 fu un gran giorno per la Repubblica: all'esterno, sulle Frontiere; all'interno, nella Salle de Mange.
All'esterno: poich Dumouriez, invadendo i Paesi Bassi, in quel giorno venne a contatto con truppe di Sassonia-Teschen e cogli Austriaci: Dumouriez andava con la rapidit dell'ali, e gli altri ancora volavano, al villaggio di Jemappes e intorno ad esso presso Mons. Una grandine di fuoco fischia in tutte le direzioni, i grandi e i piccoli cannoni rumoreggiano; le Alture verdi son coronate da una frangia o da una criniera rosseggiante di fuoco. Dumouriez  spazzato via su questa e su quell'ala, ed  sul punto d'essere spazzato addirittura; quando egli, il pronto Polymetis, si precipita di persona, dice una o due rapide parole, e poi, con una voce limpida di tenore, "intuona l'inno della Marsigliese", entonna la Marseillaise (73), accompagnato da diecimila voci di tenore o di basso; o meglio dite quarantamila, in tutto, poich ogni cuore balza a quel suono; e cos, con una melodia ritmica di marcia, sempre pi rapidi, d'una rapidit crescente, incalzante, si riuniscono, avanzano, si scagliano, sfidando la morte, distruggendo; prendono batterie, ridotti e quanto vi  di prendibile; e come un turbine di fuoco, spazzano ogni traccia austriaca dalla scena dell'azione. Cos, con la mano di Dumouriez, pu dirsi, con linguaggio figurato, che Rouget de Lisle abbia guadagnato miracolosamente, come un altro Orfeo, con le note della sua Marsigliese (fidibus canoris), una Vittoria di Jemappes, e conquistato i Paesi Bassi.
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Il giovane Generale Egalit, a quel che pare, si mostr in quella occasione bravo fra i pi bravi. Senza dubbio un bravo Egalit; - di cui, per altro, Dumouriez non parla un po' pi volentieri e pi spesso che non occorra? La Societ-Madre ha le sue idee particolari. Quanto al maggiore degli Egalit,  in ribasso ormai; fa la sua apparizione alla Convenzione per una mezz'ora al giorno, con aspetto rubicondo, preoccupato o con aria impassibile, quasi sprezzante, e poi va via (74). I Paesi Bassi sono conquistati o almeno occupati. Missionari giacobini, i vostri Proly, i vostri Pereira, vengono in coda all'esercito; anche Commissari della Convenzione, che fondono l'argento delle chiese, rivoluzionano e rimodellano; - fra essi Danton, che in breve tempo sbriga una immensit di affari; senza trascurare la sua mercede e i suoi profitti commerciali, si crede. Hassenfratz dilapida nell'interno; Dumouriez brontola ed essi dilapidano all'esterno: si pecca entro le mura, si pecca fuori le mura.
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Ma nell'Aula della Convenzione, nella stess'ora della vittoria di Jemappes, venne fuori un'altra cosa: un Rapporto molto esteso, d'una Commissione espressamente eletta, sui Delitti di Luigi. Le Gallerie ascoltano senza fiatare. Confortatevi, o Gallerie; il Deputato Valaz, Relatore in questa occasione, crede Luigi assai colpevole, crede che, ove sia opportuno, venga giudicato; - povero Girondino Valaz, che potr anch'egli essere giudicato, un giorno! Ma tutto  bene, sino a questo punto. Vien poi un secondo Relatore della Commissione, il Deputato Mailhe, con un Argomento Legale, molto insulso a leggere adesso, ma molto gradevole a sentirsi allora: Che, secondo la Legge del Paese, Luigi Capeto era chiamato Inviolabile nient'altro che per una figura rettorica; ma che in fondo era perfettamente violabile e giudicabile; che egli pu ed anche dovrebbe essere giudicato. Questa Questione di Luigi, che risorge cos spesso come una possibilit irata e confusa, per poi sommergersi di nuovo,  riapparsa questa volta in una forma concreta.
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Il Patriottismo gongola d'una gioia sdegnosa. Il cos detto regno dell'Uguaglianza non sar pi un semplice nome, ma un fatto! Giudicare Luigi Capeto? esclama in tono sprezzante il Patriottismo: criminali comuni vanno alla forca per una borsa tagliata; e questo gran criminale, reo d'aver tagliata la Francia, facendola in pezzi con le cesoie di Cloto e con la Guerra Civile; - con le sue vittime "milleduecento solo il 10 Agosto" - che giacciono nelle Catacombe, ingrassando i passi della foresta dell'Argonne, di Valmy e dei Campi pi lontani; egli, un criminale di questa specie, non dovr neppur comparire alla sbarra? - Poich, purtroppo, oh Patriottismo, - soggiungiamo noi, - dice un antico adagio, Chi perde paga! Ed  lui che deve pagare tutti i debiti, per chiunque li abbia contratti; su lui debbono ricadere tutti i risarcimenti e tutti gli oneri; i milleduecento poi del Dieci Agosto non sono ribelli traditori, ma vittime e martiri: tale  la legge della contesa.
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Il Patriottismo, senza nessun dubbio, ha gli occhi aperti sulla Questione del Processo, che ormai per fortuna,  tornata in esame in una forma concreta; e la vedr giungere a maturit, se gli Dei lo permetteranno. Con una sollecitudine oculata veglia il Patriottismo; divenendo sempre pi vigile, ad ogni nuova difficolt, comech i Girondini e i falsi fratelli frappongono indugi; finch esso vi mette tanto ardore, che  preso come da un'idea fissa, e vuol avere quel Processo, nient'altro che quello sulla terra, - se l'Uguaglianza non  un nome. Amore dell'Uguaglianza; poi scetticismo del terrore, furore della vittoria, spettacolo sublime per l'universo: tutte queste cose son forti.
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Ma invero questa Questione del Processo non  per tutti una questione gravissima; pi d'una testa della Legislativa  invasa dal dubbio! Regicidio? domanda la Rispettabilit Girondina: Uccidere un Re, e suscitare l'orrore d'ogni persona, d'ogni Nazione rispettabile? Ma, d'altra parte, salvare un Re; scapitare a confronto del Patriota deciso; il Patriota indeciso, bench rispettabile pi che mai,  forse un'ipotetica spuma, in cammino d'un sentiero? - Il dilemma incalza dolorosamente e fra le sue corna voi vi contorcete e girate, girate. La decisione non  in nessun luogo, tranne che nella Societ-Madre e nei suoi figli. Questi hanno deciso e vanno innanzi; gli altri si aggirano a disagio fra le corna del loro dilemma, e brancolano nel vuoto.
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CAPITOLO 5.
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ESTENSIONE DI FORMULE.
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Ma come questa Questione del Processo crebbe laboriosamente attraversato settimane di gestazione, sarebbe superfluo esporre qui, ora, che  divenuta concreta, o  stata concepita. Essa emerse e si sommerse nel numero infinito di questioni e di garbugli. Il Veto dei Bricconi scrive lettere di doglianza a proposito dell'Anarchia; "i Regalisti nascosti", aiutati dalla Fame, provocano le Rivolte pel Grano. Ohim, non  che una settimana che questi Girondini fecero un nuovo e fiero attacco sui Massacri di Settembre!
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Poich, un giorno, verso la fine di Ottobre, essendo Robespierre costretto a parlare dalla Tribuna per via di qualche nuovo accenno di quell'antica calunnia della Dittatura, peror con una soddisfazione sempre crescente; finch, esaltandosi, grid coraggiosamente: V' qui alcuno che osi accusarmi specificando l'accusa? "Io!" esclam un individuo. Segue un profondo silenzio; un uomo dall'aspetto macilento, collerico, con la fronte alta, calvo, s'avanza rapidamente verso la tribuna, tirando delle carte fuori dalla sua tasca. "Io ti accuso, Robespierre", - io, Jean Baptiste Louvet! Il Verdemare divenne verdesego, e si ritrasse in un angolo della tribuna; Danton grid: "Parla, Robespierre, vi sono tanti buoni cittadini che ascoltano"; ma la lingua rifiut il suo ufficio. Cos Louvet, con voce aspra, lesse e recit delitti su delitti: il carattere dittatorio, la caccia ad una popolarit esclusiva, le intimidazioni nelle elezioni, il corteggio del popolaccio, i Massacri di Settembre; - fin che tutta la Convenzione url di nuovo, e quasi avrebbe processato l'Incorruttibile incontanente. Mai l'Incorruttibile corse cos gran rischio. Louvet, fin che avr vita, rimpianger che la Gironda non assumesse un atteggiamento pi coraggioso, distruggendolo l, proprio allora.
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Ma non fu cos: all'Incorruttibile, sul punto d'essere giudicato in una cos subitanea maniera, non si poteva negare una settimana di dilazione. In questa settimana egli non se ne stia inerte; n se ne stia inerte la Societ-Madre, - tremando fortemente pel suo Figliuolo prediletto. Egli, nel giorno designato, ha pronto il suo Discorso scritto, melato come l'avrebbe fatto un Dottore gesuita; e riesce a convincere alcuni. Ed ora? Perch il pigro Vergniaud non si leva col suo tuono da Demostene? Il povero Louvet, impreparato, pu far poco o nulla: Barrre propone che queste meschine "personalit" siano eliminate dall'ordine del giorno! L'ordine del giorno  fatto cos. Barbaroux non pu neppure farsi sentire, quantunque si slanci alla Sbarra e chieda d'essere udito come un petizionante (75). La Convenzione, accalorata negli affari pubblici (con quella prima presentazione in forma concreta del Giudizio che appunto veniva ora), respinge queste che son misres e cose vili in paragone: lo splenetico Louvet deve digerire il suo fiele, con un rimpianto continuo: Robespierre, caro al Patriottismo, diviene pi caro pei pericoli che ha corso.
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Questo  il secondo gran tentativo da parte dei nostri Girondini Amici dell'Ordine, per cancellare quella macchia nera nel loro dominio; e noi vediamo che l'han resa pi nera e pi larga di prima! Anarchia, Massacro di Settembre:  cosa impressa con orrore nell'immaginazione di tutti, assai detestabile pei Patrioti indecisi, della Rispettabilit:  cosa degna che vi si torni su in ogni occorrenza. Insistetevi su, denunziatela, calpestatela, o Patrioti Girondini: - eppure, osservate, la macchia nera non scomparir; essa non far che divenire pi nera e allargarsi; insensati, non  una macchia nera alla superficie, ma una scaturigine profonda! Rifletti bene,  l'Apice dell'Abisso sempiterno questa macchia nera, che pare acqua attraverso un tenue strato di ghiaccio; - o piuttosto la regione del Buio Profondo vista attraverso la vostra sottile Membrana della Gironda, della Regolarit e della Rispettabilit: non la calpestate, perch la membrana potrebbe rompersi, e allora...!
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Vero  che, se i nostri Amici della Gironda avessero avuto una intuizione di questo, ove sarebbe omai il Patriottismo Francese con tutta la sua eloquenza, se, quell'Abisso grande, profondo, quel Bedlam del fanatismo, del furore e della demenza popolare, non fosse sorto incoercibile il Dieci Agosto? Il Patriottismo Francese sarebbe un'eloquente reminiscenza, penzolante sulla forca prussiana. E ove sarebbe esso in pochi mesi, se quell'Abisso grande e profondo si colmasse? - Anzi, come i lettori dei Giornali pretendono di ricordare, questa odiosit del Massacro di Settembre  conseguenza di una riflessione tardiva: i lettori dei Giornali possono citare Gorsas e vari Brissotins che approvano il Massacro di Settembre, nel tempo in cui avvenne; e che lo chiamano una salutare vendetta (76). Onde, il vero lamento, dopo tutto, non sarebbe tanto pel giusto orrore, quanto piuttosto pel potere che sfuggiva? Disgraziati Girondini!
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Perci nella Societ dei Giacobini, il Patriota deciso deplora che vi siano uomini che per le loro private ambizioni e animosit rovineranno la Libert, l'Uguaglianza, la Fraternit, tutt'e tre insieme: essi fiaccano lo spirito del Patriottismo; pongono pietre d'inciampo sulla sua via; e invece di spingere innanzi la ruota a forza di omeri, se ne stanno neghittosi, schiamazzando con dispetto sulla lordura delle rotaie, sulle scosse brusche che diamo! La Societ dei Giacobini risponde con un ruggito di collera; - con uno strillo iroso, poich vi si trovano anche delle Citoyennes, tra la folla compatta delle Gallerie, Citoyennes che vengono col loro cucito e i ferri da calza; e urlano o lavorano, secondo i casi; famose Tricoteuses, Patriote lavoratrici a maglie, Mre Duchesse, o simili Deborah, e la Madre dei Sobborghi, danno l'intonazione.  una Societ Giacobina mutata; e che va ancora mutando.
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Dove la Madre Duchessa siede attualmente, hanno seduto Duchesse autentiche. Dame imbellettate, scintillanti di gioielli e di trine vennero qui un tempo; ora, in luogo di gioielli, possiamo prendere i ferri da calza, e lasciare da parte il belletto: il rosso gradualmente si muta in un bruno naturale, lavato o magari non lavato: e la stessa Demoiselle Throigne sar scandalosamente frustata.  strano, ma  l quella medesima tribuna sospesa in aria, donde un grande Mirabeau, un grande Barnave, un aristocratico Lameth una volta tuonarono; e che gradualmente i Briasot, i Guadet, i Vergniaud, Patrioti d'un genere pi ardente in bonnet rouge, hanno surrogati; il colore rosso, si potrebbe dire, ha sostituito la luce. Ed ora i Brissot alla loro volta, coi Brissotins, i Rolandins, i Girondins, divengono parti secondarie; debbono disertare o essere espulsi; la luce della Potente Madre non  pi rossa,  turchina! - Le Provinciali Societ-Figlie riprovano altamente queste cose; chiedono a voce alta il pronto ristabilimento degli eloquenti Girondini, la pronta "radiazione di Marat, radiation de Marat". La Societ-Madre, per quanto la ragione naturale pu prevedere, pare che rovini s stessa. Senonch ad ogni sua crisi  parso cos; ma essa ha una vita preternaturale in s, e non sar distrutta.
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Ma, dopo altri quindici giorni, questa grande Questione del Giudizio, mentre la Commissione speciale lavora assidua ma silenziosa intorno ad essa, riceve uno stimolo inaspettato. I nostri Lettori ricorderanno che il povero Luigi aveva un'inclinazione pei lavori da fabbro; che nei passati giorni felici un certo Sieur Gamain di Versailles veniva di solito ad istruirlo nell'arte di fare le serrature; - e spesso, dicono, lo rimproverava del suo torpore. Da costui, in ogni modo, il regale Apprendista aveva imparato qualche cosa di quel mestiere. Disgraziato Apprendista, perfido Maestro ferraio! Perch, ora, il 20 Novembre 1792, il miserabile Fabbro Gamain si reca alla Municipalit di Parigi e dal Ministro Roland, e d notizia che egli, il Fabbro Gamain, sa una cosa; cio, che nel Maggio decorso, quando la Corrispondenza traditrice era tanto attiva, egli e il Regale Apprendista costruirono un "Armadio di Ferro, Armoire de Fer", e lo incastrarono destramente in una delle pareti della camera regale alle Tuileries; invisibile sotto l'assito, dove senza dubbio deve trovarsi ancora! Il perfido Gamain, assistito dalle Autorit competenti, trova il pezzo dell'assito, che nessun altro avrebbe trovato, e lo strappa; cos scopre l'armadio di ferro, - pieno di Lettere e di Carte! Roland le tira fuori, e, riponendole in alcune salviette, le porta all'assidua Commissione speciale, che siede l presso. In salviette, ripetiamo, e senza un inventario notarile; fu questa una svista da parte di Roland.
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Intanto, ecco che vi son lettere in abbondanza: prova evidente della Corrispondenza d'una Corte traditrice, che pensa alla sua salvezza; e ci non solo coi Traditori, ma anche con sedicenti Patrioti! Il tradimento di Barnave appare manifesto dalla Corrispondenza con la Regina, dai consigli amichevoli che le d fin dall'epoca del Fatto di Varennes; fortuna che noi lo abbiamo, questo Barnave, al sicuro nella Prigione di Grenoble gi dal Settembre scorso, poich da tempo egli era sospetto! Il tradimento di Talleyrand, il tradimento di tanti altri, se non  manifesto,  quasi tale. Il tradimento di Mirabeau; perci il suo Busto nella Sala della Convenzione " coperto d'un velo", fin che sia accertato. Ohim,  purtroppo accertabile. Il suo Busto della Sala dei Giacobini, nell'atto della denunzia di Robespierre dalla Tribuna sospesa in aria, non  velato, ma immediatamente fatto a pezzi; un Patriota mont subito con una scala a piuoli, e lo scagli sul pavimento; - questo busto ed altri, fra le acclamazioni. (77) Tal fu la loro ricompensa, l'ammontare del loro salario a quel tempo: regolati dal principio dell'offerta e della richiesta. Il Fabbro Gamain, inadeguatamente ricompensato pel momento, quindici mesi dopo viene, con un'umile Petizione, esponendo che come fu compiuto da lui quell'importante Armadio di Ferro (ci che ora gli torna alla memoria) Luigi gli dette un grosso bicchiere di vino. Il quale bicchiere di vino produsse nello stomaco del Sieur Gamain i pi terribili effetti, evidentemente destinato a dargli la morte, se non si fosse aiutato con un emetico; senonch la costituzione del Sieur Gamain n'era stata completamente ruinata; ed egli non era pi in grado di lavorare per la sua famiglia (ci gli torna ora alla memoria). La ricompensa di ci  una "Pensione di milleduecento franchi", e la "menzione onorevole". Cos varia la proporzione della domanda e dell'offerta, a seconda dei tempi.
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Cos, in mezzo ad ostacoli e a progressi stimolanti, la Questione del Giudizio s'ingrossa, emergendo e sommergendosi, alimentata dal Patriottismo premuroso. Delle Orazioni che furono pronunziate a questo proposito, delle Forme di Procedura penosamente elaborate per menarlo innanzi, degli Argomenti Legali per dichiararlo conforme alla legge, e di tutti gl'infiniti flutti di Giurisprudenza, di sottigliezze e di retorica, neppure una sillaba sia riportata in questa Storia. La perizia dell'avvocato  utile; ma a che pu servire in questo caso? Se si potesse dire la verit, o augusti Senatori, la sola Legge in questo caso : V victis, Chi perde paga! Raramente Robespierre disse una pi savia parola dell'allusione che a questo scopo fece nella sua orazione: Che era inutile parlare di Legge; che qui pi che altrove, il nostro Diritto era la Forza. Orazione ammirata quasi fino all'estasi, dal Patriota Giacobino: chi vorr dire che Robespierre non sia un uomo retto; forte nella Logica almeno? Con lo stesso intento, o pi ancora manifestamente, parl il giovane Saint-Just, dai capelli neri e dalla voce dolce. Danton si trova in missione nei Paesi Bassi, durante questo lavoro preliminare. Gli altri, per quanto si legge, diguazzano nella Legge delle Nazioni, nel Contratto Sociale, nella Giurisprudenza, nel sillogismo: cose sterili per noi come il vento dell'Est. Infatti che cosa v' di pi inutile della vista di Settecentoquarantanove uomini d'ingegno che lottano con tutte le loro forze, con tutta la loro abilit per settimane e settimane, per far questo, in sostanza: per stiracchiare cio l'antica Formula e la Fraseologia della Legge, perch possa coprire la Cosa nuova, contraddittoria, impossibile a coprirsi? Onde la povera Formula non fa che spezzarsi e con essa la onest di chi fa questo tentativo! Potrai tu provare a forza di sillogismo che la cosa che  palpabilmente calda, scottante, sia un miscuglio congelato? Questo di estendere le Formule fin che si spezzino , specialmente nei tempi di cambiamenti repentini, uno dei compiti pi dolorosi per la povera Umanit.
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CAPITOLO 6.
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ALLA SBARRA.
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Frattanto, nello spazio di circa cinque settimane, noi abbiamo avuto un altro emergere del Giudizio, e pi che mai pratico.
Il Marted, 11 Dicembre, il processo del Re  emerso nel modo pi deciso: per le strade di Parigi, sotto la forma della vettura verde del Sindaco Chambon, in cui siede il Re in persona, con accompagnamento, diretto alla Sala della Convenzione! Accompagnato, in quella carrozza verde, dal Sindaco Chambon e dal Procuratore Chaumette; e, fuori, dal Comandante Santerre, con cannoni, cavalleria e fanteria in doppia fila; mentre tutte le Sezioni sono sotto le armi, e forti Pattuglie percorrono tutte le strade; cos egli  condotto lentamente, con un tempo scuro e piovigginoso, e alle due circa lo vediamo scendere in "soprabito nocciuola, redingote noisette", e attraversare la Place Vendme, dirigendosi alla Salle de Mange; per essere accusato e interrogato giudiziariamente. Il misterioso Circuito del Temple ha messo fuori il suo segreto; ora tutti lo possono guardare coi propri occhi "in quel suo soprabito color nocciuola". Lo stesso corpulento Luigi, che fu un tempo Luigi il Desiderato, incede col: sventurato Re, egli  per giungere in porto; la sua deplorevole vita, i suoi viaggi si approssimano alla fine. Il dovere che d'ora innanzi gli  serbato, quello di sopportare placidamente,  nella sua indole.
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La strana processione s'avanza; in silenzio, dice Prudhomme, o in mezzo al mormorio della Marsigliese; in silenzio, entra nella Sala della Convenzione; Santerre tiene il braccio di Luigi con la mano. Luigi volge intorno lo sguardo, con aria composta, per vedere che specie di Convenzione e di Parlamento  mai quello. Molto cambiato invero: - a Febbraio son compiuti due anni da che la nostra Costituente, allora in funzione, stendeva il suo velluto a fiori di gigli per noi; e noi venimmo qui per dire un'amorevole parola, e tutti si levarono in piedi giurando Fedelt; tutta la Francia si lev in piedi e giur, e fuvvi una Festa delle Picche; che  poi finita in questa maniera! Barrre, che una volta "pianse", guardando su dal suo Scrittoio di Pubblicista, guarda ora gi dal suo Seggio di Presidente, con una lista di Cinquantasette Questioni, e dice con ciglio asciutto: "Luigi, potete sedere". Luigi siede: si dice che era la stessa sedia, dello stesso legno, della stessa stoffa, da cui egli accett la Costituzione, fra le danze e le luminarie; or si  compiuto un anno, l'autunno scorso. Il lavoro del legno rimane identico; ma il resto  tutt'altro che identico. Luigi siede e ascolta con lo sguardo e la mente composti.
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Delle Cinquantasette Questioni, noi non ne riporteremo neppur una. Sono questioni capziose che abbracciano tutti i principali Documenti presi il Dieci Agosto, o trovati ultimamente nell'Armadio di Ferro; che abbracciano tutti i principali incidenti della Storia, della Rivoluzione; e si riducono in sostanza a questo: Luigi, che fosti Re, non sei tu reo fino a un certo segno, di aver tentato con atti e documenti scritti, di continuare ad essere Re? E neppure nelle Risposte v' gran che di notevole. Per la pi parte dinieghi semplici e calmi; un accusato che si mantiene sulla semplice base del No: Io non riconosco il tale documento: Io non feci la tale cosa, o la feci in conformit della legge allora vigente. Onde, esaurite in questa maniera le Cinquantasette Questioni e i Documenti nel numero di Centosettantadue, Barrre finisce, dopo circa tre ore, con queste parole: "Luigi, io v'invito a ritirarvi".
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Luigi si ritira, sotto la scorta municipale, in una vicina stanza addetta alle riunioni, dopo di aver chiesto nel lasciare la sbarra, un Consulente Legale. Egli rifiuta ogni ristoro in quella stanza delle Riunioni: poi, vedendo Chaumette occupato a sbocconcellare un piccolo pane che un granatiere aveva diviso con lui, chiede un pezzo di pane. Sono le cinque; egli aveva fatto colazione, ma leggermente, in quel mattino di stamburamento e d'allarme. Chaumette spezza la sua mezza pagnotta; il Re ne mangia la crosta, e monta nella carrozza verde, mangiando; poi domanda che deve fare della mollica. Il Commesso di Chaumette la prende e la butta via sulla strada. Luigi dice che  un peccato buttar via il pane in tempo di carestia. "Mia nonna", osserva Chaumette, "soleva dirmi, quand'ero un ragazzetto: Non sciupate mai una mollica di pane, perch voi non potete farla". "Signor Chaumette", risponde Luigi, "vostra nonna, a quel che pare, era una saggia donna" (78). Povero innocente mortale, che attende cos quietamente la decisione della sorte; - atto non foss'altro a far bene almeno questo; poich la sola Passivit, senza l'Attivit, basta in questo caso! Egli parla una volta di volersi presto mettere in viaggio per la Francia, per avere cognizione geografica e topografica di essa; essendo stato sempre amante della geografia. - Il recinto del Temple di nuovo lo riceve, e si richiude su lui; Parigi spettatrice pu ritirarsi presso i suoi focolari, nei caff, nei circoli e nei teatri;  calata l'umida Notte, e col suo sopravvenire finiscono lo stamburare e le pattuglie di questo strano giorno.
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Ora Luigi  separato dalla sua Regina e dalla Famiglia; ed  abbandonato alle sue semplici riflessioni, alle sue risorse. Son tristi questi muri di pietra che lo circondano; nessuna  con lui della persone che ama. "In questo stato d'incertezza", prevedendo il peggio, egli scrive il suo Testamento: un Foglio che pu ancora esser letto; placido, semplice, spirante una pia dolcezza. La Convenzione, dopo aver discusso, gli ha concesso un Consulente Legale, di sua scelta. L'Avvocato Target si sente "troppo vecchio", avendo cinquantaquattro anni; e ricusa. Egli aveva acquistato gran fama un tempo, difendendo Rohan il Cardinale-Collana; ma non ne acquisterebbe adesso. L'Avvocato Tronchet, pi vecchio d'una diecina d'anni, non rifiuta. Ed ecco che quel buon vecchio di Malesherbes si presenta volontariamente; per l'ultima delle sue campagne, il buon vecchio eroe!  grigio, ha settant'anni. Egli dice: "Io fui chiamato due volte al Consiglio da lui che era il mio Padrone, quando ognuno avrebbe bramato quest'onore; e gli debbo prestare lo stesso servizio ora che molti lo ritengono pericoloso". Questi due, con un avvocato pi giovane, il Desze, che  scelto da loro per perorare, sono occupati intorno alle Cinquantasette Accuse e intorno ai Centosettantadue documenti; e Luigi li aiuta; come meglio pu!
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Una grande Cosa si sta quindi svolgendo apertamente; tutti gli uomini, in ogni terra, stanno alla vedetta. Qual Forma, quali Metodi la Convenzione dovr adottare in modo che non rimanga neppure un Sospetto di biasimo? Sar ben difficile! La Convenzione, veramente, non sapendo cavarsela, discute e delibera. Per tutta la giornata, dal mattino alla sera, un giorno dopo l'altro, dalla Tribuna tuona l'oratoria su questo soggetto; bisogna stirare la vecchia Formula per coprire la Cosa nuova! I Patrioti della Montagna, eccitati sempre pi, strepitano perch si faccia presto, sopratutto: la sola buona Forma sar quella pi rapida. Nondimeno, la Convenzione delibera; - la Tribuna ronza, ora con tono predominante da tenore, ora con tono da soprano anche, di tempo in tempo; mentre l'intera Sala ha tutt'intorno frequenti urli d'ira e di provocazione. Essa ha ronzato e urlato quasi per quindici giorni, prima che potessimo decidere - mentre l'urlare diveniva sempre pi acuto - che il Mercoled 26 Dicembre, Luigi deve comparire e difendersi. I suoi Avvocati lamentano che sia fatalmente presto; e ne hanno il diritto: ma non v' rimedio: al Patriottismo sembra estremamente tardi.
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Onde, il Mercoled, in un'ora fredda e scura, alle otto del mattino, tutti i Senatori sono al loro posto. Veramente essi riscaldano l'ora fredda, come riscontriamo, con una violenta effervescenza, ci che accade di frequente ormai; qualche Louvet o Buzot attacca qualche Tallien o Chabot; e cos tutta la Montagna inveisce contro tutta la Gironda.  appena finito questo baccano, alle nove, quando Luigi e i suoi tre avvocati scortati dal tintinnare delle armi e dalla forza Nazionale di Santerre, entrano nell'Aula.
Desze svolge le sue carte: onorevolmente disimpegna il suo compito pericoloso, e parla per tre ore. Una onorevole Difesa, "composta quasi in una notte"; coraggiosa eppur discreta; non mancante d'acume, e di una dolce e patetica eloquenza. Luigi gli si butt al collo, quando si furono ritirati, e disse con le lagrime agli occhi: "Mon pauvre Desze!" Lo stesso Luigi, prima di ritirarsi, aveva aggiunto poche parole, "forse le ultime che rivolgeva loro". Egli disse come fosse penoso pel suo cuore, sopra ogni cosa, l'esser ritenuto reo dello spargimento di sangue del Dieci Agosto, o di qualunque altro atto o desiderio che potesse far versare sangue Francese. Cos dicendo, egli si ritir da quell'Aula; - e invero il suo compito l dentro era finito. Molte strane cose egli ha avuto da compiere in quel luogo; ma questa  l'ultima.
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E ora, perch la Convenzione induger ancora? Vi  l'Accusa e la Prova; vi  la Difesa: il resto non viene forse da s? La Montagna, il Patriottismo in genere, schiamazzano sempre pi forte per un rapido disbrigo, perch si tenga seduta in permanenza fin che la cosa sia compiuta. Senonch, una Convenzione indecisa, apprensiva, stabilisce che si debba prima esaminare, che tutti i Membri che lo desiderano, debbano aver facolt di parlare. - Ai vostri banchi, perci, o eloquenti Membri! Bando alle vostre idee, ai pensieri giunti per eco o per sentito dire;  tempo ormai di mostrarsi per quel che si ; la Francia e l'Universo ascoltano. I Membri non mancano: le Orazioni, i Pamphlets parlati si seguono incessanti, con quanta eloquenza possono; la lista del Presidente si gonfia sempre pi di nomi che chiedono di parlare. Di giorno in giorno, tutti i giorni e tutte le ore tuona la Tribuna costante; - le rumorose Gallerie forniscono, con grande variet, il tenore e il soprano. Altrimenti sarebbe una musica noiosa.
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I Patrioti, nella Montagna e nelle Gallerie, o tenendo consiglio di notte nei locali delle Sezioni, nella Societ Madre, fra le loro stridule Tricoteuses, debbono sorvegliare con occhi di lince, pronti a levare la voce all'occorrenza; e se  il caso, molto forte. Il Deputato Thuriot, colui che fu l'Avvocato Thuriot, l'Elettore Thuriot, e dalla sommit della Bastiglia vide Saint-Antoine salire come l'oceano; questo Thuriot pu distendere la Formula come ogni altro. Il crudele Billaud non  silenzioso, se voi lo incitate. N se ne sta silenzioso il crudele Jean-Bon; anch'egli una specie di Gesuita; - non scrivete, come fanno spesso i Dizionari, Jambon, che significa semplicemente Prosciutto.
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Ma, sopratutto, nessuno concepisca la possibilit che Luigi non sia reo. Il solo quesito per un uomo ragionevole , o era il seguente: Pu la Convenzione giudicare Luigi? O deve giudicarlo tutto il Popolo, in Primaria Assemblea e con dilazione? Sempre dilazione, o Girondini, falsi hommes d'tat! cos mugghia il Patriottismo, quasi perdendo la pazienza. - Ma invero, se consideriamo la cosa, che dovranno fare quei poveri Girondini? Esprimere il loro convincimento che Luigi sia un Prigioniero di guerra, e non possa esser messo a morte senza che si crei un'ingiustizia, un solecismo, un pericolo? Manifestare questa convinzione; e perdere completamente il vostro posto fra i Patrioti decisi! Anzi, propriamente, non  neppure una convinzione, ma una congettura, un garbuglio intricato. Quanti poveri Girondini non sono sicuri che di questo solo: che un uomo in genere e un Girondino in ispecie debba aver base in qualche luogo e tenervisi saldo, conservando i buoni rapporti con le Classi Rispettabili! Questa  la convinzione, la fede che essi hanno, costretti come sono a dimenarsi penosamente fra le corna del loro dilemma (79).
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N la Francia, n l'Europa se ne stanno neghittose.  un Cuore questa Convenzione, come dicevamo, che manda fuori influssi e ne riceve. L'Esecuzione d'un Re, chiamatela Martirio, chiamatela Punizione, sarebbe un influsso! - Due notevoli influssi questa Convenzione li ha gi inviati a tutte le Nazioni; in gran parte a suo detrimento. Il 19 Novembre emise un Decreto, confermandone e sviluppandone poi i particolari: che qualunque Nazione volenterosa di spezzare le catene del Dispotismo, diveniva d'allora in poi, per cos dire, Sorella della Francia, ricevendone aiuto e appoggio. Un Decreto intorno al quale avevano fatto molto rumore e Diplomatici e Giornalisti e Scrittori di Diritto Internazionale; tale un Decreto che nessuna Pastoia vivente del Dispotismo, nessuna Autorit in qualsivoglia luogo poteva approvare! Fu il Girondino Deputato Chambon che propose questo Decreto; - forse, dopo tutto, come una fioritura rettorica.
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Il secondo influsso di cui parlavamo ebbe un'origine ancora pi povera: nacque nella testa inquieta, rumorosa e un po' deficiente d'un Jacob Dupont della Loira. La Convenzione si occupa d'un progetto d'Educazione Nazionale; e il Deputato Dupont dice nel suo discorso: "Son libero di confessare, Signor Presidente, che quanto a me, sono Ateo", (80) - credendo che il mondo potesse esser lieto di saperlo. Il mondo francese ricevette la dichiarazione senza commenti, o almeno senza commenti udibili, tanto era alto il clamore della Francia per altre cose. Il mondo straniero la ricevette confutandola, con orrore, con meraviglia (81); ben miserabile influsso questo! E ora, se a questi due influssi se ne aggiungesse un terzo che si dilatasse pulsando su tutta la Terra: quello del Regicidio?
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Corti straniere s'interpongono in questo Processo di Luigi: la Spagna e l'Inghilterra; ma non saranno ascoltate bench vengano, per cos dire, la Spagna almeno, col ramo d'ulivo in una mano, e la spada senza fodero nell'altra. Ma in patria anche, fuori dall'ambiente di Parigi e della Francia, quante influenze che si annunziano con pulsazioni febbrili! Affluiscono le Petizioni, che perorano per l'uguaglianza della giustizia, in un regno di cosidetta Uguaglianza. Il Patriota vivo dice: - O Deputati Nazionali, non perorano forse i Patrioti morti? I milleduecento che giacciono nella fredda terra non perorano anch'essi? La petizione muta che presenta la morte, partendo dalla loro dimora angusta, non  forse pi eloquente d'un discorso? Patrioti mutilati, mal reggendosi sulle grucce, circondano la Salle de Mange, chiedendo giustizia. I feriti del Dieci Agosto, le Vedove e gli Orfani degli uccisi perorano in corpo; e sfilano zoppicando, eloquentemente muti, attraverso la Sala. Un Patriota ferito, incapace di trascinarsi fin l, vi  trasportato nel suo letto, e passa portato a spalla in posizione orizzontale (82). La Tribuna della Convenzione, che ha taciuto a quella vista, ricomincia di nuovo, - rombando Orazioni puramente giuridiche. Ma fuori, Parigi strepita sempre pi forte. Si ode la voce taurina di St.-Huruge; e l'eloquenza isterica della Madre Duchesse. "Varlet, Apostolo della Libert", con la picca e il berretto rosso, accorre frettoloso, recando la sua pieghevole scranna oratoria. Si faccia giustizia del Traditore! grida tutto il Mondo Patriottico. E notate quest'altro grido che risuona alto nelle vie: "Dateci il Pane, o uccideteci!" Pane e Uguaglianza; Giustizia del Traditore, purch si possa avere il Pane!
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I Patrioti Limitati o Indecisi si sono messi di contro a quelli Decisi. Il Sindaco Chambon ebbe notizia d'uno spaventevole tumulto nel Thtre de la Nation: v'era stato un tumulto ed anche un pugilato tra Decisi e Indecisi a proposito d'un nuovo Dramma intitolato Ami des lois (Amico delle Leggi). Uno dei pi poveri Drammi che siano stati mai scritti; ma che aveva in s delle applicazioni didattiche: ecco perch le parrucche incipriate degli Amici dell'Ordine e le capigliature nere delle teste dei Giacobini son tutte in iscompiglio; e il Sindaco Chambon vi accorre con Santerre, sperando di sedare il tumulto. Ma ben lungi dal sedarlo, il nostro povero Sindaco  cos "sopraffatto", dice il Rapporto, e noi aggiungiamo cos biasimato e intimorito, - che, a malincuore, deve lasciare il suo breve Sindacato, "avendo ammalati i polmoni". Questo miserabile Ami des Lois  discusso anche nella Convenzione; cos violenti e rabbiosi (83) gli uni contro gli altri sono i Patrioti Limitati e quelli Illimitati.
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Fra queste due classi non vi sono abbastanza Aristocratici o Crypto-Aristocratici che si agitano? Delle spie vengono da Londra con importanti Messaggi, facendo le viste di viaggiare! Una di esse, chiamata Viard, pretendeva accusare Roland e anche la moglie di Roland, con grande soddisfazione di Chabot e della Montagna. Ma la moglie di Roland venne, essendo citata, immediatamente, innanzi alla Convenzione; e con la sua grande schiettezza, in poche parole, annienta questo Viard, facendolo dileguare sprezzantemente, fra gli applausi di tutti gli Amici dell'Ordine (84). Cos, coi tumulti in teatro, col "Pane, o uccideteci"; con la rabbia, con la fame, col sospetto preternaturale, questa Parigi selvaggia fa udire la sua voce. Roland diviene sempre pi querulo nei suoi Messaggi e nelle sue Lettere; giungendo quasi all'isterismo. Marat, al quale nessun potere sulla Terra pu impedire di occuparsi dei traditori e di Roland, deve mettersi a letto per tre giorni: l'inestimabile Amico del Popolo  mezzo morto e giace col cuore spezzato, preso dalla febbre e da dolori di capo. "O Peuple babillard, si tu savais agir!... O Popolo di Ciarloni, se tu sapessi agire!..."
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A coronamento di tutto, il vittorioso Dumouriez, in questi primi giorni del Nuovo anno,  giunto a Parigi; - per niente di buono, si teme. Egli ha l'aria di dolersi del Ministro Pache e delle dilapidazioni di Hassenfratz; e di voler concertare delle misure da prendere per la Campagna di primavera: lo si vede troppo in compagnia coi Girondini. Che complotti con loro contro il Giacobinismo, l'Uguaglianza, la Punizione di Luigi? Noi abbiamo delle lettere sue alla Convenzione. Vorr forse rappresentare la parte dell'antico Lafayette, questo nuovo Generale vittorioso? Che si ritiri; e non senza esser denunziato (85).
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E la Tribuna della Convenzione tuona di continuo, mera Eloquenza giuridica, e Ipotesi senza Azione; e ancora vi sono cinquantine d'iscritti sulla lista del Presidente. Anzi, i Presidenti della Gironda danno la preferenza a quei di parte loro: noi sospettiamo che essi facciano il loro gioco con la lista; gli uomini della Montagna non possono esser sentiti. E sempre la Tribuna tuona per tutto Dicembre, toccando Gennaio e il nuovo anno; non v' fine! Parigi grida tutt'intorno, in folla, sempre pi forte, fino alla nota dell'uragano. Parigi vuol "portare i cannoni da Saint-Denis"; si parla di "chiudere le Barriere", - suscitando l'orrore di Roland.
Nel frattempo, ecco che la Tribuna della Convenzione fa cessare d'un subito il suo rimbombo: tagliamo corto, sia sulla Lista chi vuole; e mettiamo fine. Il marted seguente, quindici Gennaio 1793, vi sar la Votazione, nome per nome: in una maniera o in un'altra, questa gran partita dev'esser terminata!
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CAPITOLO 7.
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LE TRE VOTAZIONI.
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 Luigi Capeto colpevole d'aver cospirato contro la Libert? Sar definitiva la nostra sentenza, o avr bisogno d'esser ratificata con un Appello al Popolo? Se  colpevole, qual Pena?
Tale  la forma adottata, dopo un grande baccano e "parecchie ore di tumultuosa indecisione"; questo sono le Tre Questioni successive, su cui la Convenzione deve ora pronunziarsi. Parigi affluisce intorno alla loro Aula, in moltitudine dai molteplici suoni. L'Europa e tutte le Nazioni attendono la loro risposta. Ciascun Deputato risponder al suo nome: Colpevole o Non colpevole.
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Quanto alla colpabilit, sussiste, come s' accennato di sopra, senza dubbio nella mente dei Patrioti. Una maggioranza schiacciante pronunzia la Colpabilit; la Convenzione vota unanime la Colpabilit; appena ventotto non votano l'Innocenza, ma ricusano di votare addirittura. N la Seconda Questione appare dubbia, checch possano calcolare i Girondini. Non sarebbe un Appello al Popolo un altro motivo di guerra civile? Una maggioranza di due contro uno risponde che non deve esservi Appello: e cos anche questo  deciso. Il Patriottismo rumoroso, ora, alle dieci, pu ritirarsi per andare a letto questa notte non senza speranza. Il Marted  trascorso bene. Quale condanna s'aspetta per la dimane? La dimane sar il forte della battaglia.
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Immaginate un po' quale affluenza di Patriottismo vi sia questo mattino del Mercoled, se Parigi attende ansiosa, e se tutti i Deputati sono ai loro posti! Di Settecentoquarantanove Onorevoli Deputati, solo una ventina sono assenti, in missione, Duchtel ed altri sette sono assenti per malattia. Intanto, il Patriottismo in attesa e Parigi protesa in punta di piedi, hanno bisogno di un po' di pazienza. Poich anche questo Mercoled trascorre in dibattiti ed effervescenza; i Girondini propongono che sia richiesta "la maggioranza dei tre quarti"; i Patrioti resistono loro calorosamente. Danton, che  appena tornato da una missione nei Paesi Bassi, ottiene l'"ordine del giorno" su questa proposta Girondina; anzi ottiene ancora di pi, cio che si decida sans dsemparer, in Seduta permanente, fin che avremo terminato.
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E cos, finalmente, alle otto di sera, comincia questa terza stupenda Votazione per appello nominale. Quale Condanna? I Girondini indecisi, i Patrioti decisi, quelli che hanno paura della Regalit, quelli che hanno paura dell'Anarchia, tutti debbono rispondere qui e in questo momento. Un Patriottismo infinito, dall'aspetto fosco al lume delle lampade, inonda tutti i corridoi, si affolla in tutte le gallerie; cupamente, aspettando la sentenza. Gli Uscieri fanno la chiama a voce alta, dicendo il vostro Nome e il vostro Dipartimento; voi dovete salire alla Tribuna, e dire.
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Testimoni oculari hanno descritta questa scena della Terza Votazione, e di quelle che seguirono - una scena che pareva non dovesse aver mai fine e che dur, con brevi intervalli, dal Mercoled al mattino della Domenica, - una delle pi strane che mai si videro nella Rivoluzione. La lunga notte si dilegua nel giorno, il pallore del mattino si spande su tutti i visi; e ancora le gelide ombre discendono, e ardono le fosche lampade; ma tra il giorno e la notte e le vicissitudini dell'ore, di continuo i Membri si succedono salendo i gradini della Tribuna; e s'arrestano lass nella luce pi chiara, per dire la parola Fatidica; poi ridiscendono immergendosi nel buio e nella calca. Come Fantasmi a mezzanotte; dall'aspetto pi che mai spettrale, da pandemonio! Mai un Presidente Vergniaud, o alcun altro Presidente di questa terra, presiedette qualcosa di simil genere. La Vita d'un Re, e tante altre cose che ne dipendono, tremano nella bilancia. Ognuno sale per turno; il ronzio s'acquieta fin che egli non abbia parlato: Morte, Bando, Imprigionamento fino alla Pace. Molti dicono: Morte; ma con quante frasi bene studiate e circospette, e paragrafi, di spiegazioni, di rafforzamento, di deboli raccomandazioni di grazia! Molti dicono: Bando; qualcosa inferiore alla morte. La bilancia oscilla, e nessuno pu ancora indovinare in qual senso. E il Patriottismo inquieto ringhia, e gli Uscieri non riescono a domarlo.
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Molti di quei poveri Girondini, dominati dagli urli feroci del Patriottismo, dicono: Morte; giustificando, motivant, quella loro miserabile parola con qualche breve casistica o gesuiteria. Lo stesso Vergniaud dice: Morte; giustificandosi gesuiticamente. Il Ricco Lepelletier Saint-Fargeau, che aveva appartenuto alla Nobilt e poi alla Sinistra Patriottica nella Costituente ed aveva discusso e riferito, l e altrove, non poco, contro la Pena Capitale; malgrado tutto ci, dice: Morte; una parola che pu costargli cara. Manuel milit senz'altro coi Decisi nell'ultimo Agosto; ma s' andato poi intiepidendo ed  venuto indietreggiando dal Settembre e dalle scene del Settembre. In questa Convenzione, specialmente, nessuna sua parola potrebbe trovar favore; egli dice ora: Bando, e con una collera muta lascia quel luogo per sempre - molto sballottato nei corridoi. Filippo Egalit vota, secondo il suo animo e la sua coscienza, Morte. A quella voce anche il Patriottismo scuote la testa; e un grugnito, un fremito corrono per quella Sala del Giudizio. Il voto d Robespierre non pu esser dubbio; il suo discorso  lungo. Si vede la figura dell'aspro Sieys ascendere; e soffermandosi appena, semplicemente di passaggio, quella figura dice "La Mort sans phrases, la Morte senza frasi"; poi s'avanza e ridiscende. Spettrale, da pandemonio!
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Eppure il Lettore  in grande errore se immagina che quell'ambiente avesse un aspetto funereo, triste o magari grave: "gli Uscieri nel quartiere della Montagna", dice Mercier, "eran divenuti come Apriporte dell'Opra"; aprivano e chiudevano le Gallerie ai privilegiati, alle "Signore di d'Orlans Egalit o altre donne altolocate sfarzosamente vestite, che s'avanzavano col fruscio delle trine e dei tricolori di cui erano adorne". I Deputati galanti passano e ripassano di l, regalando loro gelati ed altri rinfreschi, e intrattenendole con dei motti; le teste riccamente ornate corrispondono con cenni; alcune hanno la carta e lo spillo e puntano i S e i No come ad una partita di Rouge-et-noir. Pi lungi, in alto, regna la Mre Duchesse con le sue Amazzoni non imbellettate; ella non pu a meno di fare dei lunghi Ah, Oh quando il voto non  La Mort. Nelle Gallerie si mangia e si beve vino e acquavite "come in una pubblica taverna, en pleine tabagie". Le scommesse si seguono in tutti i caff delle vicinanze. Ma nell'interno, la fatica, l'impazienza, la massima stanchezza sono visibili su tutti i volti; che s'illuminano di tratto in tratto per le vicende della partita. Dei Membri si sono addormentati, e gli Uscieri vengono a svegliarli perch votino; altri Membri calcolano se possono avere il tempo di correre a pranzare. Delle figure si levano come fantasmi pallidi alla luce fosca delle lampade, e da questa Tribuna pronunziano una sola parola: Morte. "Tout est optique", dice Mercier, "il mondo  tutto un'ombra ottica" (86). Il Gioved, a notte inoltrata, quando s' chiusa la votazione e i Segretari fanno il computo dei voti, l'infermo Duchtel, pi che mai spettrale, arriva portato su una sedia, avvolto in coperte di lana, "con la veste da camera e il berretto da notte", per votare per la Grazia; un voto, s' pensato, pu far pendere la bilancia.
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Ah no! Nel pi profondo silenzio il Presidente Vergniaud, con una voce piena di dolore, deve dire: "Io dichiaro in nome della Convenzione, che con la sentenza da essa pronunziata contro Luigi Capeto, lo condanna a morte". La morte con una esigua Maggioranza di cinquantatr voti. Anzi, se togliamo da un lato e aggiungiamo dall'altro ventisei, che dissero: Morte, insieme a qualche debole e vano accenno di Grazia, la Maggioranza sarebbe d'un Solo Voto.
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La sentenza  di Morte: ma la sua esecuzione? L'esecuzione non s' peranco compiuta! Appena  proclamato il risultato della votazione quando entrano i tre Avvocati di Luigi, protestando in suo nome, chiedendo un Differimento per l'Appello al Popolo. A questo scopo parlano Desze e Tronchet, con breve eloquio: quel bravo vecchio di Malesherbes parla con una eloquente mancanza di eloquenza, a frasi interrotte, imbarazzato, singhiozzante; quel volto di bravo nobilitato dall'et, vigoroso sotto i grigi capelli, spirante sagacia e onest, sopraffatto dall'emozione, si strugge in lagrime mute. (87) - L'Appello al Popolo vien rigettato, essendosi gi deliberato su ci. Quanto al Differimento, da essi chiamato Sursis,  cosa da valutarsi, e si voter domani: per ora ci aggiorniamo. Il Patriottismo "fischia" dalla Montagna: ma una "Maggioranza tirannica" ha cos deciso, e bisogna aggiornarsi.
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Vi  ancora questo quarto voto, mormor indignato il Patriottismo: - questo voto e chiss quant'altri voti, e aggiornamenti di votazione; frattanto la questione rimane in sospeso, sempre ipotetica! Ed a ogni nuovo voto quei Gesuiti di Girondini, compresi quelli che votarono per la Morte, saranno ben contenti di trovare una scappatoia! Il Patriottismo deve sorvegliare e tempestare. Tirannici aggiornamenti hanno avuto luogo; prima uno, ed ora un altro a mezzanotte allegando stanchezza; tutto il Venerd s' perduto in esitazioni e battibecchi; rifacendo il computo dei voti, che son trovati regolari seduta stante! Il Patriottismo latra pi ferocemente che mai; e per la lunga veglia, ha fatti gli occhi rossi,  divenuto quasi rabido.
"Differimento: s o no?" I nervi degli uomini sono esauriti, i cuori sono esasperati; si deve ormai finire. Vergniaud, ad onta dei latrati, si arrischia a dire: S, Differimento; quantunque abbia votata la Morte. Philippe Egalit dice, secondo il suo animo e la sua coscienza: No. Il Membro che sale alla Tribuna subito dopo dice: "Dacch Filippo dice No, io per parte mia dico S, moi je dis Oui". La bilancia ancora oscilla. Finch, alle tre, il mattino della Domenica, abbiamo Niente Differimento, con una maggioranza di Settanta; Morte entro le ventiquattr'ore!
Garat, Ministro della Giustizia, deve recarsi al Temple con questo duro messaggio; egli sospira e ripete: "Quelle commission affreuse! Quale spaventevole funzione!" (88) Luigi chiede un Confessore, e altri tre giorni di vita per prepararsi a morire. Il Confessore  accordato; i tre giorni ed ogni indugio sono respinti.
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Non v' dunque pi speranza di liberazione? Grosse mura di pietra rispondono: Nessuna. Non ha amici Re Luigi? uomini d'azione, di coraggio divenuto disperato, in questa estrema occorrenza? Gli amici del Re Luigi sono deboli e lontani. Neppure una voce nei caff si leva in suo favore. Al Restaurateur Mot non pranza ora nessun Capitano Dampmartin, n si veggono pi quei dai mustacchi uncinati, omicidi in congedo, far mostra dei pugnali di nuova struttura. I bravi Realisti in congedo di Mot, sono lontani, di l dalle frontiere; essi si aggirano all'impazzata pel mondo: o le loro ossa biancheggiano nella foresta dell'Argonne. Soltanto alcuni deboli Preti "depongono questa notte Pamphlets su tutti i termini di pietra", invocando la riscossa: facendo appello alle pie donne di sollevarsi; o sono sorpresi nell'atto di distribuire i Pamphlets, e mandati in prigione (89).
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Anzi un assassino, dell'antica specie di Mot, con uno sforzo, ha fatto meno e peggio; ha ucciso un Deputato, e ha messo sossopra tutto il Patriottismo di Parigi! La sera del Sabato, alle cinque, quando Lepelletier St.-Fargeau ebbe dato il suo voto di Non Differimento, corse subito da Fvrier al Palais Royal per mangiare un boccone in fretta e furia. Egli aveva mangiato e stava pagando, quando un uomo grosso "dai capelli neri e dalla barba turchina", con una specie di larga zimarra, gli venne incontro; era, costui, come Fvrier e gli altri astanti credono, un tale Pris dell'antica Guardia del Re. "Siete voi Lepelletier?" domanda egli. - "S". - "Voi votaste nell'affare del Re?" - "Io votai la Morte". - "Sclrat, prendi questa!" grida Pris, facendo balenare una sciabola tirata di sotto alla sua zimarra, e immergendola profondamente nel fianco di Lepelletier, Fvrier lo afferra, ma egli riesce a districarsi; ed  scomparso.
Il votante Lepelletier giace morto;  spirato dopo un lungo penare all'una del mattino, - due ore prima che i voti di Non Differimento fossero completamente computati. La Guardia Pris corre per la Francia; non pu esser presa, e sar trovata alcuni mesi dopo, suicida, in un albergo remoto (90). - Robespierre ha motivo di credere che il Principe d'Artois in persona si trovi, sotto incognito, in Citt, e che la Convenzione sar massacrata per intero. Il Patriottismo fa udire i suoi gemiti e il suo grido di vendetta: Santerre raddoppia e triplica le sue pattuglie. La Piet s' convertita nella rabbia e nella paura; la Convenzione ha respinto i tre giorni di vita e ogni respiro.
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CAPITOLO 8.
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PLACE DE LA REVOLUTION.
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A questa conclusione sei dunque arrivato, oh sventurato Luigi! Il Figlio di Sessanta Re deve morire sul Palco a termini di Legge. Sotto Sessanta Re questa stessa forma di Legge, questa forma Sociale s' venuta plasmando nel periodo di mille anni; ed  divenuta, in un modo e in un altro, la pi strana Macchina. Certo, per quanto necessaria,  anche spaventevole questa Macchina: senza vita, cieca, non quale dovrebbe essere; che con un colpo subitaneo o con una tortura fredda, lenta, ha desolato le vite e gli animi d'innumerevoli uomini. Ed ecco che ora, proprio un Re, o piuttosto il Reame nella sua persona,  sul punto di spirare qui fra torture crudeli; - come un Falaride chiuso nel ventre del suo rovente Toro di Rame!  sempre cos; e tu dovresti saperlo, o uomo altero e tiranno: l'ingiustizia genera l'ingiustizia; la maledizione e la falsit "sempre tornano a casa propria", per quanto errino lontano. L'innocente Luigi porta i peccati di molte generazioni: anch'egli impara per esperienza che il tribunale dell'uomo non  su questa Terra; che se non ve ne fosse uno pi Alto, sarebbe finita per lui.
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Un Re che muore con una tale violenza, produce un grande effetto sull'immaginazione; come deve essere, ed  necessario che sia. Eppure dopo tutto non  il Re che muore,  l'uomo! Il Reame  una veste: la gran perdita  quella della pelle. Quando a un uomo voi togliete la Vita, tutto il mondo collegato contro di lui che potrebbe fargli di pi? Lally and sul carro del supplizio; col bavaglio in bocca. I pi miserabili mortali, condannati come borsaiuoli, hanno tutta una Tragedia in cinque atti nel loro interno, in quel dolore muto, con cui si recano al patibolo, fatti segno al disprezzo universale; essi bevono alla coppa del terrore fino alla feccia. Pei Re e pei Mendicanti, pei condannati colpevoli e per quelli innocenti,  assai duro morire. Compatiscili tutti: la tua pi grande piet, con tutti gli aiuti e i rimedi; con tutti i contrasti del trono e del palco, sono ben povera cosa a confronto di questa cosa che tu compatisci!
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 venuto un Confessore; l'Abb Edgeworth, di stirpe irlandese, che il Re conosceva da buone informazioni,  venuto prontamente per questa missione solenne. Lascia dunque la Terra, oh sventurato Re; e la Terra percorrer la sua via coi suoi mali, tu percorrerai la tua. Una scena dolorosa ancora rimane: la separazione dai tuoi cari. Buoni cuori circondati dal medesimo spaventoso periglio; di dovere restar qui. Che il lettore guardi con gli occhi del valletto Clry, attraverso quelle porte a vetri, dove anche la Municipalit veglia, e miri la pi crudele delle scene.
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"Alle otto e mezzo, si apr la porta dell'anticamera: prima comparve la Regina, conducendo il figlio per mano; veniva poi Madame Royale e poi Madame Elizabeth; tutti si gettarono nelle braccia del Re. Regn per qualche minuto il silenzio, interrotto solo dai singhiozzi. La Regina fece un movimento per condurre Sua Maest verso la camera interna, dove M. Edgeworth, a loro sconosciuto, attendeva. "No", disse il "Re, "andiamo nella stanza da pranzo, solo l io posso vedervi". E l entrarono; io chiusi la porta, che era a vetri. Il Re si mise a sedere, avendo a destra la Regina, a sinistra Madame Elizabeth, quasi di fronte Madame Royale; il giovane Principe stava in piedi tra le gambe di Suo Padre. Essi si chinarono tutti verso di lui e spesso lo tenevano abbracciato. Questa scena dolorosa dur un'ora e tre quarti; noi non potemmo udir nulla; potemmo solo vedere che ogniqualvolta il Re parlava, raddoppiavano i singhiozzi delle Principesse e duravano parecchi minuti; indi il Re ricominciava a parlare". (91) - E cos le nostre riunioni e le nostre separazioni sono giunte al termine! I dolori che ci siamo procurati reciprocamente; le povere gioie che fedelmente dividemmo, i nostri affetti e le nostre sofferenze e le nostre fatiche sotto il Sole terrestre sono finiti. Io non ti vedr mai pi, o anima buona, mai pi per tutti i secoli! - MAI! Conosci tu, o Lettore, questa dura parola?
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Quest'agonia dura per circa due ore; poi, con uno sforzo, si dividono. "Prometteteci che ci rivedremo domani". Egli promise. - Ah s, s; ancora una volta; ed ora andate, miei amati; pregate Dio per voi e per me! - Fu una ben dura scena, ma  finita. Egli non li vedr pi domani. La Regina, passando per l'anticamera, guard i cerberi Municipali e, con veemenza di donna, disse fra le lagrime: "Vous tes tous des sclrats".
Il Re Luigi dorm profondamente fino alle cinque del mattino, quando Clry, secondo gli ordini ricevuti, lo svegli. Clry lo pettin; in quel frattempo, Luigi prese un anello dal suo orologio e se lo prov al dito; era il suo anello nuziale, che voleva rimandare alla Regina come un muto addio. Alle sei e mezzo egli prese il viatico; e seguit a pregare e a conversare con l'Abb Edgeworth. Egli non rivedr la sua Famiglia: sarebbe troppo doloroso a sopportare.
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Alle otto, entrano i Municipali: il Re d loro il suo Testamento, delle commissioni e degli effetti; di cui essi in sulle prime ricusano brutalmente di assumere l'incarico: egli d loro un rotolo di monete d'oro, centoventicinque luigi, da rendersi a Malesherbes che le aveva prestate. Alle nove Santerre dice che  giunta l'ora. Il Re chiede di ritirarsi ancora per tre minuti, al termine dei quali Santerre ripete che  giunta l'ora. "Battendo col pie' destro il suolo, Luigi risponde: Partons, Andiamo". - Come il rullo di quei tamburi giunge attraverso i bastioni e i baluardi del Temple, fino al cuore d'una Regina, d'una Moglie, che ben presto sar vedova! Dunque, egli  partito, senza vederci? Piange amaramente una Regina, e piangono una Sorella e i Figli di un Re. Anche su questi Quattro  sospesa la morte: tutti periranno miseramente, meno uno; ella, la Duchessa d'Angoulme, vivr. - non felicemente.
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Alla Porta del Temple si ode qualche debole grido, che parte forse da donne pietose: "Grce! Grce!" Per tutte le altre strade v' un silenzio come di tomba. Non  permesso a nessun uomo non armato di trovarsi l: quelli armati, se anche avessero sentito piet, non avrebbero osato di manifestarla, poich ognuno  tenuto d'occhio da tutti i suoi vicini. Tutte le finestre sono chiuse; n si vede alcuno guardare in istrada. Tutte le botteghe son chiuse. Nessuna vettura circola quel mattino per le vie, tranne una. Ottantamila uomini armati stanno in fila come statue armate di uomini; son puntati i cannoni, i cannonieri tengono la miccia accesa, ma senza una parola, senza un movimento:  come una citt resa per incanto muta e impietrita: lo strepito di un carro con la sua scorta che s'avanza lentamente,  il solo rumore che s'ode; Luigi legge nel suo libro di devozioni le Preghiere dei Morenti; il rumore di questa marcia funebre risuona pi sinistro all'orecchio nel gran silenzio; ma il pensiero si sforzerebbe volentieri di dimenticare la Terra, librandosi verso il Cielo.
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Suonano le dieci, ed eccoci nella Place de la Rvolution, un tempo Place de Louis Quinze: la Ghigliottina  drizzata presso l'antico Piedestallo ove s'innalzava la Statua di quel Luigi! Tutt'intorno cannoni puntati ed uomini in armi; gli spettatori si affollano dietro. D'Orlans Egalit vi si trova in cabriolet. Rapidi mesaggeri, hoquetons, sono spediti all'Htel de Ville ogni tre minuti; l presso siede la Convenzione, - che vuole vendetta per Lepelletier. Noncurante di tutto, Luigi legge le sue Preghiere dei Morenti; aveva appena finito da cinque minuti, quando il carro si apr. In qual disposizione d'animo era egli? Dieci testimoni differenti ci daranno dieci differenti versioni. Egli  in preda alla collisione di tutti i sentimenti; giunto ormai al nero Maelstrom e al declivio della Morte;  tutto un insieme di dolore, d'indignazione, di rassegnazione, lottando per rassegnarsi. "Abbiate cura del signor Edgeworth", egli dice rigidamente, rivolgendosi al Luogotenente che  seduto con loro: poi tutt'e due scendono.
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Battono i tamburi. "Taisez-vous! Silenzio!" egli grida con voce terribile, d'une voix terrible. E sale sul palco non senza indugio; indossa un soprabito color pulce con pantaloni grigi e calze bianche. Si toglie il soprabito e resta in farsetto di flanella bianca con le maniche. Gli Esecutori si appressano per legarlo; egli li respinge con disdegno, resiste; l'Abb Edgeworth gli rammenta che il Salvatore, in cui gli uomini hanno fede, si sottomise ad essere legato. Le sue mani sono legate, la sua testa  nuda: il momento fatale  giunto. Egli s'avanza fino all'orlo del Palco, col viso tutto arrossato, e dice: "Francesi, io muoio innocente: ve lo dico dal Palco e sul punto di comparire innanzi a Dio. Perdono i miei nemici; desidero che la Francia...". Un generale a cavallo, Santerre o un altro, s'avanza caracollando con la mano alzata: "Tambours!" I tamburi coprono la voce. "Esecutori, fate il vostro dovere!" Gli esecutori, per non essere essi medesimi uccisi (poich Santerre e le sue File armate colpiranno, se non vedranno colpire), afferrano con violenza la sventurato Luigi: son sei che lottano disperatamente contro uno che reagisce con tutta la forza, fin che lo legano alla loro tavola. L'Abb Edgeworth, chinandosi gli dice: "Figlio di San Luigi, salite al Cielo". Cade la Mannaia: la Vita d'un Re  recisa.  luned 21 gennaio 1793. Egli aveva trentotto anni, quattro mesi e ventotto giorni (92).
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L'Esecutore Samson mostra la Testa: si levano grida feroci di Vive la Rpublique, e vanno sempre crescendo; si pongono i berretti sulla punta delle baionette, si agitano i cappelli; gli studenti del Collegio delle Quattro Nazioni prendono quella testa e la portano nei lontani Quais, mostrandola a tutta Parigi; D'Orlans si allontana nel suo cabriolet; i Consiglieri municipali si fregano le mani, dicendo: " fatto,  fatto". Dei fazzoletti sono stati bagnati nel sangue, e anche delle punte di picche. Il Carnefice Samson, bench dopo lo abbia negato (93), vende ciocche di capelli; brani del soprabito color pulce si portano dopo, a lungo, negli anelli (94).
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E cos in circa mezz'ora tutto  fatto; la moltitudine s' allontanata. I pasticceri, i caffettieri, i lattai modulano le loro triviali grida quotidiane; il mondo  in moto, quasi questo fosse un giorno come un altro. Nei caff quella sera, dice Prudhomme, il Patriota stringe la mano al Patriota, in una maniera pi cordiale della consueta. N, prima d'alcuni giorni, secondo Mercier, gli uomini pubblici videro quanto fosse grave la cosa.
Senza dubbio  una cosa grave; ed avr conseguenze. Il domani mattina, Roland, che da tempo ne ha fino alla gola di disgusto e di scontento, manda le sue dimissioni. Il suo rendiconto  pronto, corretto, esatto fino all'ultimo soldo. Egli desidera che sia esaminato, per poi ritirarsi nella pi remota oscurit, in campagna, fra i suoi libri. Ma quei conti non saranno mai esaminati; mai egli si ritirer in campagna.
Il marted, dimissioni di Roland. Il mercoled, ha luogo il funerale di Lepelletier St.-Fargeau, e il suo trasporto al Pantheon dei Grandi Uomini: notevole come lo spettacolo selvaggio d'un giorno invernale. Il Corpo portato in alto,  mezzo nudo; la coltre mortuaria lascia scorgere la ferita mortale; sono esposti la sciabola e gli abiti insanguinati; una "musica lugubre" esegue dolorose nni. Corone di quercia piovono dalle finestre; il Presidente Vergniaud segue il corteo, con la Convenzione, con la Societ Giacobina e tutti i Patrioti d'ogni colore, fraternamente in gramaglie.
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Notevole anche sotto un altro rapporto questo Funerale di Lepelletier: fu l'ultimo atto che quegli uomini compierono di concerto! Tutti i Partiti e tutte le forme di opinione che agitano questa Francia demente e la sua Convenzione si trovano ora, per cos dire, faccia a faccia con l'arma impugnata; la vita del Re, intorno a cui tutti si azzuffavano e combattevano,  stata distrutta. Dumouriez, che stava conquistando l'Olanda, scontento, grugnisce sinistramente, alla testa degli eserciti. Gli uomini, dice Dumouriez, hanno bisogno d'un Re. Il Deputato Fauchet, nel suo Journal des Amis, scaglia i suoi anatemi, con pi amarezza di Giobbe; invoca i pugnali dei Regicidi, della "Vipera d'Arras" o di Robespierre, di Pluto Danton, degli orrendi Legendre il Beccaio e l'Istrione d'Herbois, perch lo mandino speditamente a un altro mondo che non sia il loro (95). Questo  Te Deum Fauchet, della vittoria della Bastiglia, del Cercle Social. Fu acerba la gragnuola mortale che scrosci intorno ad una Bandiera parlamentare in quel giorno della Bastiglia; ma fu lieve cosa in confronto del naufragio d'una grande Speranza come questa; una Nuova Et dell'Oro che diviene piombo impuro, o tenebre sulfuree del Buio sempiterno!
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Nell'interno questa Uccisione d'un Re ha divisi tutti gli amici; all'estero ha uniti tutti i nemici. Fraternit dei popoli, Propaganda rivoluzionaria; Ateismo, Regicidio; distruzione totale dell'ordine sociale in questo mondo! Tutti i Re, tutti quelli che amano i Re e quelli che odiano l'Anarchia si coalizzano come in una lotta per l'esistenza. L'Inghilterra significa al Cittadino Chauvelin, Ambasciatore, o piuttosto Ambasciatore di ripiego, che egli deve lasciare il paese nel termine di otto giorni. L'Ambasciatore di ripiego e quello vero, Chauvelin e Talleyrand, a seguito di ci, partono (96). Talleyrand, implicato nell'affare dell'Armadio di ferro delle Tuileries, pensa di mettersi al sicuro, recandosi in America.
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L'Inghilterra ha scacciata l'Ambasciata, e dichiara la guerra, essendovi principalmente determinata, in apparenza dalla condizione della Schelda. La Spagna dichiara la guerra per altre ragioni; che senza dubbio indicher il Manifesto (97). Eppure, sappiamo che non furono n l'Inghilterra, n la Spagna che per le prime dichiararono la guerra ma proprio la Francia che dichiar la guerra a entrambe (98): - punto d'un immenso interesse parlamentare e giornalistico a quei tempi, ma che  divenuto di nessun interesse attualmente. Tutti dichiarano la guerra. La spada  sguainata, il fodero  buttato via.  proprio come disse Danton in una delle sue gigantesche figure: "I Re coalizzati ci minacciano; e noi scagliamo ai loro piedi, come guanto di sfida, la Testa di un Re".
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LIBRO TERZO. I GIRONDINI.
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CAPITOLO 1.
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CAUSA ED EFFETTO.
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Questo immenso Movimento Insurrezionale che noi compariamo ad un dilagare dal Tofet e dall'Abisso, ha spazzato via la Regalit, l'Aristocrazia, la vita d'un Re. Ed ora sorge la domanda: che far esso, e qual forma assumer d'ora innanzi? Sar ridotto nel regno della Legge e della Libert, come prescrivono i costumi, le persuasioni e gli sforzi della classe educata, agiata e rispettabile? Vale a dire: la lava vulcanica, che dilaga nella maniera descritta, esploder, forse, e scorrer secondo la formula dei Girondini e la Regola prestabilita della Filosofia? In questo caso, sar bene pei nostri amici Girondini.
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D'altra parte, non si potrebbe piuttosto profetizzare che, non essendovi pi alcuna forza esterna, Regale o d'altro genere, rimasta ormai per controllare questo Movimento, essa potrebbe fare il suo corso a suo modo; probabilmente uno strano corso? Inoltre, non potrebbe accadere che un uomo o pi uomini, meglio interpretando le sue interne tendenze, prestassero ad esse e voce e attivit, e ne assumessero la direzione? Del resto, come una cosa senz'ordine, e procedente oltre i limiti e al disotto della regione dell'ordine, deve operare e agitarsi, non come una Regolarit, ma come un Caos, distruttore degli altri e di s stesso, finch non sorga qualche cosa che abbia dell'ordine, forte al punto da assoggettarla di nuovo? Questo qualche cosa, possiamo congetturarlo, non sar una Formula con proposizioni filosofiche e eloquenza forense; ma una Realt, probabilmente con una spada in pugno!
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Quanto alla formula Girondina d'una Repubblica rispettabile per le Classi Medie, tutte le specie di Aristocrazie essendo ormai demolite, v' poco da sperare che la cosa si fermi l. Libert Eguaglianza Fraternit, queste sono le parole, enunciative profetiche. La Repubblica per le rispettabili Classi Medie lavate, come mai potrebbe essa esserne l'adempimento? La fame, la nudit, l'incubo dell'oppressione che pesavano su Venticinque Milioni di cuori; non le vanit ferite o le filosofie contradette degli Avvocati filosofi, dei ricchi Bottegai, della Nobilt rurale, furono il primo movente della Rivoluzione Francese; cos come accadr in tutte le Rivoluzioni di tutti i paesi. Il Giglio feudale era divenuto una bandiera di marcia, insopportabilmente cattiva e occorreva lacerarla, calpestarla: ma il sacco di danaro di Mammone (poich  questo il significato della Repubblica per le Classi Medie in questi tempi)  ancora peggiorato fin che duri. E propriamente  la peggiore e la pi bassa di tutte le bandiere, di tutti i simboli di dominio fra gli uomini; e invero  possibile solo in un tempo di Ateismo generale, di mancanza di fede in ogni cosa, tranne che nella Forza bruta e nel Sensualismo; essendo l'orgoglio della nascita, l'orgoglio dell'ufficio, ogni conosciuta specie di orgoglio di un grado al disopra dell'orgoglio della borsa. La Libert, l'Eguaglianza, la Fraternit: non nel Sacco del danaro, ma in ben altro luogo il Sanculottismo cercher queste cose.
Noi diciamo dunque che una Francia in istato d'insurrezione, senza controllo all'esterno, destituita dell'ordine supremo dell'interno, former una delle pi tumultuose Attivit mai viste su questa Terra; quale nessuna Formula Girondina pu regolare. Forza incommensurabile fatta di molteplici forze, eterogenee, compatibili e incompatibili. In altri termini, questa Francia ha bisogno di dividersi in Partiti; e poich ciascuno di questi partiti cercher di farsi valere, la contraddizione e la esasperazione sorgeranno; e l'un Partito dopo l'altro si convinceranno di non poter operare n sussistere insieme.
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Quanto al numero dei Partiti, vi saranno, calcolando strettamente, tanti Partiti quante sono le opinioni. Secondo questa regola, in questa medesima Convenzione, a non dir nulla della Francia in genere, il numero dei Partiti dovrebbe essere di Settecentoquarantanove; poich ogni unit tiene alla propria opinione. Senonch ora, avendo ogni unit, nello stesso tempo, una natura individuale o necessit di seguire la propria via, e una natura gregaria o necessit di procedere a fianco degli altri - che altro mai potrebbe derivarne, se non dissoluzioni, atti precipitati, una turbolenza incessante nell'attrarre e nel respingere fin che l'elemento principale si evolva, e questa alchimia selvaggia si riordini?
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Eppure non s'era mai vista una Nazione che raggiungesse il numero di Settecentoquarantanove Partiti; e invero non s' andati molto oltre i Due Partiti; due in una volta, tanto  invincibile nell'uomo la tendenza ad unirsi, malgrado tutti gl'invincibili impulsi a dividersi che egli ha! Due Partiti a un tempo, ripetiamo, costituiscono il numero normale: che questi due combattano, e tutte le sfumature minori si riuniscono alla parte che pi le assomiglia; quando poi l'uno avr trionfato dell'altro, allora pu dividersi alla sua volta distruggendo s stesso; cos il Processo continua fin che  necessario. Questo  il cammino delle Rivoluzioni, che sorgono come era sorta quella francese, quando i cosidetti Legami della Societ si squarciano, tutte le Leggi di Natura divengono nulle e nient'altro che Formule.
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Ma lasciando queste considerazioni alquanto astratte, noti la Storia questa realt concreta di cui fanno mostra le Strade di Parigi, il Luned 26 Febbraio 1793. Molto prima dell'alba, quel mattino, le strade sono rumorose e agitate. Vi sono state molte petizioni; una Convenzione spesso sollecitata. Non pi tardi d'ieri si present una Deputazione di Lavandaie con una Petizione, lamentando che non si poteva avere abbastanza sapone; senza parlare del pane e dei suoi accessor. Il grido delle donne intorno alla Salle de Mange, si udiva come un lamento; "Du pain et du savon, Pane e sapone" (99).
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Ed ora alle sei del mattino di questo Luned si nota che le code dei forni sono insolitamente estese e si agitano collericamente. Non solo il Fornaio, ma anche due Commissar di Sezione che lo aiutano, regolano con difficolt la distribuzione giornaliera dei pani. Il Fornaio e i Commissar si mostrano premurosi e persuasivi al lume della candela mattinale: ed ecco che al sorgere del pallido e gelido sole di Febbraio si scopre una scena inaspettata. Le Donne patriote indignate, in parte provviste di pane irrompono nelle botteghe, dichiarando che vogliono le droghe. Molte droghe: dei barili di zucchero vengono rotolati nella via, e le Cittadine Patriote lo calcolano alla giusta ragione di lire 1.10 alla libbra; cos le casse di caff, le casse di sapone, non esclusa la cannella, il garofano, l'acquavite ed altre bevande alcooliche, - ad un giusto prezzo che alcuni non pagano, mentre il Droghiere diviene sempre pi pallido e si torce le mani in silenzio! Che fare? Le Cittadine distributrici parlano e gesticolano con violenza; i loro lunghi capelli d'Eumenidi ondeggiano scarmigliati; inoltre si veggono pistole cacciate nella loro cintola, e si dice che qualcuna abbia la barba, - Patrioti maschi in cuffia e gonnella. Cos nella strada dei Lombardi, in quella dei Cinque Diamanti, delle Carrucole, e nella pi parte delle strade di Parigi, perdura questa effervescenza per tutta la giornata; n la Municipalit, n il Maire Pache, quantunque di recente fosse stato Ministro della Guerra, mandano truppe per sedarla, e non adoperano contro di essa altro che eloquenza persuasiva, fino alle sette di sera e ancora oltre.
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Cinque settimane addietro, il ventun Gennaio, noi vedemmo Parigi che decapitava il suo Re, restando silenziosa, come una Citt per incanto pietrificata: ed ecco che quest'altro Luned  cos rumorosa per la vendita dello zucchero! Le Citt, e specialmente le Citt in Rivoluzione, sono soggette a queste alternative; cos la corrente segreta delle civiche cose, dell'esistenza nel suo continuo fluire, si presenta all'occhio come un Fenomeno concreto. Quando poi la segreta esistenza di questo Fenomeno rifluisce pubblicamente sulla strada, non  molto facile ricercarne la causa e l'effetto filosofico. Quale, per esempio, pu essere lo stretto significato filosofico, il movente, di questa vendita di zucchero? Queste cose che sono divenute visibili nella strada delle Carrucole e per tutta Parigi, d'onde provengono, domandiamo noi, e qual fine hanno?
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Che Pitt, che l'oro di Pitt, v'abbiano mano, appare evidente a tutti i Patrioti ragionevoli. Ma di quali agenti s' servito Pitt? Varlet, Apostolo della Libert, non  molto fu visto di nuovo con la sua picca e il suo berretto rosso. Il Deputato Marat, quello stesso giorno, lamentava nel suo giornale la triste carestia e le sofferenze del popolo, al punto che questo pareva disposto a montare in furore: "Se i nostri Diritti dell'Uomo non fossero altro che un pezzo di carta scritta, il saccheggio di poche botteghe, l'impiccagione di qualche fornitore agli architravi delle porte, metterebbe fine a queste cose" (100). Non sono questi, dicono i Girondini, indiz certi? Pitt ha corrotto gli Anarchici; Marat  agente di Pitt; di conseguenza, questa vendita dello zucchero. Di pi, per la Societ-Madre  chiaro che la carestia  fittizia, che  opera dei Girondini, ed altro di simil genere; bande d'individui venduti in parte a Pitt; venduti interamente alle proprie ambizioni, alle pedanterie di senza cuori, che in cambio di stabilire il prezzo del grano, non fanno che cicalare pedantescamente sul libero commercio; che desiderano ridurre Parigi alla violenza mediante la fame e metterla in conflitto coi Dipartimenti: di qui la vendita dello zucchero.
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E, ohim, se a questi due fatti notevoli d'un Fenomeno e delle Teorie d'un tal Fenomeno, ne aggiungessimo un terzo: che la Nazione Francese ha creduto per parecchi anni alla possibilit, anzi alla certezza d'un prossimo avvento d'un Millennio universale, d'un Regno della Libert, dell'Uguaglianza, della Fraternit, onde l'uomo dovrebbe essere fratello dell'uomo, e il dolore e la colpa dovrebbe essere banditi? Senza pane da mangiare, senza sapone da lavare, in vista del Regno della Felicit perfetta, pronto ad arrivare, sempre atteso fin dalla caduta della Bastiglia! Come dovettero ardere in noi i nostri cuori a quella Festa delle Picche, quando il fratello si gett nelle braccia del fratello; e, in giubileo pieno di sole, Venticinque Milioni d'anime proruppero tra il rombo e il fumo del cannone! La nostra Speranza rifulse allora come la luce del Sole, quella Speranza che ora divampa d'ira come il fuoco che consuma. Ma, o cielo, per quale incanto, per quale gherminella diabolica questa Perfetta Felicit, sempre a portata di mano, non pu esser mai ghermita nella sua continua Carestia, nel suo continuo Conflitto? Un'accozzaglia di traditori segue l'altra! Ma tremate, o traditori! Paventate un Popolo che si dice paziente, che conta lunghi anni di sofferenza,  vero; ma che non potr sempre sottomettersi a lasciarsi votare le tasche con la prospettiva d'un Millennio!
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S, o Lettore, qui sta il Miracolo. Da questi putridi avanzi di Scetticismo, di Sensualismo, di Sentimentalismo, d'un Machiavellismo vacuo, una tal Fede  veramente sorta; s' accesa nel cuore d'un Popolo. Tutto un popolo che s' destato per cos dire alla coscienza in una miseria profonda, e si crede sul punto di raggiungere una Fraternit paradisiaca sulla Terra. Con braccia protese avide, esso lotta per abbracciare l'Indicibile, ma non vi riesce in conseguenza di alcune cause. - Raramente ci accade di vedere un Popolo intero che abbia una Fede completa in tutt'altro che non sia quel che pu mangiare e toccare con mano. E, quando esso abbraccia una Fede, la sua storia diviene passionale, degna di nota. Ma da che l'Europa d'acciaio si commosse simultaneamente alla parola dell'Eremita Pietro e accorse al Sepolcro ove aveva giaciuto Iddio, non vi fu nessun impulso universale di Fede degno di nota. Da che il Protestantesimo marcia silenzioso, e nessun Lutero leva pi la voce, nessuno Zisca proclama pi a suon di tamburo che la Verit di Dio non  la Menzogna del Diavolo; da che l'ultimo dei Cameroniani (Renwick fu il suo nome: onore al nome del bravo!) cadde fucilato nella Cittadella d'Edimburgo, non vi fu nessun parziale impulso di Fede tra le Nazioni. Ed ecco che ora ancora una volta questa Nazione francese crede! Qui, diciamo noi, in questa loro Fede meravigliosa,  il miracolo.  una fede incontestabile delle pi prodigiose, anche a confronto delle altre Fedi, e che si esplicher in prodigi.  l'anima di quel prodigio mondiale chiamato Rivoluzione Francese, che ancora fa stupire e fremere il mondo.
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Ma, del resto, nessuno domandi alla Storia di spiegare per via di causa ed effetto il corso degli eventi che si vennero svolgendo. Questa battaglia della Montagna e della Gironda e quel che segue,  la battaglia del Fanatismo e dei Miracoli; essa non si presta alla ricerca di causa ed effetti. Quel suo clamore  per la mente come uno strepito di voci folli; ben poco di articolato si pu raccogliere dopo un lungo ascoltare e un lungo studio: tumulto di battaglia, grida di trionfo, urli disperati. La Montagna non ha lasciato Memorie; i Girondini ne hanno lasciate, e bene spesso non sono altro che protratte Interiezioni di Me infelice! e Siate maledetti! Quando la Storia riuscir a delineare filosoficamente la conflagrazione d'un Brulotto fiammeggiante, e solo allora potr assumersi quest'altro compito. Qui giace lo strato di bitume, l quello di zolfo; l scatur la vena di polvere, di nitro, di terebinto, di sudicio grasso; queste cose potrebbe conoscere in parte la Storia, se fosse molto analitica; ma come queste cose agirono e reagirono sotto i ponti, come l'uno strato di fuoco penetrava scherzando nell'altro, per la sua natura e per l'arte dell'uomo, ora che le mani si protendono rabbiose e le fiamme si slanciano sulle sartie e sull'albero maestro, la Storia non pu tentare di scorgerlo.
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Il Brulotto  l'antica Francia, l'antica Forma di Vita Francese; la sua ciurma, una Generazione d'Uomini, che hanno grida e furori selvaggi, come Spiriti tormentati in quelle fiamme. Ma, dopo tutto, non hanno finito con lo sparire anch'essi, o Lettore? Il loro Brulotto ed essi medesimi, seminando il terrore nel mondo, sono scomparsi veleggiando, e le loro fiamme e i loro tuoni si sono dileguati nella Profondit del Tempo. Una sola cosa pu fare la Storia: compatirli tutti; poich fu dura con tutti loro. Anche il verdemare Incorruttibile otterr un po' di piet, un po' d'amore umano, per quanto costi uno sforzo. Ed ora, conseguito tutto questo, il resto diviene pi facile. All'occhio d'una eguale piet fraterna si dissipano innumerevoli pervertimenti e cadono di per s le esagerazioni, le esecrazioni. (Stando in piedi a meditare sulla spiaggia secura, noi cercheremo, noi vedremo ci che ha interesse per noi, ci che  per noi confacente.
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CAPITOLO 2.
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CULOTTISMO E SANCULOTTISMO.
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La Gironda e la Montagna sono ormai in piena contesa; la loro rabbia reciproca, dice Toulongeon, sta divenendo una rabbia "livida". Strano, pietoso: tutti questi uomini hanno la parola Repubblica sulle loro labbra; nel cuore d'ognuno di loro  un ardente desiderio per qualche cosa che egli chiama Repubblica: eppure osservate la loro contesa mortale! Ma cos son fatti gli uomini. Creature che vivono nella confusione, che una volta lanciate insieme, possono d'un subito cadere in quella confusione delle confusioni si differenziano l'una dall'altra, e pi ancora perch hanno l'apparenza d'essere dissimili! Le parole degli uomini sono una povera espressione del loro pensiero; anzi il loro stesso pensiero  una povera espressione dell'interno innominato Ministero, da cui, sia il pensiero che l'azione, hanno la loro origine. Nessun uomo pu spiegarsi, pu riuscire a farsi intendere; gli uomini che si veggono l'un l'altro, che come fantasmi contraffatti che si chiamano fra loro e si odiano e combattono l'un contro l'altro: poich bene  stato detto che ogni battaglia  un malinteso.
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Ma invero quella similitudine del Brulotto coi nostri poveri fratelli francesi cos accensibili in s stessi e che operano in un elemento di fuoco, non  priva significato. Consideratela bene, in essa vi  un'ombra di verit. Poich, quando un uomo s' lanciato a capofitto nel repubblicano o in qualsivoglia Trascendentalismo e di Delirio: il suo individuo si perde in qualche cosa che non  pi il suo io, che anzi  estraneo al suo io, per quanto ne sia inseparabile. E pensare che mentre pare che lo stesso vestito contenga lo stesso uomo, quell'uomo non  pi l; non  pi l la sua facolt volitiva, n la fonte di ci che vorr fare e pensare; in luogo dell'uomo e del suo volere, vi  un impasto di Fanatismo e di Fatalismo incarnato nella sua figura. Egli, sventurato Fanatismo incarnato, percorre la sua via; nessuno pu aiutarlo, n tanto meno pu aiutarsi da s stesso.  una condizione meravigliosa, tragica - quale il linguaggio umano inventato per gli usi della vita materiale, non  solito a trattare, e si sforza di rappresentare con immagini. L'elemento ambiente del fuoco materiale non  pi selvaggio di quello del Fanatismo; n , bench visibile all'occhio, pi reale. La volont balza fuori in forma involontaria o volontaria; ed  trasportata lontano; il movimento delle libere menti umane diviene un furioso mulinello del Fatalismo, cieco come i venti; e la Montagna e la Gironda, quando cominciano a riaversi, sono ugualmente meravigliate nel vedere dove sono state scagliate, dove sono andate a finire. Con tal sommit di miracolo pu l'uomo agire sull'uomo; mentre il Conscio e l'Inconscio si mescolano imperscrutabilmente in questa nostra imperscrutabile Vita; e la Necessit inesauribile circonda il Libero Arbitrio!
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Le armi dei Girondini sono la Filosofia politica, la Rispettabilit e l'Eloquenza. L'Eloquenza o la Rettorica che dir si voglia, d'un ordine veramente superiore; Vergniaud, per esempio, d al periodo una dolcezza che nessuno di quella generazione uguaglia. Le armi della Montagna sono quelle della semplice Natura: l'Audacia, l'Impetuosit che possono divenire Ferocia, come accade in uomini decisi nella loro risoluzione, nella loro convinzione; di uomini che veramente, in alcuni casi, come i Settembrizzatori, debbono vincere o morire. Il terreno che si deve disputare  la Popolarit: voi dovete cercare la Popolarit o cogli amici della Libert e dell'Ordine, o cogli amici della Semplice Libert; cercarla cogli uni e cogli altri, sventuratamente,  divenuto impossibile. Nella prima maniera, e in genere con le Autorit dei Dipartimenti, con quanti sono lettori dei Dibattiti parlamentari, ed hanno Rispettabilit e natura amante della pace e del danaro, l'ottengono i Girondini. Mentre col Patriota estremo, coi Milioni d'indigenti, e specialmente con la Popolazione di Parigi, la quale, pi che leggere, sente e vede, i Girondini la perdono e la Montagna l'acquista.
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Egoismo e grettezza di mente non mancano dall'una parte e dall'altra. Di certo la parte Girondina non ne  immune; infatti di essa l'istinto della propria conservazione troppo eminentemente dischiuso dalle circostanze, quasi le fa fare una triste figura; una certa finezza poi che arriva fino al sotterfugio e all'inganno si mostra di tratto in tratto. Sono uomini abili nella schermaglia avvocatesca, che hanno avuto il nome di Gesuiti della Rivoluzione (101); ma questo  veramente un nome troppo duro. Bisogna confessare inoltre, che questa rude e tempestosa Montagna ha in s il senso della Rivoluzione, di cui gli eloquenti Girondini sono completamente sprovvisti. Non fu fatta la Rivoluzione, non si combatt per essa contro tutto il mondo, per quattro duri anni, affinch una Formula potesse divenire sostanziale; affinch la Societ potesse divenire metodica, dimostrabile come logica; affinch la vecchia Nobilt con le sue pretese svanisse? O non deve la Rivoluzione apportare qualche raggio di luce, qualche lenimento a quei Venticinque Milioni che giacquero nelle tenebre, sotto un pesante fardello, fin che non si sollevarono, brandendo le picche? Nella peggiore ipotesi si penser che essa apporter loro una parte di pane per vivere.
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Vi  qua e l nella Montagna; nell'Amico del Popolo Marat; nello stesso Incorruttibile Verdemare, quantunque cos meschino e amante delle formule, un vivo sentimento di quest'ultimo fatto; - senza la quale nozione, ogni altra nozione in questo caso  nulla, e la pi eccelsa eloquenza del Foro  come la risonanza del bronzo, come il tintinno d'un cembalo. D'altra parte, molto pi freddo, molto pi sostenuto e obbiettivo  il tono dei Girondini verso "i nostri fratelli pi poveri"; - quei fratelli che spesso sono indicati sotto il nome collettivo di "masse", quasi non fossero persone, ma cumuli di materia combustibile ed esplodente atta a rovesciare le Bastiglie! In realt, un Rivoluzionario di questa specie non  forse un Solecismo? Un essere ripudiato dalla Natura e dall'Arte, meritevole solo d'essere schiacciato, di scomparire? Di certo pei nostri pi poveri fratelli di Parigi tutto questo patronato girondino  sinonimo d'uccisione e di morte: e quanto pi bello appare nella forma del dire e pi inconfutabile nella logica,  tanto pi falso, pi odioso nel fatto.
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Ora, senza dubbio, quando deve implorare la Popolarit, qui fra i nostri pi poveri fratelli di Parigi, il Girondino deve giuocare una difficile partita. Se egli si cattiva l'orecchio del pubblico rispettabile, a distanza, vi perviene insistendo sui fatti di Settembre e altro di simil genere; questo a spese di quella Parigi ove dimora per ora. Difficile perorare con un tal uditorio! Onde sorge la domanda: Non potremmo noi trasportarci fuori di questa Parigi? Due e pi volte s' tentato di farlo. Se non lo facciamo noi, pensa Gaudet, almeno potrebbero farlo i nostri Supplants. Giacch ogni Deputato ha il suo Supplant o Sostituto, che all'occorrenza prende il suo posto; non potrebbero costoro riunirsi, per esempio, a Bourges, quieta Citt episcopale, nel pacifico Berry, quaranta buone leghe? In questo caso, che guadagnerebbe il Sanculottismo di Parigi ad insultarci; quando noi potremmo raggiungere i nostri Supplants residenti tranquillamente a Bourges? Inoltre, anche le Primarie Assemblee Elettorali, pensa Gaudet, potrebbero essere riconvocate con la formazione d'una Nuova Convenzione, con nuovi mandati del Popolo Sovrano; e Lione, Bordeaux, Rouen, Marsiglia, finora citt di provincia, sarebbero ben liete di accoglierci per turno, e divenire un po' citt Capitali; cos s'insegnerebbe la ragione a questi Parigini.
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Rosei progetti, tutti mancati! Se sono decretati oggi nella foga di una logica eloquente, sono respinti clamorosamente domani a seguito di considerazioni pi ampie e pi passionali (102). Voi dunque, o Girondini, volete spezzettarci in separate Repubbliche; come gli Svizzeri, come i vostri Americani; in maniera che non vi sia pi una Metropoli, o una Nazione francese, indivisibile? La vostra Guardia Dipartimentale ha l'aria di tendere a questo! Una Repubblica Federale? Federalisti? Gli uomini e le donne operaie ripetono la parola Federalisti, con o senza significato del dizionario; ma seguitano a ripeterla, come si suol fare in tali casi, fin che il suo significato diviene quasi magico, atto ad indicare tutti i misteri dell'Iniquit; e la parola Federalista  divenuta una parola d'Esorcismo, un Apage, Satanas. Ma considerate inoltre qual "veleno per la pubblica opinione" fossero nei Dipartimenti i Giornali di Brissot, di Gorsas, di Caritat-Condorcet! e poi qual contravveleno, ancora pi letale, somministravano il Pre Duchesne di Hbert, il giornale pi brutale che siasi mai pubblicato sulla Terra; un Rougiff di Guffron; i "fogli incendiar di Marat!" Pi d'una volta, a seguito di lagnanze e dell'effervescenza che ne derivava, si decretava che la stessa persona non poteva essere Legislatore e Editore a un tempo; che doveva scegliere l'una o l'altra funzione (103). Ma anche questo decreto, che d'altra parte poco effetto potrebbe avere,  revocato o eluso, e non rimane che un pio desiderio.
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Intanto mirate, o Rappresentanti Nazionali, mirate il triste frutto della contesa tra gli amici della Legge e gli amici della Libert; una febbre d'ira e di gelosia s' sviluppata in tutta la Repubblica! Il Dipartimento, la Citt di Provincia si sono messi contro la Metropoli, il Ricco s' messo contro il Povero, il Culottico contro il Sanculottico, l'uomo contro l'uomo. Dalle Citt meridionali vengono indirizzi quasi di accusa, poich Parigi ha sofferto per lungo tempo la calunnia dei Giornali. Bordeaux chiede con enfasi un Regno della Legge e della Rispettabilit, mediante il Girondismo. Con enfasi si chiede Marsiglia la stessa cosa. Anzi, da Marsiglia vengono due Indirizzi; Girondino l'uno, Giacobino Sanculottico l'altro. L'ardente Rebecqui, nauseato di questo lavoro della Convenzione, s' fatto surrogare dal suo Sostituto e s' ritirato a casa; ma anche l, fra tanti dissensi, v' di che esserne stufo.
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Lione, Citt di Capitalisti e Aristocratici, si trova in una condizione anche peggiore: quasi in rivolta. Il Giacobino Chalier, Consigliere Municipale, alla lettera  venuto alle mani con Nivre-Chol, il Maire Modratin: uno dei vostri Maires moderati, aristocratico, forse, Realista o Federalista! Chalier, che and in pellegrinaggio a Parigi "per vedere Marat e la Montagna", ha veramente preso fuoco alla loro sacra ara, e il sei dello scorso Febbraio, la Storia o la Voce pubblica lo ha visto arringare i suoi Giacobini di Lione in maniera tutt'affatto trascendentale, con un pugnale sfoderato in mano; raccomandando (dicono) gli espliciti metodi di Settembre, poich la pazienza  stanca; i fratelli Giacobini dovrebbero improvvisamente, adoperare essi medesimi la Ghigliottina! Si pu ancora vederlo nelle Stampe: ritto sul tavolo, col piede in avanti, e il corpo contorto; un volto spelato, volgare, dai sopraccigli ricadenti, della specie canina nel suo aspetto infuriato; gli occhi sporgono dalle orbite; nella mano destra poderosa ha il pugnale brandito e a volte una pistola; mentre altri visi canini s'infiammano al di sotto di lui: - un uomo non destinato a finir bene! Pure, la Ghigliottina non fu improvvisata quel giorno "sul Ponte Saint-Clair" o altrove, ma seguit ad irrugginirsi nella sua soffitta (104). Nivre-Chol and attorno coi soldati al rombo del cannone, nella maniera pi confusa, e i novecento prigionieri non ricevettero alcun male. A tal punto  scompigliata Lione mentre i suoi cannoni rimbombano. Commissar della Convenzione debbono essere spediti col incontanente; ma saranno poi in grado di sedare il tumulto e lasciare la Ghigliottina nella sua soffitta?
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Considerate alfine se, in tutte queste folli discordanze delle citt meridionali e della Francia in genere, non vi sia una classe traditrice Crypto-Realista che guata e sorveglia; pronta ad emergere nel momento opportuno! E non v' pane, non v' sapone; mirate le donne Patriote che vendono lo zucchero al giusto prezzo di ventidue soldi la libbra! Cittadini Rappresentanti, sarebbe bene invero che le vostre querele finissero, e cominciasse il Regno della Felicit Perfetta.
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CAPITOLO 3.
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CRESCE L'ACREDINE.
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In complesso si pu dire che i Girondini vengano meno in tutto ci che dipende dalla loro buona volont. Essi pungono assiduamente la Montagna nei punti pi vulnerabili, per principio ed anche per Gesuitismo.
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Oltre Settembre, da cui ormai v' poco da cavare tranne effervescenza, discerniamo due piaghe che affliggono la Montagna: Marat e Orlans galit. Lo squallido Marat, per proprio conto e per la Montagna,  spesso assalito e additato alla Francia come un lercio e sanguinario portento, che incita al saccheggio delle botteghe; a onore e gloria della Montagna! La Montagna mormora, messa nell'imbarazzo; questo "Maximum del Patriottismo", deve essa riconoscerlo o sconfessarlo? Quanto a Marat personalmente, dominato dalla sua idea fissa, resta invulnerabile a tali cose; anzi l'Amico del Popolo evidentemente cresce d'importanza a misura che il suo protetto, il Popolo, si eleva. Non pi grida ora quando egli si reca a parlare; ma piuttosto degli applausi di tratto in tratto, progresso che genera fiducia. Il giorno in cui i Girondini proposero di "decretare la sua messa in accusa" (decret d'accusation,  la loro espressione), per quel Paragrafo di Febbraio "circa l'impiccagione di qualche Incettatore agli architravi delle porte", Marat propone che siano essi "decretati dementi" e nel discendere dalla Tribuna, lo si ode pronunciare queste parole punto parlamentari: "Les cochons, les imbciles! Porci, idioti!" Spesso egli gracida un aspro sarcasmo, perch la sua lingua  invero rozza e pungente, ed ha un profondo disprezzo per ogni apparenza gentile; una o due volte ride anche, o "scoppia a ridere, rit aux clats", delle arie gentili e raffinate di questi "uomini politici" Girondini, con le loro pedanterie, le loro plausibilit e le loro pusillanimit: "sono due anni", egli dice, "che voi non fate che lamentarvi di attacchi, di complotti, di pericoli da Parigi, e non avete per conto vostro neppure una graffiatura da mostrare" (105). - Danton lo riprende aspramente di tratto in tratto; ma egli  un Maximum del Patriottismo che non si pu n confessare n sconfessare!
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E la seconda piaga della Montagna  questo anomalo Monseigneur Uguaglianza Principe d'Orlans. Guardateli questi uomini, dice la Gironda; hanno un antico Principe Borbone in mezzo a loro: sono creature della Fazione dei d'Orlans, che vogliono creare Re Filippo; s' appena ghigliottinato un Re e gi un altro si mette al suo posto! I Girondini hanno fatto questa mozione, e Buzot l'ha fatta da tempo, per principio ed anche per gesuitismo, perch tutta la razza dei Borboni sia scacciata dal suolo di Francia, con questo Principe Egalit alla retroguardia. Mozioni che potrebbero produrre un certo effetto sul pubblico; - di cui la Montagna, messa nell'imbarazzo, non sa che farsi.
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E il povero d'Orlans galit, giacch si comincia ad aver compassione anche di lui, come deve regolarsi in questo caso? Sconfessato da tutti i partiti, rigettato e sballottato qua e l, verso quale angolo della Natura gallegger con profitto? A lui non resta nessuna speranza realizzabile; non altro che una speranza chimerica pu ancora affacciarsi in un barlume pallido e incerto, una speranza confusa che non  fatta per allietare o illuminare, - dal lato di Dumouriez; e, se non Orlans galit, logoro dal tempo, non potrebbe forse il giovane e fresco Chartres galit innalzarsi e diventare qualche cosa come un Re? Al riparo, se riparo pu dirsi, nei crepacci della Montagna, il povero galit attender: un rifugio nel Giacobinismo, un altro in Dumouriez e nella contro-rivoluzione, se non queste due probabilit? Intanto il suo sguardo, dice la signora Genlis,  divenuto cupo; triste a vedersi. Anche Sillery, il marito della Genlis, che aleggia intorno alla Montagna, non su di essa,  a mal partito. La signora Genlis  tornata a Raincy dall'Inghilterra, lasciando Bury St.-Edmuud, pochi giorni sono, con la giovane Mademoiselle galit a lei affidata; richiamata da galit - affinch Mademoiselle non fosse annoverata fra gli Emigrati e sottoposta allo stesso trattamento. Ma l'affare s'imbroglia. Genlis e la fanciulla debbono ritirarsi nei Paesi Bassi, aspettando alla frontiera per qualche settimana, fin che Monseigneur con l'aiuto dei Giacobini non venga a districarle. "Il mattino seguente", dice la signora Genlis, "Monseigneur, pi fosco che mai, mi dette il braccio per accompagnarmi alla carrozza. Io era assai turbata; Mademoiselle scoppi in lagrime; suo padre era pallido e tremante. Dopo che io ebbi preso posto, egli rimase immobile allo sportello della carrozza, con lo sguardo fisso su di me: uno sguardo mesto e pensoso che pareva implorasse piet. - "Adieu, Madame!" egli disse. Il suono alterato della sua voce mi scombussol tutta, senza essere in grado di pronunziare una parola; gli tesi la mano; egli la strinse forte; poi si volse, e dirigendosi bruscamente verso i postiglioni, fece loro un cenno, e partimmo" (106).
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Non mancano i Manipolatori della pace e ne citeremo due: l'uno fermo sulla corona della Montagna, l'altro non ancora fisso in un posto determinato: Danton e Barrre. L'ingegnoso Barrre, antico Costituente ed Editore venuto dai decliv dei Pirenei,  nel suo genere uno degli uomini pi utili di questa Convenzione. La verit pu essere in ambo le parti, in ogni parte, o in nessuna delle parti; amici miei, voi dovete dare e prendere, e dopo tutto, fortuna arrida alla parte che vincer! Questo  il motto di Barrre. Ingegnoso, quasi geniale, chiaroveggente, arrendevole, grazioso,  uomo che far fortuna. Belial nella riunione del Pandemonio appena riusciva pi plausibile all'occhio e all'orecchio. Uomo indispensabile, che si dice non abbia l'uguale nella grande Arte del Verniciatore. Avviene un'esplosione, come ne avvengono tante, una confusione amorfa, che nessuna lingua pu dire, nessun occhio pu vedere: affidatela a Barrre, Barrre sar relatore della Commissione; voi la vedrete allora mutarsi in una cosa regolare, divenir bella col progressivo miglioramento che le conviene. Senza un tal uomo, diciamo noi, come fa l'esagerato Mercier, "il pi grande bugiardo della Francia": anzi si pu supporre che non vi sia in lui tanto di verit da formare una vera bugia. Chiamatelo, con Burke, l'Anacreonte della Ghigliottina, e un uomo utile a questa Convenzione.
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L'altro Manipolatore della pace di cui facciamo parola  Danton. La pace, la pace tra noi! esclama spesso Danton: non siamo noi soli contro il mondo? non siamo noi una piccola schiera di fratelli? Il largo Danton  amato da tutta la Montagna; ma  ritenuto troppo semplice e alieno dal sospetto; egli s' frapposto tra Dumouriez e la censura, ponendo ogni cura a non esasperare il nostro solo Generale; nell'acuto tumulto, la voce forte di Danton si ripercuote per l'unione e per la pace. Vi sono riunioni, pranzi coi Girondini; l'unione  urgentemente necessaria. Senonch, i Girondini sono alteri e rispettabili; questo Titano Danton non  uomo di Formule, e ancora  su lui un'ombra di Settembre. "I vostri Girondini non hanno fiducia in me"; questa  la risposta che fa al conciliante Meillan; e ad ogni argomento, ad ogni esortazione di questo conciliante Meillan, egli ripete: "Ils n'ont point de confiance" (107). - Il tumulto diverr sempre pi acuto, la rabbia va divenendo livida.
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Infatti, quale angoscia pel cuore di un Girondino al primo affacciarsi della probabilit che quell'abbietta Montagna, sprovvista d'ogni spirito filosofico, anarchica, possa, dopo tutto trionfare! Dei brutali Settembrizzatori, un Tallien da quinto piano, "un Robespierre senza un'idea nella testa, senza un sentimento nel cuore", come dice Condorcet: intanto noi, il fiore della Francia, non possiamo star loro di contro; ecco che lo scettro ci abbandona; ci abbandona per passare a loro! L'Eloquenza, il Filosofismo, la Rispettabilit non valgono nulla: "contro la Stupidaggine anche gli Dei combattono inutilmente: "Mit der Dummheit kmpfen Gtter selbst vergebens!"
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Louvet leva acuti lamenti; tutta la sua fragile esistenza  acidificata dalla rabbia, dall'intuizione soprannaturale del sospetto. Il giovane Barbaroux  adirato e sprezzante. Silenziosa come una regina con l'aspide in seno, sta la moglie di Roland; i conti di Roland non vengono mai esaminati, e il suo nome diviene proverbiale. Tale  la fortuna della guerra, e specialmente della Rivoluzione. Il grande abisso di Tophet, e il 10 Agosto, si schiusero per la magia della vostra voce eloquente; ed ecco che ora la vostra voce non basta a chiuderli!  cosa pericolosa questa magia. Il Famulo del Mago s'impadron del Libro proibito e invoc un fantasma: Plat-il? che volete? disse il fantasma. Il Famulo, alquanto turbato, gli ordin di recare acqua: lo spirito celere ne rec, avendo una secchia in ciascuna delle mani; ma oib, non volle pi smettere! Il Famulo, disperato, lo sgrida, lo percuote, lo taglia in due; oib, due spiriti apportatori d'acqua sono all'opera; e la casa gallegger nel Diluvio di Deucalione.
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CAPITOLO 4.
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LA PATRIA IN PERICOLO.
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O piuttosto diremo: duri a lungo la guerra parlamentare; si sballottino, si strozzino i Partiti sopprimendosi, soffocandosi a vicenda nella solita incruenta maniera parlamentare; ma ad una condizione: che la Francia sia messa in grado di esistere intanto. Ma questo Popolo Sovrano ha una facolt digestiva, e non pu fare a meno del pane. Inoltre, siamo in guerra, e dobbiamo avere la vittoria; in guerra con l'Europa, col Destino e con la Fame: ed ecco che nella primavera dell'anno ogni vittoria ci abbandona.
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Dumouriez aveva estesi i suoi avamposti fino ad Aixla-Chapelle, e formulato il pi bel piano per piombare sull'Olanda, con lo strattagemma, coi battelli a fondo piano e con la rapida intrepidezza; e v'era riuscito fino a quel punto; ma sfortunatamente non pot riuscire ancora. Aix-la-Chapelle  perduta; Maestricht non si arrender al semplice fumo e al rumore; i battelli a fondo piano debbono lanciarsi di nuovo per rifare la via che hanno fatta. Siate fermi ora, siate rapidi, o uomini intrepidi e ritiratevi con fermezza come i Parti! Ohim, fosse colpa del Generale Miranda; fosse colpa del Ministro della Guerra; fosse colpa di Dumouriez e della Fortuna; basta, non v' altro che ritirarsi, - e magari non si dovesse fuggire; ch gi le coorti e i soldati sbandati, in preda al terrore, si precipitano, senza aspettare gli ordini. Flutto disastroso di diecimila uomini, che non si arrestano fin che non rivedono la Francia (108). E v' di peggio: lo stesso Dumouriez diviene forse segretamente un traditore?
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 molto acre il tono con cui egli scrive ai nostri Comitati. I Commissar e i Predicatori Giacobini hanno prodotto questo danno incalcolabile; Hassenfratz non manda n cartucce n abiti; abbiamo in apparenza le scarpe, ma "hanno la suola di legno e di cartone". Insomma, niente  in regola. Quando furono Commissar Danton e Lacroix ebbero bisogno d'unire il Belgio alla Francia; - del quale, Dumouriez avrebbe potuto fare il pi grazioso Ducato a suo segreto profitto! Tutte queste cose hanno fatto andare in collera il Generale, che ci scrive aspramente. Chi sa mai che sta meditando questo piccolo Generale cos ardente? Dumouriez Duca del Belgio o di Brabant, e il pi giovane galit Re di Francia: sarebbe la fine per la nostra Rivoluzione! - Il Comitato della Difesa osserva e scuote la testa. Chi, eccettuato Danton, alieno dal sospetto, potrebbe ancora sforzarsi ad aver fiducia?
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E il Generale Custine torna dalle contrade del Reno; la conquistata Magonza sar riconquistata; i Prussiani la circondano per bombardarla con le palle e le bombe. Magonza pu resistere. Il Commissario Merlin de Thionville "pu fare delle sortite alla testa degli assediati"; - resistere fino alla morte; ma non oltre di questa. Qual triste rovescio per Magonza! Il bravo Forster, il bravo Lux piantarono gli Alberi della Libert, al suono del a-ira, fra la neve dello scorso inverno; e istituirono Societ Giacobine, e incorporarono quel territorio alla Francia; poi vennero in Parigi, come Deputati o Delegati, ed ora hanno i loro diciotto franchi al giorno; ma ecco che prima che l'Albero della Libert sia tutto coperto di foglie, Magonza si muta in un cratere esplodente, che vomita fuoco, che  invaso dal fuoco!
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Nessuno di quegli uomini rivedr Magonza; vi sono venuti nient'altro che per morire. Forster ha fatto il giro del mondo; egli vide perire Cook sotto le clave ad Hawai; ma come questa Parigi non ha niente veduto o sofferto. La povert lo accompagna: niente gli pu giungere da casa, tranne che le novelle di Giobbe; i diciotto franchi al giorno, che "percepiamo" qui con difficolt come Deputati o Delegati, sono in assegnati, il cui valore decade rapidamente. La povert, la delusione, l'inazione, la censura spezzano a poco a poco quel cuore generoso. Tale  la sorte di Forster. Del resto, la Demoiselle Throigne vi sorride nelle Soire: "un bel volto dai riccioli bruni", un carattere esaltato; ella trova il modo di tenere carrozza. Il Prussiano Trenck, il povero Barone sotterraneo, parla in gergo e si bisticcia in una maniera non melodiosa. La faccia di Tommaso Paine  arrossata dalle pustole, "ma gli occhi brillano straordinariamente". I Deputati della Convenzione v'invitano a pranzo molto cortesemente, e tutti giuochiamo a plumpsack (109).  "l'Esplosione, la Nuova creazione d'un Mondo", dice Forster, "e i suoi attori, esseri piccoli, meschini, vi ronzano intorno come un pugno di mosche".
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Inoltre vi  guerra con la Spagna. La Spagna s'avanza fra le gole dei Pirenei, col fruscio delle bandiere borboniche; minacciosa, con la sua artiglieria risonante. L'Inghilterra ha indossato l'abito rosso, e marcia con l'Altezza Regale di York, - che si voleva una volta invitare ad essere il nostro Re. Ora s' cambiato pensiero; e sempre pi si va cambiando; fin che niente sar pi odioso sulla Terra d'un cittadino di quell'Isola tirannica; e Pitt sar dichiarato e decretato con effervescenza, "l'ennemi du genre humain, il nemico del genere umano"; e, quel ch' pi strano,  l'ordine che nessun Soldato della Libert dia quartiere a un Inglese. Al quale ordine, per altro, il Soldato della Libert obbedisce solo in parte. Noi dunque non faremo prigionieri, dicono i Soldati della Libert; quelli che prenderemo dovranno essere tutti "disertori" (110).  un ordine insensato, soggetto a molti inconvenienti poich  naturale, se voi non date quartiere, vien di conseguenza che neppur voi ne abbiate; e cos la cosa prender delle proporzioni immense. - Il nostro reclutamento di Trecentomila uomini, "forza decretata per quest'anno", probabilmente avr sulle braccia molto lavoro.
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Tanti nemici vengono avanti circondandoci: penetrano attraverso le gole dei monti, veleggiano sul mare salato, verso ogni punto del nostro territorio; agitando le catene contro di noi. Inoltre, peggiore di tutti v' un nemico proprio nell'interno del nostro territorio. Nei primi di Marzo i Sacchi postali di Nantes non arrivano; in loro vece arrivano Congetture, Apprensioni, Presagi di Rumore. E i presagi si appalesano veri. Quella Gente fanatica della Vandea non vuole pi sopportare il giogo: il fuoco dell'insurrezione, finora dissipato con difficolt, divampa un'altra volta, dopo la Morte del Re, come una vasta conflagrazione: non  la rivolta,  la guerra civile. I vostri Cathelineau, i vostri Stoffet, i vostri Charrette sono tutt'altri uomini che non si credeva: guardate come i loro Contadini vestiti dei loro abiti rustici, con armi rustiche, grossolanamente abbigliati, in preda alla loro fantastica frenesia gaelica, con un selvaggio grido di battaglia di Dio e il Re, si scagliano su di noi come un turbine fosco, e generando il panico nei nostri Nazionali meglio disciplinati, li riducono al Sauve-qui-peut! Guadagnano terreno di volta in volta; chiss dove si andr a finire! Il Comandante Santerre  mandato col; ma senza niun effetto; sarebbe valso lo stesso che fosse tornato a manipolare la birra.
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 divenuto perentoriamente necessario che una Convenzione Nazionale cessi di discutere, e cominci ad agire. Ceda un Partito all'altro, e faccia presto. Non si tratta pi di previdenza teorica; ma d'una rovina certa, imminente, cui bisogna riparare oggi stesso.
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Fu l'8 Marzo di Venerd che questo terribile messaggio di Dumouriez, preceduto e scortato da un'infinit di altri tristi messaggi, giunse alla Convenzione Nazionale. La pi parte dei volti impallidiscono. Poco monta che i nostri Settembrizzatori siano puniti o vadano impuniti, se Pitt e Coburg s'avanzano, per venire a punire noi tutti; nulla v' ora tra Parigi e il tiranno tranne che l'infido Dumouriez, e degli eserciti che si ritirano rumorosamente, all'impazzata! - Il Titano Danton si leva in quest'ora, come sempre nell'ora del bisogno. Grande  la sua voce che risuona nelle volte: - Cittadini Rappresentanti, in questa crisi fatale, non metteremo noi da parte la discordia? La reputazione: oh, che cosa  mai la reputazione di questo o quell'uomo? "Que mon nom soit fitri; que la France soit libre: Sia infamato il mio nome; ma sia libera la Francia!"  mestieri che la Francia risorga, per una vendetta pronta, col suo milione di braccia, col suo cuore, come un sol uomo. Sia istantaneo il reclutamento in Parigi; che ogni Sezione di Parigi fornisca le sue migliaia d'uomini; ogni Sezione della Francia!
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Novantasei Commissar presi dal nostro seno, due per ogni Sezione delle Quarantotto, debbono partire incontanente e dire a Parigi ci che il Paese le richiede. Altri Ottanta di noi vadano in gran fretta per tutta la Francia a spandervi la croce di fuoco, a fare appello alla forza degli uomini. Che gli Ottanta partano prima che finisca questa seduta. Vadano, rendendosi ben conto della loro missione. Occorre prontamente un campo di Cinquantamila uomini tra Parigi e la frontiera del Nord; perch Parigi l'inonder dei suoi volontari! Spalla contro spalla; una sfida mortale, universale e forte, sorga ed echeggi, e noi ricacceremo indietro questi Figli della Notte; e la Francia sar libera, a dispetto del Mondo! (111) - Cos risuona la voce del Titano: in tutte le sedi delle Sezioni, in tutti i cuori di Francia. Le Sezioni siedono a permanenza pel reclutamento e l'arruolamento quella stessa notte. I Commissari della Convenzione, su rapide ruote, trasportano la croce di fuoco di citt in citt fin che tutta la Francia sia infiammata.
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E cos sul palazzo civico sventola la bandiera della Patria in Pericolo, alla sommit della Cattedrale Notre-Dame  la Bandiera Nera; vi  proclamazione, eloquenza ardente; Parigi si scaglia impetuosa per abbattere i suoi nemici. Che in queste emergenze Parigi non fosse di dolce umore,  facile immaginarlo. Le vie sono in fermento, specie intorno la Salle de Mange! La Terrazza dei Feuillants si popola di Cittadini adirati e di Cittadine pi adirate ancora; Varlet va in giro con una sedia portatile: escandescenze senza misura contro i perfidi Hommes d'tat tutti parolai, amici di Dumouriez, amici segreti di Pitt e di Coburg, prorompono dai cuori e dalle labbra degli uomini. Combattere il nemico? S, e anche "ghiacciarlo di terrore, le glacer d'effroi": ma prima ottenere che i Traditori domestici siano puniti! Chi sono coloro che facendo da critici e bisticciandosi, nella loro gesuitica maniera da ultra-moderati, cercano d'inceppare il movimento patriottico? coloro che dividono la Francia contro Parigi, e avvelenano la pubblica opinione nei Dipartimenti? coloro che, quando chiediamo il pane e la tassazione d'un prezzo massimo, ci minacciano con conferenze sul Libero Commercio dei grani? Pu lo stomaco umano soddisfarsi con le conferenze sul Libero Commercio, e dobbiamo noi combattere gli Austriaci con la moderazione o con la violenza? Questa Convenzione dev'essere purgata.
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"Istituite un Tribunale esecutivo pei traditori, un Maximum pei Grani", dicono con energia i volontari patrioti, mentre sfilano attraverso l'Aula della Convenzione, volando verso le frontiere; - perorando con quella loro vena eroica come tanti Cambise; fra gli applausi delle Gallerie e della Montagna, e il mormorio della Destra e della Pianura. N mancano i prodigi: ohib! Mentre un Capitano della Sezione Poissonnire perora con veemenza su Dumouriez, sul Maximum e sui Traditori Crypto-Realisti e la sua truppa gli fa coro, con la Bandiera che ondeggia sulle loro teste, l'occhio d'un Deputato discerne in quella stessa Bandiera, che le sue cravates o pennoncelli hanno il giglio regale! Il Capitano della Sezione si pone ad urlare; urla la sua truppa presa d'orrore, e la "Bandiera  calpestata sotto i piedi".  forse l'opera d'un complotto Crypto-realista?  molto probabile (112); ma chi sa poi che non sia quella una vecchia Bandiera della Sezione, manifatturata prima del Dieci Agosto, quando quei pennoncelli andavano cos fatti? (113)
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La Storia, esaminando le Memorie dei Girondini, ansiosa di districare la verit dal viluppo di fatti convulsivi, trova che quei giorni di Marzo, e specialmente quella domenica del Dieci Marzo, rappresentano una gran parte. Complotti, sempre complotti; un complotto per assassinare i Deputati Girondini; gli Anarchici e i Realisti segreti complottano, con un concerto infernale, per questo scopo! E tutto ci, in massima parte,  isterismo. Ci che troviamo incontestabile  che Louvet e alcuni Girondini, immaginando di poter essere assassinati il Sabato, non andarono alla seduta della sera; ma, consigliandosi a vicenda, ciascuno incitava l'altro a prendere una risoluzione e finirla con questi Anarchici; per tutta risposta Ption apr la finestra, ed osservando che la notte era piovosa, non fece che dire: "Ils ne feront rien", e, ripreso tranquillamente il suo violino, dice Louvet (114), con una dolce melodia lidia si distraeva dai pensieri che lo divoravano. Louvet si credeva esposto ad essere ucciso; e parecchi Girondini andarono a dormire fuori di casa, credendo di poter essere uccisi; ma ci non avvenne. In seguito, a dir vero, il Giornalista Deputato Gorsas, avvelenatore dei Dipartimenti, e il suo Editore ebbero le loro case invase dai Patrioti tumultuanti, fra cui Varlet dal berretto rosso e l'Americano Fournier s'intravedono nell'oscurit, sotto la pioggia, nel tumulto. La moglie di Gorsas e quella del tipografo si dettero in preda allo spavento; le macchine, i caratteri e gli altri oggetti furono distrutti; mentre nessuna delle Autorit interveniva a tempo, e Gorsas fuggiva con la pistola in mano su pel ciglione del muro di dietro. La dimane, Domenica, le strade erano pi che mai agitate, non essendo giorno di lavoro. Preparano dunque un nuovo Settembre questi Anarchici? Eppure nessun Settembre si ripetette - mentre la nervosit, naturale del resto, aveva raggiunto il colmo (115).
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Vergniaud denunzia e deplora, con periodi ben torniti. La Sezione Bonconseil, cosidetta Buon-consiglio, non Mauconseil o Mal-consiglio, com'era detta un tempo. - fa una cosa anche pi notevole: chiede che Vergniaud, Brissot, Guadet e altri denunzianti Girondini bei parlatori, nel numero di Ventidue, siano dichiarati in arresto! La Sezione del Buon-consiglio, cos chiamata dal Dieci di Agosto,  aspramente rimbeccata, come una Sezione del Mal-Consiglio (116): ma la sua parola  detta, e non andr perduta.
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Infatti, una cosa ci colpisce di questi poveri Girondini: la loro fatale vista corta; anzi la loro fatale povert di carattere, poich questa ne  la causa. Essi sono come stranieri pel Popolo che vorrebbero governane; per la cosa onde sono venuti a prestare la loro opera. Formule, Filosofia, Rispettabilit, tutto ci che  stato scritto nei Libri, e accettato dalle Classi colte: questo Schema inadeguato dell'opera della Natura  tutto ci che la Natura, bene o male, pu rivelare a quegli uomini. Cos essi perorano e meditano, e fanno appello agli Amici della Legge quando la questione non  la Legge o la mancanza della Legge, ma  questione di Vita o di Morte. Sono i Pedanti della Rivoluzione, se non i suoi Gesuiti. Il loro Formalismo  grande; grande  anche il loro Egoismo. La sollevazione della Francia per combattere l'Austria ha avuto origine soltanto dal complotto del Dieci Marzo per uccidere Ventidue di loro! Questa Rivoluzione Prodigio, che assume statura e articolazioni terrorizzanti, per le sue proprie leggi e quelle della Natura, non per le leggi di una Formula,  divenuta inintelligibile, incredibile come un'impossibilit, il "vasto caos d'un Sogno".
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Una Repubblica fondata su quella che essi chiamano Virt, e noi chiamiamo Decenza e Rispettabilit: questo essi vogliono, nient'altro che questo. Qualunque altra Repubblica mander la Natura o la Realt, sar considerata come non mandata; come una specie d'Incubo, di visione Notturna, come una cosa che non esiste; sconfessata dalle Leggi della Natura e dalla Formula. Ohim! fosca pei migliori occhi  questa Realt; e quanto a questi uomini, essi non vorranno vederla cogli occhi, ma solo "attraverso il prisma" della Pedanteria, della Vanit ferita, che producono lo spettro pi portentosamente fallace. Accusando e lamentandosi sempre di Complotti e d'Anarchia, faranno una sola cosa: daranno la prova della dimostrazione che la Realt non si pu tradurre nella loro Formula; che essi e la Formula sono incompatibili con la Realt; e che nel suo impeto tenebroso, la Realt estinguer questa e quelli! Tutto ci che un uomo percepisce pu fare. Ma il principio della condanna d'un uomo avviene quando la facolt di vedere gli  tolta, quando egli non vede la realt, ma un falso spettro della realt; e, seguendo questo, s'avanza nel buio, con pi o meno velocit, gi nelle Tenebre pi profonde; verso la Ruina che  il gran Mare delle Tenebre, ove tutte le falsit per vie dirette e indirette affluiscono di continuo!
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Questo Dieci di Marzo possiamo segnarlo come un'epoca nei destini dei Girondini; tanto la collera s' esasperata; tanto i loro malintesi si sono addensati. Molti disertano i seggi: molti vi giungono armati (117). Un onorevole Deputato, uscendo di casa dopo colazione, deve ora, prima di prendere le sue Note, vedere se la sua Pistola  in ordine.
Frattanto, per Dumouriez, nel Belgio, le cose vanno di male in peggio. Fosse ancora per colpa del Generale Miranda o di qualche altro, non v' pi dubbio, - la "Battaglia di Nerwinden"  stata perduta il 18 Marzo; e la nostra rapida ritirata  divenuta anche troppo rapida. Il vittorioso Coburgo, coi suoi Cacciatori a cavallo austriaci, pende come una fosca nube sulla nostra retroguardia. Dumouriez non smonta da cavallo n giorno n notte; combattimento ogni tre ore; il nostro Esercito preda alla rabbia, al sospetto, e sauve-qui-peut! E, quanto a Dumouriez, quali possono essere i suoi intenti? Malvagi, presumibilmente, e non caritatevoli! I suoi dispacci al Comitato denunziano apertamente una Convenzione faziosa, alla quale attribuisce i guai della Francia e i suoi. E nei suoi discorsi - poich il Generale non ha reticenze! - questo Dumouriez chiama l'esecuzione del Tiranno, l'Omicidio del Re. Danton e Lacroix, che piombano col come Commissar ancora una volta, ne ritornano assai dubbiosi; anche Danton comincia a dubitare.
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Tre Emissar Giacobini, Proly, Dubuisson, Pereyra, si sono spinti sul luogo, spediti dalla vigilante Societ-Madre; e sono rimasti muti dallo stupore nel sentir parlare il Generale. La Convenzione, a parere di questo Generale, consta di Trecento birbanti e Quattrocento imbecilli. La Francia non pu fare a meno d'un Re. "Ma noi abbiamo giustiziato il nostro Re". "E che m'importa", si affretta a dichiarare Dumouriez, il Generale senza reticenze, "che il suo nome sia Ludovicus o Jacobus?". "O Philippus?", aggiunge Proly; - e si affretta a recare le nuove. Tale  la speranza alle Frontiere.
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CAPITOLO 5.
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IL SANCULOTTISMO ARMATO.
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Vediamo, intanto, se il grande Sanculottismo interno, e la Rivoluzione Prodigio s'agita e cresce: l e non altrove pu esservi ancora speranza per la Francia. La Rivoluzione Prodigio, mentre un Decreto dopo l'altro esce dalla Montagna come un Fiat creatore, concordante con la natura della Cosa, - si sviluppa rapidamente in questi giorni, raggiungendo una statura terrorizzante, in tutte le sue articolazioni, a membro a membro. Nel decorso mese di Marzo del 1792, vedemmo tutta la Francia che in fermento, presa da un terrore cieco, chiudeva le barriere delle citt; bolliva la pece pei Briganti: pi felice questo Marzo in cui il terrore  visibile; in cui esiste una Montagna creatrice, che pu dire Fiat! Il reclutamento procede con una celerit furiosa; nondimeno i nostri Volontar esitano a partire fin che il Tradimento non sia punito in patria; essi non volano alle frontiere; ma vanno di qua e di l investigando e denunziando. La Montagna deve pronunziare un nuovo Fiat, ancora altri Fiat.
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E non  questo che fa? Prendete come primo esempio quei Comits Revolutionnaires per l'arresto delle Persone Sospette. Comitati Rivoluzionar di Dodici Patrioti scelti siedono in ogni Comune della Francia; con le attribuzioni di esaminare i Sospetti, di ricercare le armi, di fare delle visite domiciliari e degli arresti - avendo cura, in genere, che la Repubblica non abbia a subire nessun nocumento. Scelti dal suffragio universale, ciascuno nella sua Sezione, sono una specie di elisir del Giacobinismo; circa Quarantaquattromila di loro vegliano e s'adoperano in tutta la Francia! In Parigi e in tutte le Citt, su ogni porta di casa debbono esservi scritti a stampa in maniera leggibile i nomi degli inquilini, "ad un'altezza non maggiore di cinque piedi dal suolo"; ogni Cittadino deve produrre il suo certificato, Carte de Civisme, firmata dal Presidente della Sezione; ogni individuo dev'essere pronto a render conto della sua fede. Le Persone Sospette farebbero bene a lasciare questo Suolo della Libert! Eppure anche la partenza  un male; tutti gli Emigrati sono dichiarati Traditori, e la loro propriet diviene Nazionale; essi sono "morti per Legge", - salvo che, per nostro comodo, essi debbono, "secondo la Legge, vivere altri cinquant'anni"; e qualunque eredit potesse toccar loro in quel tempo, diverrebbe anche Nazionale! Una vitalit folle di Giacobinismo, con Quarantaquattromila centri di attivit, circola per tutte le fibre della Francia.
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Inoltre, assai notevole  il Tribunal Extraordinaire (118) decretato dalla Montagna; mentre alcuni Girondini ne dissentono, poich una tal Corte  senz'altro contraria ad ogni formula, - altri Girondini l'approvano, anzi vi prestano la loro collaborazione, giacch non dobbiamo noi tutti odiare i Traditori, o popolo di Parigi? - Il Tribunale dei Diciassette dell'autunno scorso era rapido; ma questo dev'essere pi rapido. Cinque Giudici; un Giur permanente, nominato da Parigi e dai dintorni, senza indugio nella sua nomina: non soggetto ad Appello; quasi senza ogni forma Legale; "essi debbono convincersi" nella maniera pi pronta; e per maggior sicurezza, sono obbligati "a votare ad alta voce, facendosi udire dal Pubblico di Parigi". Tale  il Tribunal Extraordinaire; che in pochi mesi, assumendo l'azione pi viva, sar intitolato Tribunal Rvolutionnaire; come invero, fin dall'inizio, s' intitolato da s; con un Herman o un Dumas per Presidente, con un Fouquier-Tinville per Procuratore Generale e con un Giur di Cittadini pari a quel Leroi, che s' soprannominato Dix-Aot, "Leroi Dieci Agosto": un Tribunale che diverr la meraviglia del mondo. Con questo il Sanculottismo s' foggiata una Spada Tagliente, un'arma magica, immersa nelle acque infernali dello Stige; contro la cui lama ogni arma, ogni difesa della forza o del valore si spunta; essa abbatter Vite, abbatter Porte di bronzo, e il suo ondeggiare diffonder il terrore nell'anima degli uomini.
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Ma, parlando di un Sanculottismo amorfo che assume una forma, non dovremmo prima di tutto specificare come l'Amorfo acquista una Testa? Lasciando la metafora, questo Governo Rivoluzionario procede in una maniera delle pi anarchiche. V' un Consiglio Esecutivo dei Ministri, nel numero di Sei; ma essi, specialmente dopo il ritiro di Roland, quasi non hanno saputo se erano eppur no Ministri. I Comitati della Convenzione hanno autorit suprema su di loro; ma ognuno di questi Comitati  supremo come gli altri: Comitato dei Ventuno, della Difesa, di Sicurezza Generale: simultanei o successivi, per attribuzioni specifiche. La sola Convenzione  onnipotente, - specialmente se la Comune va con essa; ma  troppo numerosa come corpo amministrativo. Onde, in questa pericolosa e turbinosa condizione della Repubblica, prima della fine di Marzo otteniamo il nostro piccolo Comit de Salut public (119); che ha lo scopo apparente del disbrigo di cose varie richiedenti speditezza; - e quello reale di esercitare una sorveglianza universale, e d'imporre una universale soggezione. Questi uomini del nuovo Comitato debbono fare un rapporto settimanale; ma debbono deliberare in segreto. Il loro numero  di Nove, tutti Patrioti decisi, compreso Danton; rinnovabili ogni mese; - ma perch non rieleggibili quando si comportano bene? Il pi bello  che non sono che nove e che siedono in segreto. In sulle prime appare una cosa insignificante questo Comitato; ma ha in s un principio di sviluppo! Spinto dalla fortuna, e per via della energia interna dei Giacobini, finir col ridurre tutti i Comitati e la Convenzione medesima ad una muta obbedienza, i Sei Ministri a sei Impiegati assidui; e far la sua volont sulla Terra e sotto il Cielo, per un certo tempo. Un "Comitato della Salute Pubblica", che fa ancora rabbrividire e fremere d'orrore il mondo.
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Se dobbiamo chiamare quel Tribunale Rivoluzionario una Spada di cui s' provveduto il Sanculottismo, possiamo pur chiamare la "Legge del Maximum" un Sacco di provvigioni o uno Zaino, in cui bene o male pu trovarsi qualche razione di pane.  vero: l'Economia Politica, il Libero Commercio dei Girondini, ed ogni legge di offerta e dimanda, sono mandate per aria; ma che fare? Il Patriottismo deve vivere "e la cupidigia dei produttori", a quel che pare, non ha pi viscere. Onde questa Legge del Maximum, che fissa il pi alto prezzo dei grani, s' fatta passare con infiniti sforzi (120); e si estender gradualmente fino ad ottenere un Maximum per ogni genere di commestibili e di merci; con quante lotte e sconvolgimenti si pu immaginarlo! Ma supponiamo che il produttore non voglia vendere. In questo caso sar costretto a vendere. Un conto accurato della quantit di grano che egli ha, sar presentato alle Autorit Costituite; facendogli intendere di non dichiararne troppo, perch in questo caso i suoi fitti, le tasse e le contribuzioni si eleverebbero in proporzione; facendogli intendere di non dire troppo poco, perch in un dato giorno, poniamo che sia in Aprile, meno di un terzo della quantit dichiarata deve rimanere nei suoi granai, e pi dei due terzi debbono essere battuti e venduti. Lo si pu denunciare e condannare.
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In tale confuso sovvertimento di tutte le relazioni commerciali, il Sanculottismo alimenter la sua vita; dacch non  possibile fare altrimenti. Tutto sommato, come dice una volta Camille Desmoulins, "mentre i Sanculotti si battono, i Signori debbono pagare". Cos vengono gli Impts progressifs, Imposte Progressive, che assorbono, con una velocit sempre crescente, la "rendita esuberante" delle persone; al disopra di 50 sterline all'anno, non siete esente; a cento sterline, sanguinate abbastanza; da mille a diecimila, il vostro sangue scorre a fiotti. Vengono anche le Requisizioni; il "Prestito Forzoso d'un Miliardo", un Cinquanta Milioni di sterline; e coloro che posseggono debbono prestare. Fatto senza esemp: questo  divenuto un paese impossibile pel Ricco, ma conveniente pel Povero! Eppure se si fugge, a che serve? Morto per Legge, ma mantenuto in vita ancora cinquant'anni, pel loro maledetto beneplacito. In questo modo si va innanzi; tutto sovvertendo, al grido di a-ira; - inoltre vi sono vendite senza fine delle Propriet Nazionali degli Emigrati; vi  Cambon con una cornucopia infinita di Assegnati. Il Commercio e le Finanze del Sanculottismo e la maniera da esso escogitata col maximum e le code dai Fornai, con la Cupidigia, la Fame, le Denunzie e la Carta moneta per condurre la sua vita galvanica, e il principio e la sua fine, - costituiscono il pi interessante Capitolo dell'Economia Politica, ancora da scriversi.
Tutte queste cose non sono chiaramente contro la Formula? O amici Girondini, non  una Repubblica di Virt che noi costituiamo; ma soltanto una Repubblica della Forza, virtuosa e altro!
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CAPITOLO 6.
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IL TRADITORE.
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E Dumouriez col suo Esercito fuggitivo, col suo Re Ludovicus o Re Philippus? L  la crisi; l pende il quesito: Rivoluzione-Prodigio, o Contro-Rivoluzione? - Un alto grido si spande per tutta quella regione del Nord-Est. I soldati, pieni di rabbia, di sospetto e di terrore, affluiscono qua e l. Dumouriez, l'uomo dai molteplici consigli, che mai smonta da cavallo, non conosce ormai nessun consiglio che non sia peggio che niente: come, per esempio, il consiglio di unirsi a Coburg, marciare su Parigi, estinguervi il Giacobinismo, e con un Re Ludovico o Filippo ristabilirvi la Costituzione del 1791! (121)
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La Saggezza abbandona dunque Dumouriez? L'Araldo della Fortuna lo lascia? I Principii, la fede politica o altro, oltre a una certa fede di caserma, all'onore d'ufficiale, non lo dovevano abbandonare. In ogni modo i suoi quartieri nel Borgo di Saint-Amand; i suoi quartieri generali nel Villaggio di Saint-Amand des Boues, a breve distanza - sono divenuti un Manicomio. Rappresentanti Nazionali, Missionar Giacobini corrono a cavallo: delle "tre Citt", Lille, Valenciennes e anche Cond che Dumouriez voleva prendere per proprio conto, nessuna pot esser presa; il vostro Capitano  ammesso, ma la Porta della citt gli vien chiusa dietro, e poi, purtroppo, anche la porta della Prigione, e "i suoi uomini gironzano intorno ai bastioni". I Corrieri galoppano a perdifiato; gli uomini attendono o hanno l'aria di attendere il momento d'assassinare o essere assassinati; Battaglioni resi quasi frenetici dal sospetto e dalla incertezza, vanno di qua e di l gridando Vive la Rpublique e Sauve-qui-peut; - la Rovina e la Disperazione sotto le spoglie di Coburg sono accampate ivi presso.
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La Dame Genlis e la sua bella Principessa d'Orlans trovano che questo Borgo di Saint-Amand non  pi luogo per loro; giacch la protezione di Dumouriez  peggio che nulla. La tenace Genlis, una delle donne pi resistenti; una donna che ha per cos dire nove vite in s; che nulla vale ad abbattere, fa il suo bagaglio; di certo per fuggire in segreto. Lascier qui la sua amata Principessa col Principe Chartres Egalit suo fratello. In un mattino freddo e grigio noi la troviamo gi adagiata in una vettura da nolo sulla via di Saint-Amand; i postiglioni proprio allora facevano schioccare la frusta per partire, - quando ecco che il giovane Principe Fratello giunge trafelato, e s'affretta a chiamarla, recando la Principessa, nelle sue braccia! In un attimo egli aveva presa la giovinetta, in veste da camera come si trovava, non salvando nessuno dei suoi effetti, eccettuato l'orologio che era al capezzale: con disperazione fraterna, egli la lancia fra i bauli nella carrozza della Genlis: Non la lasciate, per carit, in nome della Piet e del Cielo! - Scena commovente, ma di breve durata: i postiglioni fanno schioccare la frusta, e via. Ma dove vanno? Attraverso vie fuori mano, per sentieri sperduti su pei monti; costretti a cercarsi la via con le lanterne, a notte chiusa; incontro a pericoli, agli Austriaci di Coburg, a Guardie Nazionali francesi sospettose: alfine giungono in Isvizzera; salve, ma quasi senza quattrini (122). Il bravo giovane galit s'aspetta una Dimane assai terribile, ma almeno ormai  solo a doverla sopportare.
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Poich, invero, lass in quel Villaggio chiamato dei Bagni di fango, Saint-Amand des Boues, le cose vanno sempre peggiorando. Verso le quattro pomeridiane del Marted 2 Aprile 1793, due Corrieri vengono di galoppo, come se si trattasse della vita: Mon Gnral! Quattro Rappresentanti Nazionali, con alla testa il Ministro della Guerra, vengono colla vettura postale a questa volta, da Valenciennes; sono qui presso, - e con quali intenti si pu indovinarlo! Mentre i Corrieri stanno ancora parlando, il Ministro della Guerra e i Rappresentanti Nazionali, col vecchio Camus l'Archivista per principale oratore giungono. Mon Gnral ebbe appena il tempo di ordinare al Reggimento degli Ussari di Berchigny di allinearsi ed attendere l vicino in caso d'accidente. E cos entra il Ministro della Guerra Beurnonville, che lo abbraccia amichevolmente, da vecchio amico; entra l'Archivista Camus e seguono gli altri tre.
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Essi gli mostrano degli Atti, che invitano il Generale alla sbarra della Convenzione, semplicemente per dare alcune spiegazioni. Il Generale trova questo inopportuno, per non dire impossibile, e che "il servizio ne soffrirebbe". Allora si viene a ragionare; la voce del vecchio Archivista si fa pi forte; ma  vano far la voce grossa con questo Dumouriez; egli non fa che rispondere con delle insolenze. E cos, in mezzo ad ufficiali di Stato Maggiore piumati dall'aspetto fosco, nel pericolo e nella incertezza, questi poveri messaggeri Nazionali discutono e si consultano, si ritirano e rientrano per lo spazio di circa due ore: inutilmente. Sicch l'Archivista Camus, a voce molto alta, dichiara nel nome della Convenzione Nazionale, da cui  autorizzato, che il Generale Dumouriez  in arresto: "Volete voi obbedire al mandato Nazionale, Generale?" "Pas dans ce moment-ci. Non in questo momento", risponde il Generale anche a voce alta; poi lanciando un'occhiata dall'altra parte, pronunzia certi vocaboli sconosciuti in tono di comando: a quel che pare, una parola d'ordine in tedesco (123). Gli Ussari s'impadroniscono dei Quattro Rappresentanti Nazionali e di Beurnonville, il Ministro della Guerra, e li trasportano fuori dell'appartamento, fuori del Villaggio, di l dalle linee a Coburg, in due carrozze, quella stessa notte, - come ostaggi prigionieri; per andare a giacere lungamente a Maestricht e nelle fortezze austriache! (124) Jacta est alea.
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Questa notte Dumouriez stampa il suo "Proclama"; questa notte e la dimane l'Esercito di Dumouriez, nell'oscurit visibile, in preda alla rabbia, alla disperazione in cui si trova, mediter, su quello che fa il Generale, su quello che essi medesimi stanno facendo. Giudicate se il Mercoled fosse una giornata dolce per tutti! Per il Gioved mattina, scorgiamo Dumouriez con una piccola scorta, con Chartres galit e pochi ufficiali dello Stato Maggiore, che vanno al piccolo trotto lungo la strada di Cond; forse son diretti a Cond, per cercare di persuadere la Guarnigione di quel luogo; in ogni caso vanno per una intervista con Coburg, che aspetta nel bosco, a seguito d'un appuntamento preso. Presso il Villaggio di Doumet, tre Battaglioni Nazionali, un'accolta d'uomini sempre piena di Giacobinismo, ci passa rapidamente dinanzi; marciando piuttosto alla svelta, e a quel che pare, prendendo per errore una via, il cui percorso non era stato da noi ordinato. Il Generale smonta da cavallo e si ferma in una capanna, un po' discosto dalla via per dar loro un ordine scritto.
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Ma ascoltate! che strano brontolo si ode, che specie di latrati, che alte grida di "Traditori, fermatevi!". I Battaglioni Nazionali hanno girato intorno e fanno fuoco! A cavallo, Dumouriez, e via di corsa, ch ne va la vita! Dumouriez e lo Stato Maggiore danno di sprone con tutta la forza; saltano fossi, e via pei campi che poi si trovano essere paludi, si dibattono, affondano per salvarsi la vita, mentre fischiano al loro orecchio le maledizioni e le palle. Affondano fino alla cintola, con o senza cavalli, dopo che parecchi servi sono stati uccisi, sfuggono alle fucilate, rifugiandosi nei quartieri austriaci del Generale Mack. Il giorno seguente tornano a Saint-Amand e dal fedele straniero Berchigny; ma a che giova? L'Artiglieria s' tutta rivoltata e si dirige col suo strepito verso Valenciennes; tutti si sono rivoltati, tutti si rivoltano; eccettuato lo straniero Berchigny, col meschino numero di circa millecinquecento individui, poich nessuno vuol seguire Dumouriez contro la Francia e la Repubblica Indivisibile: Dumouriez non ha pi nulla a fare. (125)
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V' un tale istinto di Patriottismo e di Sanculottismo in quegli uomini, che non seguiranno n Dumouriez n Lafayette, n alcun mortale su tale via. Si pu gridare Sauve-qui-peut, ma si grida anche Vive la Rpublique. Arrivano i nuovi Rappresentanti Nazionali; il nuovo Generale Dampierre, presto ucciso in battaglia; il nuovo Generale Custine: gli Eserciti agitati si ritirano in un Campo di Famars; e tengono testa a Coburg, come possono.
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Cos, Dumouriez  nei quartieri austriaci; il suo dramma  finito in questa maniera piuttosto dolorosa. Un uomo cos accorto, cos abile; uno degli Svizzeri del Cielo; che aveva solo bisogno di lavoro. Cinquant'anni di fatiche e di valore non riconosciuti; un anno di fatiche e di valore notati e osservati da tutti i paesi e da tutti i secoli; poi trenta altri anni di oblio, passati a scrivere le Memorie con la Pensione Inglese, per fare piani e progetti di nessuna utilit. Addio, o Svizzero del Cielo, degno di miglior sorte!
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Il suo Stato Maggiore prende diverse vie. Il bravo e giovane galit arriva in Isvizzera alla Capanna di Genlis, avendo in mano un forte bastone di melo selvatico, un forte cuore nel petto; a tale  ora ridotto il suo Principato. galit Padre stava giuocando il whist, nel Palazzo galit a Parigi il sei di quello stesso mese di Aprile, allorch entr uno sbirro. Il Cittadino galit  richiesto dal Comitato della Convenzione! (126) Segue l'interrogatorio, poi la domanda d'arresto, finalmente l'imprigionamento con trasferimento a Marsiglia al Castello di If! La Famiglia d'Orlans  affondata nelle acque nere; il Palais galit, gi Palazzo Reale,  sul punto di divenire Palais National.
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CAPITOLO 7.
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IN LOTTA.
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La nostra Repubblica, per Decreto messo in carta, deve essere "Una e indivisibile"; ma a che giova questo quando si verificano certi fatti? Nel Senato vi sono Federalisti, nell'Esercito rinnegati, traditori dappertutto! La Francia, tutta dedita a un reclutamento disperato fin dal Dieci di Marzo, non vola alle frontiere, e perde tempo di qua e di l. Questa defezione dell'altero e diplomatico Dumouriez ricade su quei bei parlatori e superbi Hommes d'tat suoi consorti; forma una seconda epoca nei loro destini.
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O forse potremmo dire pi precisamente che la seconda epoca Girondina, quantunque poco notata allora, cominciasse proprio quel giorno quando, per via di questa defezione, i Girondini si ruppero con Danton. Era il primo d'Aprile; Dumouriez non s'era ancora immerso nelle paludi per recarsi da Coburg, ma evidentemente aveva il proposito di farlo, e i nostri Commissar si recavano ad arrestarlo; quando il Girondino Lasource non fa altro che alzarsi e gesuiticamente domandare con insinuazione, dopo un giro di parole, se il complice principale di Dumouriez non fosse stato - probabilmente - Danton! La Gironda vi consente con un ghigno sardonico, la Montagna trattiene il respiro. La figura di Danton, dice Levasseur, durante questo discorso, era degna di nota. Egli sedeva diritto con una specie di convulsione interna, sforzandosi di restare immobile; il suo occhio ha di tratto in tratto un bagliore pi selvaggio; il suo labbro s'increspa in un titanico sprezzo (127). Lasource, con un bel modo di porgere da accusatore, procede: nella sua mente v' questa o quella probabilit; probabilit che s'impongono penosamente su lui, e gettano sul Patriottismo di Danton un'ombra penosa; - la quale egli, Lasource, vuole sperare che non riesca impossibile a Danton di dissipare.
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"Les Sclrats", grida Danton, scattando col pugno teso, quando Lasource ha finito; e discende dalla Montagna come un torrente di lava: la sua risposta  pronta. Le probabilit di Lasource volano come mera polvere; ma si lasciano dietro una traccia. "Voi avevate ragione, o amici della Montagna", comincia Danton, "ed io avevo torto: non  possibile la pace con questi uomini. E sia allora la guerra! Essi non vogliono salvare la Repubblica con noi: ebbene la Repubblica sar salvata senza di loro; salvata loro malgrado". Un vero scoppio di rude Eloquenza Parlamentare, questo; che  ancora degno d'esser letto nell'antico Moniteur. Con parole di fuoco l'esasperato Titano, fuori di s, bolla, percuote quei Girondini; e ad ogni colpo la Montagna s'allieta e fa coro (128); Marat, come un bis musicale, ripete l'ultima frase. Le probabilit di Lasource sono scomparse; ma il guanto di sfida di Danton resta a terra.
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Una terza epoca o scena nel Dramma Girondino, o piuttosto nient'altro che il completamento della seconda epoca, noi lo contiamo dal giorno in cui la pazienza del virtuoso Ption trabocc; e i Girondini, per cos dire, raccolsero il guanto di sfida di Danton, e misero sotto accusa Marat. Era il giorno undici dello stesso mese di Aprile, e per un tumulto verificatosi, come spesso se ne verificavano, il Presidente s'era coperto, e non regnava che Bedlam: la Montagna e la Gironda si precipitavano l'una contro l'altra coi pugni chiusi e magari con delle pistole in mano; quando ecco che il Girondino Duperret tira fuori una spada! Si lev un grido d'orrore che d'un subito spense ogni altra effervescenza, alla vista del luccicante acciaio omicida; e Duperret lo ripose nel fodero, - confessando che l'aveva tirato fuori eccitato da una specie di sacro furore, "sainte fureur", e sotto la minaccia delle pistole puntate contro di lui; ma che se a lui da parricida fosse toccato di produrre la menoma scalfittura alla Rappresentanza Nazionale, sfiorandone appena la pelle, anch'egli aveva indosso delle pistole, e si sarebbe fatto saltare le cervella sul posto (129).
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Ora, in questa condizione di cose, sorse il virtuoso Ption il mattino seguente, per lamentare queste escandescenze, questa smoderata Anarchia che invadeva fino il Santuario Legislativo; e a questo punto, crescendo il mormorio e gli urli della Montagna, la sua pazienza da lungo tempo stanca, come dicevamo, ebbe uno scatto; ed egli parl con veemenza, in tono alto, con la spuma sulla bocca; "onde io conchiusi", dice Marat, "che fosse stato colto dalla rage", dalla rabbia o follia canina. La rabbia si comunica agli altri; cos vi  chi con la spuma alla bocca chiede che tutti gli Anarchici siano estinti, e specialmente che Marat sia messo sotto accusa. Mandare un Rappresentante innanzi al Tribunale Rivoluzionario? Violare la inviolabilit d'un Rappresentante? Badate, o amici! Questo povero Marat ne ha di colpe; ma contro la Libert o l'Uguaglianza, qual colpa potete addebitargli? Che egli l'ha amata e ha combattuto per essa, se non saviamente, strenuamente. Nei sotterranei, nelle cantine, esposto alla povert pi desolante, sotto l'anatema degli uomini; e per questa lotta  divenuto cos squallido, cisposo; la sua testa  divenuta quella d'uno Stilita! Colui volete voi colpire con la vostra Spada affilata, mentre Coburg e Pitt s'avanzano contro di noi, vomitando fuoco?
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La Montagna rumoreggia, la Gironda rumoreggia ed  sorda; tutte le labbra sono spumanti. Con una "Seduta durata ventiquattr'ore", con una votazione per appello nominale e con degli sforzi mortali la Gironda vince: Marat  rinviato innanzi al Tribunale rivoluzionario per rispondere di quel Paragrafo di Febbraio relativo ai Monopolisti appiccati all'architrave delle porte, e per altre offese; e dopo una breve esitazione, egli obbedisce (130).
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Cos il guanto di sfida di Danton  raccolto; e vi , come egli aveva detto, "guerra senza tregua n composizione, ni trve ni composition". Perci ora la Formula e la Realt, avvinte in una stretta mortale lottano corpo a corpo. Voi non potete vivere entrambe; una sola di voi deve restar viva!
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CAPITOLO 8.
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STRETTA MORTALE.
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Quel che prova quanta forza, foss'anche d'inerzia, vi sia nelle Formule invalse, e quanta debolezza nelle nascenti Realt, ed illustra varie cose,  questa lotta mortale che sarebbe durata ancora sei settimane e pi. Gli Affari Nazionali, la Discussione dell'Atto Costituzionale, poich la nostra Costituzione sar senz'altro compiuta procedono insieme. Noi cambiamo anche di Locale; il Dieci Maggio ci trasportiamo, dall'antica Salle de Mange, nella nostra nuova Aula, in quello che fu una volta il Palazzo d'un Re ed ora  della Repubblica: nel Palazzo delle Tuileries. La speranza e la piet avvicendandosi con la disperazione e la rabbia, lottano ancora nella mente degli uomini.
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 delle pi fosche, delle pi confuse questa lotta che si protrae per sei settimane. La frenesia dei Formalisti contro la frenesia dei Realisti; il Patriottismo, l'Egoismo, l'Orgoglio, la Collera, la Vanit, la Speranza e la Disperazione hanno raggiunto il colmo della follia: la Frenesia ha di contro la Frenesia, come due tempeste cozzanti fra loro; di cui l'una non intende l'altra; la pi debole comprender un giorno che  veramente annientata. Il Girondismo  forte, essendo una Formula stabilita, una Rispettabilit: non si dichiarano forse per noi Settantadue Dipartimenti, o piuttosto le Teste rispettabili dei Dipartimenti? Il Calvados, che ama il suo Buzot, si rivolter, cos lasciano intendere i suoi Indirizzi. Marsiglia, culla del Patriottismo, si sollever; Bordeaux si sollever e il Dipartimento della Gironda, come un sol uomo: in una parola chi non si rivolterebbe qualora la nostra Reprsentation Nationale fosse insultata, o se fosse torto un capello sulla testa d'un Deputato? La Montagna dal canto suo  forte come la Realt e l'Audacia. Per la Realt della Montagna non  forse tutto possibile? Un nuovo Dieci di Agosto, se  necessario, anzi un nuovo Due Settembre.
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Ma che  mai questo scoppio di gioia furiosa che s'ode il Venerd Ventiquattro Aprile 1793, nel pomeriggio?  Marat che torna dal Tribunale Rivoluzionario! Dopo una settimana o pi di pericolo di morte, trionfa con una sentenza di assoluzione; il Tribunale Rivoluzionario non ha potuto trovare motivo d'accusa contro quest'uomo. E cos l'occhio della Storia rimira il Patriottismo, che aveva fatto cose inenarrabili nelle tenebre tutta la settimana, scoppiare in una espansione di gioia, abbracciare il suo Marat; sollevarlo in trionfo su una sedia e portarlo sulle spalle per le strade.  portato sulle spalle l'ingiuriato Amico del Popolo, egli, coronato con una ghirlanda di quercia; tra il mare ondeggiante dei berretti rossi, delle carmagnole, dei cappelli di Granatieri, dei cappelli da donna e delle cuffie, che risuona lontano come un mare! L'ingiuriato Amico del Popolo ha qui raggiunto il suo punto culminante e anch'egli tocca le stelle con la sua testa sublime.
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Ma il Lettore pu giudicare con qual cuore il Presidente Lasource, l'uomo dalle "probabilit dolorose" che presiede in quest'Aula della Convenzione, potesse accogliere questa marea esultante, quando penetr nell'interno con l'Atto d'Accusa ondeggiante alla sua cima! Uno Zappatore Nazionale, oratore per l'occasione, dice che il Popolo conosce il suo Amico, ed ama la vita di lui quanto la propria; "chiunque vuole la testa di Marat dovr prima avere quella dello Zappatore" (131). Lasource rispose, mormorando delle parole vaghe, penose, - le quali, dice Levasseur, suscitarono il riso (132). Le Sezioni patriottiche, i Volontar non ancora andati alle Frontiere, vengono a chiedere la "purgazione dei Traditori dal vostro proprio seno"; la espulsione e magari il processo e la sentenza di Ventidue faziosi.
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Nondimeno la Gironda ha ottenuto la sua Commissione dei Dodici; Commissione che ha la facolt speciale d'investigare questi torbidi del Santuario Legislativo; dica il Sanculottismo ci che vuole, la Legge dovr trionfare. L'antico Costituente Rabaut Saint-tienne presiede questa Commissione:  l'ultima tavola sulla quale la Repubblica naufragata pu forse ancora salvarsi. Rabaut siede cogli altri, intento; esamina testimoni, emette mandati d'arresto; s'immerge in un vasto e torbido mare di garbugli, - il seno della Formula o forse la sua tomba! Non entrare in quel mare, o Lettore! Ivi regna una desolazione indefinita, una confusione tenebrosa; donne frementi e uomini ossessionati. Le Sezioni vengono a domandare i Ventidue, poich il numero stabilito prima dalla Sezione Bonconseil ancora si mantiene, anche se i nomi dovessero variare. Altre Sezioni dei pi ricchi vengono per denunziare tale domanda; anzi la stessa Sezione oggi domanda e domani denunzia, secondo che siedono i pi ricchi o i pi poveri. Proprio per questo, i Girondini decretano che tutte le Sezioni debbano chiudersi "alle dieci di sera"; prima che vengano gli operai; ma questo Decreto resta senza esecuzione. Nella notte la Madre del Patriottismo geme rattristata; ma il suo occhio fiammeggia pi che mai! E Fournier l'Americano  affaccendato, cos i due banchieri Freys e Varlet Apostolo della Libert; e s'ode la voce taurina del Marchese Saint-Huruge. Le donne dalla voce squillante fanno udire il loro cicaleccio da tutte le Gallerie della Convenzione e verso il basso. Anzi un "Comitato Centrale" di tutte le Quarantotto Sezioni comincia a comparire indistinto nella sua immensit; siede incerto nell'Archevch, manda Deliberazioni e ne riceve: un Centro delle Sezioni, che delibera cose terribili, come per un Nuovo Dieci di Agosto!
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Una cosa noi vogliano specificare, una cosa per fare la luce su tante altre: l'aspetto sotto cui agli occhi di questi Dodici Girondini, o al proprio occhio, si presenta il Patriottismo del sesso pi debole. Vi sono delle Patriote, che i Girondini chiamano Megere e arrivano al numero di ottomila; dai capelli scarmigliati come serpenti, che hanno cambiato la conocchia pel pugnale. Esse appartengono alla "Societ detta Fraterna, Fraternelle; o meglio delle Sorelle, che si riunisce sotto il tetto dei Giacobini. "Sono stati ordinati circa duemila pugnali" o qualcosa di simile, - certamente per loro. Esse si precipitano a Versailles, per indurre alla sollevazione altre donne; ma le donne di Versailles non vogliono prestarsi (133).
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Anzi, guardate nel Giardino Nazionale delle Tuileries, - Demoiselle Throigne in persona  venuta come una Diana dalla bruna chioma, assalita (pare impossibile) dai suoi stessi cani o cagne! La Demoiselle, che ha carrozza propria,  per la Libert certamente, come ha ben dato prova; ma per una Libert non disgiunta dalla Rispettabilit. A queste parole le Patriote Estreme anguicrinite le sono addosso, le lacerano le vesti, la frustano vergognosamente alla loro maniera vergognosa: e l'avrebbero gettata nei serbatoi del Giardino, se non fosse stata soccorsa. Soccorso, per altro, di scarso effetto. La testa e il sistema nervoso della povera Demoiselle, non perfettamente sani, sono talmente scossi e scombussolati, che non potranno mai riaversi; ma piuttosto andranno di male in peggio, finch si abbatteranno; e fra un anno sentiremo che  rinchiusa in un manicomio e indossa la camicia di forza, per sempre, pare! - Questa Figura dalla chioma nera si agit, balbett qualche cosa d'inarticolato, gesticolando, poco in grado di esprimere il suo oscuro significato, traverso un qualche segmento di quel Secolo Decimottavo del Tempo. Ella scompare qui per sempre dalla Rivoluzione e dalla Pubblica Storia (134).
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Un'altra cosa noi non vogliamo specificare un'altra volta, ma vogliamo di nuovo pregare il Lettore d'immaginarla: il Regno della Fraternit e della Perfezione. Immagina, diciamo noi, o Lettore, che il Millennio stesse lottando sulla soglia, e neppure le droghe si potessero avere, - perch appartenenti ai traditori. Con quale impeto un uomo colpirebbe i traditori in quel caso! Ah, tu non puoi immaginarlo; tu hai le tue droghe salve in bottega e poco o niente speranza d'un Millennio a venire! - Ma invero, quanto al carattere dominante a quel tempo negli uomini e nelle donne, non basta a definirlo il solo fatto che il SOSPETTO era giunto al pi alto grado? Noi l'abbiamo spesso chiamato preternaturale; e si direbbe, con linguaggio esagerato: ma ascoltate le fredde deposizioni dei testimoni. Un Patriota musicista non pu strappare un po' di melodia al Corno Francese, sedendo pacificamente pensieroso sul terrazzo d'una casa, senza che Mercier riconosca in quel suono un segnale tra uno e un altro Comitato complottante. La Demenza s' impossessata finanche dell'Armonia, e si nasconde nel suono della Marseillaise e del a-ira (135). Louvet che non vede in una macina di mulino pi del comune degli uomini, si accorge che noi saremo invitati a tornare alla nostra antica Sala del Mange da una Deputazione; e allora gli Anarchici massacreranno Ventidue di noi mentre saremo in cammino.  opera di Pitt e di Coburg; dell'oro di Pitt. - Povero Pitt! Essi sanno poco che gran da fare gli danno i propr Amici del Popolo; che deve spiare, decapitare e sospenderne gli habeas-corpus, per conservare intatto il suo Ordine Sociale e le sue casse forti; - lo sanno poco quando immaginano che possa venire a sollevare le turbe fra i suoi vicini.
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Ma il fatto pi strano connesso al Sospetto Francese, anzi al Sospetto umano  forse questo di Camillo Desmoulins. La testa di Camillo, una delle pi chiare nella Francia,  divenuta cos satura di Preternaturale e di Sospetto in ogni sua fibra, che, dando uno sguardo retrospettivo a quel Dodici Luglio 1789, quando quelle migliaia sorsero intorno a lui rispondendo con urli alla sua parola nel Giardino del Palais-Royal, e presero le coccarde, egli trova spiegabile la cosa con questa sola ipotesi: che essi fossero tutti assoldati per far questo e organizzati da Cospiratori Stranieri e da altri Cospiratori. "Non fu per niente", dice Camillo con penetrazione, "che quella moltitudine scoppi in applausi mentre io parlavo!" No, non fu per niente. Dietro, intorno, avanti vi  nel Complotto una immensa Preternaturale rappresentazione di Marionette, di cui Pitt tira i fili (136). Quasi quasi penso che Io, Camillo, sia un Complotto, che Io sia di legno provvisto di fili. - La forza della penetrazione non pu procedere oltre.
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Sia quel che si voglia, la Storia nota che la Commissione dei Dodici, ormai abbastanza al chiaro dei Complotti, e "avendo fortunatamente nelle sue mani le punte di tutti i fili", come sogliono dire, - lancia Mandati di arresto con grande rapidit in questi giorni di Maggio, e regola le cose con una mano di ferro, risoluta a restringere quel mare di agitazioni. Qual' il principale Patriota, il Presidente di Sezione anche, che possa dirsi sicuro? Lo possono arrestare, strapparlo dal suo caldo letto, perch egli ha fatto degli arresti irregolari nella Sezione! Si arresta Varlet Apostolo della Libert. Si arresta il Sostituto Procuratore Hbert, Pre Duchesne; un Magistrato del Popolo, sedente nel Palazzo Civico; che, con una nobile solennit di martire, si licenzia dai suoi colleghi, pronto a sottoporsi alla Legge; e solennemente acquiescente, scompare nella prigione.
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Pi rapidamente accorrono le Sezioni, ed energicamente lo richiedono, domandando, non l'arresto dei Magistrati Popolari, ma Ventidue dei traditori. Una Sezione accorre dopo l'altra; - sfilando con contegno energico, con la loro eloquenza da Cambise; vien poi la Comune medesima col Maire Pache alla sua testa: e non solo per richiedere Hbert ed occuparsi dei Ventidue, ma con questa terribile e antica domanda fatta nuova: "Potete voi salvare la Repubblica, o dobbiamo farlo noi?" E il Presidente Max Isnard risponde con fierezza: Se per mala sorte, in qualcuno di questi tumulti che dal Dieci Marzo si vanno ripetendo, Parigi portasse la mano sacrilega contro la Rappresentanza Nazionale, la Francia si leverebbe come un sol uomo, con una vendetta mai pensata, e, in breve, "il viaggiatore dovrebbe domandare su qual lato della Senna si trovava Parigi! (137)" A queste parole la Montagna fa udire i pi alti muggiti e cos tutte le Gallerie; Parigi Patriottica ribolle tutt'intorno.
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Il Girondino Valaz ha delle riunioni notturne nella sua casa; manda biglietti di questo tenore; "Venite puntualmente e bene armato, perch c' da fare". Le Megere percorrono le strade con le bandiere e dei lamentevoli alleluia (138). Le porte della Convenzione sono ostruite da una moltitudine ruggente; i bei parlatori Hommes d'tat sono urtati, maltrattati quando passano; Marat vuole apostrofarvi, in quel pericolo di morte, e dice: Anche tu sei dei loro. Se Roland domanda un congedo per lasciare Parigi, v' l'ordine del giorno. Che fare? Il Sostituto Hbert, l'Apostolo Varlet debbono essere restituiti, e saranno coronati con ghirlande di quercia. La Commissione dei Dodici, in una Convenzione dominata dalle Sezioni ruggenti,  distrutta; poi, la dimane, in una Convenzione di Girondini riuniti, vi  ripristinata. Caos triste, o mare di pene, che lotta contro tutti i suoi elementi, torcendosi nella sua stizza, e dirigendosi verso qualche Creazione.
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CAPITOLO 9.
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ESTINTI.
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In conseguenza, il Venerd 31 Maggio 1793, appare alla luce del sole estivo una delle scene pi strane. Il Maire Pache con la Municipalit arriva alle Tuileries nell'Aula della Convenzione; mandato l perch Parigi  in visibile fermento; e reca le pi strane novelle.
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Nel mentre, quel grigio mattino, sedevamo al Palazzo Civico, occupandoci della cosa pubblica, s'introducevano, proprio come il Dieci Agosto, novantasei persone estranee, che si dichiaravano in stato d'insurrezione e dicevano di essere Commissari Plenipotenziar delle Quarantotto Sezioni, le quali Sezioni o Membri del Popolo Sovrano, erano tutte in istato d'insurrezione; e che noi, in nome del detto Sovrano Insorto, eravamo dispensati dal nostro ufficio. A seguito di ci, noi deponemmo le nostre fasce e ci ritirammo nell'adiacente Salone della Libert. Dopo uno o due minuti eravamo richiamati e reintegrati nell'Ufficio, perch piaceva al Sovrano di crederci ancora degni di fiducia. Onde, avendo prestato un nuovo giuramento, d'un subito ci siamo ritrovati Magistrati Insurrezionali, con un estraneo Comitato dei Novantasei sedente accanto a noi; un Cittadino Henriot, che alcuni accusano di Settembrismo,  fatto Generalissimo della Guardia Nazionale; e dalle sei le campane suonano a stormo e si batte il tamburo. - In queste circostanze peculiari, che cosa vorr un'Augusta Convenzione Nazionale suggerirci di fare? (139)
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S, questa  la questione! "Annientare le Autorit Insurrezionali", rispondono alcuni con veemenza. Vergniaud alla fine vuole che "i Rappresentanti Nazionali muoiano tutti al loro posto"; questo  giurato con pronte e alte acclamazioni. Ma quanto ad annientare le Autorit Insurrezionali, - mentre noi ancora discutiamo, che  mai questo rumore?  lo strepito del Cannone d'Allarme sul Pont-Neuf, cui per Legge non si pu dar fuoco senza un nostro ordine, pena la vita!
Nondimeno esso fa udire il suo rimbombo, che si ripercuote in tutti i cuori. E la campana a martello si esprime con una musica austera; mentre Henriot ci stringe con la sua Forza Armata! La Sezione succede alla Sezione durante tutta la giornata, e chiedono con una oratoria da Cambise, con lo strepito dei moschetti, che i traditori, Ventidue o pi, siano puniti, - che la Commissione dei Dodici sia irrevocabilmente distrutta. Il cuore della Gironda  colpito a morte, sono distanti i Settantadue Dipartimenti rispettabili, e questa focosa Municipalit  qui presso! Barrre  per una via di mezzo, per accordare qualche cosa. La Commissione dei Dodici dichiara che senza aspettare d'esser disciolta, si scioglie da s stessa, e non esiste pi. Il Relatore Rabaut vorrebbe in ogni modo dire la sua ultima parola anche in nome della Commissione, ma  sopraffatto dagli urli. Fortuna che i Ventidue sono lasciati ancora inviolati! - Vergniaud arriva tant'oltre nella raffinatezza, da dichiarare, con meraviglia di alcuni, che "le Sezioni di Parigi s'erano rese benemerite del loro paese". Allora, in un'ora tarda della sera, le benemerite Sezioni si ritirano alle loro rispettive dimore. Barrre rediger analogo rapporto. Egli siede appartato, col cervello e la penna in moto; per lui non vi sar riposo questa notte. Cos  finito il Venerd dell'ultimo di Maggio.
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Le Sezioni si sono ben comportate; ma non avrebbero dovuto far di meglio? La Fazione e il Girondinismo sono abbattuti pel momento, e accettano di essere nullit; ma non risorgeranno in un altro momento, con maggior lena, e non dovr la Repubblica esser salvata loro malgrado? Cos ragiona il Patriottismo sempre permanente; cos ragiona la figura di Marat visibile nel fosco mondo della Sezione, la dimane. Per convinzione degli uomini! - E cos, il Sabato alla sera, quando Barrre aveva dato una verniciatura alla cosa mediante il lavoro d'una notte e d'un giorno, e il suo Rapporto stava per partire con la posta della sera, la campana a martella ricomincia il suo scampanio. Si batte la Gnrale; uomini armati prendono posto nella Place Vendme e altrove, per la notte; forniti di provvigioni e di liquori. Quivi, sotto le stelle d'estate, passeranno la notte in attesa di quel che si deve vedere e di quel che si deve fare; Henriot e la Municipalit daranno il debito segnale.
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La Convenzione, al suono della Gnrale, si affretta a tornare nell'Aula; ma solo nel numero di cento; e fa ben poco lavoro, rimandando tutto alla dimane. I Girondini non vi compaiono, e all'incontro si danno attorno in cerca di rifugi per la notte. Il povero Rabaut, nel mattino del domani, tornando al suo posto con Louvet e alcuni altri, traverso strade tutte in fermento, si torce le mani ed esclama: "Illa suprema dies!" (140)  domenica, il 2 Giugno dell'anno 1793 vecchio stile; col nuovo stile, il 1 anno della Libert, Uguaglianza, Fraternit. Siamo ormai all'ultima scena, che d termine a questa storia del Senatoriato Girondino.
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 dubbio che alcun'altra Convenzione terrestre si sia trovata in tali circostanze in cui si trova questa Convenzione Nazionale. Le campane suonano a stormo; le Barriere sono chiuse; tutta Parigi guarda stupta o  sotto le armi! Si contano centomila uomini sotto le armi: la Forza Nazionale, i Volontar armati che avrebbero dovuto volare alle Frontiere e a La Vende ma che non vollero finch era impunito il tradimento, non fanno che andare qua e l! Tutti questi armati circondano le Tuileries e i Giardini Nazionali. Vi sono cavalli, fanteria, artiglieria, zappatori con la barba; si pu vedere l'artiglieria con le sue fornaci da campo in questo Giardino Nazionale, mentre arroventa le palle, e la miccia  accesa. Henriot, tutto piumato, cavalca nel mezzo d'uno Stato Maggiore piumato; tutti i posti e tutte le uscite sono custoditi; le riserve vegliano fino al Bosco di Boulogne; i pi scelti Patrioti sono pi vicino alla scena. Notiamo un'altra circostanza: che una Municipalit accurata, larga nel concedere fornaci da campo, non ha dimenticato i carri di provvigioni. Nessun Membro del Popolo Sovrano ha bisogno ormai d'andare a casa per pranzare; ma pu restare tra le file, - poich le vettovaglie circolano spontaneamente in gran copia. Non comprende questo Popolo l'Insurrezione? Voi, Gualches, non mancate d'inventiva!
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Perci lasciate che una Rappresentanza Nazionale, "mandataria del Sovrano", vi pensi. Espulsione dei vostri Ventidue e della vostra Commissione dei Dodici: noi resteremo qui fin che ci non sar fatto! Una Deputazione dopo l'altra, con un linguaggio sempre pi forte, vengono con questo messaggio. Barrre propone una via di mezzo: - Non potrebbero i Deputati accusati consentire a ritirarsi volontariamente; a dare una generosa dimissione, sacrificando s stessi al bene della patria? Isnard, che si pentiva d'aver detto che si cercherebbe su quale sponda della Senna si ritrovava Parigi, si dichiara pronto a dimettersi. Anche pronto  Te-Deum Fauchet; il vecchio Dusaulx della Bastiglia, "viux radoteur, vecchio rimbambito" come lo chiama Marat,  anche pronto. Al contrario, il Bretone Lanjuinais dichiara che v' un uomo il quale mai si dimetter volontariamente; ma protester fino all'ultimo, fin che avr voce. Cos egli continua a protestare, in mezzo alla rabbia e al clangore; e Legendre grida alfine: "Lanjuinais, scendi dalla Tribuna o ti butto gi, ou je te jette en bas!" Poich le cose son giunte agli estremi. Taluni zelanti della Montagna afferrano Lanjuinais; ma non possono buttarlo gi, perch egli "s'aggrappa alla balaustra e i suoi abiti sono lacerati". Bravo Senatore, degno di piet! N si dimetter Barbaroux; egli ha giurato di morire al suo posto, e manterr il giuramento. A quel punto le Gallerie s'alzano tutte con un impeto d'esplosione; alcuni brandiscono le armi e si precipitano dicendo: "Allons, dunque; noi dobbiamo salvare il nostro paese!" Tale  la seduta di questa Domenica 2 Giugno.
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Le Chiese si riempiscono, nell'Europa Cristiana, e poi si vuotano; ma la Convenzione non si vuota; un giorno di strepitose contese, di agonia, d'umiliazione, si lacerano le falde degli abiti: illa suprema dies! Tutt'intorno stanno Henriot e i suoi Centomila uomini copiosamente ristorati dai vassoi e dai cesti; inoltre egli "distribuisce cinque franchi per ciascuno"; noi Girondini lo vediamo coi nostri occhi; cinque franchi per mantenere il loro coraggio! E la confusione, il tumulto degli armati ingombra i nostri banchi, invade la nostra Sbarra; noi siamo prigionieri nella nostra Aula. Il Vescovo Grgoire non pot ottenere d'uscire per un besoin actuel senza essere scortato da quattro gendarmi! Che  mai divenuto il carattere d'un Rappresentante Nazionale? Ed ora la luce del sole cade pi gialla sulle finestre occidentali, e i fumaioli lanciano nugoli pi lunghi; ma n i Centomila refocillati n le loro ombre si muovono! Che fare? Si presenta una mozione, superflua si potrebbe pensare, perch la Convenzione esca in corpo, per accertarsi coi propr occhi se essa  libera oppur no. Ed ecco che dalla Porta ad Oriente delle Tuileries si avvia per uscire una Convenzione tribolata col bell'Hrault Schelles alla sua testa; egli col cappello in testa, in segno di pubblica calamit, gli altri a capo scoperto - vanno verso la Porta del Carrousel; meraviglioso spettacolo: verso Henriot e il suo Stato Maggiore piumato. "Nel nome della Convenzione Nazionale lasciateci passare!" Henriot non si sposta d'un pollice. "Io non ricevo nessun ordine, fin che il Sovrano vostro e mio non sia stato ubbidito". La Convenzione insiste, Henriot retrocede col suo Stato maggiore d'una quindicina di passi: "All'Armi! Cannonieri, ai vostri cannoni!" - e tira fuori del fodero la sua spada possente, e cos fanno tutto lo Stato Maggiore e gli Ussari. I Cannonieri brandiscono la miccia accesa; la Fanteria presenta le armi, - purtroppo, orizzontalmente, come per fare fuoco! Hrault, coperto del suo cappello, riconduce il suo gregge sequestrato, traverso il parco delle Tuileries, passando pel Giardino, verso la Porta del lato opposto. Ecco la Terrazza dei Feuillants; ohib, ecco la nostra antica Salle de Mange; ma neppure da questa porta del Pont-Tournat v' uscita. Si cerca di qua, si cerca di l: punto uscite! Noi erriamo sconsolati tra le file armate che salutano,  vero, con Viva la Repubblica, ma anche con Morte alla Gironda. Spettacolo simile nel Primo Anno della Libert mai vide il Sole Morente.
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Ed ora, guardate, Marat ci viene incontro, dopo averci seguito di lontano in quella nostra Processione Supplichevole, avendo alle sue calcagna un centinaio di Patrioti eletti; egli ci ordina, in nome del Sovrano, di tornare al nostro posto e di fare ci che ci  comandato e imposto. La Convenzione ritorna. "Non vede la Convenzione", dice Couthon, con un aspetto singolarmente imperioso, "che essa  libera", - che  solo circondata da amici? La Convenzione riboccante di amici e di Sezioni armate prende a votare come le  stato ordinato. Molti non vogliono votare, e rimangono silenziosi; qualcuno protesta con parole; la Montagna ha un'aperta unanimit. La Commissione dei Dodici e i Ventidue denunziati, ai quali aggiungiamo gli Ex Ministri Clavire e Lebrun, sono quelli che con qualche piccola modificazione immediata (un qualunque oratore propone e Marat dispone), a seguito di votazione, "sono dichiarati in arresto nelle proprie case": Brissot, Buzot, Vergniaud, Guadet, Louvet, Gensonn, Barbaroux, Lasource, Lanjuinais, Rabaut, - trentadue, ci si riferisce; tutti quelli che abbiamo conosciuti come Girondini, e altri ancora. Essi, "sotto la salvaguardia del Popolo Francese", e subito dopo la salvaguardia di due Gendarmi per ognuno, dimoreranno pacificamente nelle proprie case, come Non-Senatori, fino a nuovo ordine. Cos finisce la Sance di quella Domenica del 2 Giugno 1793.
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Alle dieci, illuminati dalla dolce luce delle stelle, i Centomila, compiuto il loro lavoro, ritornano alle loro case. Quello stesso giorno, il Comitato Centrale dell'Insurrezione ha arrestata Madame Roland, imprigionandola all'Abbaye.
Roland  fuggito non si sa per dove.
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Cos caddero i Girondini, per opera dell'Insurrezione, e si estinsero come Partito, non senza un sospiro della maggior parte degli Storici. Gli uomini erano uomini di parte, di cultura filosofica, e si conducevano a modo; non degni di biasimo, in quanto furono nient'altro che Pedanti, e non seppero far di meglio; non degni di biasimo, ma di piet. Volevano una Repubblica della Virt, alla cui testa dovevano stare essi medesimi; e non potettero ottenere che una Repubblica delle Forze, ove altri e non essi si trovavano a capo.
Quanto al resto, Barrre ne far Rapporto. La serata si chiude con una passeggiata civica a lume di torce (141). Non  di certo lontano ormai il Regno della Fraternit!
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LIBRO QUARTO. IL TERRORE.
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CAPITOLO 1.
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CHARLOTTE CORDAY.
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Nei mesi fronzuti di Giugno e Luglio, in parecchi Dipartimenti della Francia germogliava una collezione di fogli di carta ribelli, chiamati Proclami, Risoluzioni, Giornali o Diurnali, dell'"Unione per la Resistenza all'Oppressione". La Citt di Caen, nel Calvados, in particolare, vede il suo foglio di carta del Bulletin de Caen germogliare d'un subito, e repentinamente stabilirsi col come Giornale, sotto la direzione di Rappresentanti Nazionali Girondini!
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Poich fra i Girondini proscritti ve ne sono alcuni d'un pi disperato umore. Altri, come Vergniaud, Valaz, Gensonn, "in arresto nelle proprie case", aspetteranno con stoica rassegnazione qual sar la fine. Altri ancora, come Brissot, Rabaut, cercheranno di fuggire, di nascondersi, cosa non difficile, se le barriere saranno di nuovo aperte fra un giorno o due. Ma alcuni vorranno precipitarsi, con Buzot, nel Calvados; o nei luoghi pi lontani della Francia, a Lione, a Tolone, a Nantes e altrove, dandosi poi convegno a Caen; per ridestare con una tromba di guerra i Dipartimenti rispettabili, e per abbattere la Fazione anarchica, della Montagna; almeno per non cedere senza averle data una scossa. In questo ultimo genere ne contiamo una ventina e pi fra gli arrestati e fra i non ancora arrestati: un Buzot, un Barbaroux, un Louvet, un Guadet, un Ption, che sono sfuggiti agli arresti nelle proprie case; un Salles, un Pitagorico Valady, un Duchtel, quel Duchtel, che, avvolto in una coperta e in berretto da notte, venne a votare per la vita di Luigi, hanno tutti scongiurato il pericolo dell'arresto o d'alcun che di simile. Questi che raggiungono il numero di ventisette tutti insieme, dimorano qui nell'"Intendance", o "Palazzo del Dipartimento", della citt di Caen nel Calvados; bene accolti dalle Autorit; bene accolti e dispensati dalle spese, essendo sprovvisti di danaro. E il Bulletin de Caen viene fuori con le notizie pi incoraggianti: che il Dipartimento di Bordeaux, il Dipartimento di Lione, l'un dopo l'altro, si dichiarano a favore; sessanta o sessantanove o settantadue (142). Dipartimenti rispettabili che si dichiarano, o sono sul punto di dichiararsi. Marsiglia anzi, a quel che pare, marcer essa medesima su Parigi, se sar necessario. Cos ha detto la Citt di Marsiglia: che essa marcer. Ma d'altra parte la Citt di Montlimar ha detto: Non si passa; e intende anche di "seppellirsi" sotto le proprie macerie; - di ci il Bulletin de Caen non fa menzione.
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Tali sono le notizie incoraggianti che leggiamo in questo nuovo Giornale; e tutte piene d'ardore e d'eloquente sarcasmo: delle tirate contro la Montagna, che escono dalla penna del Deputato Salles; che somigliano, dicono gli amici, alle Provinciales di Pascal. Quel ch' pi, questi Girondini hanno acquistato un Generale in capo, un Wimpfen, primieramente sott'ordine a Dumouriez; inoltre un secondario e dubbio Generale Puisay e altri; e fanno del loro meglio per reclutare forze per la guerra. Venite, o Volontar Nazionali, e chiunque di voi ha un cuore retto: riunitevi tutti, o amici della Libert; accorrete ai vostri Comuni del Calvados, dall'Eure, dalla Bretagna, da vicino e da lontano, recatevi tutti alla volta di Parigi per estinguervi l'Anarchia! Cos a Caen, nei primi di Luglio, si batte il tamburo, si passano in rivista le truppe, perorando e consultandosi: lo Stato Maggiore, il Consiglio, il Club dei Carabots, Antigiacobini amici della Libert, denunziano l'atroce Marat. Tutto questo, insieme alla pubblicazione dei Bulletins, sta sulle braccia d'un Rappresentante Nazionale.
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A Caen v' molta animazione; e, come si spera, sono pi o meno animati i "Settantadue Dipartimenti che fanno a noi adesione". E in una Francia circondata da Coalizioni cimmerie invadenti, lacerata nell'interno dalla Vende, la conclusione cui siamo arrivati  questa: Abbattere l'Anarchia con la Guerra Civile! Durum et durum non faciunt murum, dice il Proverbio. La Vende  in fiamme: Santerre non pu far nulla col; egli pu ben tornare a casa a manipolarvi la birra. Le bombe cimmerie volano da un campo all'altro del Nord. Quell'assedio di Magonza  divenuto famoso; - gli amatori del Pittoresco (come l'attester Goethe), i rurali lavati di ambo i sessi, si recano la Domenica a diporto in quei luoghi, per vedere l'artiglieria che attacca e si difende; "voi non fate che chinarvi un poco mentre passano le palle fischianti" (143). Cond sta capitolando agli Austriaci: l'Altezza Reale di York da parecchie settimane bombarda ferocemente Valenciennes. Giacch, ohim, il nostro campo fortificato di Famars  stato preso d'assalto;  stato ucciso il Generale Dampierre; il Generale Custine ha avuto un voto di biasimo - e invero  venuto ora a Parigi per dare "spiegazioni".
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Contro tutto ci la Montagna e l'atroce Marat debbono anche tener testa come possono. Essi, per quanto costituiscano una Convenzione Anarchica, pubblicano Decreti di rimostranze e di spiegazione, che non mancano di severit; lanciano Commissar, soli o a coppie, col ramo d'ulivo in una mano e la spada nell'altra. Anche a Caen vengono dei Commissar; ma senza effetto. I Matematici Romme e Prieur detto della Cte d'Or, si avventurano col col loro ramo d'ulivo e con la spada, e sono menati in prigione: sotto catenaccio e chiave giacer Romme per "cinquanta giorni", a meditarvi il suo Nuovo Calendario, se gli aggrada. Cimmeria, la Vende, la Guerra Civile! Mai Repubblica Una e Indivisibile si trov in pi bassa marea.
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In mezzo a questo fosco fermento di Caen, del Mondo intero, la Storia nota specialmente una cosa: nel vestibolo del Palazzo de l'Intendance, ove  tutto un andare e venire di Deputati affaccendati, una Giovanetta con un cameriere attempato si congeda con grazia e compostezza del Deputato Barbaroux (144). Ella ha l'alta statura di Normanna; ha venticinque anni,  bella e dolce: il suo nome  Charlotte Corday, altra volta chiamata D'Armans, quando esisteva ancora la Nobilt. Barbaroux le ha dato un biglietto pel Deputato Duperret, - quello stesso che una volta sguain la sua spada in un momento di effervescenza. Si reca forse, ella, secondo le apparenze, a Parigi per qualche affare? "Era repubblicana prima della Rivoluzione, e mai manc d'energia". Nel suo bell'aspetto femminile vi  solidit, decisione: per "energia ella intende quello spirito che porta al sacrificio di s stessa pel proprio paese". Che sarebbe mai, se questa bella e giovane Charlotte emergesse dalla sua vita ritirata e quieta, d'un subito, come una Stella; crudele e amabile nello stesso tempo, con uno splendore tra angelico e demoniaco; per brillare per un momento e poi estinguersi; tramandando la memoria, tanto luminosamente completa ella era, traverso lunghi secoli! - Lasciando fuori le Coalizioni Cimmerie, e dentro i Venticinque Milioni che ribollono nella loro oscurit, la Storia guarder intenta questa bella Apparizione d'una Charlotte Corday; osserver dove va Charlotte, come quella piccola Vita s'infiamma e irradia, e poi svanisce ingoiata dalla Notte.
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Col biglietto d'introduzione di Barbaroux e il suo leggero bagaglio, vediamo Charlotte, il Marted nove Luglio, che occupa un posto nella Diligenza di Caen, diretta a Parigi. Nessuno le dice addio, le augura Buon viaggio: suo padre trover qualche sua parola con cui gli significher che  andata in Inghilterra, che egli deve perdonarla e dimenticarla. La sonnolenta Diligenza s'avanza pesantemente; tra sonnolenti discorsi di politica e lodi della Montagna, cui ella non prende parte: si cammina tutta la notte, tutto il giorno, e di nuovo tutta la notte. Il Gioved, non molto prima di mezzod, noi siamo al ponte di Neuilly: ecco Parigi dai mille comignoli neri, la meta, lo scopo del tuo viaggio! Giunta all'Albergo della Providence nella Rue des Vieux Augustins, Charlotte chiede una camera; s'affretta ad andare a letto; dorme tutto il pomeriggio e tutta la notte, fino al mattino seguente.
Il mattino seguente ella rimette il suo biglietto a Duperret. Esso concerne alcune Carte di Famiglia che si trovano nelle mani del Ministro dell'Interno, di cui una Monaca a Caen, antica amica di convento di Charlotte, ha bisogno; e Duperret dovr aiutarla nell'ottenerle.  dunque questo lo scopo del viaggio di Charlotte a Parigi? Ella ha espletato tutto questo il Venerd; - eppure non parla di ripartire. Ha veduto e scrutato silenziosamente tante cose. Ha veduta la Convenzione in tutta la sua realt; ha veduto quel che  la Montagna; ma non ha potuto vedere la fisionomia vivente di Marat, perch egli  ammalato e resta confinato a casa.
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Il mattino del Sabato, verso le otto, ella compera un grande coltello col suo fodero nel Palais-Royal, poi va direttamente alla Place des Victoires, prende una vettura da nolo e dice: "Rue de l'cole de Mdecine, n. 44"  l'abitazione del cittadino Marat! - Il Cittadino Marat  ammalato, e non si pu vederlo; il che la fa apparire molto contrariata. Dunque il suo affare  con Marat? Sventurata e bella Charlotte; sventurato, squallido Marat! Da Caen nell'Occidente, da Neuchtel nell'Oriente, entrambi si vanno avvicinando l'uno all'altra; entrambi, stranamente, hanno un affare da regolare insieme. - Tornata all'Albergo, Charlotte spedisce un breve biglietto a Marat; significandogli che ella  di Caen, la sede della ribellione; che desidera ardentemente di vederlo, "e lo metter in grado di rendere un gran servizio alla Francia". Nessuna risposta. Charlotte scrive un altro biglietto, ancora pi pressante; monta in una carrozza e lo reca a destinazione ella stessa, verso le sette di sera. Gli operai tornano stanchi dall'aver compiuta la loro settimana; l'enorme Parigi circola e ribolle nel suo aspetto multiforme, secondo il suo costume indefinito: solo quella bella figura ha in s una decisione, procede diritta, verso uno scopo.
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 una chiara sera di Luglio, il tredici propriamente, la vigilia dell'anniversario della Bastiglia, - allorch "il signor Marat", quattr'anni addietro, nella calca del PontNeuf, accortamente chiese a quel distaccamento di Ussari di Besenval, che avevano disposizioni tanto amichevoli, "di smontare e cedere le armi", e acquist notoriet fra i Patrioti. In quattro anni quanta strada ha percorso! - e se ne sta ora, circa alle sette e mezzo, a spugnarsi in una vasca da bagno; molto sofferente; ammalato della Febbre della Rivoluzione, - o d'un'altra malattia che questa Storia preferisce non nominare.  molto ammalato e esaurito, il pover'uomo, e non possiede che ventidue soldi e mezzo di moneta contante in carta, una vasca da bagno, un solido sgabello e tre piedi per iscrivere durante il bagno, e una squallida Lavandaia, ch cos pu chiamarsi: questa  la sua civica dimora nella via della Scuola di Medicina; a questo punto n pi n meno lo ha condotto la sua vita. Non nel Regno della Fraternit e della Felicit Perfetta; o certamente verso tutto questo? - Ascoltate, si picchia ancora! Una voce musicale di donna che non vuole esser rimandata;  la Cittadina che voleva rendere un servigio alla Francia. Marat ode di dentro e grida: Fatela entrare. Charlotte Corday entra.
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"Cittadino Marat, io sono di Caen, la sede della ribellione, e desideravo di parlare con voi". "Sedete, mon enfant. Che cosa fanno dunque i Traditori a Caen? Quali Deputati sono a Caen?" Charlotte nomina alcuni Deputati. "Le loro teste cadranno nel termine di quindici giorni", gracchia il violento Amico del Popolo, pigliando le sue tavolette per iscrivere: Barbaroux, Ption; egli scrive col suo braccio nudo contratto, volgendosi di lato nel bagno: Ption e Louvet, e..." Charlotte ha tirato il suo coltello dal fodero; lo immerge d'un colpo sicuro nel cuore dello scrivente. " moi, chre amie. Aiuto, cara!" Colpito a morte, egli non pot dire di pi n gridare. Mentre accorre la Lavandaia chiamata in aiuto, l'Amico del Popolo, o l'Amico della Lavandaia, non  pi; la sua vita si sprigiona con un gemito indignato, verso le tenebre sotterranee (145).
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E cos Marat, l'Amico del Popolo,  finito; lo Stilita solitario  precipitato d'un subito dal suo Pilastro, e va dove solo Colui che lo cre pu sapere. Parigi Patriottica pu profondersi nel duolo e nei gemiti, cui fa eco la Francia Patriottica; e la Convenzione, mentre "Chabot, pallido di terrore, dichiara che saranno tutti assassinati", pu decretargli gli onori del Pantheon, i Funerali Pubblici, poich le ceneri di Mirabeau debbono lasciare a lui il posto; e le Societ Giacobine, con lamentevole oratoria, riassumendo il suo carattere, possono paragonarlo a Colui che esse credono di onorare chiamandolo "il buon Sanculotto", che noi qui non nominiamo (146); anche una Cappella pu esser fatta per l'urna che contiene il suo cuore, nella Place du Carrousel; e i fanciulli nascituri saranno chiamati Marat; e i Merciaiuoli ambulanti del Lago di Como cuoceranno montagne di stucco pei suoi Busti tutt'altro che belli; e David dipinger il suo ritratto o la Scena della Morte; e ogni forma d'Apoteosi avr luogo come l'uman genio pu ideare in tali circostanze: tutto questo si potr fare; ma Marat non torner pi alla luce di questo Sole. Una sola circostanza abbiamo rilevata con vera simpatia dall'antico giornale il Moniteur: il fratello di Marat viene da Neuchtel per chiedere alla Convenzione, "che il moschetto del defunto Jean-Paul Marat sia dato a lui" (147). Poich anche Marat ebbe un fratello, e degli affetti naturali; anch'egli fu avvolto nelle fasce e dorm al sicuro in una culla proprio come tutti noi. O figli degli uomini! - Si dice che una sua sorella viva ancora oggi a Parigi.
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Quanto a Charlotte Corday, la sua opera  compiuta; la ricompensa  prossima e sicura. La chre amie e i vicini di casa le si slanciano contro; ella "rovescia dei mobili", facendosene riparo, fin che arrivano i gendarmi; poi quietamente si arrende e quietamente si reca alla Prigione dell'Abbadia; ella sola  calma, mentre tutta Parigi rumoreggia intorno a lei, manifestando la sua meraviglia, la sua rabbia, la sua ammirazione. Duperret  arrestato a cagione di lei; si suggellano le sue Carte - ci che pu avere delle conseguenze. Anche Fauchet ha la stessa sorte, quantunque Fauchet non abbia neppur sentito parlare di lei. Charlotte, messa a confronto con questi due Deputati, loda la fermezza grave di Duperret, censura la vilt di Fauchet.
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Il Mercoled mattina, l'affollato Palais de Justice e il Tribunale Rivoluzionario possono vedere la sua faccia, bella e calma: ella chiama questo giorno "il quarto giorno della Preparazione della Pace". Uno strano mormorio corre a traverso la Sala al solo vederla; un mormorio il cui carattere non potreste definire (148). Tinville ha dinanzi l'atto di accusa e il processo: il coltellinaio del Palais-Royal attester che le vend il coltello col fodero; "tutti particolari inutili", interruppe Charlotte; "sono stata io che ho ucciso Marat". "Per istigazione di chi?" "Di nessuno". "Che cosa vi ha dunque indotta?" "I suoi delitti. Io uccisi un uomo", soggiunge poi, alzando la voce in estremo grado (extrmement), a misura che proseguiva l'interrogatorio, "io uccisi un uomo per salvarne altri centomila; uno scellerato per salvare degli innocenti; una bestia feroce per dar pace al mio paese. Io ero Repubblicana prima della Rivoluzione; mai mancai d'energia". Onde, non v' pi nulla da aggiungere. Il pubblico la guarda attonito; i pittori prendono in fretta il suo volto, ed ella non se n'ha per male; gli uomini della Legge procedono nelle loro formalit.  condannata a morte come assassina. Ella ringrazia il suo Avvocato con frasi gentili; con uno spirito pieno di classicismo. Ringrazia altres il Prete che le  stato mandato; ma non ha bisogno di nessuna confessione, n di guida spirituale o d'altro da lui.
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Quella stessa sera, verso le sette e mezzo, dalla porta della Conciergerie, verso una citt tutta in aspettativa, esce il Carro fatale; siede in esso una creatura bella e giovane, vestita della camicia rossa degli Assassini; cos bella, cos serena, cos piena di vita, ella intraprende il suo viaggio verso la morte, - sola in mezzo al Mondo. Molti si tolgono il cappello, salutando con riverenza; qual cuore non si commuoverebbe? (149) Altri mormorano e urlano. Adam Lux, di Magonza, dichiara che ella  pi grande di Bruto; che sarebbe stato bello morire con lei: la testa di quel giovane sembra sconvolta. Nella Place de la Rvolution, sul volto di Charlotte  ancora impresso quel suo placido sorriso. I carnefici si accingono a legarle i piedi; ella resiste, pensando che quello sia un insulto; ma quando con una parola le si spiega la cosa, vi si sottopone, scusandosi allegramente. Tutto essendo compiuto fino all'ultimo atto, le tolgono dal collo il suo fazzoletto: un rossore di fanciullesco pudore si diffonde sul bel volto e sul collo; e ancora le guance erano tinte di quel rossore, quando il carnefice sollev la testa recisa per mostrarla al popolo. " perfettamente vero", dice Forster, "che le colp la guancia in segno d'insulto, giacch io lo vidi con i miei occhi; e la Polizia lo imprigion per questo" (150).
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In questo modo quanto v'era di Pi Bello e quanto v'era di Pi Squallido vennero a collisione e si estinsero reciprocamente. Jean-Paul Marat e Marie Anne Charlotte Corday entrambi, repentinamente, non sono pi. "Giorno di Preparazione della Pace?" Ohim, come la pace potrebbe essere possibile, od anche in via di preparazione, quando, per esempio, i cuori di amabili Giovanette, nella pace dei loro conventi, sognano, non paradisi d'amore, non la luce della Vita, ma sacrifiz di Codro e la Morte ben rimeritata? Quei Venticinque Milioni di cuori condividono questi sentimenti; questa  l'Anarchia; la sua anima  in questo: di qui non pu sostanziarsi la pace! La morte di Marat, acuendo le antiche animosit dieci volte di pi, sar peggiore di qualunque vita. O voi Due disgraziati, che mutuamente vi siete estinti, la Bella e lo Squallido, dormite in pace nel seno della Madre che vi gener entrambi!
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Questa  la Storia di Charlotte Corday; fanciulla decisa, completa, angelica e demoniaca: pari a una Stella! Adam Lux va a casa quasi delirante; per fare sgorgare dalla sua penna l'Apoteosi di lei, in carta e stampa propone che le si faccia una statua con questa iscrizione: Pi grande di Bruto. Gli amici lo avvertono del pericolo; Lux non se ne preoccupa, perch pensa che sarebbe stato bello morire con lei.
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CAPITOLO 2.
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GUERRA CIVILE.
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Ma in questi momenti, un'altra ghigliottina  all'opera per un'altra vittima: Charlotte muore oggi a Parigi, pei Girondini; Chalier muore domani a Lione, per opera dei Girondini.
Dopo aver fatto roteare i cannoni lungo le strade di quella Citt, si  giunti a tale da doversene servire per far fuoco, per combattere rabbiosamente. Nivre-Chol e i Girondini trionfano, - e dietro di essi, come dappertutto, vi  sempre una Fazione Realista pronta a cacciarsi dentro. A Lione crescono i torbidi; e il partito dominante arditamente ne muove le fila! Poich, a dir vero, tutto il Mezzogiorno s' sollevato; incarcerando i Giacobini, armandosi pei Girondini; abbiamo un "Congresso di Lione"; anche un "Tribunale Rivoluzionario di Lione"; e gli Anarchici debbono tremare. Cos Chalier fu subito trovato reo di Giacobinismo, di complotto delittuoso, "per aver fatto un discorso con un pugnale sguainato il sei Febbraio decorso", e, il mattino seguente, anch'egli percorre la sua ultima via pel viaggio finale, attraversando le strade di Lione, "a lato d'un ecclesiastico con cui sembra che parli animatamente"; la mannaia luccica ivi presso. Quest'uomo pot piangere negli anni andati e "cadere in ginocchio sul pavimento", benedicendo il Cielo alla vista dei Programmi della Federazione o altro di simil genere; poi fece il suo pellegrinaggio a Parigi, per fare atto d'ossequio a Marat e alla Montagna: ora Marat ed egli sono entrambi scomparsi; - noi l'avevamo detto che egli non sarebbe finito bene. Il Giacobinismo grugnisce dentro di s, a Lione; ma non osa manifestarsi. Chalier, quando il Tribunale lo condann, disse: "La mia morte coster cara a questa Citt".
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La Citt di Montlimar non  sepolta sotto le sue ruine; pure Marsiglia  presentemente in marcia, sotto gli ordini d'un "Congresso di Lione"; vengono carcerati i Patrioti; gli stessi Realisti si mostrano ora a viso aperto. Contro tutto questo combatte il Generale Cartaux, quantunque con piccole forze, e con lui un Maggiore d'Artiglieria di nome Napoleone Bonaparte. Questo Napoleone, per dimostrare che i Marsigliesi non hanno alcuna probabilit in loro favore, non solo combatte, ma scrive; pubblica il suo Souper de Beaucaire, Dialogo divenuto notevole (151). Sfortunate Citt, con la loro azione e la loro reazione! La violenza sar pagata con la violenza in proporzione geometrica; il Realismo e l'Anarchismo cozzano insieme; ma il totale finale di queste serie geometriche, quale uomo lo sommer?
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La Sbarra di Ferro non ha mai galleggiato nel Porto di Marsiglia, ma il Corpo di Rebecqui, che vi s'era annegato, fu trovato a galla. L'ardente Rebecqui, vedendo come profonda era divenuta la confusione, come la Rispettabilit subiva il continuo veleno del Realismo, sent che non v'era altro rifugio per un Repubblicano fuori della morte. Rebecqui scomparve e nessuno sapeva dove fosse; fin che un mattino fu trovata la sua scatola o corpo vuoto, galleggiante alla superficie dell'acque salate (152); e si vide che Rebecqui s'era ritirato per sempre. - Anche Tolone imprigiona i Patrioti; manda delegati al Congresso, intrigando in caso di necessit coi Realisti e cogli Inglesi. Montpellier, Bordeaux, Nantes: tutta la Francia, che non  sotto gli artigli dell'Austria e di Cimmeria, sembra si precipiti nella follia, nella rovina suicida. La Montagna lavora, come un vulcano attivo in Terra vulcanina. I Comitati Convenzionali della Sicurezza, della Salute, sono affaccendati giorno e notte. I Commissar della Convenzione si slanciano in tutte le strade maestre, recando il ramo d'ulivo e la spada; o forse la sola spada ormai. Chaumette e i Municipali vengono quotidianamente alle Tuileries per chiedere una Costituzione: da parecchie settimane  stato risoluto nel Palazzo Civico, che una Deputazione "dovrebbe andare tutti i giorni", a chiedere, fin che non l'ottenesse, una Costituzione (153), intorno a cui la Francia suicida potrebbe riunirsi e pacificarsi, cosa indicibilmente desiderabile.
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Questo  dunque il frutto che i vostri Girondini Antianarchici hanno ottenuto da quel Reclutamento di Guerra nel Calvados? Questo frutto, possiamo dirlo e nessun altro. Poich invero, prima che la testa di Charlotte o quella di Chalier fossero cadute, la Guerra del Calvados era essa stessa, per cos dire, svanita, come un sogno, in un grido! "Con settantadue Dipartimenti" dalla nostra parte si sarebbero potuto aspettare cose migliori. Ma  evidente che quelle Rispettabilit vogliono votare, ma non vogliono combattere. Il Possesso ha sempre nove punti nella Legge; ma in Liti di questa specie, si pu dire che ne ha novantanove. Gli uomini fanno ci che sentono il bisogno di fare, e sono dominati da una irrisoluzione, da un'inerzia immense: obbediscono a chi ha quei simboli che hanno diritto all'obbedienza. Considerate, nella moderna societ, il significato di questo solo fatto: la Metropoli  coi nostri nemici! Metropoli, Citt-madre, cos chiamata giustamente, da cui dipendono tutti i suoi figli, i suoi pargoli. Perch non  una Diligenza di cuoio quella che muove pesantemente da essa coi suoi sacchi postali e i suoi bagagli, ma  come uno smisurato palpito di vita: essa  il cuore di tutto. Sopprimete quella Diligenza di cuoio, e tante e tante cose avrete soppresse! - Il Generale Wimpfen, guardando praticamente la cosa, non vede niente di meglio a fare che tornare al Realismo, e si mette in comunicazione con Pitt! Egli lancia fosche insinuazioni a questo scopo, che fanno trasalire d'orrore noi Girondini. Egli presenta come suo Secondo nel Comando un certo "Ci-devant" un Conte Puisaye, completamente sconosciuto a Louvet, e tenuto molto in sospetto da lui.
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Poche guerre furono intraprese in un modo pi insufficiente di quella del Calvados. Chi  curioso di tali cose pu leggere i particolari nelle Mmoires di quello stesso Ci-devant Puisaye, infaticabile come uomo e come Realista. Pu vedere come le nostre Forze Nazionali Girondine, che marciavano lontano a suon di musica, furono schierate intorno all'antico Chteau di Brcourt, in luogo boschivo, presso Vernon, per incontrare le Forze Nazionali della Montagna, che avanzavano da Parigi; come nel pomeriggio del 15 Luglio s'incontrarono; - e, per cos dire, urlarono da ambo le parti, e gli uni e gli altri fuggirono senza perdite. Pu vedere come Puisaye in seguito - poich i Nazionali della Montagna fuggirono prima, e noi ci credemmo vittoriosi - fu costretto a levarsi dal suo caldo letto nel Castello di Brcourt, e dov galoppare senza stivali, poich i nostri Nazionali, nella guardia notturna, si erano dati inaspettatamente al sauve-qui-peut - e in breve la Guerra del Calvados era scoppiata; e la sola questione era ormai quella di sapere ove dileguarsi, in qual buco andarsi a cacciare (154).
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I Volontar Nazionali si precipitano verso casa, pi rapidamente che non ne erano usciti. I Settantadue Dipartimenti Rispettabili, dice Meillan, "tutti fecero un voltafaccia e ci abbandonarono, nello spazio di ventiquattr'ore". Disgraziati coloro che, come a Lione per esempio, erano andati troppo lontano per retrocedere! "Un mattino" troviamo affisso nel nostro Palazzo dell'Intendenza, il Decreto della Convenzione che ci dichiara Hors la loi, fuori legge: fatto affiggere dai nostri Magistrati di Caen; - indizio certo che anche noi stiamo per dileguarci. S, dileguarci; ma dove? Gorsas ha amici a Rennes; si nasconder col; - ma sventuratamente non rester nascosto. Guadet, Lanjuinais s'incrociano sulle vie per recarsi a Bordeaux. A Bordeaux! grida la voce generale, la voce del Coraggio e quella della Disperazione. Alcune bandiere della Rispettabilit ancora ondeggiano ivi, o si crede che ondeggino.
Andiamovi dunque, ciascuno come pu! Undici di questi malcapitati Deputati, fra cui dobbiamo contare come undecimo l'Amico Riouffe, l'Uomo di Lettere, fanno una cosa originale: prendono l'uniforme di Volontar Nazionali e si ritirano verso il Mezzogiorno col Battaglione Bretone, come soldati privati di quel corpo. Questi bravi Bretoni ci erano rimasti fedeli pi di tutti gli altri. Nondimeno, al termine di qualche giorno, divengono anch'essi dubb, disuniti fra loro, e noi dobbiamo separarci da loro, con una mezza dozzina d'uomini come scorta o guida, e ritirarci, - solitario distaccamento in marcia attraverso le vaste regioni d'Occidente (155).
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CAPITOLO 3.
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LA RITIRATA DEGLI UNDICI.
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 una delle pi notevoli Ritirate, questa degli Undici, che registri la Storia: un pugno di Legislatori abbandonati che si ritirano di continuo col fucile in ispalla e con le cartucciere ben piene, nel giallo autunno; aventi dinanzi centinaia di miglia che li dividono da Bordeaux; mentre tutta la regione va divenendo ostile, sospettosa della verit; e ribolle e mormora da tutte le parti, sempre pi. Louvet ha conservato quell'Itinerario: documento che vale tutte le altre cose da lui scritte.
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O virtuoso Ption, dalla testa incanutita innanzi tempo; o bravo e giovane Barbaroux, a che si  giunti! Vie faticose, scarpe rotte, borsa leggera; - e circuiti da un mare di pericoli! Comitati Rivoluzionar sono organizzati in ogni Comune; Comitati di carattere Giacobino; i nostri amici sono disanimati, la nostra causa  perduta. Nel Borgo di Moncontour, per mala sorte,  giorno di mercato: pel pubblico che sta a guardare a bocca aperta, questo passaggio del Distaccamento Solitario in marcia diviene sospetto; noi abbiamo bisogno di energia, di prontezza di fortuna per essere in grado di attraversare la folla. Affrettatevi, o stanchi pellegrini! Il paese si va montando; il rumore della vostra ritirata si accentua di giorno in giorno, una solitaria ritirata di Undici che si compie in maniera cos misteriosa: ogni giorno un flutto pi grande di persecuzione si accumula, finch tutto l'Occidente insorger. "Cussy  tormentato dalla gotta, Buzot  troppo grasso e non pu marciare. Riouffe, coperto di vesciche, grondante sangue, cammina sulla punta dei piedi; Barbaroux zoppica perch s' slogato un piede, ma  sempre allegro, pieno di speranza e di coraggio. Il leggero Louvet ha lo sguardo, ma non il cuore della lepre: la serenit del virtuoso Ption "non apparve turbata che una sola volta" (156). Essi giacciono nei granai sulla paglia, tra i cespugli dei boschi; il pi rustico pagliericcio sul pavimento d'un segreto amico  una cosa di lusso. Son presi nel silenzio della notte dai maires giacobini, a suon di tamburo, e se la cavano con un contegno risoluto, a suon di moschetti e con prontezza di spirito.
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A Bordeaux, attraversando la feroce Vandea e i lunghi spaz geografici che rimangono, sarebbe una pazzia pensare: magari poteste raggiungere Quimper in riva al mare e di l imbarcarvi! Fate presto, sempre pi presto! Prima della fine di Marzo, si adotta il consiglio di marciare tutta la notte, tanto bollente  divenuto il paese. E cos fanno; sotto la quieta vlta del cielo vanno innanzi; ed ora ecco che il Rumore li ha precorsi. Nel medesimo villaggio di Carhaix (le sue capanne sono coperte di paglia e le sue paludi sono ben note al Viaggiatore), si  sorpresi di trovare che ancora sono accesi i lumi; i cittadini sono desti a lumi di candela in quel cantuccio del Pianeta Terrestre; mentre noi attraversiamo rapidi l'unica povera strada, s'ode una voce che dice: "Eccoli! Les voil qui passent! (157)" Pi presto, o voi Undici condannati zoppicanti; affrettatevi ch qui possono armarsi; guadagnate il Bosco di Quimper prima di giorno e statevene col appiattati
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Gli Undici condannati cos fanno, ma non senza difficolt; smarriscono la via e vanno incontro a tutti i pericoli e gli errori della notte. A Quimper vi sono amici Girondini, che forse alloggeranno i senza tetto, fin che un bastimento di Bordeaux levi l'ncora! Esauriti dal lungo cammino, disarmati, nell'agonia dell'attesa che siano avvertiti gli amici di Quimper, se ne stanno appiattati sotto la folta e umida boscaglia, sospettosi del viso umano. Piet di quei bravi, di quegli sventurati! Pi sventurati di tutti i Legislatori; quando faceste il vostro bagaglio una ventina di mesi addietro e montaste nel tale o tal altro veicolo per essere Padri Coscritti d'una Francia rigenerata, e raccogliere allori immortali - avreste mai immaginato che il vostro viaggio v'avrebbe condotti a questo punto? I Samaritani di Quimper ve li trovano accovacciati; li sollevano, li aiutano, li confortano; poi li nasconderanno in luoghi sicuri. Di l potranno disperdersi a poco a poco o starsene tranquilli scrivendo le loro Mmoires, fin che non salpi un bastimento di Bordeaux.
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E cos, nel Calvados tutto  dissipato; Romme  fuori di prigione, meditando il suo Calendario; i capi della sedizione sono imprigionati al suo posto. A Caen la famiglia Corday prende il lutto in silenzio; la casa di Buzot  un mucchio di polvere e di macerie e fra i rottami  infitta una Forca con questa iscrizione: Qui abit il Traditore Buzot che cospir contro la Repubblica. Buzot e gli altri Deputati scomparsi sono hors la loi, come vedemmo, e le loro vite sono alla merc di chiunque li ritrovi. La peggiore condizione  quella dei poveri Deputati in vista arrestati a Parigi. "Arresti a domicilio con la minaccia del Confino nel Lussemburgo"; per finire: dove? Per esempio, chi  quest'uomo pallido, esile, che viaggia verso la Svizzera come un Mercante di Neuchtel, che arrestano nella citt di Moulins? Egli  sospetto al Comitato Rivoluzionario. Pel Comitato Rivoluzionario, chiarendo bene la cosa, egli evidentemente  il Deputato Brissot! Ritorna in arresto, povero Brissot, o meglio al tuo rigoroso confino, ove altri sono destinati a seguirti. Rabaut s' creato da s stesso una posizione falsa in una casa d'amici; vive, nascosto nell'oscurit, fra due muri. Questa faccenda degli arresti finir con la Prigione e il Tribunale Rivoluzionario.
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N dobbiamo dimenticare Duperret e i suggelli messi sulle sue carte a cagione di Charlotte. Vi  l un Documento atto a produrre molto danno. Una Protesta Segreta, solenne contro quella suprema dies del Due Giugno! Questa Protesta Segreta il nostro Duperret l'aveva redatta la stessa settimana con tutta chiarezza di linguaggio, in attesa che venisse il tempo di pubblicarla; e la sua firma e quella di altri onorevoli Deputati, non pochi, vi sono apposte in maniera leggibile. Or bene, se si rompessero una volta i suggelli, mentre la Montagna  sempre vittoriosa? Questi Protestanti, i vostri Mercier, i vostri Bailleul, Settantadue si dice, quelli che ancora rimangono del Rispettabile Girondismo nella Convenzione, hanno da tremare al solo pensarvi. - Questi sono i frutti che si raccolgono quando si fomenta la guerra civile.
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Troviamo inoltre che in quegli ultimi giorni di Luglio il famoso Assedio di Magonza  terminato; la Guarnigione ne esce con gli onori militari, a patto che non agisca contro la Coalizione per un anno. Gli amatori del Pittoresco, e Goethe sulla Chausse di Magonza, videro con un giustificato interesse la Processione che usciva con tutta solennit:
"Scortata dalla cavalleria prussiana veniva prima la Guarnigione Francese. Nulla poteva apparire pi strano di quest'ultima; una colonna di Marsigliesi, esili, abbronzati dal sole, multicolori, dagli abiti rattoppati, veniva avanti a sbalzi; quasi il Re Edwin avesse aperto il Monte dei Nani mettendone fuori il suo leggero Esercito dei Nani. Seguivano subito dopo le truppe regolari, serie, cupe, ma non avvilite, n vergognose. Ma l'apparizione pi notevole che colp ognuno, fu quella dei Cacciatori (Chasseurs), che uscivano a cavallo, mentre la loro banda intonava la Marseillaise. Questo Te-Deum rivoluzionario ha in s qualche cosa di lugubre, di presago, anche se giocondamente suonato; ma ora essi lo suonavano con lentezza uguale al passo strascicato che tenevano. Era emozionante, terribile, e d'una seriet estrema quello spettacolo, quando quei cavalieri alti, curvi, d'una certa et, con un portamento confacente alla musica, s'avanzavano: presi isolatamente, voi avreste potuto assomigliarli a Don Chisciotti; in massa, spiravano una grande dignit.
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"Ed ora un altro gruppo si faceva notare: quello dei Commissar o Reprsentants. Merlin di Thionville, in uniforme di ussaro, che si distingueva pel suo sguardo selvaggio e per la sua barba incolta, aveva alla sua sinistra un'altra persona in un costume simile al suo; e la folla ebbe una esplosione di rabbia alla vista di quest'ultimo, un Concittadino Giacobino e Clubista; e si pose in moto per impadronirsene. Merlin tir la briglia; rilev la sua dignit di Rappresentante Francese, e la vendetta che sarebbe seguita ad ogni atto ingiurioso; egli consigliava a tutti la moderazione, perch non era quella l'ultima volta che lo vedevano in quel luogo" (158). Cos procedeva Merlin; minaccioso nella disfatta. Ma che cosa potr far argine a quella corrente di Prussiani che penetrano a traverso l'aperto Nord-Est? Voglia la fortuna che le Linee fortificate di Weissemburg e l'impraticabilit delle Montagne dei Vosgi la ricaccino nell'Alsazia Francese, le impediscano di sommergere proprio il cuore del paese!
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Inoltre, precisamente in quei giorni, l'assedio di Valenciennes  finito nel Nord-Ovest; - caduta sotto la grandine rossa di York! Cond era caduta una quindicina di giorni innanzi. La Coalizione Cimmeria c'incalza. Ci che sembra molto strano poi  che in tutte queste citt francesi espugnate non  spiegata la bandiera fleur-de-lys, in nome d'un nuovo Luigi Pretendente; ma sventola la bandiera austriaca, quasi che l'Austria pensasse di ritenerle per s! Pu forse il Generale Custine, ancora a Parigi, dare qualche spiegazione intorno alla caduta di queste piazze forti? La Societ-Madre, dalla tribuna e dalla galleria, brontola forte che egli avrebbe dovuto farlo, e nota con molta stizza che "i Messieurs del Palais-Royal" augurano lunga vita a questo Generale.
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La Societ-Madre purgata ormai, mediante successivi "scrutin o purations", d'ogni tinta di Girondismo,  divenuta una grande Autorit; come l'usbergo, il portabandiera, o piuttosto il campione della purgata Convenzione Nazionale. I dibattiti dei Giacobini sono riportati nel Moniteur come quelli Parlamentari.
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CAPITOLO 4.
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O NATURA!
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Ma guardando pi specialmente nella Citt di Parigi, che mai discerne la Storia quel 10 di Agosto, anno uno della Libert, col vecchio stile anno 1793? Lodato sia il Cielo: una nuova Festa dalle Picche!
Gli  che la "Deputazione di ogni giorno" di Chaumette ha prodotto il suo effetto: una Costituzione. Una delle pi rapide Costituzioni che mai furono messe insieme; fatta, si dice, in otto giorni, da Hrault Schelles ed altri; probabilmente una Costituzione abbastanza ben manipolata e bene avviata; - sul qual punto, intanto, noi siamo per varie ragioni poco proclivi a formare un giudizio. Ben manipolata o no, i Quarantaquattromila Comuni della Francia con delle maggioranze schiaccianti si affrettano ad accettarla; lieti di avere una Costituzione purchessia. Anzi sono venuti Deputati Dipartimentali, i pi venerabili Repubblicani di ciascun Dipartimento, recanti messaggio solenne d'Accettazione; e ora altro non resta che la nuova Costituzione Finale sia proclamata e giurata nella Festa delle Picche. I Deputati Dipartimentali, noi diciamo, sono venuti qualche tempo addietro; e Chaumette  molto preoccupato che i Messieurs Girondini, gli speculatori sui fondi pubblici, o le Filles de joie del partito Girondino possano corrompere i loro costumi. (159) Il Dieci Agosto, Anniversario immortale, quasi pi grande di quello di Luglio della Bastiglia,  il Giorno designato.
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Il Pittore David non se n' stato neghittoso. Grazie a David e al Genio Francese, si vedr alla luce del sole quel giorno una Fantasmagoria scenica senza esempio - di cui la Storia, tanto occupata delle Fantasmagorie Reali, dir ben poco.
Una sola cosa la Storia pu notare con soddisfazione: sulle ruine della Bastiglia sorge una Statua della Natura, gigantesca, dalle cui mamelles sgorga l'acqua. Non un Segno questo; ma un fatto, palpabile, visibile. Zampilla la grande Natura; nelle tenebre, prima che spunti l'alba. Ma come il sole nascente arrossa l'Oriente, innumerevoli Moltitudini vengono, in ordine e in disordine; vengono i Deputati Dipartimentali, vengono la Societ-Madre e le Societ-Figlie; la Convenzione Nazionale condotta dal bello Hrault mentre una dolce musica sospira delle note di attesa. Ed ecco che come il gran Sole sparge i suoi primi fuochi toccando col suo oro i colli e i comignoli, Hrault  ai piedi della grande Natura (che  semplicemente in gesso di Parigi); Hrault protende, in una coppa di ferro, l'acqua sgorgata dal sacro seno, e ne beve, con un'eloquente Preghiera Pagana, che comincia cos: "O Natura!" E tutti i Deputati Dipartimentali bevono, ciascuno con quanto slancio, quanta elocuzione profetica  in lui; - fra i sospiri degli strumenti da fiato, di cui va crescendo l'impeto; fra i ruggiti dell'artiglieria e delle gole umane; che completano bene il primo atto di questa solennit.
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Vengono poi le processioni per i Boulevards: i Deputati e tutti i personaggi ufficiali sono legati insieme da un lungo e indivisibile nastro tricolore: "i membri generali del Sovrano" camminano alla rinfusa, con picche, martelli ed altri ferri ed emblemi del loro mestiere; fra cui notiamo un Aratro con gli Antichi Bauci e Filemone assisi sopra, tirato dai loro figliuoli; mentre un'armonia o dissonanza dalle molte voci riempie l'aria. Attraverso molti Archi Trionfali; alla base del primo dei quali scorgiamo - chi ti credi tu, o Lettore? Le Eroine dell'Insurrezione delle Donne. Le forti Dame del Mercato vi si trovano (si teme che Throigne sia troppo ammalata per esservi), con rami di quercia, con ornamenti tricolori, saldamente sedute sui loro Cannoni. A queste, il bello Hrault, fermandosi ammirato, rivolge la sua eloquenza adulatrice; esse si levano e vengono a far parte della marcia.
Ed ora, nella Place de la Rvolution, quale altra Augusta Statua pu mai esser questa; coperta da una tela, - che noi rapidamente strappiamo mediante una corda e una carrucola? La Statua della Libert! Essa  parimenti in gesso, con la speranza che possa divenire di metallo; sorge ove un tempo era quella del Tiranno Luigi XV. "Tremila uccelli" sono lanciati pel mondo, aventi al collo delle strisce con le parole: Noi siamo liberi; imitateci. Un olocausto di anticaglie realiste e ci-devants che si  potuto raccogliere,  bruciato; l'eloquenza pontificale si esprime per le labbra del bello Hrault, e delle orazioni Pagane non mancano d'essere rivolte.
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E andando pi innanzi a traverso il Fiume, incontriamo una Scultura enorme, enorme Montagna di gesso, che rappresenta il Popolo sotto forma di Ercole, tenendo alta la sua clava sempre vittoriosa, mentre "il Drago del Federalismo Girondino dalle molteplici teste sorge dalla fetida palude"; - la nuova eloquenza di Hrault. Non diciamo nulla dello Champ-de Mars e dell'Altare della Patria che sta ivi, n dell'urna dei Difensori uccisi, n del livello da Carpentiere, della Legge; non parliamo di quella esplosione, di quel largo gesticolare e perorare, che fanno divenir bianche le labbra di Hrault, che gli fanno attaccar la lingua al palato (160).
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Verso le sei lo stanco Presidente e in genere il Patriottismo di Parigi prendano qualche pasto, pi o meno sociale, come meglio si pu e col riboccante boccale o con lo spumeggiante bicchiere s'introducano nella Nuova, nella Nuovissima Era. Infatti non  il Nuovo Calendario di Romme gi pronto? Su tutti i comignoli ondeggiano piccole Bandiere tricolori sormontate da una picca e dal berretto della Libert. Su tutti i muri delle case, poich nessun Patriota non sospetto vuol essere da meno di un altro, si veggono stampate queste parole: Repubblica una e indivisibile, Libert, Eguaglianza, Fraternit o Morte.
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Quanto al Nuovo Calendario, possiamo dir qui meglio che altrove che gli scienziati sono stati da molto tempo colpiti dalle inesattezze e dalle incongruenze del Vecchio Calendario; e avevano determinato di farne uno nuovo. L'Ateo Marchal, quasi dieci anni addietro, proponeva un Nuovo Calendario che fosse libero d'ogni superstizione; questo la Municipalit di Parigi vorrebbe ora adottare, in mancanza di meglio; in ogni modo, sia quello di Marchal o uno migliore, - poich l'Era novella  venuta. Petizioni sono state pi d'una volta mandate con questo scopo; e a dir vero da pi d'un anno tutti i Corpi Pubblici; i Giornalisti, i Patrioti in genere hanno datato cos: Primo anno della Repubblica.  un soggetto non privo di difficolt; ma la Convenzione se n' data pensiero; e Romme, come dicevamo, lo ha lungamente meditato; non il Nuovo Calendario di Marchal, ma uno Nuovo, migliore di Romme, e nostro. Romme, coadiuvato da un Monge, da un Lagrange da altri, fornisce la nomenclatura poetica; cos, il 5 Ottobre 1793, dopo molte pene, pubblicano questo loro Nuovo Calendario Repubblicano tutto completo; il quale per Legge  messo in vigore.
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Quattro Stagioni uguali, Dodici Mesi uguali di Trenta giorni ognuno, che formano trecentosessanta giorni; rimangono cinque giorni dispari, che bisogna collocare. Questi cinque giorni saranno giorni festivi e li chiameremo i cinque Sans-Culottides, o Giorni senza Brache. Festa del Genio; Festa del Lavoro; delle Azioni; delle Ricompense; dell'Opinione: tali sono i cinque Sans-Culottides. Onde il gran Ciclo, o Anno, si completa; soltanto ogni quattro anni, in luogo dell'anno gi chiamato bisestile, introduciamo un sesto Sans-Culottide chiamandolo Festa della Rivoluzione. Quanto al giorno di cominciamento, che presenta difficolt, non  la pi fortunata coincidenza che la Repubblica sia incominciata il 21 Settembre, in prossimit dell'Equinozio Autunnale? Dall'Equinozio Autunnale, a mezzanotte secondo il meridiano di Parigi, nel gi anno di Cristo 1792, da quel momento la Nuova Era riconoscer la sua esistenza. Vendmiaire, Brumaire, Frimaire (Vendemmiale, Brumaio, Frimaio), che sono i tre mesi autunnali. Nivose, Pluviose, Ventose (Nevoso, Piovoso, Ventoso), che sono i mesi invernali. Germinal, Floral, Prairial (Germinale, Floreale, Pratile), che sono i mesi primaverili, Messidor, Thermidor, Fructidor (Messidoro, Termidoro, Fruttidoro), che sono i mesi estivi ed hanno la terminazione dor che in greco significa dono. Questi dodici mesi, in una strana maniera, dividono l'Anno Repubblicano. Quanto alle pi minute suddivisioni, rischiamo un colpo pi ardito; adottiamo la nostra suddivisione decimale; e in cambio della Settimana antica come il mondo, o periodo di sette giorni, portatela a dieci giorni, o Decade, non senza conseguenze. Cos, vi sono tre Decadi in ogni mese, il che  molto regolare, e il Dcadi, o decimo giorno, sar sempre "il Giorno del Riposo". E del Sabato cristiano che ne sar? Sar quel che sar!
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Questo , in breve, il Nuovo calendario di Romme e della Convenzione, compilato secondo il meridiano di Parigi e il Vangelo di Jean-Jacques: non  una cosa di lieve fastidio per l'attuale Lettore inglese della Storia di Francia: la cui mente si confonde tra questi Messidori, Pratili e simili; fin che si  costretti, per venire in aiuto a s stessi, e formarsi una specie di quadro schematico, o regolare di commutazione dal Nuovo stile al Vecchio stile, e a tenerla sotto gli occhi. Questo quadro schematico, reso quasi logoro dal servizio prestatoci, ma ancora leggibile e stampabile, lo presenteremo ora in una nota al Lettore. Giacch il Calendario di Romme in tanti Giornali, Memorie, Atti Pubblici s' profondamente impresso in quel tratto di Tempo; una Nuova Era che dura oltre Dodici Anni non  da disprezzarsi. Onde il Lettore, con questo quadro schematico, s'ingegni, ove occorra, di tradurre il Nuovo stile nell'Antico, detto anche "style esclave, stile schiavo"; - senonch noi, in queste pagine, useremo fin quanto  possibile solo quest'ultimo.
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Il 22 settembre 1792  il 1 Vendmiaire dell'Anno Uno, e i nuovi mesi sono tutti di 30 giorni ognuno, perci:
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Al numero del giorno di x, bisogna Aggiungere y E si avr il numero del giorno di z. 
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Vendmiaire. 21. Settembre. che ha giorni 30.
Brumaire. 21. Ottobre. che ha giorni 31.
Frimaire. 20. Novembre che ha giorni 30.
Nivose. 20. Dicembre che ha giorni 31.
Pluviose. 19. Gennaio che ha giorni 31.
Ventose. 18. Febbraio che ha giorni 28.
Germinal. 20. Marzo che ha giorni 31.
Floral. 19. Aprile che ha giorni 30.
Prairial. 19. Maggio che ha giorni 31.
Messidor. 18. Giugno che ha giorni 30.
Thermidor 18. Luglio che ha giorni 31.
Fructidor. 17. Agosto che ha giorni 31.
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Vi sono 5 sanculottides, e nell'anno bisestile un sesto da aggiungere alla fine di Fructidor.
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Il nuovo calendario cess il 1 gennaio 1806. (161)
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Cos, in una nuova Feste delle Picche, con una Nuova Era o Nuovo Calendario, la Francia accett la sua Nuova Costituzione: la pi Democratica Costituzione che siasi mai affidata alla carta. Ma quale ne sar in pratica il risultamento? Deputazioni Patriottiche di tanto in tanto ne sollecitano l'attuazione, domandando che si metta in vigore. Eppure la cosa presenta dei dubb; pel momento si mostra disadatta. Fin che, dopo qualche Settimana, le Salut Public, mediante l'organo di Saint-Just, fa un rapporto, riferendo che nelle attuali circostanze allarmanti, lo Stato della Francia  Rivoluzionario; che il suo "Governo dev'essere Rivoluzionario fino alla Pace". Or dunque, solo come Carta, solo come Speranza deve esistere questa povera Costituzione Nuova; - sotto la qual forma noi la dobbiamo considerare anche adesso, mentre giace con una infinit d'altre cose, in quel Limbo presso la Luna. Tranne che sulla carta, essa mai ebbe vita, mai ne avr.
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CAPITOLO 5.
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SPADA AFFILATA.
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 proprio cos, la Francia ha bisogno di qualche cosa tutt'affatto diversa dai teoremi messi in carta: ha bisogno di ferro e d'audacia.
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Non  forse la Vandea tutta in fiamme! - Ohim,  troppo vero; quel malandrino di Rossignol d fuoco finanche ai mulini! Il Generale Santerre non potr far niente l; il Generale Rossignol, in preda a una furia cieca, spesso eccitato dai liquori, pu far meno che niente. La ribellione si estende e diviene sempre pi furiosa. Fortunatamente quelle macilenti figure da Don Chisciotte che abbiamo visto mentre si ritirano da Magonza, "con l'impegno di non adoprarsi contro la Coalizione per un anno", sono a Parigi. La Convenzione Nazionale le caccia nelle vetture postali e in altri veicoli, e le spedisce prontamente in Vandea. L costoro combatteranno da valorosi in oscure battaglie e scaramucce, sotto il comando di quel malandrino di Rossignol, e salveranno la Repubblica senza ricevere allori, "facendosi massacrare, a grado a grado, fino all'ultimo di loro" (162).
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La Coalizione non irrompe, come una marea di fuoco? La Prussia a traverso il Nord-Est scoperto. E l'Austria e l'Inghilterra a traverso il Nord-Ovest. Il Generale Houchard non ha ivi miglior fortuna del Generale Custine; vi ponga mente! A traverso l'Est e l'Ovest dei Pirenei la Spagna ha spiegato le sue forze e va estendendosi fra lo stormire delle bandiere borboniche sul fronte del Sud. Le ceneri e i detriti della confusa guerra civile dei Girondini gi coprivano quella regione. Marsiglia  abbattuta, ma non spenta; e si spegner nel sangue. Tolone, in preda al terrore, essendo andata tropp'oltre per potersi ritirare, s' data da s stessa, o giuste Potenze, - nelle mani dell'Inglese! Sull'arsenale di Tolone sventola una bandiera: - non  la Fleur-de-lys d'un Pretendente Luigi; l ondeggia quella maledetta Croce di S. Giorgio degl'Inglesi e dell'Ammiraglio Hood! Tutto ci che restava alla Francia di cose marittime: arsenali, fabbriche di cordami, navi da guerra, s' dato a quei nemici del genere umano, "ennemis du genre humain". Assediate, bombardate, o Commissar Barras, Frron, Robespierre Junior; e, su tutti, poniti tu all'opra, o notevole Maggiore d'Artiglieria, Napoleone Bonaparte! Hood si sta fortificando, vettovagliando; pare che si voglia farne una nuova Gibilterra.
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Ma ecco, nella notte d'Autunno, ad ora avanzata, verso la fine di Agosto, che cosa  mai quel repentino fiammeggiare rossastro che s'eleva sulla citt di Lione, con un rumore da assordare il mondo?  la polveriera di Lione, anzi l'Arsenale con le sue quattro Polveriere, che ha preso fuoco nel Bombardamento, ed  saltato in aria trascinando seco "centodiciassette case". Con una luce che pare quella del sole di mezzod; con un rimbombo inferiore solo a quello dell'Eterna Tromba! Tutti i dormienti d'ogni luogo sono destati. Qual vista fu mai quella, che vide l'occhio della Storia in quel repentino bagliore di sole nella notte! I tetti della sventurata Lione, e le sue cupole e le sue guglie d'un tratto furono rischiarate.
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Il Rodano e la Saona si veggono scorrere fiammeggianti, e fiammeggiano le alture e le valli, i casolari e i prati di stoppie levigati e tutt'intorno la regione; - le alture purtroppo sono tutte coperte di scarpe e controscarpe, di trincee, d'antemurali, di ridotte; gli uomini dell'Artiglieria azzurra, piccoli diavoli della Polvere, compiono il loro mestiere infernale in quella notte non deliziosa! Che le tenebre coprano di nuovo questo spettacolo; ch  doloroso per l'occhio.  proprio vero che la morte di Chalier costa cara alla Citt. I Commissar della Convenzione, i Congressi di Lione sono andati e venuti; all'azione  seguita la reazione; il male s' venuto sempre aggravando, finch si  giunti a questa condizione: il Commissario Dubois-Cranc, con settantamila uomini e tutta l'Artiglieria di parecchie Provincie, bombarda Lione giorno e notte.
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Cose peggiori sono ancora in serbo. La Fame  in Lione, la rovina, il fuoco. Disperate sono le sortite degli assediati; il bravo Prcy, loro Colonnello Nazionale e Comandante, fa quanto  in potere d'un uomo; ma quegli atti disperati sono senza effetto. I viveri sono tagliati fuori; non entra nella nostra citt altro che palle e bombe! L'Arsenale  fatto saltare in aria; fin l'Ospedale sar abbattuto e gli ammalati saranno sepolti vivi. Una bandiera nera ondeggia su quest'ultimo nobile edificio, facendo appello alla piet degli assedianti; che, malgrado il loro furore, non sono dopo tutto nostri fratelli? Ma essi, nella loro ira cieca, la scambiarono per una bandiera di sfida e tirarono verso quel luogo con pi accanimento. Quivi il male cresce senza fine, e come potr arrestarsi fino a che non abbia raggiunto il colmo? Il Commissario Dubois non vuole ascoltare n giustificazioni, n discorsi, tranne che questo: Noi ci arrendiamo a discrezione. Lione contiene Giacobini sottomessi; Girondini dominanti; Realisti segreti. Ed ora che sono in uno stato di sorda demenza, avvolti dai colpi di cannone, la disperata Municipalit non voler nelle braccia dello stesso Realismo? La Maest di Sardegna era sul punto di recare aiuto, ma anche questo venne a mancare. L'Emigrato d'Autichamp, in nome di due Pretendenti Altezze Reali, attraversa la Svizzera per recare aiuto; sta per venire, ma non  ancora venuto: Prcy inalbera la Fleur-de-lys!
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A tal vista tutti i veri Girondini depongono dolorosamente le loro armi: - Che i nostri fratelli Tricolori ci assalgano pure, ci massacrino nella loro furia; con voi noi non vogliamo vincere. Le donne e i fanciulli affamati sono fatti andare innanzi; Dubois, sordo a tutto, li respinge; - solo intento a spargere il fuoco e la follia. Le nostre "ridotte di sacchi di cotone" sono prese e riprese; Prcy sotto il suo Fleur-de-lys  valoroso fino alla Disperazione. Che sar mai di Lione?  un assedio che dura settanta giorni (163).
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Ma ecco che in quelle stesse settimane, lontana nelle acque dell'Ovest, si avventura attraverso la Baia di Biscaglia una sudicia, squallida e piccola Nave mercantile, con un padrone scozzese, sotto i cui boccaporti stanno sconsolati - i componenti dell'ultimo nucleo abbandonato del Girondismo, i Deputati provenienti da Quimper! Parecchi si sono dispersi ovunque hanno potuto. Il povero Riouffe cade negli artigli del Comitato Rivoluzionario e nella Prigione di Parigi. Gli altri si trovano qui sotto i boccaporti; il reverendo Ption dai grigi capelli, il collerico Buzot, il sospettoso Louvet, il bravo e giovane Barbaroux ed altri. Essi sono fuggiti da Quimper in questa miserevole imbarcazione; e ora navigano e lottano; esposti al pericolo delle onde, al pericolo degli Inglesi, al pericolo ancora peggiore dei Francesi; - messi al bando dal Cielo e dalla Terra, nel sordido ventre di quel vascello mercantile, appartenente ad uno Scozzese, circondati dall'Atlantico infecondo che freme e minaccia. Essi vanno verso Bordeaux, perch forse col v' ancora qualche speranza. Non entrate in Bordeaux, o Amici! Rappresentanti Sanguinar della Convenzione, come Tallien e simili, coi loro Editti, con la loro Ghigliottina vi hanno gi preso stanza; la Rispettabilit vi  calpestata; il Giacobinismo vi regna sovrano. Da quella spiaggia di Role, o Punta d'Ambs, pare che la livida Morte agiti la sua Spada Affilata, facendovi cenno d'andare altrove!
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Lo scozzese padrone della nave riesce con difficolt a gettar l'ncora in un sito qualunque di quella Punta d'Ambs; quantunque quell'uomo sudicio sia molto abile, con difficolt fa approdare i suoi Girondini; - i quali, fatta una ricognizione, debbono rapidamente scomparire sotto terra; e cos, nei sotterranei, nei nascondigli degli amici, nelle cantine, nei granai, nelle grotte di Saint-milion e di Liburne, potettero evitare una Morte crudele! (164) Sventuratissimi fra tutti i Senatori!
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CAPITOLO 6.
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LA RISCOSSA CONTRO I TIRANNI.
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Contro tutti questi incalcolabili impedimenti, contro questi orrori e questi disastri, che poteva mai opporre una Convenzione Giacobina? lo Spirito irriflessivo del Giacobinismo e la Frenesia Sanculottica senza formule? I nostri nemici ci premono, dice Danton, ma essi non debbono conquistarci, "noi piuttosto ridurremo in cenere la Francia, nous brlerons la France".
I Comitati di Suret, di Salut, si sono sollevati " la hauteur, all'altezza delle circostanze". S'elevino pure tutti i mortali  la hauteur. Che le Quarantaquattromila Sezioni e i loro Comitati Rivoluzionar facciano vibrare ogni fibra della Repubblica; e ogni Francese senta che bisogna agire o morire. Queste Sezioni e questi Comitati sono la circolazione del sangue del Giacobinismo, Danton mediante l'organo di Barrre e il Salut Public, ottiene un decreto: Che per legge debbano esservi in Parigi due meetings settimanali della Sezione; inoltre, che il pi povero Cittadino sia pagato per assistervi ed abbia il suo salario giornaliero di Quaranta Soldi. Questa  la celebre "Legge dei Quaranta Soldi": un fiero stimolante pel Sanculottismo, per la circolazione del sangue del Giacobinismo.
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Il ventitr Agosto, il Comitato della Salute Pubblica, come il solito mediante Barrre, aveva promulgato, in parole degne di memoria, il suo Rapporto, che presto divenne Legge, sulla Leva in massa. "Tutta la Francia con quanto  in essa tra uomini o risorse  messa, in requisizione", dice Barrre, con parole degne di Tirteo, le migliori parole che si conoscano di lui. "La Repubblica  una vasta citt assediata". Duecentocinquanta Fucine si allestiscono in questi giorni nel Giardino del Lussemburgo e tutt'intorno al muro esterno delle Tuileries, per costruire le armi, sotto gli occhi del Cielo e della Terra! Da tutti i casali verso i Capoluoghi, verso l'indicato Campo o sede di guerra, dovranno marciare i Figli della Libert, con la bandiera che avr la scritta: "Le Peuple Franais debout contre les Tyrans. Il Popolo Francese insorto contro i Tiranni". "I giovani andranno alla battaglia;  loro cmpito di conquistare; gli uomini ammogliati costruiranno le armi, trasporteranno il bagaglio e l'artiglieria; provvederanno alla sussistenza: le donne lavoreranno gli abiti dei soldati, faranno le tende; disimpegneranno il servizio negli ospedali; i fanciulli sfilacceranno la biancheria vecchia per uso dei chirurghi: i vecchi si faranno trasportare nei luoghi pubblici, ove con la parola stimoleranno il coraggio dei giovani; predicando l'odio pei Re e l'unit della Repubblica (165)." Parole da Tirteo, che risuonano in tutti i cuori della Francia.
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In questa disposizione di animo, poich non v' altro a fare, la Francia si scaglier contro i suoi nemici. A corpo perduto, senza badare n a spese n a conseguenze; non curando nessuna legge, nessuna regola, tranne questa suprema legge: la Salvezza del Popolo! Le armi sono tutto il ferro che  in Francia; la forza  tutta quella che posseggono gli uomini, le donne, i fanciulli di Francia. L, nelle loro duecentocinquanta baracche da fabbri, nel giardino del Lussemburgo o delle Tuileries, si costruiscono le armi senza posa, sotto gli occhi del Cielo e della Terra.
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N l'audacia eroica adoperata contro il nemico straniero pu far dimenticar la vendetta contro quello domestico. Accelerata la circolazione vitale dei Comitati Rivoluzionar da quella Legge dei quaranta soldi, il Deputato Merlin, non quello di Thionville che noi vedemmo uscire a cavallo da Magonza, ma Merlin di Douai detto poi Merlin Sospetto, - si fa avanti circa una settimana dopo colla sua Legge del Sospetto di fama mondiale: che ordina a tutte le Sezioni, mediante i loro Comitati, di arrestare sul momento tutte le Persone Sospette, e spiega in pari tempo quali sono i Soggetti all'arresto e i Sospetti. "Sono Sospetti", egli dice, "tutti quelli che con le loro azioni, relazioni, discorsi e scritti sono in breve divenuti sospetti" (166). Anzi Chaumette, per maggiore delucidazione, negli Affissi Municipali e nei Proclami, statuir che voi potete quasi riconoscere un Sospetto sulla via, ghermirlo - trascinarlo al Comitato e in Prigione. Badate alle vostre parole, badate ai vostri sguardi: se non potrete essere Sospetto per altro, voi potrete divenire, come si soleva dire: "Sospetto di essere Sospetto!" Poich non siamo forse in istato di Rivoluzione?
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Mai Legge pi spaventevole  stata adottata da una Nazione. Tutte le Prigioni, tutte le Caserme del territorio francese sono piene fino al tetto. Quarantaquattromila Comitati, come tante compagnie di mietitori o spigolatori, spigolano nella Francia, raccolgano la loro messe e la depongono in quelle Case. Messe di loglio aristocratico! E per tema che i Quarantaquattromila, ciascuno nel proprio campo maturo, si mostri insufficiente, si sta organizzando un "Esercito Rivoluzionario" ambulante: seimila uomini, sotto il comando di abili capitani, deve perlustrare il paese in lungo e in largo, intervenendo ovunque trovi infiacchito il lavoro della spigolatura. Ci hanno richiesto la Municipalit e la Societ-Madre; cos ha decretato la Convenzione (167). Che gli Aristocratici, i Federalisti, i Signori siano distrutti, e tremino tutti gli uomini. "Il suolo della Libert dev'essere purificato", - con la vendetta!
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N fino a quel momento il Tribunale Rivoluzionario ha avuto un giorno di vacanza. Blanchelande per aver perduto Saint-Domingo; i "Cospiratori di Orlans" per "avere assassinato", assalendolo, il sacro Deputato Lonard Bourdon: questi insieme a molti altri Oscuri, cui dolce era la vita, sono morti. Ogni giorno la grande Ghigliottina ha la sua preda. Come uno Spettro nero, quotidianamente, alla sera, scivola il Cesto della Morte a traverso la variopinta folla delle cose. La strada variegata rabbrividisce per un istante; dopo un istante dimentica. Gli Aristocratici! essi erano rei contro la Repubblica; la loro morte, non foss'altro che per la confisca dei loro beni, sar utile alla Repubblica: Vive la Rpublique!
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Negli ultimi giorni di Agosto cade una testa pi notevole: quella del Generale Custine. Custine fu accusato di durezza, d'inabilit, di perfidia; insomma di tante cose fu accusato; fu trovato reo, possiamo dire, d'una sola cosa, dell'insuccesso. Nell'udire la sua sentenza inaspettata, "Custine cadde dinanzi al Crocefisso", e rimase silenzioso per lo spazio di due ore. Egli procedette verso la Place de la Rvolution cogli occhi umidi di pianto e atteggiato a preghiera; rivolse lo sguardo in alto alla mannaia lucente, mont rapidamente lass (168), e rapidamente fu cancellato dalla lista dei Viventi. Aveva combattuto in America; era un uomo altero, bravo, e la sua sorte lo condusse a quel punto.
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Il giorno due di quello stesso mese, alle tre del mattino, un veicolo con le persiane chiuse partiva dal Temple diretto alla Conciergerie. Nel suo interno v'erano due Municipali e Marie-Antoinette gi Regina di Francia! L, in quella Conciergerie, in una cella ignominiosa, orribile, separata da figliuoli, dai congiunti, dagli amici, abbandonata dalla speranza, ella passa lunghe settimane in attesa della fine (169).
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La Ghigliottina,  evidente, va acquistando, al pari di tante altre cose, una rapidit di moto sempre crescente. La Ghigliottina, con la sua speditezza, sar l'indice della velocit generale della Repubblica. Lo strepito della sua immensa mannaia che s'alza e s'abbassa, in orride sistole e diastole,  parte di tutto l'enorme movimento della vita e della circolazione del Sistema Sanculottico! - "I Cospiratori di Orlans" e gli Assalitori dovevano morire, malgrado tutte le lagrime, malgrado tutte le suppliche; tanto  sacra la persona d'un Deputato. Eppure il sacro pu essere sconsacrato la dimane; il vostro stesso Deputato non  pi grande della Ghigliottina. Noi vedemmo il povero Gorsas Deputato e Giornalista che si nascondeva a Rennes al primo scoppiare della Guerra del Calvados. Egli si rec poi di soppiatto a Parigi nell'Agosto; si tenne celato per parecchie settimane intorno al Palais ci-devant Royal; ma un giorno fu visto, preso, identificato, e perch era gi "fuori della Legge", senza tanti complimenti fu mandato alla Place de la Rvolution. Mor raccomandando la moglie e i figli alla piet della Repubblica. Siamo al nove Ottobre 1793. Gorsas  il primo Deputato che muore sul patibolo; e non sar l'ultimo.
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Sono in prigione l'Ex Maire Bailly e l'Ex Procureur Manuel. Brissot e i nostri poveri Girondini arrestati sono gi divenuti i Girondini carcerati, accusati; tutto il Giacobinismo schiamazza per la loro punizione. I Suggelli di Duperret sono rotti! Quei Settantatr Protestanti Segreti, d'un subito, un giorno sono denunziati, e messi in istato d'accusa; le porte della Convenzione sono "previamente chiuse", perch nessun implicato possa fuggire. Essi furono condotti in prigione in maniera assai brusca quella stessa sera. Felici coloro che per buona sorte si trovano assenti! Condorcet s'era dileguato nelle tenebre; forse, al pari di Rabaut, trovasi fra due muri nella casa d'un amico.
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CAPITOLO 7.
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MARIE ANTOINETTE.
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Il Luned Quattordici Ottobre 1793, pende nel Palais de Justice, nella nuova Corte Rivoluzionaria, tale una Causa quale quelle antiche mure di pietra mai videro: il Processo di Marie Antoinette. Quella che fu un tempo la pi brillante delle Regine, oggi offuscata, disfatta, abbandonata, sta dinanzi alla sbarra del Giudice Fouquier-Tinvelle, per difendere la sua vita. L'Atto di Accusa le fu consegnato la sera precedente (170). A tali cambiamenti dell'umana fortuna quali parole sono adeguate! Solo il silenzio  adeguato.
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Poche stampe s'incontrano che siano cos tragiche, spaventose quasi, come queste pagine banali del Bulletin du Tribunal Rvolutionaire che portano il titolo di Processo della Vedova Capeto. Tenebre, tenebre come in una disastrosa eclissi, come il pallido Regno di Dite! Giudici Plutonici, Tinville Plutonico; circondato nove volte dallo Stige e dal Lete, col fuoco del Flegetonte e il Cocito detto dei Lamenti! Gli stessi testimoni citati sono come Spettri: testimoni a carico o a discarico, essi medesimi sono sospesi tra la morte e la condanna, e sono impressi nella nostra mente come la preda della Ghigliottina. Il ci-devant Conte d'Estaing, dall'alta statura, ansioso di mostrarsi patriota, non pu sfuggire; n Bailly, che quando gli si domanda se conosce l'Accusata, inchinandosi rispettosamente innanzi a lei dice: "Oh, s, io conosco Madame". Gli Ex-Patrioti sono qui, bruscamente trattati, come il Procureur Manuel; gli Ex-Ministri sono spogliati del loro splendore. Noi abbiamo la fredda impassivit aristocratica, fedele a s stessa anche nel Tartaro; la stupidit rabbiosa dei Patrioti Caporali, delle Patriote Lavandaie che hanno da dire dei Complotti, dei Tradimenti, del Dieci Agosto, dell'antica Insurrezione delle Donne. Poich tutto ormai  divenuto un delitto in colei che ha perduto.
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Maria Antoinette, in quest'ora di completo abbandono, di estremo bisogno, non smentisce a s stessa la donna imperiale. Il suo sguardo, dicono, mentre si leggeva l'odioso Atto d'Accusa, si manteneva calmo; "si not che ella qualche volta moveva le dita come in atto di suonare il Piano". Voi discernete, non senza interesse anche a traverso quel fosco Bollettino Rivoluzionario, come ella si comporti da Regina. Le sue risposte sono pronte, chiare, spesso di una brevit laconica; il suo contegno risoluto che  divenuto sempre pi sprezzante, senza essere meno dignitoso, si vela dell'apparenza d'una parola calma. "Voi dunque persistete nel voler negare?" - "Il mio partito non  di negare, ma di sostenere la verit che ho detta, e in quello io persisto". Lo scandaloso Hbert ha portata la sua testimonianza su parecchie cose e su un fatto relativo a Marie Antoinette e al suo Figliuolino, - di cui meglio sarebbe stato non insozzare l'Umano Linguaggio. Ella ha risposto ad Hbert; senonch un Giurato prega di osservare che su quel fatto non ha risposto. "Io non ho risposto", ella esclama con nobile emozione, "perch la Natura si rifiuta di rispondere a una tale accusa portata contro una Madre: me ne appello a tutte le madri che si trovano qui". Quando Robespierre sent questo fatto lanci quasi un'imprecazione all'indirizzo di questo stupido e brutale Hbert (171); sul cui immondo capo  ricaduta l'immonda menzogna. Il mercoled, alle quattro del mattino, dopo due giorni e due notti d'interrogatorio, di consulti di giurati ed altri ingarbugliamenti, vien fuori una sentenza di Morte. "Avete niente da dire?" L'Accusata scuote la testa senza parlare. S'estinguono i lumi della notte: per lei, anche il Tempo sta per aver fine, facendo luogo al Giorno e all'Eternit. Questa sala di Tinville  buia, male illuminata, tranne che al posto occupato da lei. Ella si ritira in silenzio, per morire.
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Due Processioni, o Regali Cortei, alla distanza di ventitr anni, ci hanno colpiti per uno strano contrasto. Il primo corteo: quello d'una bella Arciduchessa e Delfina, che lascia la sua patria all'et di quindici anni, andando incontro a speranze quali niun'altra Figlia d'Eva ebbe mai. "La dimane", dice Weber, testimone oculare, "la Delfina lasci Vienna. Tutta la citt si affollava nelle vie; in sulle prime con un silenzioso dolore. Ella comparve: era sprofondata nella carrozza; aveva tutto il volto bagnato di lagrime; si copriva gli occhi ora col fazzoletto, ora con le mani; di tratto in tratto si sporgeva fuori per rivedere ancora quel palazzo dei suoi Antenati ove non doveva pi tornare. La Delfina mostr la sua commozione, la sua gratitudine alla buona Nazione che le faceva ala per salutarla. Fu allora che alle lagrime seguirono pianti dirotti da ogni parte. Uomini e donne si abbandonarono a una tale manifestazione del loro dolore. Nelle vie, nelle avenues di Vienna fu tutto un gemito. Alfine l'ultima delle vetture che la seguivano disparve, e la folla si disperse". (172)
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La fanciulla imperiale di quindici anni  ora divenuta una Vedova, appassita, scoronata, di trentotto anni, grigia innanzi tempo; e questa  l'ultima Processione: "Pochi minuti dopo ch'era terminato il Giudizio, i tamburi chiamarono all'armi in tutte le Sezioni; all'alba la forza armata era in assetto, i cannoni venivano situati alle estremit dei Ponti, nelle Piazze, nelle vie traverse, lungo tutto il percorso dal Palais de Justice alla Place de la Rvolution. Verso le dieci, numerose pattuglie circolavano nelle Vie; trentamila soldati di fanteria ed altrettanti di cavalleria erano sotto le armi. Alle undici, Marie Antoinette fu condotta fuori. Indossava una veste da camera di piqu blanc: fu condotta alla piazza delle esecuzioni alla stessa maniera d'un comune criminale; legata, in un Carro; accompagnata da un Prete Costituzionale in abito da Laico; scortata da numerosi distaccamenti di fanteria e di cavalleria; che ella guardava con indifferenza, e nello stesso modo guardava la doppia fila di truppe schierate lungo il suo percorso. Nel suo contegno non si scorgeva n umiliazione, n orgoglio. Alle grida di Vive la Rpublique, Abbasso la Tirannia, che la seguivano lungo tutta la via, aveva l'aria di non prestare nessuna attenzione. Poco parlava al suo Confessore. Le banderuole tricolori sui tetti attirarono il suo sguardo, nelle vie du Roule e Saint-Honor; not anche le Iscrizioni poste sul frontone delle case. Nel giungere alla Place de la Rvolution, i suoi sguardi si volsero al Jardin National gi delle Tuileries, e in quel momento il suo volto ebbe un'espressione di viva emozione. Sal il palco con molto coraggio; alle dodici e un quarto cadde la sua testa che l'Esecutore mostr al popolo fra universali e protratte grida di Vive la Rpublique!" (173).
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CAPITOLO 8.
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I VENTIDUE.
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Di chi  la volta, o Tinville? I pi prossimi sono d'un differente colore: sono i nostri poveri Deputati Girondini arrestati, tutti quelli su cui si pot portare la mano; i nostri Vergniaud, Brissot, Fauchet, Valaz, Gensonn, un tempo fiore del Patriottismo francese. Ventidue, si dice; essi sono qui, dinanzi alla Sbarra di Tinville, condotti dalla "salvaguardia del Popolo Francese", dal confino nel Lussemburgo, dall'imprigionamento alla Conciergerie, ove sono arrivati pel corso degli eventi. Fouquier-Tinville deve rendere quel conto di loro che egli pu.
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Senza dubbio questo Processo dei Girondini  il pi grande che Fouquier abbia mai avuto sinora. Ventidue, tutti capi Repubblicani schierati l in fila; i pi eloquenti della Francia; Avvocati anche, e non senza amici nell'uditorio. Come potr provare Tinville che questi uomini sono rei di Realismo, Federalismo, Cospirazione contro la Repubblica? L'Eloquenza di Vergniaud si ridesta ancora una volta; "strappa le lagrime", dicono. I Giornalisti fanno il resoconto, il Processo si prolunga di giorno in giorno; e "minaccia di divenire eterno", mormorano molti. Il Giacobinismo e la Municipalit vengono in aiuto di Fouquier. Il 28 del mese, Hbert ed altri vengono in deputazione ad informare una patriottica Convenzione che il Tribunale Rivoluzionario  completamente "inceppato dalla Procedura legale"; che un patriottico Giur dovrebbe avere il "potere di tagliar corto, di terminer les dbats "quando la sua convinzione s' formata". Questo fecondo suggerimento di tagliar corto assume ben presto la forma d'un Decreto.
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Onde, alle dieci della sera del 30 Ottobre, i Ventidue son fatti ricomparire e ricevono la comunicazione: Che il Giur, essendosi formato la sua convinzione, aveva tagliato corto e reso il suo verdetto; che trovati rei gli accusati, la Sentenza  per tutti, niuno escluso, di Morte e confisca dei beni.
Un alto clamore, ben naturale, s'eleva tra i poveri Girondini; un tumulto che solo i gendarmi possono reprimere. Valaz si tira una pugnalata, e cade morto al suolo. Gli altri, fra un alto clamore e una grande confusione, sono ricondotti alla Conciergerie; Lasource esclama: "Io muoio nel giorno in cui il Popolo ha perduta la ragione; voi morrete quando la riacquister". (174) Non v' scampo! Cedendo alla violenza, i Condannati intuonano la Marsigliese e tornano cantando alla loro prigione.
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Riouffe, che fu loro compagno di prigione in quegli ultimi giorni, ha narrato con amore qual morte essi fecero. Secondo noi, non fu una morte edificante. Gaio e satirico Pot-pourri di Ducos; Scene di Tragedia rimate, in cui Barrre e Robespierre discorrono con Satana; la vigilia della morte passata "cantando e baloccandosi" fra "discorsi sulla felicit dei popoli". Queste cose ed altre di simil genere noi dobbiamo calcolare per quel che valgono. In questo modo i Girondini fanno la loro ultima cena. Giace Valaz col petto insanguinato nel sonno gelido della morte, e non pu udire quei canti nel sonno gelido della morte, e non pu udire quei canti. Vergniaud ha la sua dose di veleno, ma questa non  sufficiente pei suoi amici, e basterebbe solo per lui; onde egli la getta via, e presiede quell'Ultima Cena dei Girondini, con degli scatti selvaggi di eloquenza, fra i canti e il giubilo. La povera Volont Umana si sforza a mantenersi salda, in un modo o in un altro. (175)
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Ma il mattino seguente tutta Parigi  in istrada: una folla quale nessun occhio umano vide mai. Procedono i carri della Morte col freddo corpo di Valaz disteso fra i Ventuno ancora vivi. A capo scoperto, con le mani legate, scamiciati, con l'abito trascuratamente gettato sugli omeri: a tale sono giunti gli eloquenti di Francia, che la folla accoglie con mormorii ostili, con urli. Alle grida di Vive la Rpublique alcuni di rimando rispondono con Vive la Rpublique. Altri, come Brissot, sono immersi nel silenzio. A pi del palco essi intuonano di nuovo con appropriate variazioni la Marsigliese. Che scena musicale, pensate un po'! Cantano quelli che sono ancora vivi, il coro va sempre assottigliandosi! La scure di Samson  rapida; una testa ogni minuto o poco meno. Il coro si assottiglia; il coro  finito: - addio per sempre, o Girondini. Te-Deum Fauchet  divenuto silenzioso; la testa del morto Valaz  troncata; la falce della Ghigliottina ha mietuto tutti i Girondini. "L'eloquente, il giovane, il bello, il bravo, tutti!" esclama Riouffe. O Morte, qual festa nelle tue Aule spettrali!
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N purtroppo, nella lontana regione di Bordeaux, le cose andranno meglio pei Girondini. Nelle caves di Saint-milion, nei granai e nelle cantine i pi tristi mesi trascorrono; le loro vestimenta sono logore, la borsa  vuota; il gelido Novembre s'appressa; sotto Tallien e la sua Ghigliottina, ogni speranza  ormai spenta. Il pericolo si fa sempre pi imminente, le difficolt stringono sempre pi da vicino, ed essi decidono di separarsi. Gli addii non furono privi di commozione; il colosso Barbaroux, il pi allegro fra i bravi uomini, si curva per abbracciare il suo Louvet e grida: "In qualunque posto tu troverai mia madre, cerca fare le veci di suo figlio presso di lei; non vi sar alcuna delle mie risorse che non condivider con tua moglie, se per caso potr incontrarla". (176)
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Louvet and con Guadet, con Salles e con Valadi; Barbaroux con Buzot e Ption. Valadi si diresse verso il Sud, seguendo uno speciale itinerario. I due amici e Louvet ebbero una miserevole giornata e una ben triste nottata, il 14 Novembre 1793. Tutti bagnati, stanchi ed affamati, la dimane essi picchiano, per aiuto, alla casa di campagna d'un amico; il codardo amico non vuol riceverli. Onde dovettero restare sotto gli alberi con una pioggia dirotta. In preda alla disperazione, Louvet pensa di recarsi a Parigi. Egli va innanzi, un po' di qua un po' di l, guazzando nella mota, con una nuova forza attinta dalla furia o dalla frenesia; passa per villaggi, trovando "la sentinella addormentata nella sua garetta, sotto una fitta pioggia"; egli  passato prima che l'uomo possa raggiungerlo. Louvet si burla dei Comitati Rivoluzionari, si serve delle corriere postali coperte e scoperte; si nasconde una volta sotto gli zaini e i mantelli dei soldati e delle loro donne sulla via d'Orlans, mentre si va in cerca di lui; e la maniera onde riesce a scampare per un filo di capello, fornirebbe materia per tre romanzi; alfine giunge a Parigi dalla sua bella Compagna; poi si reca in Isvizzera per attendere giorni migliori.
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I poveri Guadet e Salles furono presi entrambi, e morirono ghigliottinati a Bordeaux, mentre si battevano i tamburi per coprire la loro voce. Anche Valadi  preso e ghigliottinato. Barbaroux e i suoi due compagni resistettero pi a lungo, fino all'estate del 1794; ma non pi. Un mattino di Luglio, nel cambiare il loro nascondiglio, come di frequente dovevano fare, "a circa una lega da Saint-milion, notano una gran folla di contadini": che i Giacobini vengano a prenderli? Barbaroux prende una pistola e s'ammazza. Eppure non erano dei Giacobini, ma innocui abitanti del villaggio che si recavano alla festa d'un altro villaggio. Due giorni dopo Buzot e Ption furono trovati in un campo di frumento coi loro corpi quasi divorati dai cani (177).
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Questa fu la fine del Girondismo. Sorsero quegli uomini per rigenerare la Francia; e questo  quanto hanno conseguito. Ohim, qualunque dissenso noi avemmo con loro non  stato forse cancellato dal loro destino crudele? La sola piet sopravvive. Tante anime eccelse di eroi sono sprofondate nel dominio di Hades, date in preda ai cani e ad ogni specie d'uccelli! Ma anche qui la volont del Potere Supremo s' compiuta. E come disse Vergniaud: "La Rivoluzione, come Saturno, divora i suoi figli".
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LIBRO QUINTO. IL TERRORE ALL'ORDINE DEL GIORNO.
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CAPITOLO 1.
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A PRECIPIZIO.
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Noi siamo, dunque, giunti a quel nero e precipitoso Abisso, ove da tempo tendevano tutte le cose; ove, toccato l'orlo vertiginoso, esse precipitano al fondo in un ruinare confuso a capofitto, tumultuosamente, gi, gi; - fin che il Sanculottismo non si sia distrutto da s; e in questa meravigliosa Rivoluzione Francese, come in un Giudizio Universale, se non s'era fatto rinascere, un Mondo era stato rapidamente distrutto e inabissato. Il Terrore  stato, a lungo, terribile; ma per gli stessi attori  ormai manifesto che la via loro imposta  quella del Terrore; ed essi dicono: Cos sia. "Que la Terreur soit  l'ordre du jour".
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Tanti e tanti secoli, a non dir altro, da Ugo Capeto in poi, si sono accumulati, e un secolo ha trasmesso all'altro, con nuova aggiunta, la somma di Malvagit, di Menzogne, d'Oppressione dell'uomo per opera dell'uomo. I Re peccarono, e peccarono i Preti, e pecc il Popolo. Malandrini manifesti incedettero trionfanti, ingemmati, con corona e con mitra; o quella specie, ancora pi fatale, di Malandrini Segreti dalle formule altisonanti, tutt'apparenza, tutta rispettabilit, vuoti all'interno; la razza dei Ciarlatani divenuta numerosa come la rena del mare. Fin che a lungo andare una tal somma di Ciarlataneria s'era accumulata, che la Terra e il Cielo ne erano stanchi. Lento sembrava il Giorno della Liquidazione; che si appressava impercettibile, traverso il frastuono e le fanfaronate della Cortigianeria, dell'Eroismo Trionfante, del Cristianissimo Grand Monarquisme, del Benamato Pompadourismo: eppure, guardate, esso era pur sempre in cammino; ed eccolo che  giunto, d'un subito, non visto da alcuno! La messe di lunghi secoli maturava, ingialliva con un cos rapido progredire negli ultimi tempi; ed ora che  gialla, vien mietuta rapidamente, per cos dire, in un giorno. Mietuta in questo Regno del Terrore, e trasportata allo Hades e, all'Abisso! - Disgraziati Figli d'Adamo: sempre cos  stato, ed essi mai lo hanno compreso, n mai lo comprenderanno! Con animo lieto, con dolce aspetto, di giorno in giorno, di generazione in generazione, augurandosi scambievolmente buona fortuna, essi sono all'opera nel seminare il vento. E ne consegue, poich Dio vive, che raccolgono la tempesta. Non  possibile altra cosa, - dacch Dio  una Verit e il Suo Mondo  una Verit.
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La Storia, intanto, nel trattare di questo Regno del Terrore, ha incontrate le sue difficolt. Fin che il Fenomeno si trovava nel suo primitivo stadio, semplicemente come "Orrori della Rivoluzione Francese", v'era tanto da dire e da urlare. Con e anche senza profitto. Sa il cielo quanti terrori e quanti orrori vi furono: eppure questo non era tutto il Fenomeno; anzi, pi propriamente, il Fenomeno non era punto questo, ma piuttosto l'ombra, la parte negativa di esso. Ed ora in una nuova fase, quando la Storia, cessando dal gridare, vorrebbe piuttosto includere sotto le sue antiche forme di espressione e di speculazione questa Cosa nuova e sorprendente; in modo che qualche accreditata e scientifica Legge della Natura potesse bastare per quell'inaspettato Prodotto della Natura, e la Storia potesse riuscire a trattarla con linguaggio articolato, traendone le debite conseguenze e il debito profitto; in questa nuova fase la Storia, dobbiamo dirlo, balbetta e s'agita in una maniera ancora pi penosa. Prendete, per esempio, l'ultima Forma di espressione che abbiamo vista proposta come la pi adeguata al soggetto, appena in questi mesi, dal nostro degno M. Roux nella sua Histoire Parlementaire. L'ultima e la pi strana: che la Rivoluzione Francese era stata lo sforzo supremo, dopo diciotto secoli di preparazione, per realizzare - la Religione Cristiana! (178) Unit, Indivisibilit, Fraternit o Morte erano le parole impresse su tutte le Case dei Viventi; anche sui Cimiteri o Case di Morti era impresso per ordine del Procuratore Chaumette: Qui  l'eterno sonno (179). Ma una Religione Cristiana realizzata con la Ghigliottina e la Morte Eterna, "mi riesce sospetta", come soleva dire Robespierre, "m'est suspecte".
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Ohim no, M. Roux!  questo un Vangelo di Fraternit secondo nessuno dei Quattro antichi Evangelisti, un Vangelo che non inculca agli uomini di pentirsi, e di emendare ciascuno la sua esistenza pervertita, perch si salvino; ma piuttosto un Vangelo, come noi spesso accennammo, secondo un Quinto e nuovo Evangelista, Jean-Jacques, che invita ciascuno ad emendare la esistenza perversa del mondo intero e a salvarsi facendo la Costituzione. Cosa ben differente e distante toto coelo, come suol dirsi: quanto  lontano il cielo, e pi ancora, se  possibile!  cos per altro che fanno la Storia e tutta l'umana Favella e l'umana Ragione, proprio come fece Adamo al principio della vita: si sforzano di dare un nome alle nuove Cose che produce la Natura - spesso senza alcun profitto.
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E se la Storia dovesse una volta confessare che tutti i Nomi e i Teoremi ad essa noti finora sono vani? Che questo grande Prodotto della Natura fu grande e nuovo proprio perch non venne a mettersi sotto le antiche e sancite Leggi della Natura, ma venne a svilupparne delle nuove? In questo caso la Storia, rinunciando alla pretesa di dare ad esso un nome pel momento, lo esaminer onestamente e dir di esso quel che potr! Tutto ci che si approssima al vero Nome ha valore: venga quando che sia il vero Nome, ch la Cosa si conosce d'ora innanzi; la Cosa ci appartiene e pu essere trattata.
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Ora non  di certo la realizzazione del Cristianesimo, o d'alcun che di terrestre che noi discerniamo in questo Regno del Terrore, in questa Rivoluzione Francese onde  compimento. Piuttosto noi discerniamo la Distruzione, - di tutto ci che era distruttibile. Si direbbe che Venticinque Milioni, in preda alfine a una ispirazione Pitica, fossero sorti simultaneamente e avessero detto, con un tono che sorpassava tempi e regioni, che questa Bugiarda Esistenza era divenuta insopportabile. O Ipocrisie e Apparenze, Manti Reali, Ermellini Cardinalizi, Credi, Formule, Rispettabilit, Sepolcri ben dipinti pieni d'ossa di morti, - ecco che tutti ci apparite nient'altro che una menzogna. Eppure la nostra vita non  una Menzogna; non sono una Menzogna la nostra Fame e la Miseria! Ed ecco che noi sorgiamo, come un sol uomo, con i nostri Venticinque Milioni di mani destre; e chiamiamo a testimoni il Cielo, la Terra e l'Abisso dell'Inferno, che, o voi dovete scomparire, o dovremo scomparire noi stessi.
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Giuramento davvero non immeritevole di considerazione; che forma, come spesso si  detto, il pi notevole avvenimento in questi ultimi mille anni; onde seguono e seguiranno conseguenze. Il compimento di questo Giuramento, vale a dire la fiera e disperata lotta dell'Uomo contro la sua Condizione, e il suo Ambiente, - una lotta, ohim, contro il Peccato e l'Oscurit che erano in loro stessi e negli altri: questo  il Regno del Terrore. La Disperazione Trascendentale fu la sua guida, per quanto inconsapevole. Le false speranze di Fraternit, di Millennio Politico, e d'altro ancora, noi le abbiamo sempre viste: ma l'anima di tutto questo, non vista, la Disperazione Trascendentale, non era falsa, n  rimasta senza effetti. La Disperazione, spinta agli estremi limiti, completa il ciclo, per cos dire; e ridiviene una specie di speranza genuina produttiva.
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La Dottrina della Fraternit, che fuori del Cattolicismo opera, in verit, stranamente, col veicolo d'un Jean-Jacques, d'un subito si sprigiona dal suo firmamento annuvolato; e di teoria che era si determina a divenire una pratica. Ma appunto cos fanno tutti i credi, le intenzioni, i costumi, le scienze, i pensieri e le cose che posseggono i Francesi: a un tratto precipitano; il Cattolicismo, il Classicismo, il Sentimentalismo, il Cannibalismo: tutti gl'ismi che costituiscono l'Uomo in Francia, precipitano e rimbombano in quell'abisso; la teoria  divenuta pratica e tutto ci che non pu nuotare affonda. Non  il solo Evangelista Jean-Jacques; non v' Maestro di villaggio che non abbia portato il suo contributo: non ci diamo forse del tu l'un l'altro come facevano i Popoli Liberi dell'Antichit? Il Patriota Francese col rosso berretto frigio della Libert battezza il suo povero fanciulletto rosso col nome di Catone, - Censore o di Utica? Gracco  divenuto Babeuf e pubblica Giornali; Muzio Scevola, Calzolaio di tal nome, presiede la Sezione Muzio Scevola; in breve  tutto un mondo che si getta in acqua alla rinfusa, per vedere quel che rester a galla.
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Onde noi, in tutti i casi, chiameremo questo Regno del Terrore uno strano Regno. Il Sanculottismo dominante fa, per cos dire, tabula rasa; mai l'Umanit fu vista in un momento pi strano. Una nazione d'uomini piena di bisogni e priva di costumi! Gli antichi costumi sono andati in rovina perch erano invecchiati. Gli uomini, spinti dall'impulso della Necessit e d'un furore Pitico, debbono sotto il pungolo del momento trovare il modo di soddisfare il bisogno. La Consuetudine va in rovina; per imitazione, per invenzione il Nuovo s'affretta a edificare s stesso. Ci che la Nazione Francese aveva nella testa vien fuori; e se il risultamento non  grande, di certo  dei pi strani.
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N il Lettore deve immaginare che fosse tutto nero questo Regno del Terrore: ben lungi da ci. Quanti vi sono in questa Francia tra fabbri, falegnami, fornai, lavandaie e simili, che attendono come sempre al loro quotidiano lavoro, senza curare se il Governo sia Governo di Terrore o di Gioia! A Parigi vi sono ventitr Teatri ogni sera; e qualcuno conta una sessantina di Ritrovi dove si balla (180). Le produzioni drammatiche - opere di carattere strettamente Repubblicano. Come pel passato, sempre nuove sfornate di romanzi vanno a rimpinzare le Biblioteche Circolanti (181). "Lo smaltitoio dell'Aggiotaggio", ora che s' in un tempo di Carta Moneta, lavora con una vivacit senza esempio, che non si pu immaginare; emana "subitanee fortune", come i Palazzi d'Aladino: una vera Fata Morgana miracolosa, dal momento che potete vivere col per un po' di tempo. Il Terrore  una specie di suolo sabbioso su cui si disegnano le scene pi varie. Con rapidi passaggi, con colori intensificati, il sublime, il comico, l'orribile si succedono; o piuttosto con un tumulto incalzante si accompagnano l'un l'altro.
Qui pi che altrove "le cento lingue" che gli antichi Poeti spesso invocano, sarebbero veramente utili! In mancanza d'un tale organo da parte nostra, cerchi il Lettore di adoprare il suo organo dell'immaginazione: cerchiamo noi di spiegargli dinanzi qualche sprazzo significativo delle cose, come pi ordinatamente possiamo.
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CAPITOLO 2.
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MORTE.
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Nei primi giorni di Novembre v' un fugace sprazzo di cose che  degno di nota: l'ultimo viaggio verso l'eterna dimora di Filippo d'Orlans Egalit. Filippo fu "messo in istato d'accusa", insieme ai Girondini, con sua e loro sorpresa; ma non fu giudicato con loro. Essi sono stati condannati a morte e decapitati da circa tre giorni, quando Filippo, dopo la sua lunga detenzione di sei mesi a Marsiglia, giunge a Parigi. Ci avvenne, secondo il nostro calcolo, il tre Novembre 1793.
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Quello stesso giorno due donne importanti sono fatte prigioniere: la Dame Dubarry e Josphine Beauharnais. La Dame Dubarry, gi Contessa, sfortunata donna, era ritornata da Londra, e l'arrestarono, non solo come una Ex-cortigiana d'una Ex-Maest, e perci sospetta; ma "per aver fornito danari agli Emigrati". Contemporaneamente a lei viene la moglie di Beauharnais, che presto ne sar la vedova: Giuseppina Tascher Beauharnais, la quale diverr l'Imperatrice Josphine Bonaparte, - perch una Indovina negra dei Tropici le aveva profetizzato tempo addietro che diverrebbe Regina e pi ancora. Nello stesso tempo il povero Adamo Lux, quasi pazzo, che, secondo Forster, "non aveva preso cibo per tre settimane", va alla Ghigliottina pel suo Pamphlet su Charlotte Corday; "egli sal il palco", e disse che "moriva per lei con grande gioia". Fra questi compagni di viaggio arriva Filippo. Poich, si chiami pure il mese Brumaire anno 2 della Libert, o Novembre dell'anno 1793 della Schiavit, la Ghigliottina va sempre, la Guillotine va toujours.
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Basta, il processo di Filippo  presto compiuto, il suo giur  presto convinto. Egli  trovato reo di Realismo, di Cospirazione e d'altro ancora; di pi diviene un reato per lui l'aver votata la Morte di Luigi, quantunque egli risponda: "Io votai secondo il mio convincimento e la mia coscienza". La sentenza lo condanna alla morte immediata, e questo triste giorno del sei Novembre  l'ultimo che vede Filippo. Filippo, dice Montgaillard, chiese subito la colazione; una buona quantit di "ostriche, due costolette, quasi una bottiglia del miglior vino di Bordeaux", e consum tutto con apparente buon appetito. Un Giudice Rivoluzionario o Emissario officiale della Convenzione venne poi a significargli che egli poteva ancora rendere servigio allo Stato rivelando la verit intorno a qualche complotto. Filippo rispose che al punto ove egli era, lo Stato non aveva diritto di reclamar molto da lui; ma che, nondimeno, nell'interesse della Libert, avendo ancora un po' di tempo a sua disposizione, voleva, ad ogni ragionevole domanda che gli si rivolgesse, dare una ragionevole risposta. E cos, dice Montgaillard, col gomito poggiato sul camino, egli convers con voce moderata e con una grande compostezza, fin che non fu passato il tempo e l'Emissario non fu andato via.
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Alla porta della Conciergerie, il contegno di Filippo fu fiero e disinvolto, quasi con aria di comando. Sono trascorsi cinque anni meno pochi giorni da che Filippo, tra queste stesse mura di pietra, si lev con un'aria di graziosit e domand al Re Luigi, "se quella era una Seduta Reale o un Letto di Giustizia". O Cielo! - Tre poveri criminali volgari dovevano essere trasportati e morire con lui: alcuni dicono che essi si opposero ad una simile compagnia e dovettero esser cacciati dentro a viva forza (182); ma sembra che non sia vero. Senonch, con o senza opposizione, il veicolo della Ghigliottina si pose in cammino. L'abito di Filippo  notato per la sua eleganza: marsina verde, panciotto di piquet bianco, pantaloni gialli di pelle di daino, stivali lucidi; la sua aria, come sempre, perfettamente corretta, impassibile, per non dire disinvolta, d'una gentilezza artificiosa. Attraversando lentamente, l'una dopo l'altra, molte strade, fra le esecrazioni, - si passa pel Palais Egalit, gi Palais-Royal! Il Popolaccio crudele lo fa soffermare per qualche minuto: la Dame de Buffon, si dice, lo guardava dall'alto, con la sua acconciatura alla Gesabele; lungo il muro di pietra apparivano queste parole impresse a grossi caratteri tricolori: REPUBBLICA, UNA E INDIVISIBILE; LIBERT, UGUAGLIANZA, FRATERNIT O MORTE; Propriet Nazionale. Gli occhi di Filippo ebbero un lampo infernale per un istante; ma immediatamente si ricompose, e rimase impassibile, corretto come uno zerbinotto. Sul palco, Samson voleva togliergli le scarpe: "Eh via!", disse Filippo, "si potranno togliere pi facilmente dopo; sbrighiamoci, dpchons nous!"
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Filippo non mancava dunque di qualche virt? Dio non ammette che possa esistere essere vivente completamente privo di una qualche virt. Egli ebbe la virt di mantenersi in vita per quarantacinque anni; - forse altre virt che non conosciamo. Ma probabilmente nessun mortale tramand la memoria di tante cose a lui connesse; tanti fatti, e anche tante menzogne. Poich egli era un Giacobino Principe del Sangue; vedete combinazione! Inoltre, a differenza d'un Nerone, d'un Borgia, visse all'Epoca dei Pamphlets. E facciamo punto; il Caos lo ha riassorbito, ed  a sperare, che il pi lontanamente, o proprio mai, ne generi uno simile! - Il bravo giovane Orlans Egalit, spogliato di tutto, ma non di s stesso,  andato a Coira nel paese dei Grigioni, sotto il nome di Corby, ad insegnarvi Matematica. La famiglia Egalit trovasi nella pi buia profondit del Nadir.
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Segue una Vittima tanto pi nobile, di cui si perpetuer la memoria per parecchi secoli: Jeanne Marie Phlipon, la Moglie di Roland. Sublime, come una Regina, nel suo dolore senza lamenti, apparve a Riouffe nella sua Prigione. "Qualcosa di pi che non si trova solitamente nello sguardo delle donne si pingeva", dice Riouffe (183). "in quei grandi occhi neri, pieni d'espressione e di dolcezza. Spesso ella mi parl di ammirazione, di stupore; mentr'ella si esprimeva con una purit, un'armonia, una forma che facevano parere il suo linguaggio una musica, che l'orecchio mai si stancava d'udire. La sua conversazione era seria, non fredda; e mentre partiva dalla bocca di una bella donna, era franca e coraggiosa come quella d'un grand'uomo." Eppure la sua cameriera diceva: "Alla vostra presenza ella d prova di tutta la sua forza, ma nella sua camera se ne sta per ben tre ore appoggiata alla finestra a piangere". Si trova in prigione, liberata una volta e poi subito ripresa, fin dal primo Giugno: nell'agitazione e nell'incertezza che sono giunte a grado a grado fino alla pi triste certezza, quella della morte. Nella prigione dell'Abbaye occupava l'appartamento di Carlotta Corday. Qui, alla Conciergerie, parla con Riouffe, con l'Ex-Ministro Clavire; chiama i Ventidue decapitati "nos Amis, i nostri Amici", - che presto seguiremo. In quei cinque mesi furono scritte quelle sue Mmoires che tutto il mondo legge ancora.
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Ed ora, l'8 Novembre, "vestita di bianco", dice Riouffe, "con la sua lunga chioma nera che le scende fino alla cintola", ella  andata alla sbarra del Tribunale; ed  tornata con passo sollecito, sollevando il dito per apprenderci che  stata condannata: i suoi occhi parevano umidi. L'interrogatorio di Fouquier-Tinville era stato "brutale"; l'onore femminile offeso lo rimbecc con disprezzo, non senza lagrime. Ed ora, compiuta la breve preparazione, anche lei deve percorrere l'ultima sua via. Andava con lei un tale Lamarche, "Direttore della Stampa degli Assegnati", che ella cercava di rialzare il suo abbattimento. Giunti a pie' del palco, ella chiese carta e penna. "per scrivere gli strani pensieri che sorgevano nell'animo suo" (184): notevole richiesta, che non fu soddisfatta. Allora, guardando la Statua della Libert eretta in quel luogo, dice amaramente: "O Libert, - quali cose si commettono nel tuo nome!" Per piet di Lamarche, ella vorrebbe morire per la prima: vorrebbe mostrargli come  facile morire. "Contrario all'ordine", disse Samson. "Ohib, ricusate di aderire all'ultima richiesta d'una signora? " E Samson cedette.
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Nobile Apparizione bianca, dall'altero volto di Regina, dallo sguardo dolce e fiero, dalla chioma nera ondeggiante fino alla cintola; e dal cuore generoso fra quanti mai palpitarono nel petto d'una donna! Come una statua greca, serenamente completa, splende in quel triste naufragio di cose; - ad imperitura memoria. Onore alla grande Natura che nella citt di Parigi, all'epoca del Nobile Sentimento o del Pompadourismo, pu produrre una Jeanne Phlipon e educarla a perpetua illustrazione della Femminilit, malgrado la Logica, le Encyclopdies e il Vangelo secondo Jean-Jacques! La Biografia rammenter a lungo quel tratto della richiesta d'una penna "per scrivere gli strani pensieri che sorgevano nell'animo suo".  come un tenue raggio di luce che spande la dolcezza e qualche cosa di sacro su tutto ci che ha dinanzi: cos, anche in lei v'era l'Ineffabile; anch'ella era figlia dell'Infinito; v'erano in questo misteri che il Filosofismo non aveva neppur sognato! - Ella lasci a sua figlia dei lunghi scritti di consigli; e disse che suo marito non le sopravviverebbe.
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Ancora pi che crudele fu la sorte del povero Bailly, Primo Presidente Nazionale, Primo Maire di Parigi: condannato ora per Regalismo, per Lafayettismo; per quel fatto della Bandiera Rossa allo Champ-de-Mars; - si pu dire in genere per aver lasciata la sua Astronomia ed essersi mischiato nella Rivoluzione.  il Dieci Novembre 1793; cade un'acquerugiola fredda, molesta, mentre il povero Bailly  condotto per le strade fra gli urli del Popolaccio che lo copre di maledizioni e di fango, agitandogli sul viso per ischerno una Bandiera Rossa accesa o fumante. Silenzioso, senza commiserazione  assiso l'innocente vecchio. Con andatura lenta, sotto il nevischio penetrante, giungono allo Champ-de-Mars. "Non l!" vocifera il Popolaccio che impreca; "un tal sangue non deve macchiare un Altare della Patria; non l; ma su quel mucchio di letame in riva al fiume!" Cos vocifera il Popolaccio imprecante, e l'Officialit l'ascolta! La Ghigliottina  disfatta, bench le mani siano intirizzite dall'aria rigida;  trasportata in riva al fiume, dove vien drizzata di nuovo, con lento torpore, contato, battito a battito, nel cuore stanco del vecchio. Per lunghe ore; fra le imprecazioni e la gelida pioggia. "Tu tremi, Bailly", gli disse uno. "Mon ami, tremo dal freddo", disse Bailly, "c'est de froid". Fine pi crudele non ebbe mortale (185).
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Alcuni giorni dopo, Roland, sentendo la notizia di ci che era accaduto il giorno otto, abbraccia i suoi buoni amici a Rouen, lascia la loro benefica casa che gli aveva dato rifugio, e parte con un addio troppo triste per aver lagrime. Il mattino della dimane, 16 del mese, "a circa quattro leghe da Rouen, nella direzione di Parigi presso il Borgo Baudoin nell'Avenue di M. Normand",  trovato a seder contro un albero un uomo dall'aspetto severo, reso anche pi duro dalla rigidezza della morte; un bastone a stocco gli ha trapassato il cuore; ai suoi piedi  questo scritto: "Chiunque tu sii che mi troverai a giacere, rispetta i miei avanzi: essi appartengono a un uomo il quale consacr tutta la sua vita a rendersi utile, e che  morto come visse, virtuoso e onesto". "Non la paura, ma l'indignazione mi fecero lasciare il mio ritiro, quando venni a sapere che mia moglie era stata assassinata. Io desiderai di non restare pi oltre su una Terra contaminata da delitti" (186).
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Il contegno di Barnave innanzi al Tribunale Rivoluzionario fu dei pi coraggiosi; ma ci non gli valse. Lo avevano fatto venire da Grenoble, per pagare il tributo comune. Vana  l'eloquenza, sia forense sia di altro genere, contro le mute cesoie di Cloto d'un Tinville. Non ha che trentadue anni questo Barnave, e quanti mutamenti ha gi visto. Non ha guari lo abbiamo visto in cima alla ruota della Fortuna, allorch la sua parola era legge pei Patrioti: ed ora  di certo al fondo della ruota, altercando violentemente con un Tribunale di Tinville, che lo condanna a morire! (187) E quel Ption, un tempo anch'egli dell'Estrema Sinistra chiamato Ption Vertu, ove  mai?  civilmente morto,  nelle Caves de Saint-milion, per essere divorato dai cani. E Robespierre che come lui fu portato sulle spalle del popolo  nel Comitato della Salute; civilmente vivo; non per vivere sempre. Cos vertiginosamente turbina e si svolge questo incommensurabile tormentum d'una Rivoluzione, che fa udire il suo rimbombo selvaggio e non pu seguirsi con l'occhio. Sul palco, Barnave batt il piede a terra e, volgendo in alto lo sguardo, lo si ud esclamare: "Questa  dunque la mia ricompensa!"
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Il Deputato Ex-Procureur Manuel s' digi dipartito; il Deputato Osselin, famoso anche in Agosto e Settembre,  sul punto di dipartirsi; cos Rabaut, scoperto per tradimento fra i suoi due muri, e il fratello di Rabaut. Quanti Deputati Nazionali! N mancano i Generali: la memoria del Generale Custine non pu essere difesa da suo figlio, perch anche suo figlio  stato ghigliottinato. Custine l'Ex Nobile era stato surrogato dal Plebeo Houchard; il quale alla sua volta non pot aver fortuna nel Nord; anche per lui non fuvvi misericordia; egli per nella Place de la Rvolution dopo aver tentato di suicidarsi in prigione. E i Generali Biron, Beauharnais, Brunet! Nessun Generale pu far bene; il duro e vecchio Luckner dagli occhi cisposi; l'Alsaziano Westermann, bravo e diligente nella Vandea: nessuno di loro pu, come canta il Salmista, liberare la sua anima dalla morte.
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Che gran da fare hanno i Comitati Rivoluzionari, le Sezioni, coi loro Quaranta Soldi al giorno! Gli arresti si seguono rapidi, incessanti; poi, viene la morte. L'ex-Ministro Clavire s' ammazzato in prigione. L'ex-Ministro Lebrun, preso in un fienile travestito da operaio,  immediatamente menato a morte (188). D'altra parte, non dice forse bene Barrre, "che si conia moneta nella Place de la Rvolution"? Poich sempre la "propriet del reo, se propriet egli ha",  confiscata. Per evitare gli accidenti, abbiamo fatta una legge onde il suicida non possa defraudarci, poich un criminale che si suicida, non per questo cesser d'incorrere nella confisca dei beni. Tremi perci il reo, tremi il sospetto, il ricco e in una parola ogni individuo Culottico! Il Palazzo del Lussemburgo, appartenente una volta a Monsieur,  divenuto un'immensa e orrida Prigione; cos il Palazzo di Chantilly, un tempo di Cond. I loro padroni sono a Blankenberg sulla sponda sinistra del Reno. In Parigi vi sono ormai Dodici Prigioni, nella Francia Quarantaquattromila; a quella volta, fitti come le foglie autunnali appassite, irrompono i sospetti; colpiti dal Comitato Rivoluzionario, sono spazzati verso quei luoghi, che sono come i loro magazzini, - per essere distrutti da Samson e da Tinville. "La Ghigliottina non va male. La Guillotine ne va pas mal".
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CAPITOLO 3.
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DISTRUZIONE.
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I sospetti possono ben tremare; ma tanto pi i ribelli dichiarati: - le Citt girondine del Mezzod! L'Esercito Rivoluzionario  partito sotto il comando dell'autore drammatico Ronsin; forte di seimila uomini, "in berretto rosso e farsetto tricolore, pantaloni e giacchetta di felpa scura, con enormi mustacchi e sciabola enorme, - in carmagnole complte" (189); recando seco ghigliottine portatili. Il Rappresentante Carrier s' recato a Nantes pei confini dell'ardente Vende, che Rossignol ha addirittura messa in fiamme; Carrier giudicher i prigionieri che voi farete, e i loro complici, Realisti o Girondini; la sua ghigliottina marcia sempre, va toujours, con la sua "Compagnia di Marat dai berretti di lana". Sono ghigliottinati piccoli fanciulli e adulti. Per rapida che sia la macchina, non basta; il Carnefice e i suoi garzoni sono estenuati dal soverchio lavoro; dichiarando che i muscoli umani non ne possono pi (190). Onde bisogna esperimentare la fucilazione; e forse in seguito metodi ancor pi spaventevoli.
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In Brest, per lo stesso scopo, Jean Bon Saint-Andr  alla testa d'un Esercito di Berretti Rossi. A Bordeaux comanda Tallien col suo Isabeau e i suoi paggi. Guadet, Cussy, Salles e tanti altri cadono. La Picca sanguinosa e il sanguinoso Berretto hanno il supremo dominio; mentre la Ghigliottina conia monete. Tallien dalla capigliatura ispida di volpe, abile Editore un tempo, attualmente ancor giovane,  divenuto feroce, potente; un Plutone sulla Terra, che possiede le chiavi del Tartaro. Si nota intanto che certa Seorita Cabarrus, o se volete Seora, maritata e non ancora vedova Dame de Fontenay, una bella bruna figliuola d'un Cabarrus Mercante Spagnuolo, - ha raddolcito il rosso cipiglio; perorando per s e pei suoi amici; e riuscendovi. Le chiavi del Tartaro o qualunque specie di potere sono qualche cosa per una donna; il fosco Plutone stesso non  insensibile all'amore. Novella Proserpina, ella  rapita da quel tristo e rosso Dite; e si dice che raddolcisse alcun poco il suo cuore di pietra.
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Maignet, a Orange nel Sud; Lebon, a Arras nel Nord, meravigliano il mondo. Il Tribunale Popolare Giacobino col suo Rappresentante Nazionale, sorge qua e l, forse proprio dove il Tribunale Popolare Girondino aveva funzionato; ovunque  necessario. Fouch, Maignet, Barras, Frron nettano i Dipartimenti Meridionali, come mietitori, con la falce della Ghigliottina. Molti sono i lavoratori, abbondante  la messe. A centinaia, a migliaia sono falciate le vite degli uomini; sono gettate come tizzi nella vampa.
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Marsiglia  presa e messa sotto la legge marziale: mirate, a Marsiglia, qual sudicia spiga dalla barba rossa stanno tagliando; - un grosso Uomo, vogliamo dire, dalla faccia a chiazze color di rame, dalla barba folta somigliante una stoppia, d'un colore di terracotta! Per Nemesi e le Fatali Sorelle, egli  Jourdan Coupe-ttes! Han colto lui in quei distretti sottoposti alla legge marziale; anche lui col loro "rasoio nazionale" rasoir national, sar d'un tratto rasato. E gi alla sua volta la testa del Carnefice Jourdan, - gi come quelle di Deshutte e di Varigny, che egli mand sulle picche nella Insurrezione delle Donne! Non lo si vedr pi questo Portento di rame andare in giro per le citt del Sud; non lo si vedr pi giudicare con la pipa e la zozza nella Torre di Ghiaccio d'Avignone. La Terra che tutto nasconde, ha ricevuto lui, quell'ammasso carnoso dalla barba di terracotta: che ci sia dato non vederne mai pi uno simile! - Si nomina Jourdan, e delle altre centinaia non si parla. Purtroppo essi, come fasci confusi, giacciono ammassati dinanzi a noi, contati a carrettate; eppure non uno di quegli individui, non una festuca di quei fasci fu privo d'una Vita e d'una Storia; e non fu reciso senza dolore, proprio come un Imperatore che muore!
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Meno di tutte le altre citt pu sfuggire Lione. Lione, che noi vedemmo sotto uno spaventevole chiarore solare, quella notte autunnale quando scoppi la Polveriera, evidentemente volgeva a una triste fine. Inevitabile: che cosa possono fare il valore disperato e Prcy, se Dubois-Cranc, sordo come il Destino, terribile come la Condanna, cattura le loro "ridotte di sacchi di cotone"; circuendole sempre pi da presso con la sua lava d'Artiglieria? Mai, quel ci-devant D'Autichamp arriver; mai si avr un qualche aiuto da Blankenberg. I Giacobini di Lione erano nascosti nelle grotte; la Municipalit Girondina diveniva sempre pi livida tra la fame, il tradimento e le fiamme. Prcy brand la spada e circa millecinquecento con lui; egli mont in sella per aprirsi la via della Svizzera. Essi combatterono con veemenza, e con veemenza furono combattuti e vinti; non delle centinaia ma appena delle unit di loro poterono vedere la Svizzera (191). Il 9 Ottobre, Lione si arrende a discrezione; essa  divenuta una citt dannata. L'Abb Lamourette, ora Vescovo Lamourette, gi legislatore, quello dell'antico Baiser-L'Amourette o Bacio di Dalila,  qui preso e mandato a Parigi per essere ghigliottinato; "egli si fece il segno della croce", dicono, quando Tinville gli comunic la sua sentenza di morte, e mor da eloquente Vescovo Costituzionale. Guai adesso a tutti i Vescovi, Preti, Aristocratici e Federalisti che si trovano a Lione! I mani di Chalier debbono essere calmati; la Repubblica, furiosa di un furore di Pitonessa, ha denudato il suo braccio destro. Mirate! Il Rappresentante Fouch, Fouch di Nantes, un nome che diverr ben noto, con una compagnia di Patrioti si reca debitamente ad esumare il corpo di Chalier. Un Asino vestito delle insegne sacerdotali, con la mitra in testa, che trascina i libri della Messa, dicono alcuni proprio la Bibbia, alla sua coda, attraversa le vie di Lione, scortato da una moltitudine di Patrioti fra un clangore d'inferno: diretti alla tomba del Martire Chalier. Il corpo  tirato fuori e bruciato; le ceneri sono riunite in un'urna; per essere venerate dal Patriottismo di Parigi. I Libri Sacri fecero parte del funebre rogo, e le loro ceneri furono sparse al vento, fra grida di "Vengeance! Vengeance!" - che, scrive Fouch, saranno soddisfatte (192).
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Lione  infatti una Citt che dev'essere abolita; non pi Lione sar chiamata d'ora innanzi, ma "Commune Affranchie, Comune Riscattato": anche il suo nome dovr perire. Dev'essere rasa al suolo questa che un tempo fu una grande Citt, se il Giacobinismo profetizza bene; poi una Colonna sar eretta sulle rovine con questa Iscrizione: "Lione, si ribell alla Repubblica; Lione non  pi". Fouch, Couthon, Collot, Rappresentanti della Convenzione, si succedono l'uno all'altro: vi  lavoro pel Carnefice; lavoro pel martello, ma non per edificare. A cominciare dalle Case degli Aristocratici, che sono condannate. Il Paralitico Couthon, portato su una sedia, batte sul muro con un emblematico martello, dicendo: "La Loi te frappe, La Legge ti colpisce"; muratori con picconi e leve intraprendono la demolizione. E che strepito delle case che crollano, che desolante rovina fra nugoli di polvere portati dal vento invernale! Se Lione fosse stata di fragile struttura, sarebbe tutta svanita in quelle settimane e la profezia dei Giacobini si sarebbe compiuta. Ma le Citt non si fanno di spuma di sapone; Lione  costruita in pietra. Onde, quantunque si fosse ribellata alla Repubblica, esiste ancora oggid.
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N i Girondini di Lione hanno un sol collo, che si possa recidere d'un sol colpo. Il Tribunale Rivoluzionario, la Commissione Militare, ghigliottinando, fucilando, fanno quanto possono; i rigagnoli della Place des Terreaux sono rossi; cadaveri mutilati galleggiano sul Rodano. Collot d'Herbois, dicono, era stato fischiato sul palcoscenico a Lione; ma con quali sibili, con quale fischietto mondiale o roca Tartarea Tromba lo fischierete ora, nel suo nuovo carattere di Rappresentante della Convenzione, - non  a ripetersi! Duecentonove uomini sono trascinati al Fiume per essere fucilati in massa, col moschetto e col cannone, nella Promenade des Brotteaux.  la seconda di queste scene; nella prima ne perirono una settantina. I cadaveri dei primi furono gettati nel Rodano, ma il Rodano ne rigett sulla spiaggia alcuni; onde questi altri della seconda spedizione saranno sepolti sulla terra. La loro unica e lunga fossa  scavata; essi stanno in piedi, allineati presso il rialto di terreno umido; i pi giovani cantano la Marsigliese. Le Guardie Nazionali Giacobine fanno fuoco; ma sono costrette a ripeterlo pi volte e a far uso della baionetta e della spada, poich, sebbene i condannati cadano tutti, non tutti muoiono; - e si ha cos un macello troppo orribile a descriversi; al punto che gli stessi Nazionali, nel far fuoco, volgono altrove il viso. Collot, strappando il moschetto ad una di quelle Guardie Nazionali e spianandolo con l'aria pi impassibile, dice; " cos che un Repubblicano deve far fuoco".
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Questa  la seconda Fucilata, e fortunatamente l'ultima: si finisce col trovare la cosa troppo orrida; inopportuna anche. I condannati condotti in quel luogo erano Duecentonove, uno ne fugg in capo al Ponte; eppure, nel contare i cadaveri se ne trovano Duecentodieci. Spiegaci questo enimma, o Collot! Ma dopo un lungo congetturare si sovvennero che due individui, qui sul suolo di Brotteaux, cercarono di uscire dalle file, protestando in preda alla pi grande disperazione che essi non erano condannati, ma Commissari di Polizia: ma furono respinti, non prestandosi loro fede, e fucilati insieme agli altri! (193) Tale  la vendetta d'una Repubblica arrabbiata. Certamente questa, secondo una frase di Barrre,  Giustizia "sotto forme rudi, sous des formes acerbes". Ma la Repubblica, come dice Fouch, "deve giungere alla Libert passando sui cadaveri". O, come dice ancora Barrre: "Non vi sono che i morti che non tornano addietro, Il n'y a que les morts qui ne reviennent pas". Il Terrore aleggia dapertutto: "La Ghigliottina non va male".
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Ma prima di lasciare queste regioni Meridionali, su cui la Storia pu gettare solo qualche occhiata di lontano, essa vorr fermarsi per un momento per guardare intensamente un punto solo; l'Assedio di Tolone. Molte batterie, molto bombardamento; s'infocano le palle nelle fornaci e nelle fattorie, mentre l'artiglieria serve bene o male, e si attaccano i Valichi d'Ollioules e il forte Malbosquet; ma poco s' ricavato finora. Abbiamo avuto qui il Generale Cartaux, un ex-pittore salito in grado nei torbidi di Marsiglia; il Generale Doppet, un ex-medico, salito in grado nei torbidi del Piemonte, che sotto Cranc prese Lione, ma non pot prendere Tolone. Finalmente abbiamo il Generale Dugommier, un allievo di Washington. Non sono mancati i Reprsentants della Convenzione: Barras, Saliceti, Robespierre il giovane; - v' anche uno Chef de Brigade d'Artiglieria, d'estrema diligenza, che spesso si schiaccia un sonnellino fra i cannoni: giovane di piccola statura, taciturno, di colore olivastro, che non ci  sconosciuto, di nome Bonaparte; uno dei migliori ufficiali d'Artiglieria, fra quanti mai ne incontrammo. Eppure Tolone non  stata presa.  il quarto mese ormai: il mese di Dicembre in istile schiavo, Brinaio o Frimaire nel nuovo stile: ancora la maledetta Bandiera rossa e bleu sventola ivi.
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Essi sono bene approvvigionati dalla parte del Mare, hanno prese tutte le alture, abbattendo il bosco e fortificandosi; come il coniglio, hanno costruita la loro tana nelle rocce.
Senonch, Brinaio non  ancora divenuto Nevoso o Nivose, quando  convocato un Consiglio di Guerra; le Istruzioni sono gi arrivate dal Governo e dal Salut Public. Carnot, nel Salut Public, ci ha mandato un piano d'assedio, che  criticato in una maniera e in un'altra dal Generale Dugommier e dal Commissario Saliceti; e le critiche e i piani erano svariati, allorch quel giovane Ufficiale di artiglieria si arrischia a parlare; quello stesso che vedemmo sonnecchiare fra i cannoni, che  emerso parecchie volte in questa storia, - di nome Napoleone Bonaparte.
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La sua umile opinione, che s' formata guardando col cannocchiale,  che un certo Fort d'Eguillette pu esser preso incontanente come per un salto di leone; e quando esso fosse nostro, il vero cuore di Tolone potrebbe essere colpito; le Linee Inglesi sarebbero per cos dire volte all'interno e Hood e i nostri Naturali Nemici dovrebbero il d seguente o mettersi in mare o vedersi ridotti in cenere. I Commissari inarcano le ciglia in segno di diniego; chi  questo giovane signore che ha pi cervello di tutti noi? Peraltro, il bravo veterano Dugommier crede che l'idea sia degna di considerazione; interroga il giovane; finisce col convincersi, e pensa che si debba tentare: Proviamo!
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Il volto bronzeo e taciturno, ora che le cose sono pronte, ha assunta un'aria di maggiore austerit, reprimendo un fuoco interiore pi che mai intenso. Laggi, tu lo vedi,  il forte d'Eguillette; un salto di leone disperato, ma pur possibile; oggi sar tentato! -  tentato:  trovato buono. Con stratagemmi e coraggio, nascondendosi tra i burroni, immergendosi ferocemente nella tempesta di fuoco, il Forte d'Eguillette  preso,  conquistato: al diradarsi del fumo, vediamo il Tricolore ondeggiare su di esso: il giovane dal bronzeo viso aveva ragione. Il giorno seguente, Hood, trovando che l'interno delle sue linee era esposto, le sue difese all'interno scoperte, si prepara ad imbarcarsi. Prendendo a bordo quei Realisti che vogliono andar con lui, egli leva l'ancora: il 19 Dicembre 1793 Tolone torna ad appartenere alla Repubblica.
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 finito il cannoneggiamento a Tolone; ora si pu cominciare a ghigliottinare e fucilare. Orrori civili, veramente; ma almeno quella infamia d'una dominazione inglese  stata purgata. Che vi siano ora universali Feste Civiche per tutta la Francia: cos nel suo rapporto dice Barrre o il Pittore David; e che la Convenzione assista in corpo (194). Inoltre si dice che quegl'infami Inglesi (pi curanti dei loro interessi che dei nostri) posero il fuoco ai nostri magazzini, arsenali, navi da guerra nel Porto di Tolone, prima di levar l'ancora; a una ventina di eccellenti navi da guerra, le sole che avevamo attualmente! Eppure essi non vi riuscirono, quantunque le fiamme si espandessero in lungo e in largo; non pi di due bastimenti furono bruciati; gli stessi galeotti correvano con le secchie per ispegnere. Queste stesse superbe Navi, come l'Orient e le altre, debbono trasportare quello stesso Giovane in Egitto prima: non ancora esse possono essere ridotte in cenere, o trasformate in Ninfe marine; non ancora far l'ufficio di razzi, o nave l'Orient; n divenir preda dell'Inghilterra, - prima che il tempo giunga!
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E cos per tutta la Francia v' Civica Festa ed alta marca: e Tolone assiste alla fucilazione, al cannoneggiamento in massa, come vi assistette Lione, e "la morte  vomitata a grandi fiotti, vomie  grands flots"; e dodicimila Muratori sono requisiti nei paesi circonvicini, per radere Tolone dalla faccia della Terra. Poich bisogna che sia rasa, dice Barrre nel suo rapporto; tutta, tranne gli stabilimenti navali nazionali; e sar chiamata d'ora innanzi, non Tolone, ma Porto della Montagna. Ed ora dobbiamo lasciarla fra le nere nubi della morte; - sperando solo che Tolone sia anche fabbricata di pietra, e che forse neppure i Dodicimila Muratori possano buttarla gi, fin che non sia passato il parossismo.
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Ma si comincia ad esser nauseati "della morte vomitata a grandi fiotti". Non odi tu, o Lettore (poich il rumore giunge a traverso i secoli), nel silenzio delle notti di Dicembre e Gennaio, sulla citt di Nantes, - rumori confusi come di fucileria e tumulto, che pare di rabbia e di lamenti misti all'incessante mormorio delle acque della Loira? La Citt di Nantes  immersa nel sonno; ma il Reprsentant Carrier non dorme, non dorme la Compagnia di Marat dai berretti di lana. Perch leva l'ancora quella navicella dal fondo piatto, quella gabarre, verso le undici della notte, con Novanta Preti sotto i boccaporti? Essi vanno a Belle Isle? Nel mezzo della corrente della Loira, a un segnale dato, la gabarre  sprofondata; e scompare con tutto il suo carico. "La sentenza di deportazione", scrive Carrier, "fu eseguita verticalmente". I Novanta Preti, col loro feretro-gabarre, giacciono nel fondo! Questa  la prima delle Noyades, che noi possiamo chiamare Annegamenti, di Carrier; che sono divenuti famosi per sempre.
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A Nantes si ghigliottinava, finch il Carnefice non cadeva stanco: poi cominciava la fucilazione nel Plain di Saint-Mauve; sono fucilati i bambini e le donne coi bambini al petto: tra donne e fanciulli circa centoventi e poi cinquecento, tanto  infiammata la Vende; fin che gli stessi Giacobini ne furono nauseati, e tutti, tranne la Compagnia di Marat, gridarono: Basta! Ecco perch noi abbiamo adesso gli annegamenti e nella notte del 24 Brinaio dell'anno 2 che corrisponde al 14 Dicembre 1793, abbiamo una seconda Noyade "di Centotrentotto persone" (195).
Ma perch perdere una gabarre, facendola affondare con essi? Buttateli in acqua con le mani legate; fate piombar loro addosso una grandine di piombo fin che il pi resistente di loro sia affogato! I dormienti dal sonno leggero di Nantes e dei Villaggi Marittimi circonvicini odono le scariche di fucileria confuse ai venti della notte, e non sanno spiegarsi che mai pu essere. E in quella gabarre v'erano delle donne, che gli uomini dal Berretto Rosso denudavano: che nella loro agonia pregavano fosse lasciata loro almeno la camicia. Alle madri poi che supplicavano perch fossero risparmiati i loro fanciulli, la Compagnia di Marat rispondeva: "Lupacchiotti che col crescere diverrebbero lupi".
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A poco a poco le Noyades si compiono alla luce del giorno: uomini e donne sono legati insieme piedi e piedi, mani e mani e affondati: e questo essi chiamano Mariage Rpublicain, Matrimonio Repubblicano. Crudele  la pantera delle foreste, l'orsa privata dei suoi orsacchiotti: ma nell'uomo v' un odio pi crudele di tutti. Mute, libere ormai d'ogni sofferenza, corpi lividi e gonfi, le vittime rotolano confuse verso il mare portate dalla corrente della Loira; la marea le respinge indietro: nugoli di corvi oscurano il Fiume; i lupi vanno a cercar la preda nelle secche. Carrier scrive: "Quel torrent rvolutionnaire! Che torrente rivoluzionario!" Poich l'uomo  arrabbiato; e arrabbiato  il Tempo. Queste sono le Noyades di Carrier; venticinque si dice, poich ci che s' compiuto nella oscurit vien fuori per diventar noto alla luce del sole (196), e non sar dimenticato per secoli. - Noi ci volgeremo a un altro aspetto della Consumazione del Sanculottismo; abbandonando questo che  il pi nero.
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Invero gli uomini son tutti arrabbiati, e cos  il Tempo. Il Rappresentante Lebon, ad Arras, immerge la sua spada nel sangue che scorre dalla Ghigliottina ed esclama: "Come mi piace questo!" Si dice che le madri, per suo ordine, debbano star vicino alla Ghigliottina mentre divora i loro figliuoli; una banda musicale  situata ivi presso; e ad ogni testa che cade intuona il suo a-ira (197). Nel Borgo di Bedouin nell'Orange, l'Albero della Libert  stato abbattuto nella notte. Il Rappresentante Maignet viene a saperlo ad Orange, e brucia il Borgo di Bedouin fino all'ultimo canile; ghigliottina gli abitanti, o li caccia nelle grotte o sui monti (198). Repubblica Una e Indivisibile! Essa  il pi recente parto dell'Abisso scompigliato, inorganico della Natura, quello che gli uomini chiamano Orco, Caos, Notte primitiva, e non conosce che una legge: quella della propria conservazione. Tigresse Nationale; non le toccate il mustacchio! Essa colpisce rapida; guardate la zampa che protende; - la piet non  mai entrata nel suo cuore.
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Prudhomme, quel triste e rumoroso Stampatore ed Abile Editore, e per giunta Editore Giacobino, diverr un rinnegato, e pubblicher grossi volumi su questa materia: I delitti della Rivoluzione, aggiungendovi innumerevoli bugie, quasi che la verit non bastasse. Quanto a noi, troviamo pi edificante di sapere una buona volta che questa Repubblica, questa Tigre Nazionale  un Nuovo Parto; un Fatto di Natura in mezzo alle Formule, in una Et delle Formule; e di considerare spesso nel silenzio, come un Fatto cos genuino della Natura si comporter tra le Formule. Poich le Formule sono in parte genuine, illusorie e ipotetiche; noi le chiameremo con linguaggio metaforico forme regolate e modellate; alcune delle quali conservano ancora corpo e vita; molte delle quali, secondo uno Scrittore Tedesco, non sono che vuote, "occhi di vetro che vi fissano con un'affettazione di vita spettrale, e nel loro interno non contengono che un accumulo immondo di scarafaggi e di ragni"! Ma il Fatto, e tutti possono osservarlo,  genuino e sincero;  il pi sincero dei Fatti; terribile nella sua sincerit, terribile come la Morte. Ci che  ugualmente sincero, pu stargli di contro e affrontarlo; ma, ci che non  tale?
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CAPITOLO 4.
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CARMAGNOLE COMPLTE.
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Simultaneamente con questo nero aspetto di Tophet, un altro aspetto si svolge, che si potrebbe chiamare un Tophet rosso: la Distruzione della Religione Cattolica; e invero, pel tempo che corre, della Religione in genere. Noi vedemmo che il Nuovo Calendario di Romme stabilisce il suo Decimo Giorno di Riposo, e domandammo, che diverrebbe il Sabato Cristiano? Intanto il Calendario ha appena un mese di vita e tutto ha avuto il suo assetto.  molto strano, osserva Mercier: nell'ultima ricorrenza del Corpus Domini del 1792, tutti, a cominciare dall'Autorit Sovrana, marciarono in religiosa gala con un'aria tutt'affatto devota; - e il Macellaio Legendre, sospettato d'irriverenza, fu a un punto d'esser massacrato nel suo biroccio come si venne a sapere. La Gerarchia gallicana, la Chiesa, le Formule della Chiesa pareva rifiorissero, ben vero dalle foglie un po' smorte, ma non pi smorte degli ultimi anni o delle ultime decadi; rifiorissero dappertutto nelle simpatie d'un Popolo non adulterato; sfidando il Filosofismo, la Legislazione e l'Enciclopedia. Fioriscono ovunque, ohim! come una Vallombrosa dalle foglie smorte; che aspetta solo una raffica del vento di Novembre, e in un'ora ne  tutta spogliata! Da quel giorno del Corpus Domini sono venuti Brunswick e gli Emigrati, e La Vende e diciotto mesi del Tempo: di tutto quello che fioriva, specialmente delle foglie smorte,  venuta, comunque lentamente, la fine.
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Il 7 Novembre, un certo Citoyen Parens, Curato di Boissise-le-Bertrand, scrive alla Convenzione che durante tutta la sua vita non ha fatto che predicare il falso e che omai n' stanco; perci egli abbandonava la sua Cura e il suo stipendio, e prega l'Augusta Convenzione di dargli qualche cos'altro di cui vivere. Gli daremo una "Mention honorable"? O lo rinvieremo al Comitato delle Finanze? Ma s' appena deciso in proposito, quando l'oca Gobel, Vescovo Costituzionale di Parigi, col suo Capitolo, con una scorta Municipale e Dipartimentale dai berretti rossi, fa la sua apparizione, per fare quello che ha fatto Parens. L'oca Gobel non riconoscer ora altra "Religione che la Libert", perci egli si sveste degli abiti da Prete e riceve l'abbraccio Fraterno: per consolazione del Dipartimentale Momoro, dei Municipali Chaumette ed Hbert, di Vincent e dell'Esercito Rivoluzionario! E chiede Chaumette: Non si potrebbe in questi giorni Senza-calzoni intercalare una Festa della Ragione? (199) Ma certo! Che si rallegrino l'Ateo Marchal, Lalande e il piccolo Ateo Naigeon; che Clootz, Oratore del Genere Umano, presenti alla Convenzione le sue "Prove della Religione Maomettana", un'opera che prova la nullit di tutte le Religioni, - ricevendone ringraziamenti. Vi sar ormai la Repubblica Universale, pensa Clootz, e "un solo Dio: Le Peuple".
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La Nazione Francese  di natura gregaria, imitativa; non le occorre altro che un piccolo accenno in questa materia; e l'Oca Gobel, spinto dalla Municipalit e dalla forza delle circostanze, ha dato quell'accenno. Qual Curato dovr essere da meno di Boissise, qual Vescovo da meno di quello di Parigi? Il Vescovo Grgoire coraggiosamente rifiuta; e gli si risponde: "Noi non forziamo nessuno; che Grgoire consulti la sua coscienza": ma Protestanti e Cattolici a centinaia aderiscono e s'impegnano. Da vicino e da lontano per tutti i mesi di Novembre e Dicembre, fin che il lavoro non sia compiuto, vengono lettere di abiura, vengono Curati "che apprendono il mestiere di Falegnami", Curati con Monache divenute di recente loro Spose: non ha brillato il giorno della ragione assai presto, ed ora s'appressa al mezzod? Dai Comuni reconditi vengono Indirizzi, in cui si dice chiaramente, quantunque in dialetto, che "non vogliono pi avere a fare con quel nero animale chiamato Curato, animal noir appel Cur" (200).
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Sopratutto giungono Doni Patriottici, di arredi di Chiese. Gli avanzi delle campane, eccetto quelle che servono per suonare a stormo, discendono dai loro campanili nella fonderia Nazionale, per divenire cannoni. I turiboli e tutto il vasellame sacro son disfatti; se d'argento, vanno alla zecca ove  penuria; se di stagno, se ne facciano palle per colpire i "nemici du genre humain". Le dalmatiche di peluzzo servano per provvedere di pantaloni chi non ne ha; le stole di tela siano ridotte a camicie pei Difensori del Paese; i vecchi rigattieri, Ebrei o Pagani, fanno il pi abile commercio di questa roba. La Processione dell'Asino di Chalier a Lione, non fu che un esemplare di ci che in quei medesimi giorni accadeva in tutte le Citt. In tutte le Citt e in tutti i Comuni, rapide al pari della Ghigliottina, manovrano la scure e le tanaglie; le sacrestie, i leggii, le balaustre degli altari, tutto  abbattuto; dei Libri da Messa si fanno cartucce; si danza la Carmagnola tutte le notti intorno ai fal. Tutte le vie risuonano di arnesi sacerdotali manomessi, mandati alla Convenzione per la Zecca caduta in miseria. La Chsse della buona Sainte Genevive  messa gi; ma purtroppo, questa volta, per essere esposta e bruciata sulla Place de Grve. La camicia di Saint-Louis  bruciata; - e non si poteva darla a un Difensore del Paese? Nella citt di Saint-Denis, non pi Saint-Denis, ma Franciade, il Patriottismo  disceso nelle Tombe per rovistarle; e l'Esercito Rivoluzionario vi ha fatto bottino. Ed ecco ci che videro le strade di Parigi:
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"La maggior parte di quelle persone erano ancora ubbriache dell'acquavite che avevano tracannata nei calici; - mangiando pesci sgombri sulle patne dei calici! Montati sopra Asini coperti d'abiti sacerdotali e con le redini di stole, tenevano impugnati con la stessa mano il ciborio e l'ostia consacrata. Costoro si fermavano dinanzi alle Botteghe d'acquavite e protendevano i cibor; allora il padrone, col boccale in mano, doveva riempirli tre volte. Venivano subito dopo le Mule con un pesante carico di croci, candelieri, turiboli, pile per acqua santa, issopi; - che facevano tornare alla memoria i Sacerdoti di Cibele, i cui panieri, riempiti degli strumenti del loro culto, servivano nello stesso tempo da credenze, sacrestia, e tempio. Cos equipaggiati, i profanatori s'avanzano verso la Convenzione. Vi entrano formando un immenso corteo, che si divide in due file; tutti camuffati come maschere in fantastiche vesti sacerdotali; recando ammonticchiato su barelle quel bottino - di cibor, di ostensor, di candelabri, di piatti d'oro e d'argento" (201).
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Non riportiamo le parole dell'Indirizzo, poich veramente esso era formato di strofe cantate a viva voce con tutte le parti; - Danton, abbastanza rannuvolato, se ne sta al suo posto, e chiede che in avvenire si adoperi la prosa e si conservi la decenza (202). Nondimeno, i predatori di queste spolia opima, non senza essere alquanto ebbri, chiedono il permesso di danzare la Carmagnola anche sul posto; e la Convenzione, fatta ilare, non pu a meno di consentire. Anzi "parecchi Membri" - continua l'esagerato Mercier, che non era l per constatarlo, essendo in gattabuia, come uno dei Settantatr di Duperret - "parecchi Membri lasciarono le loro sedie curuli, presero per mano le fanciulle che si pavoneggiavano in vesti da Preti, e ballarono la Carmagnola con loro". Tale fu il baccano che accadde in quell'anno una volta detto di Grazia 1793.
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Da questa strana caduta di Formule, che precipitavano in un confuso aggrovigliamento, calpestate dalla danza Patriottica, non  forse strano il vedere sorgere una Nuova Formula? L'umano linguaggio non  adeguato ad esprimere qual "folle trivialit" vi  nella umana natura. Il nero Mumbo-Jumbo delle foreste, il pi Indiano Wau-waus, si pu comprenderli: ma che dire di questa del Procureur Anaxagoras, una volta Gian Pietro Chaumette! Noi diremo solo: l'Uomo  nato adoratore di idoli, adoratore di simboli visibili, perch egli ha l'immaginazione materiata di senso, e partecipa molto della natura della scimmia.
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Quello stesso giorno,  appena finita quella brava danza della Carmagnola, quando arrivano il Procureur Chaumette e i Municipali e i Dipartimentali, recando il pi strano carico: una Nuova Religione! Demoiselle Candeille dell'Opera: bella donna a vedersi quando era bene imbellettata; portata a spalle su un palanchino; un berretto da notte di lana rosso sul capo; indosso un azzurro mantello; una corona di quercia intorno alla fronte e con in mano la Picca di Giove-Peuple, fa la sua entrata, annunziata da giovanette vestite di bianco con la cinta tricolore. Che il mondo guardi una tal cosa! Questa, o Convenzione Nazionale meraviglia dell'universo,  la nostra Nuova Divinit; la Dea della Ragione, meritevole, e sola meritevole di reverenza.  lei che d'ora in poi adoriamo. E sarebbe mai troppo se chiedessimo a un'Augusta Rappresentanza Nazionale che essa venisse con noi alla ci-devant Cattedrale detta di Notre-Dame, e che fossero cantate alcune strofe in suo onore?
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Il Presidente e i Segretar danno alla Dea Candeille, portata intorno alla loro piattaforma, alla dovuta altezza, successivamente il bacio Fraterno; poi, per ordine, essa incede verso la destra del Presidente dove smonta. Ed ora, dopo una debita pausa e una fioritura di rettorica, la Convenzione, composta di tutti i suoi membri, muove in conveniente processione verso Notre-Dame; - la Ragione, di nuovo nella sua lettiga, siede in mezzo a loro, portata, come si pu immaginare, da uomini in costume romano; scortata da strumenti da fiato, dai berretti rossi e dalla follia del mondo. A Notre-Dame la Ragione va difilata a sedere sull'altar maggiore, e la dovuta adorazione o quasi adorazione  compiuta, dicono i Giornali. La Convenzione Nazionale canta "l'Inno alla Libert su parole di Chnier e musica di Gossec".  la prima delle Feste della Ragione; il primo servizio diurno della Nuova Religione di Chaumette.
"La corrispondente festa nella Chiesa di Saint-Eustache," dice Mercier, "offriva lo spettacolo d'una grande taverna.
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L'interno del coro rappresentava un paesaggio decorato di capanne e boschetti d'alberi. Intorno al coro erano situate delle tavole sovraccariche di bottiglie, salsicce, codini di porco, pasticcerie ed altre vivande. Gli ospiti andavano e venivano da tutte le porte: chiunque si presentava, aveva la sua parte di quelle buone cose: fanciulli di otto anni maschi e femmine ponevano le mani nei piatti in segno di Libert, abboccavano le bottiglie, e la loro immediata ubbriachezza eccitava il riso. La Ragione dal mantello azzurro sedeva in alto, in aspetto sereno. Cannonieri, con la pipa in bocca, la servivano da accoliti. All'esterno", continua quell'uomo esagerato, "una moltitudine folle danzava intorno al fal fatto delle balaustre e degli stalli dei Preti e dei Canonici; e i ballerini, - non esagero niente io - quasi senza pantaloni, col collo e il petto nudi e le calze rovesciate, roteano, impetuosi, come quei Vortici di Polvere che sono forieri della Tempesta e della Distruzione" (203). Alla Chiesa di Saint-Gervais, v'era anche un orribile odore "di aringhe", giacch la Sezione o Municipio non aveva provveduto a vivande n a intingoli e se n'era rimessa al caso. Quanto ad altri misteri di carattere Cabirico od anche Pafio, li lasciamo sotto il Velo che si distende opportunamente lungo i pilastri delle navate - e che la mano della Storia non sollever.
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Ma vi  una cosa che noi vorremmo conoscere pi d'ogni altra; cio quel che ne pensasse la Ragione in quel frattempo. Quali parole articolate, per esempio, pronunzi la povera signora Momoro, quando fu sdeificata, e, col Libraio, si ritrov a casa sua seduta a cena? Poich era un uomo positivo quel Momoro Venditore di libri, ed aveva nozioni di Legislazione Agraria. La signora Momoro,  assodato, fu una delle pi belle Dee della Ragione; quantunque i suoi denti fossero un po' difettosi. - E ora il Lettore si figuri che tale visibile Adorazione della Ragione si propag "in tutta la Repubblica" in quelle settimane di Novembre e di Dicembre, fin che tutti i lavori in legno delle Chiese furono bruciati, e ogni altra cosa ebbe compimento; egli forse si render conto dell'indole di quella Repubblica in adorazione, e senza riluttanza abbandoner questa parte del soggetto.
Questi regali del bottino delle Chiese sono opera principalmente dell'Arme Rvolutionnaire, sorta, come abbiam detto, tempo addietro.  un esercito munito di Ghigliottina portatile: ne ha il comando il Drammaturgo Ronsin dai terribili mustacchi, ed anche una certa vaga ombra d'un Usciere Maillard, l'antico Eroe della Bastiglia, il Conduttore delle Menadi, l'Uomo Grigio di Settembre! Vincent il Segretario del Ministero della Guerra, uno degli antichi segretar di Pache, "con una testa montata dagli oratori antichi", aveva gran parte negli impieghi, almeno negli impieghi dello stato maggiore.
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Ma le marce e le ritirate di questi seimila non hanno nessun Senofonte. Non hanno altro che un inarticolato mormorio di maledizioni, e di nero furore, che sopravvive incerto nella memoria dei tempi! Essi perlustrano le campagne intorno Parigi in cerca di prigionieri, compiendo requisizioni, curando che gli Editti siano eseguiti, che gli Agricoltori battano molto grano; buttando gi le campane delle chiese o le Vergini di metallo. Dei distaccamenti vanno a tirare fucilate alla cieca nelle parti pi remote della Francia; e nuovi Eserciti Rivoluzionar Provinciali sorgono confusamente qua e l, come la Compagnia di Marat di Carrier, e la Troupe di Bordeaux di Tallien; al pari di nubi simpatizzanti in un'atmosfera pregna d'elettricit. Si dice che Ronsin abbia ammesso in qualche momento di sincerit che le sue truppe erano la quintessenza della Canaglia di questo Mondo. Si veggono spesso schierati nelle piazze di mercato; lordi di fango, con la barba incolta, in carmagnole complte: le loro prime prodezze consistono nell'abbattere qualunque monumento Reale o Ecclesiastico si trovi, sia un crocifisso o altro di simil genere; nel piantare un cannone contro un campanile; nel far cadere la campana senza montar su, campana e campanile insieme. Per altro, ci dipende, come si  detto, in qualche modo, dalla grandezza della citt; se la citt contiene molta popolazione e questa ha aspetto incerto e collerico, l'Esercito Rivoluzionario compir il suo lavoro garbatamente, servendosi di scale e tanaglie; e magari piglier il suo bollettino d'alloggio senza far nulla; e, ristoratosi con qualche liquore e un po' di sonno, passer alla prossima stazione (204), con la pipa in bocca, con la sciabola a lato, in Carmagnola completa!
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Tali cose sono accadute; e possono ancora accadere. Carlo Secondo mand il suo Esercito di Highlanders contro i Whighs Scozzesi d'Occidente; i Piantatori della Giamaica ebbero dal Grande di Spagna cani per dar la caccia ai loro Marroni: anche la Francia  percorsa da una muta diabolica, i cui latrati, alla distanza d'un mezzo secolo, ancora risuonano all'orecchio della mente.
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CAPITOLO 5.
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COME UNA NUVOLA TEMPORALESCA.
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Ma il grande e generico aspetto della Consumazione del Terrore, davvero sostanzialmente primario, rimane ancora degno di nota; la Storia, dall'occhio guercio, ha guardato superficialmente questo aspetto, che pure  l'anima di tutto, che rende il Terrore terribile ai nemici della Francia. Che il Dispotismo e la Coalizione Cimmeria vi pongano mente! Tutti gli uomini di Francia, tutte le cose francesi sono in requisizione; Quattordici eserciti sono su piede di guerra; il Patriottismo, con quanto ha mai nel cuore o nella testa, nell'anima, nel corpo, nelle tasche dei pantaloni, vola alle Frontiere, per vincere o morire! Carnot ha un gran da fare nel Comitato di Salut Public, occupato per quanto  in lui "nell'organizzare la vittoria". N la Ghigliottina, nelle sue spaventose sistole e diastole nella Place de la Rvolution, agisce pi rapidamente di quel che non falci la Spada del Patriottismo, respingendo Cimmeria nei propri confini, lungi dal sacro suolo.
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Infatti, il Governo  proprio quello che pu dirsi rivoluzionario; ed alcuni uomini sono " la hauteur, a livello della situazione; altri poi non sono  la hauteur", - e tanto peggio per loro. Ma l'Anarchia, possiamo dirlo, si  organizzata da s; la Societ s' alla lettera scombussolata, le sue antiche forze lavorano con attivit folle, ma in senso inverso: per distruggere e per distruggersi.
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Curioso a vedere come tutto gi si rannoda a una testa, a una fonte; anche l'Anarchia non pu fare a meno d'un centro intorno a cui raggirarsi. Sono ormai circa sei mesi da che il Comitato di Salut Public ebbe vita; sono tre mesi da che Danton propose di dare ad esso pieni poteri, con "una somma di cinquanta milioni", e che "il Governo fosse dichiarato Rivoluzionario". Egli stesso da quel giorno non volle farne parte, quantunque pi volte sollecitato; e siede da privato al suo posto sulla Montagna. Da quel giorno i Nove, che potranno anche salire a Dodici, sono divenuti permanenti, sempre rieletti, quando il loro termine  scaduto; Salut Public, Sret Gnrale, hanno assunto la loro ultima forma e il loro ultimo modo di operare.
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Il Comitato di Salute Pubblica  supremo, quello di Sicurezza Generale  subalterno; e questi due Consigli, Maggiore e Minore, finora sempre in armonia fra loro, sono divenuti il centro di tutto. Essi sono a cavallo del Turbine; sono giunti per la forza delle cose, insensibilmente, stranamente invero, a quella paurosa altezza; ne hanno preso le redini, e hanno l'aria di guidarlo. Pi strana accolta di Domatori di Nembi la Terra non vide mai. Un Robespierre, un Billaud, un Collot, un Couthon, un Saint-Just; a tacer d'altri minori, come Amar, Vadier, della Sret Gnrale; questi sono i vostri Domatori di Nembi. Poco talento intellettuale  necessario: e invero fra di loro, eccetto che nella mente di Carnot, occupato ad organizzare la vittoria, dove ne trovereste? Il talento  piuttosto quello dell'istinto, e consiste nell'indovinare che cosa quel gran muto Turbine desidera e vuole, e nel volere con pi furore d'ogni altro, ci che tutto il mondo vuole. Non fermarsi dinanzi a nessun ostacolo; non tener conto di nessuna considerazione umana o divina; ben conoscere che fra quanto v'ha di divino o di umano una cosa  necessaria: il Trionfo della Repubblica, la Distruzione dei Nemici della Repubblica! Con questo solo poco talento e con cos pochi altri meriti,  strano che un Turbine di cose, muto e inarticolato, metta, per cos dire, le sue redini nelle vostre mani e v'inviti, vi costringa a guidarlo.
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In quei pressi siede una Municipalit di Parigi; tutti in berretto rosso fin dal quattro dello scorso Novembre: un'accolta d'uomini "all'altezza della situazione, e magari al disopra di essa": il leccato Maire Pache, studioso di ben cavarsela; Chaumette, Hbert, Varlet e il loro gran Comandante Henriot; senza parlar di Vincent il segretario della Guerra, di Momoro, Dobsent e simili; tutti intenti a far depredare le Chiese, a far adorare la Ragione, a far massacrare i sospetti e a volere il trionfo della Rivoluzione. Spingendo forse le cose troppo oltre?
Danton fu sentito brontolare udendo le strofe civiche, e raccomandare prosa e decenza. Anche Robespierre brontola che rovesciando la superstizione non s'era avuto l'intento di fare dell'Ateismo una religione. Infatti, il vostro Chaumette e Compagnia costituiscono una specie d'Iper-giacobinismo, o rabbiosa "Faction des Enrags", la quale ha dato al Patriottismo ortodosso una qualche ombra, da qualche mese in qua. Il "riconoscere un sospetto per le strade", che vuol dire se non mettere la stessa Legge del sospetto in cattiva luce? Uomini in parte folli, uomini esageratamente zelanti, - si danno attorno, coi loro rossi berretti, infaticabili, rapidi, per mettere a profitto quel tanto di Vita, che loro  concessa.
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Che dire degli altri Quarantaquattromila Comuni, provveduti ognuno del suo Comitato Rivoluzionario, sostenuto dalla Giacobina Societ-Figlia; illuminato dallo spirito del Giacobinismo; stimolato dai quaranta soldi al giorno! - La Costituzione Francese ha sempre respinto sdegnosamente ogni idea delle Due Camere; eppure non vi pare che in realt le abbia adesso le Due Camere? La Convenzione Nazionale per elezione  una; la Madre del Patriottismo, che s'elegge da s, fa due! Le Discussioni della Madre del Patriottismo sono riportate sul Moniteur, come atti importanti di Stato, e tali sono indiscutibilmente. Noi chiamiamo questa Societ-Madre una Seconda Camera Legislativa; - o non dovremo piuttosto compararla a quell'antico Corpo Scozzese chiamato Lords af the Articles, senza la cui provenienza e senza il cui segnale convenuto, il cosidetto Parlamento non poteva proporre alcuna Legge, compiere nessun lavoro? Lo stesso Robespierre, le cui parole sono legge, apre spesso e copiosamente le sue labbra incorruttibili nell'Aula dei Giacobini. Il pi piccolo Consiglio del Salut public, il pi grande Consiglio della Sret Gnrale; tutti i Partiti attivi vengono qui a perorare, a formulare anticipatamente le decisioni che debbono prendere, a scrutare il destino che li aspetta. E se sorgeva una questione, quale delle Due Camere, la Convenzione, o quella dei Signori degli Articoli, era la pi forte? Fortunatamente esse hanno proceduto finora tenendosi per mano.
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Quanto alla Convenzione Nazionale,  divenuta davvero un Corpo dei pi composti. Domata l'antica effervescenza; i Settantadue messi al sicuro, quelli che furono un tempo rumorosi Amici dei Girondini, si sono tutti sprofondati fra i silenziosi uomini della Pianura chiamati anche "Rospi del Pantano", Crapauds du Marais! Giungono indirizzi, giunge la Rivoluzionaria preda delle Chiese; giungono le Deputazioni con prosa e strofe: tutto questo riceve la Convenzione. Ma oltre a ci, un'altra cosa principale ha da fare la Convenzione: ascoltare ci che il Salut Public propone, e dire: S.
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Bazire, seguito da Chabot, dichiarava un mattino con una certa impetuosit, che quella non era condotta degna d'una Libera Assemblea. "Vi dovrebbe essere una Opposizione, un Ct Droit", grid Chabot, "e se nessuno vorr formarlo, lo former io. Mi si dice: Voi tutti alla vostra volta sarete ghigliottinati, prima voi e Bazire, poi Danton, poi lo stesso Robespierre" (205). Cos parl lo Sfratato, a voce alta: e la settimana seguente, Bazire ed [lui si trovano nell'Abbazia; si pu temere] che andranno a Tinville e alla Mannaia, e il " mi si dice" pare che si avveri! Il sangue di Bazire era tutto infiammato dalla Febbre Rivoluzionaria, dal caff e da sogni spasmodici (206). Quanto a Chabot, sarebbe veramente felice con la sua ricca moglie austriaca gi Fralein Frey! Ma egli  in prigione e i suoi due cognati ebrei austriaci, i banchieri Frey, sono in prigione con lui; in attesa della sentenza di condanna. Onde l'Assemblea Nazionale se l'abbia per detto e badi alla sua funzione. Che la Convenzione come un sol uomo, curvi le spalle al lavoro; senza scatti di eloquenza parlamentare e in una maniera servizievole tutt'affatto diversa!
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I Commissar della Convenzione, che dovremmo chiamare "Reprsentants in missione", volano come il Messaggero Mercurio verso tutti i punti del Territorio, recando i vostri ordini dappertutto. Col loro "cappello rotondo, adorno di piume tricolori, cinto d'una fascia ondeggiante di taffet tricolore, in giubba succinta con cintura tricolore, spada e stivaloni": questi uomini sono pi potenti di Re e d'Imperatori. Essi dicevano a chiunque incontravano: - Fate! - ed esso doveva fare: tutti i beni dei cittadini sono a loro disposizione; poich la Francia  un'immensa Citt in istato d'assedio. Colpiscono di requisizione e di prestiti forzati; hanno il potere di vita e di morte. Saint-Just e Lebas ordinano alle classi ricche di Strasburgo di togliersi le scarpe e mandarle al campo militare, ove ne occorrono qualche cosa come "diecimila paia". Ordinano altres che nel termine di ventiquattro ore siano pronti "mille letti" (207); avvolti nelle stuoie, e spediti. Poich il tempo stringe! - Come rapidi dardi usciti dal fuligginoso Olimpo del Salut Public, si slanciano questi uomini il pi delle volte a coppie; spargono i vostri ordini fulminei sulla Francia; fanno della Francia tutto un nembo rivoluzionario.
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CAPITOLO 6.
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FA' IL TUO DOVERE.
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In conseguenza, accanto a quei fal delle balaustrate delle Chiese, in mezzo al frastuono delle fucilate e agli annegamenti, sorge un'altra specie di fuoco, un'altra specie di rumore: il Fuoco delle fucine con relative Scariche di prova per la manifattura delle armi.
Tagliata fuori della Svezia e del mondo, la Repubblica deve imparare a farsi l'acciaio da s stessa, e, con l'aiuto dei chimici, ha digi imparato. Citt che conoscevano il solo ferro ora conoscono l'acciaio: dalle loro nuove prigioni di Chantilly, gli Aristocratici possono udire il fruscio dei nostri nuovi forni d'acciaio. Non si tramutano le campane in cannoni; le sbarre di ferro in arma bianca (arme blanche) mediante gli arnesi necessar? Le mole di Langres stridono fra lo schizzare della loro aureola di scintille; arrotando semplici spade. Le incudini di Charleville risuonano nel fare i cannoni. Che cosa dicevamo: Charleville? Duecentoquarantotto Fucine stanno negli spazi aperti della stessa Parigi; circa centoquaranta nella Spianata degli Invalidi, cinquantaquattro nel Giardino del Lussemburgo; tante Fucine vi si trovano; Fabbri dall'aspetto torvo battono e lavorano gli acciarini e le canne dei fucili. Sono venuti gli orologiai requisiti per fare i foconi, le saldature difficili e i lavori di lima. Cinque grandi Barche ondeggiano ancorate sulla Senna, e vi si perfora rumorosamente; il grande trapano, come tuono, lacera gli orecchi e il cuore di tutti. Abili Armaiuoli scalpellano e limano di continuo; tutti s'adoprano secondo la loro capacit: - col linguaggio della speranza si calcola che "circa mille moschetti completi possono essere compiuti giornalmente". I chimici della Repubblica ci hanno appresi miracoli di rapidit nell'arte di conciar pelli: il calzolaio fora e cuce; n adopera "legno o cartone", o dovr risponderne a Tinville! Le donne cuciono le tende e gli abiti; i fanciulli fanno filacce pei chirurgi; i vecchi stanno a sedere nei mercati; gli uomini abili sono in marcia; tutti gli uomini in requisizione: da Citt a Citt ondeggia agitata dai venti del Cielo questa Bandiera: IL POPOLO FRANCESE INSORTO CONTRO I TIRANNI.
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Tutto sta bene; ma ora sorge la domanda: Come si far pel salnitro? Il Commercio interrotto e la Flotta inglese ci tengono lontani dal salnitro; e senza il salnitro, punto polvere pel cannone. La Scienza repubblicana di nuovo si pone a meditare, e scopre che il salnitro esiste qua e l, quantunque in quantit esigua; che il vecchio intonaco dei muri ne contiene qualche spruzzo, - che nella terra delle Cantine di Parigi si trova misto ai rottami; scavata questa roba e depurata, si sarebbe ottenuto il salnitro. Ed ecco che d'un subito i Cittadini, coi bonnets rouges riversi o a capo scoperto e coi capelli madidi di sudore, scavano con ardore ciascuno nella propria cantina in cerca di salnitro. Il mucchio di terra s'ammonticchia ad ogni porta, e i cittadini con truogoli e secchie la trasportano via. I Cittadini con tutta la forza dei loro muscoli lavorano di pala e di vanga: per la vita e pel salnitro. Scavate, miei bravi, scavate senza posa! La Repubblica non mancher del salnitro necessario.
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La Consumazione del Sanculottismo ha var aspetti e varie tinte; ma la pi brillante delle tinte, quella che ha la luminosit del sole o delle stelle, gli viene dagli Eserciti. Quello stesso fervore del Giacobinismo che nell'interno copre la Francia d'odii e di sospetti, che fa innalzare i patiboli e crea il culto della Ragione, si mostra sulle frontiere come un glorioso Pro patria mori. Da che avvenne la defezione di Dumouriez, tre Rappresentanti della Convenzione assistono ciascun Generale. Il Comitato di Salut li ha mandati, spesso con questo solo ordine laconico: "F il tuo dovere, Fais ton devoir".  strano vedere sotto quali impedimenti il fuoco del Giacobinismo, come altri fuochi dello stesso genere, seguiter a bruciare. Questi soldati hanno scarpe di legno e di cartone, o camminano calzati di trecce di fieno, nel fitto verno; si gettano una stuoia sulle spalle, e mancano di tante cose. Ma che perci?  pei diritti del Popolo francese, dell'Umanit che essi combattono: l'inestinguibile spirito, qui come altrove, opera miracoli. "Con l'acciaio e col pane", dice il Rappresentante della Convenzione, "si pu arrivare in Cina". I Generali fanno presto a salire la ghigliottina, giustamente e ingiustamente. E che si desume da ci? Questa, fra le altre cose: Che l'insuccesso  la morte; che solo nella vittoria  la vita! Vincere o morire non , in questo caso, una frase teatrale, ma una verit pratica, una necessit. Ogni Girondinismo, ogni Mezzo termine, ogni Compromesso  spazzato via. Avanti, o Soldati della Repubblica: avanti, Capitani e Soldati! Colpite con la vostra impetuosit gallica, colpite l'Austria, l'Inghilterra, la Prussia, la Spagna, la Sardegna; colpite Pitt e Coburg e York e il Diavolo e il Mondo! Dietro di noi non vi  che la Ghigliottina; innanzi a noi  la Vittoria, l'Apoteosi, il Millennio senza fine!
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Vedete, infatti, su tutte le Frontiere, come i Figli della Notte, stupiti, dopo un breve trionfo, si raccolgono; - mentre i Figli della Repubblica volano loro incontro con un selvaggio a-ira o il marsigliese Aux armes, simili a gatti della montagna o demoni incarnati, cui non v' Figlio della Notte che possa resistere! La Spagna che venne scrosciando a traverso i Pirenei con le bandiere dei Borboni spiegate, facendo per un po' di tempo qualche conquista qua e l, trepida per questa venuta del gatto della montagna; si ricaccia indietro; ben felice ormai che i Pirenei non siano facili a valicare. Non solo Dugommier, riconquistatore di Tolone, respinge gli Spagnuoli: egli invade la Spagna. Il Generale Dugommier la invade dalla parte dei Pirenei Orientali; il Generale Mller la dovr invadere dalla parte dei Pirenei Occidentali. Dovr, questa  la parola; il Comitato di Salut Public lo ha detto; il Rappresentante Cavaignac, in missione col, lo far fare. Impossibile! esclama Mller. Infallibilmente! risponde Cavaignac. Non c' difficolt, non c' impossibilit che tenga. "Il Comitato non sente da quell'orecchio", risponde Cavaiganc, "n'entend pas de cette oreille l. Di quanti uomini tu hai bisogno, di quanti cavalli, di quanti cannoni? Tu li avrai. Conquistatori, conquistati o impiccati, dobbiamo avanzare" (208). E queste cose, come aveva detto il Rappresentante, furono fatte. La primavera dell'anno nuovo vede la Spagna invasa: le ridotte, i passaggi e i monti pi ripidi sono presi d'assalto. Lo Stato Maggiore Spagnolo resta attonito a tanta audacia del gatto della montagna, il cannone dimentica di far fuoco (209). I Pirenei sono spazzati; le Citt l'una dopo l'altra spalancano le porte per impulso della paura o per opera dei petardi. Nel corso d'un altro anno, la Spagna chieder insistentemente la Pace, riconoscendo la sua colpa e facendo atto d'omaggio alla Repubblica; in Madrid saranno in preda alla gioia come per una vittoria, per la Pace ottenuta.
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Poche cose, lo ripetiamo, sono pi degne di nota di questi Rappresentanti della Convenzione col loro potere pi che regale. E, dopo tutto, non sono essi Re, o Uomini abili, scelti fra i settecentoquarantanove Re di Francia con questo monito: Fa' il tuo dovere? Il Rappresentante Levasseur, di piccola statura, uomo pacifico, un semplice Chirurgo Accoucheur di professione, deve domare ammutinamenti, eserciti furiosi (furiosi per la condanna d Custine) che mugghiano in lungo e in largo; solo in mezzo a loro, quel piccolo Rappresentante, - piccolo, ma duro come selce, che, quindi, contiene in s del fuoco! E cos ad Hondschooten, in un tardo pomeriggio, egli dichiara che la Battaglia non  perduta; che dev'essere guadagnata; e comincia dal combattere egli medesimo con la sua mano d'ostetrico; - il suo cavallo gli  ucciso sotto; ridotto a piedi, "immerso fino alle anche nelle acque della marea", il piccolo Rappresentante in preda alla collera, colpisce e para i colpi, sfidando d'Acqua, la Terra, l'Aria e il Fuoco! Onde, come  naturale, Sua Altezza Reale di York deve retrocedere, - se occorre, a tutto galoppo, rischiando d'essere inghiottito dalla marea; e il suo assedio di Dunkerque divenne un sogno, in cui non vi fu di reale che la perdita di una bella artiglieria d'assedio e di vite generose (210).
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Il Generale Hauchard, a quel che pare, rest dietro una siepe in questo fatto di Hondschooten; ragione per cui fu poi ghigliottinato. Un nuovo Generale, Jourdan, l'antico sergente Jourdan, comanda in sua vece: egli, nelle interminabili Battaglie di Watigny, "mentre il fuoco omicida dell'artiglieria si confonde col tuono degli inni di battaglia rivoluzionar", costringe l'Austria a ripassare la Sambre; e spera di purgarne il suolo della Libert.
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Con un'ardua lotta, con l'artiglieria e la musica del a-ira, si potr pervenire. Nel corso d'una nuova estate, Valenciennes si vedr assediata; del pari Cond; e tutto ci che  ancora nelle mani dell'Austria sar assediato e bombardato. Anzi, per Decreto della Convenzione noi intimiamo loro "o di arrendersi nel termine di ventiquattro ore, o d'esser passati a fil di spada"; - parole ardimentose, che quantunque non messe in esecuzione, mostravano a quale spirito fossero informate.
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Il Rappresentante Drouet, da antico Dragone, nel combattere obbediva come a una seconda natura; ma fu sfortunato. Nell'Ottobre scorso, compiendo una scorreria notturna a Maubeuge, gli Austriaci lo presero vivo, e ridottolo quasi nudo, com'egli dice, lo mostrarono come colui che aveva preso il Re a Varennes. Lo gettarono poi in un carro e lo mandarono lontano nell'interno della Cimmeria "ad una Fortezza chiamata Spitzberg", sul Danubio; quivi lo lasciarono immerso nelle sue amare riflessioni, ad un'altezza di forse centocinquanta piedi. Riflessioni, ed espedienti anche! Poich l'indomito, antico Dragone costruisce una macchina con le ali come un Cervo Volante, sega le sbarre della finestra e delibera di volare gi, donde con un battello percorrer il corso del fiume, approdando in un luogo qualunque, nella Tartaria, sulle coste del Mar Nero o nei pressi di Costantinopoli:  la Sindbad! La Storia Autentica, guardando lontano nella Cimmeria, scorge un fenomeno confuso. A notte inoltrata, la sentinella dello Spitzberg, nella sua perlustrazione,  sul punto di venir meno dal terrore: -  un immenso, un vago prodigio che discende dall'alto nella notte?  un immenso Rappresentante Nazionale,  l'antico Dragone che discende su un Cervo volante; ohim, troppo rapidamente; poich Drouet ha preso con s "una piccola quantit di provvigioni, circa una ventina di libbre di peso che accelera la discesa"; cos egli cadde, fratturandosi una gamba; e rest a giacere, lamentandosi fino all'alba, e fin che si pot discernere chiaramente che non era un Portento, ma un Rappresentante (211).
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Vedete ora come Saint-Just, nelle File del Weissemburg, quantunque apparentemente timido e apprensivo, carica coi suoi "Contadini Alsaziani armati frettolosamente" nell'urgenza; il suo volto in cui  qualcosa di solenne, schizza fiamme; i suoi capelli neri e i nastri tricolori del cappello ondeggiano al vento! Quelle nostre linee del Weissemburg erano state forzate, e la Prussia e gli Emigrati irrompevano; ma alla nostra volta torniamo a forzarle, e la Prussia e gli Emigrati indietreggiano ancora pi rapidamente, - incalzati dalle nostre baionette, dal nostro feroce a-ira.
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Il ci-devant sergente Pichegru, il ci-devant sergente Hoche, elevati al grado di generali, hanno fatto miracoli in questo luogo. Il robusto Pichegru era destinato alla Chiesa; fu una volta Professore di matematiche alla scuola di Brienne, - ove il suo pi notevole allievo era il Ragazzo Napoleone Bonaparte. Poi, non certo con l'umore pi dolce, si arruol, cambiando la ferula col moschetto; e aveva ottenuta l'alabarda oltre la quale non era pi nulla a sperare: quando la caduta delle sbarre della Bastiglia gli apr un nuovo sentiero, ed ora egli  qui. Hoche dette mano al completo sovvertimento della Bastiglia; egli era, come vedemmo, sergente delle Gardes Franaises, e spendeva la sua paga in candelette da veglia e in libri dall'edizione a buon mercato. Quante Montagne sono scoppiate, quanti Enceladi sono stati sprigionati; e quanti Capitani con quattro pergamene di Nobilt sono stati scagliati con le loro pergamene di l del Reno, nel Limbo Lunare!
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Cos, queste feste solenni dell'armi furono compiute in Quattordici Eserciti; e come, per l'amore della Libert e per la speranza della Promozione, il valore d'umili natali si sia tracciato la sua via fino al Generalato; e come dal centrale Carnot nel Salut Public, al pi remoto suonatore di tamburo sulle frontiere, tutti si sforzino in pro della loro Repubblica, immagini un po' il Lettore. Le nevi dell'Inverno, i fiori dell'Estate seguitano ad esser tinti del sangue dei guerrieri. La impetuosit gaelica sale sempre pi alto con la vittoria; lo spirito del Giacobinismo si sposa alla vanit nazionale; i Soldati della Repubblica divengono, come profetizzavamo, veri Figli del Fuoco. A piedi nudi, senza scorta; ma col pane e col ferro voi potete arrivare in Cina!  una sola Nazione contro il mondo intero; ma quella Nazione ha in s qualcosa che il mondo intero non conquister. Cimmeria, attonita, indietreggia pi celere o pi lenta; tutt'intorno alla Repubblica sorge un impeto come un anello magico di fucilate e di a-ira. La Maest di Prussia e la Maest di Spagna presto riconosceranno i loro torti e la repubblica, e faranno la Pace di Basilea.
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Il Commercio estero; le Colonie, le Fabbriche nell'Oriente e nell'Occidente, sono cadute o vanno a cadere nelle mani di Pitt dominatore dei mari, nemico dell'umana natura. Frattanto, che suono  questo che noi sentiamo il primo Giugno 1794; un suono che sembra un tuono di guerra, portato anche dall'Oceano, assai penetrante? Tuono di guerra che viene di lontano dalle acque di Brest: Villaret-Joyeuse e l'Inglese Howe, dopo un lungo manovrare, si sono concentrati in quel sito; e eruttano fuoco. I nemici della natura umana sono nel proprio elemento; non possono essere conquistati; non si pu loro impedire di conquistare. Dodici ore di cannonate rabbiose; e il sole si sprofonda ora all'occaso a traverso il fumo della battaglia: sei navi francesi che possono ancora salpare, pigliano il Largo! Ma come si spiega che quel Vascello chiamato Vengeur n si arrende, n prende il largo? Esso  avariato, e non pu prendere il largo, n vuole arrendersi. Il fuoco dei nemici vittoriosi lo bersaglia da poppa a prua; il Vengeur sta per affondare. Voi siete forti, Tiranni del mare; e noi anche; siamo deboli noi? Ecco, tutte le bandiere, bandierine, pennoncelli, ogni cencio tricolore che pu ancora innalzarsi sui cordami, sventola in alto e fa udire il suo fruscio; tutta la ciurma s'affolla sul cassero, e con quel grido unanime, che porta un fremito di demenza, prorompe in un: Vive la Rpublique, - e il vascello affonda, affonda; vacilla, s'abbandona, fa il suo ultimo mulinello da ebbro; l'Oceano apre il suo abisso: il Vengeur scivola al fondo, e col grido di Vive la Rpublique scompare, inconquistabile ormai, nell'Eternit (212). Sappiano i Despoti stranieri che nell'uomo v' qualcosa d'Inconquistabile, quando egli si poggia sui suoi Diritti di Uomo: lo sappiano i Despoti, lo sappiano gli Schiavi, lo sappiano tutte le genti, e tremino tutti quelli che fondano la loro forza sul male dell'uomo - Cos ha scritto la Storia, senza nessun dubbio, del Vengeur affondato.
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O Lettore! Mendez Pinto, Mnchhausen, Cagliostro, Psalmanazar sono stati grandi; ma essi non sono i pi grandi. O Barrre, Barrre, Anacreonte della Ghigliottina! la Storia, inquisitiva, pittoresca, in una nuova edizione, devo ridomandare: "Come va il fatto del Vengeur" col suo glorioso sprofondamento suicida? E col pennello del risentimento deve gettare una pennellata di disonorevole nerofumo su te e su esso! Ohim, ohim! Il Vengeur, dopo aver combattuto coraggiosamente, affond proprio come ogni altro bastimento, e il suo capitano e circa duecento della sua ciurma si salvarono felicemente su battelli inglesi; e questo enorme Fatto eroico cos impressionante, e l'eco d'un suono cos commovente", si risolve in un'enorme eccitante Frottola, esistendo solo, da menzogna qual', nel cervello di Barrre! Cos stanno le cose (213). Fondato, come  fondato lo stesso mondo, sul Nulla, provato dal Rapporto della Convenzione, da Decreti della Convenzione e dal Modello di legno del Vengeur"; questo fatto creduto, pianto, cantato da tutto il Popolo Francese a suo onore, pu essere considerato come il capolavoro di Barrre; la pi grossa, la pi impressionante bugia che siasi foggiata da pi secoli da un uomo o da una nazione. E come tale, e non altrimenti, sia d'ora innanzi memorabile.
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CAPITOLO 8.
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PITTURA DI FIAMME.
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In questo modo, con un bagliore furioso, con una vampa di tutte le tinte immaginabili, dal rosso di Tophet allo splendore lunare, fiammeggia questa Consumazione del Sanculottismo.
Ma la centesima parte delle cose che furono fatte, e la millesima parte delle cose che si eran progettato e decretato di fare, stancherebbe la lingua della Storia. La statua del Peuple Souverain alta quanto il campanile di Strasburgo, che getter la sua ombra dal Pont-Neuf sul Jardin National e sull'Aula della Convenzione, - enorme, nella Testa del Pittore David; ed altre poche statue parimenti enormi, si sono realizzate sulla carta dei Decreti; poich, veramente, anche la Statua della Libert, sulla Place de la Rvolution non  che in gesso. Poi l'Unit dei Pesi e delle misure con la divisione decimale; poi, Istituzioni di Musica e di tante altre cose; poi Istituti in genere; e Scuole d'Arti; e Scuole di Marte, lves de la Patrie, e Scuole Normali: tutto questo in quel garbuglio della Costruzione delle armi, dell'Incendio degli Altari, mentre si scava il Salnitro, e l'arte della Conceria fa enormi progressi!
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Per esempio, che fa l'Ingegnere Chappe nel Parco di Vincennes? Nel Parco di Vincennes, e pi lontano, si dice, nel parco di Lepelletier Saint-Fargeau, il Deputato assassinato; e pi lontano ancora sulle Alture di Ecouen e oltre, egli ha fatto innalzare delle impalcature, ha fatto innalzare dei pali; bracci di legno con dei gomiti tremano e s'agitano nell'aria nella maniera pi rapida e pi misteriosa! Accorrono sospettosi i cittadini. O Cittadini, noi stiamo segnalando:  un'invenzione, questa, un'invenzione degna della Repubblica, una cosa per cui noi possiamo scrivere lontano senza l'aiuto della posta; in greco sar chiamato Telegrafo. - Tlgraphe sacr! rispondono i Cittadini: per corrisponder forse coi traditori e coll'Austria? - E lo abbattono. Chappe dov fuggire, e poi ottenere un nuovo Decreto Legislativo. Senonch, egli lo ha compiuto, l'infaticabile Chappe: questo suo Scrivente lontano con le sue braccia di legno e le sue giunture, pu intelligentemente segnalare, e delle righe sono mandate alle Frontiere del Nord e altrove. In una sera d'autunno dell'Anno Due, avendo lo Scrivente a distanza scritto che la Citt di Cond s'era arresa a noi, noi mandiamo dall'Aula della Convenzione alle Tuileries questa risposta sotto forma di Decreto: "Il nome di Cond  cambiato in quello di Nord-Libre, Nord Libero. L'Esercito del Nord non cessa di ben meritare dal paese".
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Che invenzione degna d'ammirazione! Ecco che dopo una mezz'ora, mentre la Convenzione  ancora in seduta, giunge questa muova risposta: "Io t'informo, je t'annonce, Cittadino Presidente, che il Decreto della Convenzione che ordina il cambiamento del nome Cond in quello di Nord Libero; e l'altro dichiarante che l'Esercito del Nord non cessa di ben meritare del paese, sono stati trasmessi per Telegrafo e ne hanno accusata ricezione. Io ho ordinato al mio officiale di Lille d'inviarli per espresso a Nord-Libero. Firmato, Chappe" (214).
E vedete ancora, vedete al disopra di Fleurus nei Paesi Bassi, ove il Generale Jourdan, avendo spazzato il suolo della Libert ed essendosi avanzato pi oltre,  sul punto di combattere, di spazzare o di essere spazzato, non pende forse nella Volta del Cielo una specie di Prodigio, che gli Austriaci scorgono ad occhio nudo e coi cannocchiali, e che pu assomigliarsi a un'enorme Sacco di vento, con una rete e un'enorme Sottocoppa ad esse sospese?  questa la Bilancia di Giove, o cannocchiali austriaci? O  un piattello della bilancia di Giove, giacch il vostro povero piattello austriaco, avendo sgambettato troppo in alto,  fuori vista? Per Dio, rispondono i cannocchiali,  un Montgolfier; un Pallone, e si veggono i segnali! La batteria del cannone austriaco abbaia verso questo Montgolfier, innocua come i cani che abbaiano alla Luna: il Montgolfier fa i suoi segnali; scopre che genere d'imboscata austriaca pu esservi, e discende con tutto comodo. - Che cosa non immaginano quei diavoli incarnati?
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Dopo tutto, non , o Lettore, una delle pi strane pitture di Fiamme che mai si dipinse, che divampa sullo sfondo nero della Ghigliottina? E i Teatri notturni sono Ventitr; e i Salons de danse sono Sessanta pieni non d'altro che d'galit, Fraternit e Carmagnole. Le sale delle Sezioni del Comitato sono Quarantotto, impregnate dell'odore del tabacco e dell'acquavite, ringagliardite da quaranta soldi al giorno, per la coercizione dei Sospetti. E le Case d'Arresto, Dodici nella sola Parigi, sono affollate, piene zeppe anzi. Ad ogni istante avete bisogno del vostro "Certificato di Civismo", sia per andar fuori che per venir dentro; anzi, senza di esso, voi non potete, col vostro danaro, ottenere neppur le vostre oncie di pane quotidiano. I foschi berretti rossi fanno coda dai Fornai, agitandosi, non in silenzio! Poich noi viviamo ancora sotto il Maximum in fusione. I volti degli uomini sono offuscati dal sospetto, sospettando, o essendo sospettati. Non si spazzano pi le vie della citt, e quelle di campagna non sono pi riparate. La Legge ha chiuso i suoi Libri; parla poco, tranne che improvvisando per la bocca di Tinville. I Delitti restano impuniti quando non sono Delitti contro la Rivoluzione (215). "Il numero degli esposti", come alcuni calcolano, " raddoppiato".
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Come se ne stanno silenziosi ormai il Realismo e tutta l'Aristocrazia; la Rispettabilit che teneva il suo Carrozzino! L'onore ormai e la sicurezza sono per la Povert, non per la Ricchezza. Il Cittadino che vuol essere alla moda, esce a braccetto con sua moglie, in berretto di lana rossa, in spencer nero di felpa e carmagnola completa. L'Aristocrazia si fa sempre pi piccina in quei suoi ricoveri che ancora le restano; sottoponendosi a tutte le requisizioni, a tutte le vessazioni; ben fortunata d'aver salva la vita. I castelli spettrali vi guardano attoniti dai lati della via; smantellati, dalle finestre strappate; mentre il Demolitore Nazionale li spoglia del piombo e del marmo. Gli antichi proprietar errano sconsolati, di l del Reno con Cond: che spettacolo per gli uomini! Il Ci-devant Seigneur dal palato squisito, diverr uno squisito Cuoco di Restaurateur ad Amburgo; la ci-devant Madame, squisita nel vestire, diverr con successo una Marchande des Modes in Londra. In Newgate Street, incontrate il signor Marchese con una ruvida asse sull'omero e la scure e il cavalletto sotto il braccio; egli s' dato al mestiere del falegname: che fare? Bisogna vivere (il faut vivre) (216). Pi d'ogni cittadino francese prospera lo speculatore sui fondi pubblici -, in questo tempo di carta-moneta. Prospera anche l'Agricoltore. "Le fattorie", dice Mercier, "sono divenute come Botteghe di pegni"; ogni specie di forniture, addobbi, vasellame d'oro e d'argento si accumula ivi: il pane  prezioso. L'Agricoltore paga il terratico in Carta-moneta, ed ei solo possiede il pane: l'Agricoltore sta meglio del Proprietario, ed egli stesso diverr Proprietario.
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E quotidianamente, come uno Spettro nero, silenzioso tra quel tumulto di Vita, passa il Carro della Rivoluzione, scrivendo sui muri i suoi MANE, MANE, sei stato pesato e trovato mancante! Uno spettro con cui si  divenuti familiari. Gli uomini vi si sono assuefatti; non parte un lamento da quella gerla della morte. Deboli donne e ci-devants, dalle piume e dagli ornamenti scolorati siedono in un silenzioso stupore, quasi guardassero nelle Tenebre dell'Infinito. Quelle labbra fresche un tempo hanno una contrazione d'ironia, e non pronunziamo parola; e la Gerla passa via. Essi possono esser rei o meno innanzi a Dio: son rei supponiamolo, innanzi alla Rivoluzione. Onde, non deve la Repubblica "coniar moneta" con le loro vite a colpi di mannaia? I Berretti Rossi urlano approvando; il resto di Parigi guarda, e se manda un sospiro,  anche troppo. Poveri fratelli, che un sospiro non pu aiutare; poveri fratelli, che la dura Necessit e Tinville hanno preso negli artigli.
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Un'altra cosa, anzi due altre cose vogliamo ancora menzionare, e poi non pi: le Parrucche bionde e da Conceria di Meudon. Si fa un gran parlare di queste Perruques blondes. O Lettore, quelle parrucche son fatte dalle Teste delle Ghigliottinate! Per tal modo i riccioli d'una Duchessa possono servire a coprire il cranio d'un Calzolaio; la bionda chioma Franco-germanica di lei coprir la sua testa gallica, se  calva. Ma non potrebbero essere usate come reliquie, rendendo sospetto colui che le porta? (217) I cittadini le usano non senza dileggio, piuttosto da cannibali.
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Ancora pi in fondo al cuore penetra quella Conceria di pelli a Meudon; non menzionata fra gli altri miracoli della conceria! "A Meudon" dice Montgaillard con notevole calma "v'era una Conceria di Pelli Umane; le pelli di quei Ghigliottinati che parevano degni d'essere scorticati, erano eccellenti per farne brache e per altri usi". La pelle degli uomini, egli nota, era superiore per consistenza (consistence) e qualit a quella del camoscio; quella delle donne non era quasi buona a nulla per la sua tessitura troppo morbida! (218) - L'istoria, riandando fino ad Cannibalismo a traverso i Pellegrini di Purchas e altre Narrazioni pi recenti e pi remote, non trover forse sulla terra un Cannibalismo di tal sorta o per lo meno cos repugnante.  un Cannibalismo commerciale, d'un genere delicato, gentile, tutt'affatto elegante: perfido genere!
Ma dunque, la civilt umana  un involucro, donde la natura selvaggia dell'uomo pu balzar fuori pi che mai infernale? La Natura fa l'uomo, la Natura che ha in s dell'Infernale e del Celestiale a un tempo.
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LIBRO SESTO. TERMIDORO.
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CAPITOLO 1.
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GLI DEI HANNO SETE.
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Che  dunque mai questa Cosa chiamata La Rvolution, che, come un Angelo della Morte, si libra sulla Francia, e annega, fucila, combatte, perfora col cannone, concia le pelli umane? La Rvolution non  che un numero di Lettere Alfabetiche; una cosa che in nessun luogo si pu condurre per mano, che non si pu mettere sotto chiave e catenaccio: qual'? Dov'?  la Follia che alberga nei cuori degli uomini.  in quest'uomo,  in quell'uomo; come una rabbia o come un terrore,  in ognuno. Invisibile, impalpabile; eppure nessun nero Azrael, con le ali spiegate sulla met nel continente, tutto spazzando con la sua spada dall'uno all'altro mare, potrebbe essere una Realt pi vera.
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Spiegare, nel senso in cui va intesa la spiegazione, il cammino di questo Governo Rivoluzionario, non  nostro compito. L'uomo non pu spiegarlo. Quando un paralitico, il Couthon, domanda nei Giacobini: "Che hai tu fatto per essere impiccato se verr la Contro-Rivoluzione?", un cupo Saint-Just, non ancora ventiseienne, dichiara che "per i Rivoluzionari non vi  riposo che nella tomba"; un verdemare Robespierre diviene tutto fiele e aceto, e pi ancora un Amar e un Vadier, un Collot e un Billaud; andate a investigare quali pensieri, quali predeterminazioni o previsioni potessero esservi nella testa di questi uomini! Del loro pensiero non rimane ricordo: la Morte e le Tenebre hanno tutto spazzato via. E d'altra parte, se anche possedessimo il loro pensiero, tutto quanto essi avrebbero potuto articolatamente dire, che insignificante frazione non sarebbe mai della Cosa che si realizz, si decret per via del segnale da loro dato!
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Come  stato detto pi d'una volta, questo Governo Rivoluzionario non  consapevole del suo essere, ma  fatalmente cieco. Ogni uomo avviluppato nel suo ambiente atmosferico di fanatica Demenza rivoluzionaria, si slancia sospinto e sospingendo altri; divenuto, com', una Forza bruta; n alcun riposo gli resta ormai, tranne che quello della tomba! L'Oscurit e il mistero della crudelt orrida lo coprono ai nostri occhi nella Storia, come fecero della Natura. Tu non ti proverai a dimostrare come si comport quella caotica Nuvola temporalesca, d'un nero di pece, col tumulto delle sue abbaglianti strie di fuoco in un mondo pregno d'elettricit, - non ti proverai a scrutare quali segreti fossero nel suo seno tenebroso; da quali fonti, con quali elementi, la luce che conteneva si sprigion in un confuso bagliore terrorizzante, seminando la distruzione e distruggendo s stessa finch non si dissolse! Quasi che le Tenebre dell'Erebo, naturalmente, per volere della Provvidenza si fossero una volta librate nel dominio dell'Azzurro; non  questa la natura del Sanculottismo che si consuma da s stesso? E di quelle Tenebre di quell'Erebo, ci basti osservare quelle abbaglianti saette di fuoco, quel torrente fiammeggiante, che sgorgano, meno per Facolt volitive e pi per Necessit, - succedendosi in questa e quella maniera, distruggendosi a questo e a quel modo, distruggendo s stessi e per questa e quella via: sino alla dissoluzione.
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Il Regalismo  estinto, "sprofondato", come essi dicono, "nel fango della Loira"; il Repubblicanismo domina dentro e fuori; e che cosa succede mai il 15 Marzo 1794? L'arresto, veramente subitaneo come un fulmine a ciel sereno, ha colpito strane vittime: Hbert Pre Duchesne, il Libraio Momoro, lo Scrivano Vincent, il Generale Ronsin; alti patrioti Cordeliers, Magistrati di Parigi in berretto rosso, Adoratori della Ragione, Comandanti dell'Esercito Rivoluzionario! Nient'altro che otto giorni addietro il loro Club dei Cordeliers era agitato, pi che mai agitato, dalle denunzie dei Patrioti. Hbert Pare Duchesne "aveva rattenuto la sua lingua e il suo cuore da due mesi alla vista dei Moderati, Crypto-Aristocratici, Camilli, Sclerats che si trovavano nella stessa Convenzione; ma non pot contenersi oltre; dovesse anche, in mancanza d'altro, invocare il sacro diritto dell'Insurrezione".
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Cos parl Hbert nella Sezione dei Cordeliers, fra evviva che echeggiavano fino al tetto (219). Soltanto otto giorni addietro; e ora? Si stropicciano gli occhi: no, non  un sogno: si ritrovano proprio nel Luxemburg. Vi  anche l'oca Gobel, e quelli che bruciarono le Chiese! Anche quello Chaumette, potente Procureur, Agent National, come lo chiamano adesso, che era in grado "di conoscere i Sospetti al solo guardarli in faccia". Egli sta in sospeso per tre giorni, e il terzo giorno  cacciato dentro. Assai avvilito, livido, entra l'Agente Nazionale in quel Limbo, ove egli ne ha mandati tanti. I Prigionieri gli si affollano intorno beffeggiandolo, schernendolo: "Sublime Agente Nazionale", gli dice uno, "in virt della tua Proclamazione immortale, eccoti qua! Io sono sospetto, tu sei sospetto, egli  sospetto, noi siamo sospetti, voi siete sospetti, eglino sono sospetti!"
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Che significa tutto questo? Il significato!  un Complotto; un Complotto che ha le pi estese ramificazioni; di cui, come che sia, Barrre ha in mano le fila. Quelle mascherate scandalose dell'Ateismo con relativo abbruciamento delle Chiese, inteso a rendere odiosa la Rivoluzione, ove potevano avere origine se non nell'oro di Pitt? Senza dubbio Pitt, come una Intuizione Preternaturale insegna, noleggi quella Fazione di Enrags, perch rappresentassero la loro fantastica gherminella, perch urlassero nel loro Club dei Cordeliers contro il Moderatismo; perch stampassero il loro Pre Duchesne; perch adorassero la Ragione color cielo e dal berretto rosso; perch derubassero tutti gli Altari, - e recassero a noi il bottino!
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La cosa pi indubitabile, e visibile anche dagli occhi del corpo,  questa: che il club dei Cordeliers siede col pallore sui volti, in preda alla collera e al terrore; ed ha svelato i "Diritti dell'Uomo", - senza effetto. Parimenti i Giacobini sono in grande confusione, affrettandosi "a purgarsi, s'purant", come in tempo di Complotti e di pubblica Calamit hanno fatto ripetutamente. Nemmeno Camillo Desmoulins pu essere senza colpa; e contro lo stesso Danton  sorto un certo mormorio, quantunque egli abbia atterrati tutti col suo muggito, e Robespierre abbia finito "con l'abbracciarlo nella Tribuna".
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In chi dovranno riporre la loro fiducia la Repubblica e una gelosa Societ Madre? In questi tempi di tentazione, "d'intuizione preternaturale"! Poich vi sono Fazioni dello Straniero, "de l'tranger", Fazioni di Moderati, Fazioni di Arrabbiati; Fazioni d'ogni genere; noi camminiamo in un Mondo di Complotti, le cui file si estendono dappertutto; di trabocchetti e di trappole creati dall'oro di Pitt! Clootz, il cosidetto Oratore del Genere Umano, con le sue Prove della Religione Maomettana e le sue cicalate sulla Repubblica Universale,  stato eliminato dall'incorruttibile Robespierre. Il Barone Clootz e il Sarto ribelle Paine sono due mesi che giacciono nel Lussemburgo; membri della Fazione de l'tranger. Il rappresentante Phlippeaux  eliminato; egli venne dalla Vandea con un cattivo rapporto in bocca contro quel furfante di Rossignol, e la nostra maniera di guerreggiare col. Ritrattati, Phlippeaux, te ne supplichiamo! .
Ma Phlippeaux non vuol ritrattarsi, ed  eliminato. Il Rappresentante Fabre d'glantine, famoso Nomenclatore del Calendario di Romme,  eliminato ancora; anzi  cacciato nel Lussemburgo, accusato di falsificazione di atti Legislativi "nell'interesse della compagnia delle Indie". Quivi, con i suoi Chabot e Bazire accusati dello stesso reato, Fabre attende il suo destino. Westermann amico di Danton, colui che guid i Marsigliesi il Dieci Agosto e combatt bene nelle Vende ma non parl bene di quel furfante di Rossignol,  eliminato; fortunato se non tocca anche a lui il Lussemburgo. E dei vostri Proly, dei vostri Guzman della Fazione degli Stranieri  anche venuta la volta; Pereyra, quantunque sia fuggito,  stato "preso nel suo travestimento da Cuoco di Osteria". Io sono sospetto, tu sei sospetto, egli  sospetto!
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Il gran cuore di Danton  stanco di tutto questo, Danton s' recato alla nativa Arcis per respirare un po' e avere un po' di pace per un attimo. Via, o nere tele d'Aracne, via, o mondo delle Furie, del Terrore e del Sospetto: sia il benvenuto a te, Madre Sempiterna, col tuo verde primaverile, e con la bont delle tue memorie e del tuo amore domestico; sei vera tu, e non importa se ogni altra cosa  falsa! Il gran Titano passeggia in silenzio sulle rive dell'Aube mormorante, nei primi luoghi natii che lo conobbero fanciullo; incerto del come queste cose andranno a finire.
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Ma il pi strano  che Camillo Desmoulins sia stato eliminato. Couthon, come un saggio in riguardo alla purgazione dei Giacobini, fece questa domanda: "che cosa hai tu fatto per essere impiccato, se sopravviene la Contro-Rivoluzione?" Eppure Camillo, che poteva cos ben rispondere a questa domanda,  eliminato! La verit  che Camillo verso i primi dello scorso Dicembre cominci a pubblicare un nuovo giornale, o una Serie di Pamphlets intitolati il Vieux Cordelier. Camillo, che nei primi tempi non temeva di "abbracciare la Libert su un mucchio di cadaveri", comincia a domandare, se fra tanti arresti e tanti Comitati di punizione non dovrebb'esservi un "Comitato di Grazia"! Saint-Just, egli osserva,  un giovane Repubblicano troppo solenne, che "porta la sua testa come se fosse un Saint-Sacrement", Ostia adorabile o Vera Presenza divina!  abbastanza mordace questo vecchio Cordelier - egli e Danton erano stati i pi notevoli fra i primi Cordeliers - e scaglia i suoi dardi scintillanti fra i vostri nuovi Cordeliers, contro i vostri Hbert, i vostri Momoro dalla brutalit schiamazzante e dal fare spregevole; proprio come il Dio del sole (poich il povero Camillo  poeta) colpiva quel serpente Pythone uscito dal fango.
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Onde, com'era naturale, il Pythone Hbertista mand un sibilo e si contorse stranamente, minacciando "il sacro diritto dell'Insurrezione"; - poi, come vedemmo, fu gettato in prigione. Con tutto l'antico spirito, con la sua destrezza, con la sua arguzia piacente e spigliata, Camillo, traducendo "il Regno di Tiberio, di Tacito", sferza quella medesima Legge dei Sospetti, e la rende odiosa. Due volte nella Decade, compaiono i suoi Fogli rudi, pieni di spirito, anzi d'humour, di semplicit armoniosa, di penetrazione; - uno dei pi strani fenomeni di quel tempo fosco; e colpiscono, nel loro pi selvaggio sfolgorio, varie mostruosit, teste di Santi Sacramenti, e vari idoli Juggernaut, con una certa noncuranza. Tutto ci con grande gioia di Giuseppina Beauharnais e degli altri cinquemila e pi Sospetti, che riempiono le Dodici Case d'Arresto; pei quali spunta un raggio di speranza! Sul principio Robespierre approvava, poi non sapeva che pensare; poi pens coi suoi Giacobini che Camillo doveva essere espulso. Un uomo dotato di vero spirito rivoluzionario quel Camillo; ma facile agli slanci pi imprudenti; un uomo che Aristocratici e Moderati hanno l'arte di corrompere! Il Giacobinismo  nel periodo pi acuto della crisi e della lotta; insidiato dai complotti, dalle corruzioni, dalle trappole e attratto dalle gherminelle di Pitt Ennemi du Genre Humain. Il Primo Numero di Camillo comincia con le parole "O Pitt!"; l'ultimo porta la data 15 Pluviose, Anno 2, 3 Febbraio 1794, e finisce con queste parole di Montezuma: "Les Dieux ont soif, Gli Dei hanno sete".
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Sia come si voglia, gli Hbertisti restano in prigione solo nove giorni all'incirca. Onde il 24 Marzo le Gerle della Rivoluzione trasportano a traverso quel tumulto della vita un nuovo carico: Hbert, Vincent, Momoro, Ronsin, in tutto diciannove di loro, con cui, strano a vedersi, si trova Clootz Oratore del Genere Umano. Essi sono stati ammucchiati alla rinfusa, formando una miscellanea di Non-identificati; e percorrono adesso la loro ultima via. Non v' speranza. Anch'essi debbono "guardare a traverso il finestrino"; debbono "starnutire nel sacco", ternuer dans le sac; quello che essi avevan fatto agli altri, ora  loro reso. La Sainte Guillotine mi sembra che sia peggiore degli antichi Santi della Superstizione; non  essa un Santo divoratore di uomini? Clootz, ancora con un'aria di sarcasmo raffinato, cerca di scherzare, di presentare "argomenti allegri di Materialismo"; chiede d'essere giustiziato per ultimo "per istabilire certi princip", da cui finora, credo la Filosofia non ha tratto profitto. Anche il Generale Ronsin guarda innanzi a s con una cert'aria di sfida, con uno sguardo di comando; gli altri mostrano il pallore marmoreo della disperazione. Momoro, il povero Libraio, che non ha realizzata nessuna Legge Agraria, - avrebbero ben potuto impiccarlo a vreux venti mesi addietro, quando il Girondino Buzot vi si oppose. Hbert Pre Duchesne non sorger pi in questo mondo a proclamare il sacro diritto dell'insurrezione; egli siede col, abbastanza in basso, con la testa inclinata sul petto; mentre i Berretti Rossi gli urlano intorno, nella spaventevole parodia degli Articoli del suo Giornale; "Grande collera del Pre Duchesne!" Cos periscono tutti, e il sacco riceve le loro teste. In qualche sezione della storia, Diciannove Spettri chimerici aleggeranno mandando guaiti e beffeggiando; fin che l'oblio non li avr inghiottiti.
Nel corso d'una settimana, l'Esercito Rivoluzionario  a sua volta sbandato, essendo divenuto uno spettro il suo Generale. Questa Fazione di Arrabbiati ha con la sua scomparsa purgato il suolo della Repubblica; una volta ancora le insidie ordite da quel Pitt sono state sventate felicemente, e di nuovo si gioisce per la scoperta d'un complotto. Ma dunque, la Rivoluzione divora in realt i propri figli? Ogni forma d'Anarchia, per la sua stessa natura, non solo distrugge, ma distrugge anche s stessa.
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CAPITOLO 2.
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NIENTE DEBOLEZZA, O DANTON!
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Danton intanto  stato richiamato da Arcis in gran fretta; egli deve tornare immediatamente, gridava Camillo, gridavano Phlippeaux e gli amici che sentivano il pericolo nell'aria. E ve n'era pericolo! Un Danton, un Robespierre, prodotti principali d'una Rivoluzione vittoriosa, si trovano ormai di fronte, in immediato contatto l'uno dell'altro; ed  necessario di accertarsi se potranno vivere insieme, reggere insieme la Cosa pubblica. Facilmente si concepisce la profonda incompatibilit reciproca che divide questi due uomini: con qual terrore d'odio femmineo la povera Formula verdemare guarda la mostruosa, la colossale Realt e diviene pi verde nel rimirarla; - la Realt a sua volta si sforza a non pensar male d'un prodotto principale della Rivoluzione, mentre sente in cuor suo che questo prodotto non  che un pallone gonfiato dall'aria popolare; non un uomo col cuore d'uomo, ma un povero pedante spasmodico e incorruttibile, che ha al posto del cuore una formula di logica, e la natura d'un Gesuita o d'un Parroco Metodista; tutto un impasto di linguaggio sincero e d'incorruttibilit, di virulenza e di poltroneria; arido come il vento di Levante! Due di tali prodotti sono anche troppi per una sola Rivoluzione.
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Gli amici, trepidanti intorno alle conseguenze d'un diverbio fra loro, fecero s che s'incontrassero. " giusto", disse Danton, contenendo la sua grande indignazione, "che si reprimano i Realisti; ma noi non dobbiamo colpire che dove pu giovare alla Repubblica; noi non dobbiamo confondere l'innocente col reo". - "E chi vi ha detto", replic Robespierre con uno sguardo velenoso, "che un solo innocente sia perito?" E Danton volgendosi all'amico Pris, soprannominato Fabricius, Giurato al Tribunale Rivoluzionario: "Quoi non un solo innocente? Che ne dici tu, Fabricius?" (220) - Gli amici, Westermann, quel Pris e altri lo incitavano a mostrarsi, ad ascendere alla Tribuna ed agire. Ma quel Danton, non era uomo proclive a far mostra di s, ad agire, a far baccano per la propria salvezza. Uomo di carattere noncurante, grande, pieno di confidenza, uomo dalle larghe vedute che sapeva stare in riposo. Dicono che egli restasse per ore ad ascoltare Camillo mentre parlava, e niente lo dilettava tanto. Gli amici lo incitavano a fuggire, e cos pure sua moglie. "Dove fuggire?", rispondeva egli; "se la Francia libera mi scaccia, non vi saranno per me che carceri altrove. Non si pu mica portarsi con s il paese attaccato alle suole delle proprie scarpe!" E il virile Danton non si mosse. Neppur l'arresto dell'amico Hrault, membro del Salut, arrestato per opera del Salut, pot scuotere Danton. - La notte del 30 Marzo, il Giurato Pris venne precipitosamente, con l'ansia nello sguardo: un segretario del Comitato della Salute gli aveva detto che era stato emesso il mandato di cattura contro Danton e che egli sarebbe stato arrestato quella stessa notte! Lo pregano, lo supplicano trepidanti la povera moglie, Pris; e gli amici. Danton resta silenzioso per un po' di tempo, poi risponde: "Ils n'oseraient. Non oserebbero", e non volle prendere alcuna risoluzione. Mormorando poi "Non oserebbero", egli va a dormire come di solito.
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Eppure il mattino seguente una strana voce circola per la citt di Parigi; Danton, Camille, Phlippeaux, Lacroix sono stati arrestati nella notte! Ed  proprio cos: i corridoi del Lussemburgo rigurgitano di gente: i Prigionieri si affollano per vedere quel gigante della Rivoluzione che viene in mezzo a loro. "Signori", disse Danton cortesemente, "io speravo di vedervi presto tutti fuori di qui, ed ecco che vi capito anch'io; non si sa dove s'andr a finire". Il fatto si vocifera per tutta Parigi: la Convenzione si riunisce in gruppi, e mormora cogli occhi sbarrati: "Danton arrestato! Chi dunque pu dirsi salvo?" Legendre sale alla Tribuna e proferisce, a tutto suo rischio, qualche debole parola in favore di lui, proponendo che egli sia udito a quella sbarra prima del giudizio; ma Robespierre lo atterrisce con queste parole: "Udiste voi Chabot? Udiste Bazire? Vorreste forse avere due pesi e due misure?" Legendre si fa piccino piccino; Danton, come gli altri, deve subire il suo destino.
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Sarebbe interessante avere i pensieri di Danton nella prigione; ma non se ne possiede gran copia; invero pochi uomini tanto notevoli sono rimasti cos oscuri per noi come questo Titano della Rivoluzione. Egli fu udito a dire con slancio: "Or sono dodici mesi, da che io stesso promossi la creazione di questo Tribunale Rivoluzionario. Ne chiedo perdono a Dio e agli uomini. Essi sono tutti Fratelli come Caino; Brissot mi avrebbe fatto ghigliottinare come fa ora Robespierre. Io lascio tutti gli affari in una spaventevole confusione (gchis pouvantable): nessuno di loro comprende qualche cosa di governo. Robespierre mi seguir; io trasciner con me Robespierre. Oh, sarebbe stato meglio essere un povero pescatore che mischiarsi del governo degli uomini". La giovane e bella moglie di Camillo, che lo aveva reso ricco non solo di danaro, si aggira intorno al Lussemburgo, come uno spirito incorporeo, giorno e notte. Le lettere che Camillo le inviava di nascosto ancora esistono, con le tracce delle lagrime di lui (221). "Io porto la mia testa come un Saint-Sacrement?", fu udito a mormorare Saint-Just; "forse egli porter la sua come un Saint-Denis".
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Sventurato Danton, e pi sventurato di te il brillante Camillo, un tempo brillante Procureur de la Lanterne, anche voi siete dunque arrivati agli Estremi Limiti della Creazione, ove, come Ulisse Polytlas al limite e alla ultima Gades del suo viaggio, spingendo lo sguardo nel fosco Deserto di l dalla Creazione, l'uomo vede l'Ombra di sua Madre, pallida, impalpabile; - e i giorni allorch sua Madre lo allevava e lo vestiva fanno un contrasto ben triste con quel giorno! Danton, Camille, Hrault, Westermann e gli altri, sono stranamente confusi con Bazire, i bindoloni Chabot, Fabre d'glantine, il Banchiere Frey; la pi variopinta Infornata, "Fourne", come  il caso di chiamarla, si trovava schierata alla Sbarra di Tinville. Siamo al 2 Aprile 1794. Danton non aveva avuti che tre giorni da passare in prigione, poich il tempo stringe.
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Qual' il vostro nome? La vostra dimora? e cos via, domanda Fouquier, secondo le formalit. "Il mio nome  Danton", egli risponde; "un nome abbastanza noto nella Rivoluzione; la mia dimora sar presto il Nulla (dans le Nant); ma io vivr nel Pantheon della Storia". L'uomo cerca sempre di dire qualche cosa di efficace, per quanto pi o meno conforme alla sua natura. Hrault osserva epigrammaticamente che egli "sedette in questa sala e ch'era detestato dai Parlamentari". Camillo risponde: "La mia et  quella del bon Sansculotte Jsus: et fatale ai Rivoluzionari". O Camillo, Camillo! Eppure in quel Processo Divino, lasciate che lo diciamo, appariva, fra l'altre cose, il pi fatale Rimprovero che fu mai pronunziato quaggi contro mondana Rappresentanza politica; "il fatto pi saliente", come dice il pio Novalis, "nei Diritti dell'Uomo". La vera et di Camillo era, a quel che pare, di trentaquattro anni. Danton aveva un anno di pi.
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Sino a cinque mesi addietro, il Processo dei Ventidue Girondini era il pi grande che Fouquier avesse mai fatto. Ma adesso ve n' uno ancor pi grande, tale che occupa tutta la mentalit di Fouquier, tale che agita perfino il suo cuore. Poich  la voce di Danton che ora risuona tra quelle volte, con parole piene di passione che penetrano nell'anima con la loro sincerit rude, col loro impeto di collera. I vostri migliori Testimoni egli li annienta d'un sol colpo; e chiede che gli stessi Uomini del Comitato vengano come Testimoni, come Accusatori; egli "vuole coprirli d'ignominia". Egli si erge in tutta la sua alta persona, scuote la sua grande testa nera, i suoi occhi mandano bagliori di fuoco, - che penetrano in tutti i cuori repubblicani: al punto che anche le Gallerie, bench le avessimo riempite di gente ammessa con biglietto, mormorano con simpatia e pare debbano prorompere e sollevare il Popolo e liberarlo! Egli si lagna altamente d'essere stato messo a livello degli Chabot e degli Speculatori sui fondi pubblici, e che il suo Atto d'Accusa  una sequela d'insulsaggini e d'orrori. "Danton nascosto il 10 Agosto?" risuona la sua voce, come ruggito di leone preso al laccio; "dove sono gli uomini che dovettero spingere Danton a mostrarsi, quel giorno? Dove sono queste anime cos sublimi da cui egli attinse energia? Che vengano questi miei Accusatori: io ho la piena coscienza del dominio di me stesso quando chiedo di vederli." "Io voglio smascherare quei tre inetti ribaldi", les trois plats coquins Saint-Just, Couthon, Lebas, "che adulano Robespierre e lo trascinano verso la sua distruzione.
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Che vengano qui; io li ricaccer nel Nulla, donde mai avrebbero dovuto uscire". Il Presidente agita nervosamente il campanello e ingiunge la calma in una maniera veemente. "Che t'importa del modo come io mi difendo?", grida l'altro "Il diritto di condannarmi  sempre tuo. La voce d'un uomo che parla per il suo onore e la sua vita pu ben superare il tintinno del tuo campanello!" Cos parla Dauton in tono sempre pi alto, fin che la sua voce leonina "non s'estingue nella sua gola"; la parola non pu esprimere ci che vi  in quest'uomo. Le Gallerie mormorano in atteggiamento sinistro. Cos finisce la Seduta del primo giorno.
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O Tinville, o Presidente Herman, che farete voi? Essi ne hanno ancora per due giorni, secondo la pi stringata Legge Rivoluzionaria. Le Gallerie gi mormorano. Se questo Danton rompesse le maglie della vostra rete! - Strano pensiero, invero. La cosa pende da un capello: che scandalo allora! La Giustizia e il Reo cambierebbero posto; e tutta la Storia di Francia sarebbe cambiata! Poich in Francia solo questo Danton  l'uomo che potrebbe ancora governare la Francia. Egli solo, il selvaggio, l'amorfo Titano; - e quell'altro individuo, forse, dalla faccia olivastra, Ufficiale d'Artiglieria a Tolone, che abbiamo lasciato a farsi strada nel Sud!
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La sera del secondo giorno, andando le cose di male in peggio, Fouquier e Herman, dall'aspetto smarrito, corrono al Salut Public. Che bisogna fare? Il Salut Public d'un subito macchina un nuovo Decreto; onde, se qualcuno "insulta la Giustizia", pu essere "espulso dal Dibattimento". Poich non v', per di pi, anche un Complotto nella Prigione del Lussemburgo? Il ci-devant Generale Dillon e altri Sospetti non complottano con la moglie di Camillo per distribuire assegnati, forzare le prigioni e rovesciare la Repubblica? Il Cittadino Laflotte, Sospetto egli medesimo ma desideroso della libert, ci ha rivelato questo Complotto: - una rivelazione che porter i suoi frutti! Basta, il mattino seguente, la Convenzione obbediente approva il Decreto.
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Il Salut se ne impossessa e corre in aiuto di Tinville, ormai ridotto quasi agli estremi. E allora: Hors des Debats, Fuori del Dibattimento, insolente! Guardie, fate il vostro dovere! In questo modo, con uno sforzo sovrumano il Salut, Tinville, Herman, Leroi Dix-Aot e tutti i fedeli giurati vi si pongono con tutto il cuore e con tutte le forze; il Giur  "abbastanza illuminato". La sentenza  pronunziata e spedita mediante un Officiale, e lacerata e calpestata: Morte quest'oggi.  il 5 Aprile 1794. La povera moglie di Camillo pu smettere dall'aggirarsi intorno a quella Prigione; anzi dia un abbraccio ai suoi poveri figli e si prepari ad entrarvi alla sua volta e a seguire suo marito!
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Danton conservava sul Carro della morte uno sguardo altero. Non cos Camillo: quale scompiglio per lui in una settimana! una moglie angelica in lagrime; l'amore, le ricchezze, la fama di rivoluzionario, tutto ha lasciato alle porte della prigione; una Canaglia carnivora gli urla intorno. Palpabile eppure incredibile; come il sogno d'un folle. Camillo si dibatte, s'agita convulso; alle scosse delle spalle l'abito slacciato gli pende aggrovigliato, perch ha le mani legate; "Calma, amico mio", gli disse Danton; "non badate a questa vile canaglia (laissez l cette vile canaille)". A pie' del palco, si ud Danton che diceva: "O moglie mia, mia diletta, non ti rivedr mai pi!", poi s'interruppe, e rivolgendosi a s stesso: "Niente debolezza, Danton!" Poi disse a Hrault Sechelles, che si faceva avanti per abbracciarlo: "Le nostre teste s'incontreranno l dentro", nel sacco del Carnefice. Le sue ultime parole furono rivolte al Carnefice Samson: "Tu devi mostrare la mia testa al popolo; essa  degna d'essere mostrata".
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Cos, come un masso gigantesco, un impasto di coraggio e di ostentazione, di furore e d'amore, dotato di una forza, d'una virilit selvaggia di rivoluzionario, questo Danton passa all'ignota dimora. Era di Arcis-sur-Aube; nato da "buoni agricoltori". Aveva molte colpe; ma la peggiore di tutte le colpe non ebbe mai: l'Ipocrisia. Non era un vacuo Formalista, ingannatore di s stesso e degli altri, uno di quelli che sono fantasmi per chi ha il senso della natura; ma un vero uomo: con tutte le sue scorie, egli era un Uomo, una fiera realt uscita dal grande, dall'ardente seno della Natura. Egli salv la Francia da Brunswick; and diritto pel suo aspro sentiero ovunque lo menasse. Potr vivere per parecchie	generazioni nella memoria degli uomini.
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CAPITOLO 3.
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I CARRI DELLA MORTE.
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La settimana seguente, non siamo ancora che al 10 Aprile e ne abbiamo altri Diciannove: Chaumette, Gobel, la	Vedova di Hbert, la Vedova di Camillo; anche questi fanno il loro viaggio fatale; la nera Morte li divora. La Vedova del vile Hbert piangeva, e la Vedova di Camillo cercava di dirle delle parole di conforto. O voi, teneri Cieli, azzurri, belli, eterni dietro alle vostre tempeste e alle nubi, non avete un po' di piet per tutti? Gobel, a quel che pare, si pent; chiese l'assoluzione di un Prete; mor come meglio poteva un Gobel. Quanto ad Anassagora Chaumette, la cui testa lucente  ormai denudata del suo bonnet rouge, che speranza v' per lui? A meno che la Morte non sia "un sonno eterno"! Sventurato Anassagora, Dio ti giudicher, non io.
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Cos Hbert  partito, e con lui gli Hbertisti; coloro che spogliarono le chiese e adorarono la Ragione azzurra in berretto rosso. Sono pure scomparsi il gran Danton e i Dantonisti. Gi, in fondo alle catacombe, anch'essi sono divenuti silenti! Non v' Municipalit di Parigi, n Setta, n Partito di questo o quel colore che possa resistere al volere di Robespierre e del Salut. Il Maire Pache, non abbastanza pronto a denunziare i complotti di Pitt, se ne felicita adesso di gran cuore; ma non serve! Anch'egli va verso il Lussemburgo. Noi nominiamo un Fleuriot-Lescot, Maire per interim in sua vece: "un architetto venuto, dicono, dal Belgio"; uomo su cui si pu contare. Il nostro nuovo Agente Nazionale  Payan ultimamente Giurato; di cui Robespierre  anche la stella polare.
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Cos dunque, noi scorgiamo che questa nuvola confusa, pregna d'elettricit, quest'Erebo di Governo Rivoluzionario, ha in qualche modo alterata la sua forma. Due masse o ali appartengono ad essa: una superelettrica massa di rabidi Cordeliers, e una massa meno elettrica di Dantonisti Moderati e uomini inclini alla Clemenza; - queste due masse, fulminandosi l'una l'altra, si sono annientate scambievolmente. Poich la nuvola-Erebo, come spesso notiamo,  di natura suicida, e fatta di sinuosit irregolari, scaglia i suoi fulmini nel suo interno. Ma essendosi queste due masse discrepanti reciprocamente distrutte, si direbbe che la nuvola-Erebo abbia conseguita una sistemazione interna, e rovesci il suo fuoco infernale solo sul Mondo che giace al disotto. Pi semplicemente parlando, il Terrore della Ghigliottina non fu mai cos terribile finora. Sistole, diastole, sempre pi rapida opera la Scure di Samson. Le accuse a grado a grado finiscono d'avere anche una parvenza di plausibilit. Fouquier sceglie nelle Dodici Case di Arresto delle Infornate, "Fournes", com'egli suol dire, una ventina e pi d'accusati a un tempo; i suoi Giurati sono incaricati di fare feu de file, fin che il suolo sia spazzato. Il rapporto del Cittadino Laflotte sul complotto del Lussemburgo veramente porta i suoi frutti! Se non esiste nessuna plausibile imputazione contro un uomo, o una Infornata di uomini, Fouquier ha sempre questa a sua disposizione: un Complotto nella Prigione. Rapido e sempre pi rapido procede Samson; si raggiunge finalmente il numero di sessanta e pi in una Sfornata.  il gran giorno della Morte: tutto ritorna, e solo i Morti non tornan pi.
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O fosco D'Esprmnil, che giorno  mai questo, il 22 Aprile, il tuo ultimo giorno! La sala del Palais  quella stessa sala di pietra ove tu cinque anni addietro sorgesti a perorare, in mezzo al pathos senza fine d'un Parlamento ribelle, alla luce incerta del mattino; costretto a marciare con d'Agoust alle Isole di Hyres. Le pietre son quelle medesime; ma tutto il resto? Gli Uomini, la Ribellione, il Pathos, la Perorazione, mirate! tutto  scomparso come una banda di Spiriti schernitori, come i fantasmi d'un cervello morente. Con d'Esprmnil nella stessa fila di carri  la pi triste miscela. Vi  Chapelier, il ci-devant Presidente popolare della Costituente, che le Menadi e Maillard incontrarono nella sua carrozza sulla Via di Versailles.
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Vi  Thouret, del pari ci-devant Presidente, l'autore delle Leggi Costituzionali; colui il quale noi udimmo dire, tanto tempo addietro, a voce alta: "l'Assemblea Costituente ha compiuta la sua missione!". E il nobile e vecchio Malesherbes, che difendeva Luigi e non pot parlare, simile a una antica roccia grigia che si dissolve all'impeto dell'acque: egli viaggia adesso coi suoi congiunti; coi figli, con le figlie, coi nipoti, e i Lamoignon e gli Chateaubriand, silenzioso verso la Morte. - Solo un giovane Chateaubriand erra fra i Natchez in mezzo allo strepito delle Cascate del Niagara, al gemito delle foreste sterminate. Onore a te, o grande Natura selvaggia ma non falsa, non priva di bont n d'amore materno; tu non sei una formula, n una rabida giostra d'Ipotesi e d'Eloquenza Parlamentare, n una fabbrica di Costituzione e Ghigliottina; parlami, o Madre, canta al mio cuore infermo la tua mistica e sempiterna ninna-nanna, e che tutto il resto sia lontano da me!
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Un'altra fila di Carri dobbiamo notare: quella in cui trovasi Elisabetta, la sorella di Luigi. Il suo processo fu come gli altri: Complotto e sempre Complotto. Ella era una delle donne pi buone, pi innocenti. Si trovava con lei, insieme ad altre ventiquattro, una Marchesa di Crussol, timida un tempo, divenuta ora coraggiosa, che le professava la pi sentita fedelt. A pi del Palco, Elisabetta, con le lagrime agli occhi, ringrazi questa Marchesa e le disse che era dolente di non poterla ricompensare.
- Ah, Madame, se vostra Altezza Reale si degnasse di abbracciarmi, i miei voti sarebbero compiuti!
- Ben volentieri, Marchesa de Crussol, e con tutto il cuore - (222). Ci avvenne a pie' del Palco. La Famiglia Reale s' omai ridotta a due persone: a una fanciulla e a un ragazzetto. Il ragazzo, una volta chiamato Delfino, fu tolto a sua madre mentr'ella ancora viveva, e dato a un tale Simon, di mestiere calzolaio, e allora di servizio alla Prigione del Temple, perch lo educasse ai principi del Sanculottismo.
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E Simon gl'insegn a bere, a bestemmiare e a cantare la Carmagnole. Simon  ora passato alla Municipalit, e il povero ragazzo nascosto in una torre del Temple, donde non vuol muoversi, in preda allo spavento, smarrito, divenuto decrepito innanzi tempo, vi sta deperendo; la "camicia non gli vien cambiata per sei mesi"; lo squallore e le tenebre lo circondano miseramente (223), - come non accade a nessun fanciullo, tranne ai poveri figli dei contadini e simili, destinati a perire, senza rimpianto!
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La Primavera porta le sue verdi foglie, e il tempo splendido e il Maggio luminoso, pi che mai luminoso; la Morte non s'arresta. Lavoisier, il famoso chimico, non deve pi vivere, deve morire. Il chimico Lavoisier fu anche il Fermier Gnral Lavoisier, ed ora "tutti i Ricevitori generali sono in arresto"; tutti, e debbono dar conto del loro danaro e delle loro rendite, e morire "per aver messa l'acqua nel tabacco" che vendevano (224). Lavoisier preg che gli fossero accordati altri quindici giorni di vita, per finire alcuni esperimenti: ma "la Repubblica non ha bisogno di queste cose"; la mannaia deve compiere il suo lavoro. Il cinico Chamfort, nel leggere quelle iscrizioni di Fratellanza o Morte, dice: " una Fratellanza da Caino ".
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Arrestato, poi rilasciato, e sul punto di essere arrestato di nuovo, questo Chamfort si taglia, si sfregia furiosamente con la sua mano inesperta, e non senza difficolt raggiunge il soggiorno della morte. Condorcet s' tenuto ben nascosto per molti mesi, mentre con occhi d'Argo lo si  spiato e si  andati in cerca di lui. Il suo nascondiglio  divenuto pericoloso per lui e per altri; deve fuggire di nuovo, rintanarsi attorno Parigi, rifugiandosi nelle macchie e nelle cave di pietre. Un fosco mattino di Maggio entra nel villaggio di Clamars un uomo lacero, dalla barba incolta, affamato, e chiede da mangiare all'osteria. Egli ha l'apparenza d'un sospetto! "Tu dici che sei un servo senza posto?" Il Presidente del Comitato dei Quaranta Soldi gli trova indosso un Orazio in latino; "Non sei tu uno di quei ci-devants che erano avvezzi ad aver servi? Sospetto!" Egli  trascinato, prima che finisse di far colazione, alla volta di Bourg la Reine, a piedi; rifinito di forze vien messo sul cavallo d'un contadino, e poi  cacciato nell'umida cella d'una prigione; la dimane, ricordandovi di lui, voi entrate: Condorcet giace morto sul pavimento. Muoiono, scompaiono presto le Notabilit della Francia, l'una dopo l'altra, come lumi in un Teatro, che voi andate spegnendo.
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In queste circostanze, non vi par singolare, quasi commovente, vedere la citt di Parigi tutta intenta, quelle dolci notti di Maggio, alla cerimonia civica, che essi chiamavano "Souper fraternel, Cena fraterna?"
Nei giorni dodici, tredici e quattordici Maggio hanno avuto luogo queste cerimonie pi o meno spontanee. Nella Rue Saint-Honor e nelle principali vie e piazze, ciascun cittadino reca all'aria aperta, quel tanto di cena che lo stringato Maximum gli permette; l'unisce alla cena del suo vicino, ad una tavola comune, allegramente illuminata da molti lumi e modestamente arredata di cristalli e d'altro vasellame, e mangiano frugalmente insieme sotto le benefiche stelle (225). Mirali, o Notte! Brindano allegramente con le coppe colme e trincano ineggiando al Regno della Libert, dell'Uguaglianza, della Fraternit, con le mogli adorne dei loro migliori nastri e i figliuoli che si rincorrono intorno alla tavola, i cittadini nella frugale Festa d'amore. La notte nel suo impero sconfinato non vede nulla di simile. O fratelli miei, perch non  venuto il Regno della Fraternit?  venuto, dev'essere venuto, dicono i cittadini trincando frugalmente. - Ahim - queste stelle sempiterne guardano, "come occhi luccicanti, fissandosi con un bagliore di piet immortale sulla sorte dell'uomo!" - Una lamentevole cosa invero  quella, che degli individui tenteranno di Assassinare i Rappresentanti del Popolo. Il Rappresentante Collot, Membro anche del Salut, ritornando a casa, "verso l'una del mattino", probabilmente dopo aver alquanto abusato di liquori, come suol fare, sente sulle scale il grido di "Sclrat!" ed anche lo scatto d'una pistola, che non prende fuoco e manda un guizzo, che gli fa scoprire a quel momentaneo chiarore un paio d'occhi truci e provocanti e un volto bruno e arcigno. Egli lo riconosce:  un coinquilino, il cittadino Amiral, gi "commesso del Lotto!" Collot grida: Assassino! con una tal voce da svegliare tutta la Rue Favart; Amiral fa scattare una seconda volta la pistola, la quale per la seconda volta non prende fuoco; poi si precipita nel suo appartamento, ove, dopo di aver tirato ancora invano un colpo di moschetto contro s stesso e un altro contro colui che voleva farlo prigioniero,  preso e menato in prigione (226). Era un uomo iracondo questo piccolo Amiral, Meridionale d'indole e di aspetto, e d'una "considerevole forza muscolare". Egli non nega che intendeva "purgare la Francia d'un Tiranno", anzi confessa che aveva messo l'occhio sull'Incorruttibile in persona, ma prese poi Collot trovandolo pi conveniente!
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Si fa un gran parlare di questo fatto; le congratulazioni a Collot salgono fino al cielo; egli riceve abbracci fraterni, ai Giacobini e altrove. Eppure si direbbe che l'andazzo di assassinare divenga contagioso. Due giorni dopo - non  che il 23 Maggio - verso le nove di sera, Ccile Rnault, figlia d'un cartolaio, giovane dal viso dolce e fresco, si presenta dall'ebanista della Rue Saint-Honor: desidera vedere Robespierre. Robespierre non si pu vedere; ed ella brontola in maniera irriverente. Allora s'impadroniscono di lei. Ella ha lasciato un paniere in una bottega l vicino; nel paniere v' un abito femminile di ricambio e due coltelli! La povera Cecilia, esaminata dal Comitato, dichiara che "aveva desiderio di vedere com'era fatto un tiranno": "il vestito di ricambio mi occorreva pel luogo dove sarei andata". "Qual luogo?" "La Prigione, e poi la Ghigliottina", rispose. - Tali cose derivano da Charlotte Corday; in un popolo ligio all'imitazione e alla monomania! Uomini collerici e cupi tentano di fare come Charlotte, e la loro pistola non d fuoco: giovanette dal viso dolce e fresco tentano alla loro volta, e risolute solo a mezzo, lasciano i loro coltelli in una bottega.
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O Pitt, o Fazione degli Stranieri, mai avr dunque riposo la Repubblica, sar sempre tormentata da lacci, da mine, da agguati d'ogni genere? Il bruno Amiral, la bella e giovane Ccile, e tutti quelli che li conobbero e molti che non li conobbero, giacciono sotto chiave, aspettando lo scrutinio di Tinville.
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CAPITOLO 4.
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MUMBO JUMBO.
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Ma nel giorno che chiamano Dcadi, il Nuovo Sabato, il 20 Prairial, l'8 Giugno del vecchio stile, che cosa  mai quell'accorrere verso il Jardin National, un tempo Giardino delle Tuileries?
Tutti si trovano col vestiti a festa (227); la biancheria sudicia  scomparsa cogli Hbertisti; anzi Robespierre pel primo era contrario al vestire trasandato; e si presentava sempre elegante e arricciato, non senza un tantino di vanit, - ed aveva la sua camera tutta tappezzata di Ritratti e Busti verde-mare. Dicevamo dunque che innumerevoli Cittadini e Cittadine erano in abiti festivi: il tempo  in tutto il suo splendore; un'aspettativa allegra illumina i volti. Il Giurato Vilate offre una colazione a molti Deputati nel suo Appartamento officiale del Padiglione ci-devant di Flora; egli s'allieta della gioia che illumina i volti della moltitudine, dello splendore verdeggiante di Giugno, del bene auspicato Dcadi, o nuovo Sabato. In questo giorno, se piace al Cielo, dobbiamo avere, sui principii Anti-Chaumettiani perfezionati, una Nuova Religione.
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Bruciato il Cattolicismo, ghigliottinato il culto della Ragione, non v'era forse bisogno d'un'altra religione? L'Incorruttibile Robespierre, non dissimile dagli Antichi, come Legislatore d'un popolo libero, vuol ora divenir Prete e Profeta. Egli ha indosso il suo soprabito azzurro, fatto per l'occasione; un panciotto di seta bianca ricamato d'argento, pantaloni di seta nera, calze bianche, scarpe con le fibbie d'oro. Egli  il Presidente della Convenzione; ha fatto decretare dalla Convenzione, come sogliono dire, dcrter "l'Esistenza dell'Essere Supremo", e parimenti "ce principe consolateur dell'Immortalit dell'Anima". Questi principii consolatori, basi della razionale Religione Repubblicana, vengono decretati; ed ora, in questo benedetto Dcadi, con l'aiuto del Cielo e del Pittore David, si compir il nostro primo atto di fede.
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Vedete, dunque, come, passato il Decreto, e il cos detto Discorso Profetico, - "il pi meschino che mai uomo abbia pronunziato", - Maometto Robespierre, in soprabito azzurro e neri pantaloni, arricciato e incipriato in modo inappuntabile, recando in mano un mazzo di fiori e di spighe, esce in atteggiamento altero dall'Aula della Convenzione; e la Convenzione lo segue; ma si nota che lo segue a distanza.  stato innalzato un Anfiteatro o per lo meno un Monticule o Elevazione; l'orride Statue dell'Ateismo, dell'Anarchia e simili, grazie al Cielo e al Pittore David, destano un senso d'aborrimento nel cuore. Sfortunatamente, intanto, il nostro Monticule  troppo piccolo. Sulla sommit di esso neppure la met di noi pu starvi, onde ne nasce un urtarsi indecente insieme a un mormorio irriverente, di tradimento anzi. Calma, o Bourdon de l'Oise; calma, o guai a te!
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Il Pontefice verdemare prende una torcia, che egli presenta al Pittore David; declama delle parole vacue e ampollose, che per fortuna non si possono udire; poi si avanza risoluto, in vista della Francia che attende; avvicina la torcia all'Ateismo e Compagnia, che son fatti di cartone cosparso di trementina. Le fiamme salgono rapide, e dall'interno sorge "mediante un meccanismo" una Statua incombustibile della Saggezza, che, per disgrazia,  un po' annerita dal fumo; ma si erge visibile in un atteggiamento per quanto  possibile sereno.
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E poi? Poi vi sono altre Processioni, altri meschini Discorsi, e - questa  la nostra Festa dell'Etre Suprme; la nostra nuova Religione, bene o male,  venuta! - Contemplala un istante, non pi d'un istante, o Lettore.  la pagina pi miserabile degli Annali Umani; o ne conosci tu una pi miserabile? Mumbo-Jumbo delle selve africane sembra a me venerabile a confronto di questa nuova Deit di Robespierre; poich questo  un Mumbo-Jumbo cosciente, che sa di essere una macchina. O Profeta verdemare, il pi disgraziato sacco gonfio di vento presso a scoppiare, qual pazza Chimera fra la realt stai tu dunque per divenire? Cos questa semplice fiaccola di pece pei fuochi artificiali di trementina e di cartone,  forse la miracolosa Verga d'Aronne che tu stendi su una Francia in preda al terrore, in una agitazione infernale, perch cessino i suoi mali. Via di qua, tu e la fiaccola! "Avec ton Etre Suprme", disse Billaud, "tu commence  m'embter": "Col tuo Etre Suprme, tu cominci a seccarmi". (228)
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Caterina Thot, d'altro canto, "antica serva, dell'et di settantanove anni", pratica da tempo della Profezia e della Bastiglia, s' installata in una soffitta della Rue de Contrescarpe, e, tenendo gli occhi fissi sul Libro delle Rivelazioni, esamina Robespierre; e trova che questo meraviglioso Massimiliano tre volte potente  realmente l'Uomo di cui parlano i Profeti, che ridar la giovinezza alla Terra. Con lei si trovano delle vecchie Marchese devote, ci-devant onorabili donne, fra cui quel Costituente vecchio e balordo, Dom Gerle, non pu mancare. Essi son l nella Rue de Contrescarpe, in misteriosa adorazione: Mumbo  Mumbo, e Robespierre  il Profeta. Uomo eminente quel Robespierre; che ha le sue Guardie del Corpo volontarie; i suoi Tapedurs, che noi potremmo dire Picchia sodo, Patrioti accaniti dai bastoni animati; e i Giacobini che baciano l'orlo delle sue vesti. Egli gode l'ammirazione di molti, l'adorazione di alcuni, ed  ben degno della meraviglia di tutti.
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Intanto, la grande domanda, la grande speranza di tutti  questa: Non sar la grande Festa del Mumbo-Jumbo delle Tuileries un segnale dell'abbattimento della Ghigliottina? Ben lungi! Proprio due giorni dopo, Couthon, uno dei "tre scellerati", si fa innalzare alla Tribuna, ove produce un fascio di carte. Couthon propone come, visto che i Complotti ancora abbondano, la Legge dei Sospetti sia estesa, e sia dato agli Arresti maggior vigore e maggior facilit. Inoltre, poich in tal caso il lavoro diverr pi faticoso, anche il nostro Tribunale Rivoluzionario sia ampliato, o meglio diviso in Quattro Tribunali, ciascuno col suo Presidente, ciascuno col suo Fouquier, compiendo tutti il loro lavoro contemporaneamente; onde ogni ulteriore inceppo o formalit dilatoria sia evitata e l'opera possa avere compimento. Tale  il Decreto del Ventidue Prairial di Couthon, famoso a quel tempo. All'annunzio di un tal Decreto fin la Montagna rest senza fiato, colpita dal terrore; e un tal Ruamps os dire che, se esso passava senza dilazione e discussione, egli, da Rappresentante qual'era, "si sarebbe fatto saltare le cervella". Vane parole! L'Incorruttibile increspa le ciglia, dice qualche parola profetica, fatale: la Legge del Prairial  legge; Ruamps si appaga di lasciare le sue cervella avventate dove si trovano. Morte dunque, e sempre Morte! Proprio cos. Fouquier estende i suoi confini, e fa una sfornata di Centocinquanta d'un colpo; - procurandosi una Ghigliottina d'una velocit perfezionata e che lavora al coperto, nell'appartamento vicino. Al punto che il Salut  costretto a interporsi e proibire: "Vuoi tu demoralizzare la Ghigliottina", chiede Collot, in tono di rimprovero, "dmoraliser le supplice?"
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Infatti v' pericolo che ci avvenga, e se la fede Repubblicana non fosse cos grande, sarebbe gi avvenuto. Vedete, per esempio, che Sfornata il 17 Giugno: Cinquantaquattro in una volta! Vi si trova l'abbronzato Amiral, quello dalla pistola che non dette fuoco; e vi si trovano la giovane Cecilia Rnault con suo padre, la sua famiglia e i parenti e amici: la Vedova di D'Esprmnil; il vecchio M. de Sembreuil, all'et di settantatr anni, che, nel Settembre, fu salvato dalla figlia, e solo perch ne venisse a questo. Eravi la Fazione dello Straniero: cinquantaquattro di loro! Costoro, in camicia rossa, quali Assassini e Fazione dello Straniero, passano rapidi: malaugurata Fantasmagoria rossa, diretta al paese dei Fantasmi.
Eppure, il Popolo della Place de la Rvolution, gli abitanti della Rue Saint-Honor, a questo continuo passare di carrette, non cominciano forse a rannuvolarsi? Anche i Repubblicani hanno viscere. La Ghigliottina  cambiata di luogo e poi cambiata ancora, fin che vien drizzata all'estremit remota di Sud-Est (229): i sobborghi Sant-Antoine e Saint-Marceau, se pur hanno viscere, le hanno ben indurite,  a sperarlo.
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CAPITOLO 5.
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LE PRIGIONI.
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 tempo ormai di gettare uno sguardo nelle Prigioni. Quando Desmoulins fece una mozione pel suo Comitato di Grazia, queste Dodici Case di Arresto contenevano cinquemila persone. Poi, arrivandone altre di continuo, avevano raggiunto il numero di ventimila. Sono dei Ci-devants Royalistes, e nella pi parte Repubblicani di vario colore, come Girondini, Fayettisti, e Non-Giacobini. Forse nessuna abitazione umana, nessuna Prigione mai uguagli lo squallore, il disgusto, l'orrore di queste Dodici Case di Arresto. Esistono memorie di persone che ne fecero l'esperienza, Mmoires sur les Prisons, che rappresentano uno dei pi strani Capitoli della Biografia dell'Uomo.
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Strano a guardarvi dentro: una specie di ordine s'impone in ogni condizione dell'esistenza umana; e ovunque due o tre persone si trovino riunite si costituiscono forme di vita comune, abiti, osservanze, e magari eleganza, piaceri! Il Cittadino Coittant spiegher pienamente come il nostro magro desinare d'erbe e di carogne veniva consumato non senza garbatezza e place-aux-dames; come il Signore e il Lustrascarpe, la Duchessa e la povera cenciosa gettate alla rinfusa in un fascio, si ponevano in riga secondo un metodo; ad una data ora, "le Cittadine prendevano il loro lavoro di cucito"; e noi, offrendo loro le sedie, cercavamo di parlar loro galantemente, restando in piedi, od anche di cantare e suonare come meglio ci poteva. Le gelosie, le inimicizie neppur fanno difetto, e la civetteria si mostra nel suo vero aspetto.
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Ohim, a grado a grado, anche il lavoro di cucito deve cessare; sorge il Complotto nella Prigione per opera del Citoyen Laflotte e del Sospetto Preternaturale. La Municipalit Sospettosa ci strappa tutti gli utensili; tutto il danaro, e quanto possediamo di oggetti e di metallo ci vien tolto crudelmente; si viene a frugare nelle tasche, nei guanciali, nei pagliericci; i Commissar dei berretti rossi entrano in ogni cella. L'Indignazione, una disperazione temporanea, al vedersi togliere per fino il ditale, s'impossessa dei cuori gentili. Le Vecchie Suore emettono acuti gridi, e chiedono d'essere ucciso immantinente, Ma non si pu altro che urlare! Meglio capit a quei due cittadini, che desiderosi di conservare qualche oggetto, fosse magari uno stecco da pipa o un ago per rimendare le calze, decisero di difendersi: col tabacco. Cos, con la pi grande prontezza, mentre i vostri feroci del berretto rosso si odono a frugare e a sbattere porte nel corridoio, i due Cittadini accendono le loro pipe e cominciano a fumare. Una densa oscurit li avvolge. I Berretti Rossi aprono la cella, ove non si respira; e tutti tossiscono in coro. "Quoi, Messieurs", gridano i due Cittadini, "voi non fumate?  forse spiacevole la pipa? Est-ce que vous ne fumez pas?" Ma i Berretti Rossi sono fuggiti, dopo una ricerca superficiale. "Vous n'aimez pas la pipe?", gridano i Citoyens, mentre la loro porta si rinchiude (230). Miei poveri fratelli Cittadini, di certo in un Regno di Fraternit non siete voi quelli che vorrei vedere ghigliottinati!
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Il rigore aumenta, diviene orrida tirannia; il Complotto in prigione diviene sempre pi comune. Questo complotto in prigione, come dicevamo,  ora la formula stereotipata di Tinville; contro chiunque egli non trova colpa, ha questa colpa bella e preparata.
Il suo Tribunale  divenuto inqualificabile; una ciurmeria riconosciuta, nient'altro che la soglia varcata per andare verso la Morte. I suoi atti d'accusa sono redatti in bianco; i Nomi si appongono dopo. Egli ha i suoi moutons, sciacalli traditori, detestabili, che fanno da accusatori e da testimoni a carico; a patto che si permetta loro di vivere - almeno temporaneamente. Le sue Fournes, dice Collot in tono di rimprovero, "non debbono in nessun caso sorpassare il numero di sessanta"; questo  il suo maximum. Nottetempo vengono al Luxembourg i suoi Carri pel fatale Appello: la lista della Fourne della dimane.  un grande accorrere alla Grata per udire se v' il proprio nome. E che sospiro profondo di sollievo, quando il nome non vi si trova: ancora un giorno di vita! Eppure una ventina, parecchie ventine di nomi sono nella lista. Immantinenti costoro si stringono al cuore i loro amati, per l'ultima volta; con breve addio, ad occhi asciutti o molli di pianto montano e si allontanano. Questa notte alla Conciergerie, domani alla Ghigliottina, passando pel Palais falsamente nomato di Justice.
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L'indifferenza, una bravura inconsiderata, lo stoicismo derivante, se non dalla forza, dalla debolezza, si sono impossessati di tutti i cuori. Le deboli donne e i Ci-devants, prima che i loro riccioli divengano delle parrucche bionde e la loro pelle sia conciata per servire da pantaloni, "sogliono, cos, per passatempo, recitare la scena della Ghigliottina". Si forma una mascherata fantastica: con il capo coperto da salviette che fanno da turbanti, delle coperte di lana che fanno da ermellino; giudica un Sinedrio di Giudici da burla; un Tinville da burla fa le sue requisitorie; un colpevole  condannato e vien ghigliottinato fra due sedie capovolte. Qualche volta la cosa va pi in l; Tinville in persona  condannato, e non alla sola Ghigliottina. Col viso cosparso di nero, arcigno, cornuto, un Satana velloso s'impadronisce di lui, che urla a tutto andare, e gli addita col braccio proteso e con voce terribile, il fuoco che non si spegne, il verme che non muore, le sempiterne pene dell'Inferno; e alla domanda: Che ora ? Si risponde:  l'Eternit (231).
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Le prigioni intanto sempre pi si riempiono; la Ghigliottina sempre pi s'affretta. Su tutte le vie maestre s'avanzano i prigionieri che vengono alla volta di Parigi. Non pi Ci-devants ormai, poich su quelli che levano la voce  passata la falce; son Repubblicani, che marciano incatenati a due a due, e nei momenti di esasperazione cantano la Marseillaise. Centotrentadue uomini di Nantes, per esempio, marciano verso Parigi, proprio in quei giorni: Repubblicani, Giacobini addirittura, Giacobini fin nel midollo delle ossa; ma Giacobini che non avevano approvato gli Annegamenti (232). Vive la Rpublique  il loro grido per tutte le vie della citt. Passano la notte in caverne malsane, indescrivibili, stipati da soffocare, e il mattino se ne trova morto sempre qualcuno. Esauriti dal lungo cammino, disanimati, non hanno che la forza di gridare: Viva la Repubblica; noi, come sotto un orrido incantesimo, moriamo per essa!
Si racconta che circa Quattrocento Preti restano ancorati "nella rada dell'Isola d'Aix", per mesi e mesi, a contemplarvi la loro miseria, il vuoto, le vaste sabbie di Oleron e il mare che geme incessante. Laceri, sudici, affamati, ridotti allo stato di ombre; tutti in circolo, dividendosi per dozzine, mangiando a bordo la loro razione poco pulita, con le mani. Stropicciano i loro abiti scandalosi a vedersi, fra due pietre; sono ammucchiati fra orribili miasmi, sotto i boccaporti; settanta di loro giacciono in una sola cabina nella notte; onde "un vecchio Prete  trovato morto il mattino nell'atto di pregare" (233).
- Per quant'altro tempo, Signore Iddio?
Non per sempre; no. Ogni Anarchia, ogni Male, ogni Ingiustizia , per la sua stessa natura, come i denti del dragone: si suicida e non pu durare.
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CAPITOLO 6.
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PER FINIRE IL TERRORE.
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Invero  molto degno di nota il fatto che fin dal tempo della Festa dell'Etre-Suprme e delle sublimi e continuate arringhe su di essa, che Billaud temeva diverrebbero ben noiose per lui, Robespierre s'era lasciato poco vedere al Comitato, restando appartato, come per una bizza. Inoltre v'era stato un rapporto a proposito di quella vecchia Cathrine Thot e il suo Rigeneratore annunziato dai Profeti, che non era animato dalle migliori intenzioni. Questo mistero della Thot  considerato con ostentazione come un Complotto; ma evidentemente, vi si scorge una punta satirica, una celia irriverente, non contro la vecchia zitella soltanto, ma indirettamente contro il suo Rigeneratore! La penna leggera di Barrre era forse in fondo a tutte queste cose: letto a traverso degli organi solenni e tabaccosi del vecchio Vadier della Sret Gnrale, il Rapporto di Thot ebbe i suoi effetti: il Viso Repubblicano si contrasse in una piega beffarda. Dovevano accadere queste cose?
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Notiamo inoltre che fra i prigionieri raccolti nelle Dodici Case di Arresto ve n' una che abbiamo gi vista precedentemente. La Seora Fontenay, nata Cabarrus, la bella Proserpina, che il Rappresentante Tallien, come Plutone, raccolse a Bordeaux, non senza risentirne gli effetti! Tallien  a casa sua, richiamato da tempo da Bordeaux, e nella condizione pi allarmante. Invano egli faceva risuonare sempre pi alta la nota del Giacobinismo per cancellare i suoi precedenti: i Giacobini lo avevano espulso dal loro seno. Due volte Robespierre, dalla Tribuna della Convenzione, mormor al suo indirizzo parole di cattivo presagio. Ed ora la sua bella Cabarrus, colpita da denunzia, trovasi in arresto, sospetta, malgrado tutto quello ch'egli pot fare! - Chiusa nell'orrido ovile della morte, la Seora fa pervenire clandestinamente al suo rosso e oscuro Tallien le istanze e le preghiere pi pressanti: Salvami, salvati! Non vedi che la tua testa  condannata, perch sei di un'audacia troppo fiera, e per di pi sei un Dantonista, contro cui mormora la calunnia? E forse non siete tutti condannati, come nella caverna di Polifemo? Tutti sarete mangiati, e quello fra voi che sar pi umile, pi schiavo, avr la sola ricompensa di esser mangiato per ultimo! - Tallien riconosce rabbrividendo che ci  vero. Tallien ha avuto cattivi presagi; cos Bourdon, Frron e Barras sono odiati: ognuno "si assicura se la propria testa  ancora attaccata alle spalle".
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Intanto Robespierre, di nuovo lo notiamo, va poco alla Convenzione, non va affatto al Comitato, non parla in nessun luogo, tranne che alla sua Giacobina Camera dei Lordi, circondato dalle sue Guardie del Corpo, i Tapedurs. In questi "quaranta giorni" - siamo ormai verso la fine di Luglio - egli non s' lasciato vedere al Comitato; ha solo compiuto il suo lavoro mediante i suoi tre bricconi insignificanti e il terrore che emana da lui. L'"Incorruttibile" se ne sta appartato, o lo si vede camminare a lunghi passi in luoghi solitari e pei campi, con l'aria di meditazione intensa; e alcuni dicono, "con occhi iniettati di sangue" (234), conseguenza d'una bile estrema: la pi lamentevole Chimera verdemare che si aggirasse sulla Terra quel Luglio! O disgraziata Chimera; perch tu pure avevi una vita, un cuore di carne; ove mai quegli Dei severi, che pareva ti sorridessero lungo tutta la vita, ti hanno ora condotto e abbandonato? Non sei tu quello stesso che pochi anni addietro era un giovane Avvocato di belle speranze, e che abbandon la carica di Giudice, ad Arras, piuttosto che condannare a morte un uomo? Quali possono essere i suoi pensieri? I suoi progetti per finire il Terrore? Chi sa: vaghe idee frammentarie d'una Legge Agraria; un Sanculottismo vittorioso che diviene Proprietario fondiario; i vecchi soldati risedenti negli Edifiz nazionali, negli Ospedali di Chambord e Chantilly; la pace comperata con la vittoria; brecce cicatrizzate della Festa dell'Etre Suprme; - e cos a traverso mari di sangue, si arriver all'Eguaglianza, alla Frugalit, alla Beatitudine agognata, alla Fratellanza, alla Repubblica della Virt. Spiaggia benedetta d'un tal mare di sangue aristocratico: ma come approdarvi? Attraversando un'ultima ondata: un'ondata di sangue di Sanculotti corrotti, di traditori o di semi-traditori Convenzionali, di ribelli come Tallien e Billaud, pei quali col mio Etre Suprme io sono divenuto insopportabile, e con la mia Apocalittica Vecchia un oggetto di riso! - Cos parla questo povero Robespierre, come un fantasma verde-mare nel Luglio fiorito. Tracce di schemi ondeggiano confusamente; ma quali fossero i suoi schemi e i suoi pensieri niuno sapr mai.
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Si dice che si stiano scavando nuove Catacombe per un macello immenso, simultaneo. La Convenzione deve essere massacrata fino all'estremo dal Generale Henriot e Compagnia; la Giacobina Camera dei Lordi deve prendere il dominio, e Robespierre esser fatto Dittatore (235). Vi  una Lista, pronta, forse s, forse no; una lista cui il Parrucchiere dell'Incorruttibile ha dato un'occhiata mentre gli arriccia i capelli. Ognuno si domanda: Vi sar anch'io?
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Inoltre come la Tradizione e l'Aneddoto ci riferiscono, vi fu a quel tempo un notevole pranzo di scapoli in casa di Barrre, un giorno che faceva molto caldo. Perch, senza dubbio, o Lettore, questo Barrre e altri della stessa specie davano dei pranzi, avevano "una casa di campagna a Clichy", eleganza, sontuosit, e i piaceri imbellettati (236). Ma, al pranzo di cui parliamo, si dice che pel gran caldo che faceva, gli ospiti s'erano tolti i loro abiti e li avevano lasciati nell'anticamera; allora Carnot sguisci fuori, si pose a frugare nelle tasche di Robespierre, e rinvenne una lista con Quaranta nomi, compreso il suo: quel giorno egli non port troppo frequentemente la coppa alle labbra! - Amici, voi dovete scuotervi, alfine; voi, tristi Rane del Pantano, mute da quando affond il Girondismo, anche voi, ormai, dovete gracidare o morire! Si tengono conciliaboli, si parla, si gestisce; conciliaboli notturni, misteriosi come la morte. E se il felino Massimiliano penetrasse col coi suoi lunghi passi, senza voce come sempre, dagli occhi verdi iniettati di sangue, col dorso curvo e i capelli irti? Il temerario Tallien dall'indole avventata e dalla lingua audace, metter egli il sonaglio al gatto. Si fissi il giorno, e sia presto, per tema che non sia mai!
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Ed ecco che prima del giorno designato, nel giorno che chiamano Otto del Termidoro, 26 Luglio 1794, Robespierre in persona compare alla Convenzione e monta alla Tribuna! Il volto bilioso sembra offuscato da una nube nuova; figurarsi se Tallien, Bourdon e compagni lo ascoltano con interesse.  una voce presaga di vita o di morte. Strascicata, spiacevole come quella del barbagianni, risuona la profetica voce: lo spirito Repubblicano  degenerato; il Moderatismo corrompe; gli stessi Comitati della Sret e del Salut sono infetti; le apostasie sono da una parte e dall'altra: Io Massimiliano, Io solo rimango incorruttibile, pronto a morire al momento opportuno. Per tutto ci che rimedio pu esservi? La Ghigliottina; la Ghigliottina, che tutto risana, ha bisogno di nuovo vigore; morte ai traditori d'ogni colore! Cos canta la profetica voce nella cassa armonica della Convenzione.  questa la vecchia canzone: ma, ahim, la cassa armonica ha forse, oggi, cessato di funzionare? In questa Convenzione non v'e pi risonanza; vi , per cos dire, un silenzio affannoso, qualcosa di discordante che non si sa che sia! Lecointre, il nostro antico merciaio di Versailles, nell'incertezza del momento, non vede niente di meglio a fare che alzarsi, "insidiosamente" o non insidiosamente, e presentare una mozione, che secondo la consuetudine invalsa, il Discorso di Robespierre sia "stampato e mandato ai Dipartimenti". Ascoltate: note aspre, anzi di dissonanza! Gli Onorevoli Membri partecipano alla dissonanza; i membri del Comitato incolpati nel Discorso la rendono pi acuta, chiedendo una "dilazione per quella stampa". Sempre pi alta sale la nota della dissonanza; l'Editore Frron arriva a domandare: "Che  mai divenuta la Libert delle Opinioni in questa Convenzione?" L'Ordine di stampare e trasmettere il discorso, gi approvato,  revocato. Robespierre, pi che mai verde, si ritira sopraffatto, accorgendosi che questa  una rivolta e che la rovina  prossima!
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La rivolta  una cosa della natura pi fatale in qualsiasi intrapresa; una cosa tanto incalcolabile, che incute un repentino timore, e non si pu trattare con paura. Ma la rivolta, sopratutto in una Convenzione di Robespierre, -  il fuoco che crepita nella Santa Barbara della nave!  affare d'un momento: vi precipitate sfidando la morte, e spegnete col piede quel fuoco; esitate un'istante - e nave e capitano e ciurma e carico son ridotti in frantumi; il viaggio della nave  terminato d'un subito tra mare e cielo. Se questa notte Robespierre pu mettere in iscena il suo Henriot e Compagnia e ottenere che facciano il loro lavoro, egli e il Sanculottismo possono ancora sussistere per qualche tempo; altrimenti, no. Oliviero Cromwell distinse coi suoi occhi truculenti come stavano le cose, e strapp una pistola dalle sue fonde; e Agitatore e Agitazione furono d'un subito spazzati via. Noll era un uomo atto a tale impresa
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Quanto a Robespierre, a sera, egli sguiscia nella sua Giacobina Camera dei Lordi, ove, in cambio d'una risoluzione adeguata, espone le sue disgrazie, le sue virt non comuni, la sua incorruttibilit; poi, spiega la sua Orazione da barbagianni che  stata respinta; - la rilegge ancora una volta, e dichiara che  pronto a morire nel momento opportuno. Tu non devi morire! grida il Giacobinismo dalle sue mille gole. "Robespierre, io berr la cicuta con te", esclama il Pittore David, "Je boirai la cigu avec toi", - cosa non essenziale a farsi, ma che nell'ardore del momento si pu dire.
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Intanto, la nostra Giacobina cassa armonica agisce! Applausi che arrivano al cielo coprono l'Orazione rigettata; gli occhi dei Giacobini gettano fuoco: la Insurrezione  un sacro dovere; la Convenzione dev'essere purgata; il Popolo Sovrano messo sotto gli ordini d'Henriot e della Municipalit; noi faremo un altro Due Giugno. Alle vostre tende, o Israele! In questa chiave suona il Giacobinismo; con un vero tumulto di rivolta. Sbrighiamoci di Tallien e di tutta l'Opposizione. Collot d'Herbois, quantunque del supremo Salut, e da poco scampato alla morte,  spinto a gomitate e maltrattato; pu dirsi ben lieto d'uscirne vivo. Entrando nelle sale del Comitato del Salut, tutto scarmigliato, vi trova fra gli altri l'elegante e tetro Saint-Just, che alla sua maniera corretta gli domanda: "Che cosa  accaduto ai Giacobini?" - "Che cosa  accaduto?" ripet Collot, con una forma da Cambise senza niente di istrionico; "che cosa  accaduto? - Nient'altro che rivolta e orrori. Voi volete le nostre vite; ma non le avrete". A questa oratoria da Cambise, Saint-Just balbetta, poi prende il cappello e si ritira. Quel Report di cui aveva parlato, Rapporto sulle cose Repubblicane in genere, che si dovr leggere alla Convenzione domani, egli non pu mostrarlo in questo momento, perch l ha un amico; egli, Saint-Just, lo richieder e lo mander quando sar tornato a casa. Ma, tornato a casa, non lo manda, e risponde che non vuol mandarlo, e che dovranno udirlo alla Tribuna la dimane.
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Che ognuno, quindi, segua un ben noto consiglio: "preghi il Cielo, e mantenga asciutta la sua polvere!" La dimane Parigi vedr una cosa. Rapidi esploratori volano nell'ombra o nelle tenebre, tutta la notte, dalla Sret e dal Salut; da conclave a conclave; dalla Societ-Madre al Palazzo Municipale. Possono gli occhi di Tallien, di Frron e di Collot chiudersi al sonno? Il potente Henriot, il Maire Fleuriot, il Giudice Coffinhal, il Procuratore Payan, Robespierre e tutti i Giacobini si tengono pronti.
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CAPITOLO 7.
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VERSO L'ABISSO.
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Gli occhi di Tallien erano raggianti il mattino del Nove Termidoro, "verso le ore nove", al vedere che la Convenzione s'era effettivamente radunata. Parigi  in agitazione; ma almeno noi siamo qui riuniti in Legale Convenzione; nessuno si  impadronito di noi involandoci a gruppi, mettendoci con una Formale Espulsione alla porta. "Allons, bravi uomini della Pianura", antiche Rane del Pantano! - grid Tallien, distribuendo strette di mano, come s'avanzava. Intanto la voce sonora di Saint-Just si fa udire dalla Tribuna: la partita delle partite s' impegnata.
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Saint-Just legge effettivamente quel suo rapporto; e la Vendetta verde sotto la forma di Robespierre veglia dappresso. Ma Saint-Just non ha letto che poche frasi, ed ecco che sorgono le interruzioni con un rapido crescendo; Tallien balza in piedi, cos Billaud e tanti altri; e Tallien per la seconda volta dice: "Cittadini, iersera, ai Giacobini, io tremai per la Repubblica. Io dissi fra me: se la Convenzione non osa colpire il Tiranno, ebbene, lo oser io; e con questo lo far, se sar il caso", egli aggiunse, tirando fuori un pugnale luccicante, e brandendolo: l'Acciaio di Bruto, come noi lo chiamiamo. A questo  tutto un muggire, un brandir di pugnali, un acclamare impetuoso: "Tirannia! Dittatorato! Triunvirato!" E i Membri del Salut e tutti accusano, tumultuano, acclamano impetuosamente. Saint-Just resta immoto, pallido; Couthon esclama, guardando le sue gambe paralizzate: "Triumviro!" Robespierre fa ogni sforzo per parlare, ma il Presidente Thuriot agita contro di lui il campanello, e l'aula rumoreggia contro di lui, come se fosse la caverna di Eolo. Robespierre sale e scende dalla Tribuna; va e viene soffocato dalla rabbia, dal terrore, dalla disperazione: - e l'ammutinamento  all'ordine del giorno! (237)
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O Presidente Thuriot, che fosti l'Elettore Thuriot e vedesti dai merli della Bastiglia Saint-Antoine che si sollevava come la marea dell'Oceano, e tante cose vedesti, vedesti mai alcun che di simile? Il suono del tuo campanello che tu agiti contro Robespierre  difficile udirlo nella tempesta di Bedlam, mentre gli uomini lottano per la vita. "Presidente degli Assassini", urla Robespierre, "ti domando la parola per l'ultima volta!" Ma non  possibile ottenerla. "A voi o uomini virtuosi della Pianura", grida egli, facendosi ascoltare per un momento, "a voi fo appello!" E i virtuosi della Pianura restano muti come pietre. Thuriot scampanella, l'Aula rumoreggia come l'Antro di Eolo. Le labbra schiumanti di Robespierre sono divenute "violacee"; la lingua inaridita gli si attacca al palato. "Il sangue di Danton lo soffoca", si grida. "Accusa! Decreto di Accusa!" propone Thuriot alla lesta. L'Accusa passa; l'Incorruttibile Massimiliano  posto in istato d'Accusa.
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"Io chiedo di condividere la sorte di mio fratello, come ho cercato di condividere le sue virt", grida Augustin, il pi giovane dei Robespierre, e anche lui  messo sotto accusa. Cos Couthon, cos Saint-Just, cos Lebas; tutti sono accusati e presi, non senza difficolt, ch gli Uscieri quasi tremano nell'ubbidire. Il Triumvirato e Compagnia  cacciato nella camera del Comitato del Salut; la loro lingua s'attacca al palato. Non c' altro da fare che citare la Municipalit, congedare il Comandante Henriot, e spiccare contro di lui un mandato di cattura; regolare le formalit e dare nelle mani di Tinville le sue vittime.  mezzod: l'antro di Eolo ha rotto ogni freno; spira ormai vittorioso, armonico, come un irresistibile vento.
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 dunque compiuta l'opera? Alcuni lo credono; eppure non  cos. Purtroppo non  finito che il primo atto: altri tre o quattro atti restano ancora; e una catastrofe incerta! Una Citt immensa racchiude in s tante confusioni: settecentomila teste umane, nessuna delle quali sa ci che fa quella del suo vicino, anzi neppure ci che fa essa medesima. - In conseguenza, guardate: verso le tre del pomeriggio il Comandante Henriot, invece d'essere licenziato, arrestato, galoppa lungo i Quais seguito dalle Guardie Municipali, "investendo parecchie persone"! Il Municipio siede deliberando, in aperta insurrezione; le Barriere dovranno esser chiuse; nessun carceriere dovr ammettere prigionieri quel giorno; - e Henriot galoppa alla volta delle Tuileries, per liberare Robespierre. Sul Quai de la Ferraillerie, un giovane cittadino che passeggia con sua moglie, dice a voce alta "Guardie, quell'uomo non  vostro Comandante, perch egli  in arresto". Le Guardie accoppano il giovane cittadino col piatto delle loro sciabole (238).
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Gli stessi Rappresentanti (come Merlin di Thionville) che si avvicinano a lui, sono dal potente Henriot gettati in caserma. Egli si lancia verso la sala del Comitato, "per parlare a Robespierre": - con difficolt, gli Uscieri e le Guardie delle Tuileries, perorano con ardore e mettendo fuori le sciabole, s'impadroniscono di questo Henriot; riescono a persuadere le Guardie di Henriot a non combattere, e cacciano Robespierre e Compagnia in carrozze da nolo per mandarli sotto scorta al Lussemburgo e ad altre Prigioni.  dunque la fine? Non pu la esausta Convenzione aggiornarsi "alle cinque", per avere un po' di riposo e di sostentamento?
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E la Convenzione esausta cos fece; ed ebbe a pentirsene. La fine non era ancora venuta; quella non era altro che la fine del secondo atto. Ascoltate: mentre i Rappresentanti rifiniti prendono i loro pasti, - la campana a stormo s'ode improvvisa da tutti i campanili; si battono i tamburi nella sera d'estate; il Giudice Coffinhal galoppa con nuovi Gendarmi, per liberare Henriot, dalla sala del Comitato alle Tuileries, e lo libera! Il potente Henriot salta a cavallo, arringa i Gendarmi delle Tuileries, li corrompe, trotta con loro alla volta del Palazzo di Citt. Ohim, e Robespierre che non  ancora in prigione! Il carceriere mostrando il suo ordine municipale, non osa, pena la vita, di ammettere alcun prigioniero; la carrozza da nolo di Robespierre, in quell'altercare confuso dei Gendarmi e in tutto quel turbino, s' messa in salvo, - nel Palazzo di Citt! Quivi seggono Robespierre e Compagnia fra le braccia dei Municipali e dei Giacobini, e nel sacro diritto dell'Insurrezione; redigono Proclami, suonano a stormo; corrispondendo con le Sezioni e la Societ-Madre. Non  questo un grazioso terzo atto d'un vero Dramma Greco, il cui scioglimento  pi che mai incerto?
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La Convenzione si precipita anelante nel buio sinistro della notte: il Presidente Collot, cui spetta il seggio presidenziale, entra a grandi passi, pallido in viso, calcandosi il cappello; egli dice con tono solenne: "Citoyens, degli scellerati in armi hanno assediate le stanze del Comitato e se ne sono impadroniti.  giunta l'ora di morire tutti al nostro posto!" "Oui", rispondono tutti unanimi: "Noi lo giuriamo!" Non si tratta d'una rodomontata, questa volta;  un triste fatto, una necessit: conservare i nostri posti, o veramente morire. Prontamente Robespierre, Henriot, la Municipalit sono dichiarati Ribelli; messi Hors la Loi, Fuori Legge. Meglio ancora, nominano Barras Comandante di quella forza armata che potremo avere; mandiamo dei Rappresentanti in qualit di emissar a tutte le Sezioni, a tutti i quartieri, per perorare e raccogliere forze; soccomberemo almeno in pieno assetto.
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Che confusione per la citt: chi corre di qua, chi di l, a piedi e in carrozza, rapportando, spargendo voci; l'Ora evidentemente ha le doglie, - ma il fanciullo non pu aver nome fin che non sia nato! I poveri Prigionieri del Lussemburgo odono il rumore e paventano un nuovo Settembre. Essi veggono delle persone che fanno loro dei segnali dagli abbaini e dai tetti, apparentemente segnali di speranza; ma non possono comprendere di che si tratti (239). Osserviamo intanto alla sera, secondo il solito, i Carri della Morte che vanno a Sud-Est, traverso Saint-Antoine, in direzione della loro Barrire du Trne. Le dure viscere di Saint-Antoine si raddolciscono; Saint-Antoine circonda i carri e dice: Ci non sar. O Cielo, e perch dovrebbe essere? Henriot e i Gendarmi, sgombrando le strade, agitando le sciabole, ruggiscono che ci dev'essere. Abbandonate la speranza, o poveri condannati; i carri si mettono in moto.
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Ma in questa serie di Carri v'erano due cose notevoli: una persona notevole e la mancanza d'una persona notevole. La persona notevole  il Luogotenente Generale Loiserolles, nobile di nascita e di natura, che d la sua vita per suo figlio. Nella Prigione di Saint-Lazare la notte dell'altro ieri, precipitatosi alla Grata per sentir leggere la lista della Morte, colse il nome di suo figlio. Il figlio dormiva in quel momento: "Io sono Loiserolles", grid il vecchio. Alla sbarra di Tinville un errore nel nome di battesimo vuol dir nulla; quindi poche obbiezioni. La mancanza della persona notevole  quella del Deputato Paine! Paine si trovava al Lussemburgo fin dal Gennaio, e pareva dimenticato; ma Fouquier lo aveva colpito alfine. Il carceriere con la Lista alla mano segna col gesso l'esterno degli usci della Fourne del giorno seguente. La porta di Paine si trovava per caso aperta e volta contro il muro; il carceriere la marc dal lato rimpetto a lui e part in fretta; venne un altro carceriere e chiuse quella porta, onde il segno del gesso non fu pi visibile, e la Fourne part senza Paine. La vita di Paine non era l.
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Il nostro quinto atto di questo Dramma Greco naturale, con le sue naturali unit, si pu solo dipingere alla grossa, quasi a modo di quell'antico Pittore, che ridotto alla disperazione, fece la schiuma. Poich in quella benedetta notte di Luglio v'era un clangore, v'era una confusione assai grande di truppe in marcia; di Sezioni che andavano di qua e di l; di Rappresentanti in missione che leggevano proclami al lume delle torcie. Il missionario Legendre, raccolte alla meglio delle forze, mette fuori i Giacobini, e getta la loro chiave sulla tavola della Convenzione: "Io ho chiusa la loro porta; la Virt la riaprir". Parigi, possiamo dirlo, si pone contro s stessa, si riversa confusa, come le correnti dell'Oceano: immensa Malstrom che mugghia sotto la nube della notte. Di qua la Convenzione siede in permanenza; di l siede in permanenza la Municipalit. I poveri prigionieri odono la campana a stormo e il clamore, e cercano di collegarli agli apparenti segnali di speranza. Un tenue continuo Crepuscolo, che sar l'Alba e il Mattino, ondeggia inargentando al Settentrione il confine della Notte; e il dolce chiarore s'insinua, come una profezia silente, lungo il grande Cerchio del Cielo. In maniera cos quieta, eterna! E sulla Terra, ombre confuse e conflitto; la discordia, il tumulto fatto di tenebre e bagliore; e il "Destino aspetta ancora ondeggiante e scuote incerto la sua urna".
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Verso le tre del mattino le Forze armate dissidenti si sono incontrate. La Forza armata di Henriot era allineata nella Place de Grve; e ora quella di Barras, da lui reclutata, arriva in quel luogo: e si pongono di fronte coi cannoni spianati contro i cannoni. Citoyens! grida la voce della Discrezione abbastanza alto; prima di venire allo spargimento del sangue, alla guerra civile senza fine, udite il Decreto della Convenzione: "Robespierre e tutti i Ribelli sono Fuori Legge!" Fuori Legge? Il terrore  in queste parole. I Cittadini inermi scompaiono diretti alle loro case. I Cannonieri Municipali, con moto rapido, si allineano ansiosi, unanimi dalla parte della Convenzione, con uno scoppio d'applausi. A tali applausi, Henriot scende dall'alto della sua camera, abbastanza ebbro, dicono alcuni; trova vuota la sua Place de Grve e la bocca dei cannoni volta contro di lui; trova insomma - che  l'ora della catastrofe!
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Rientra barcollando il disgraziato Henriot, non pi briaco, e esclama: "Tutto  perduto!" "Misrable, sei tu che hai tutto perduto!" essi gridano, e lo gettano, o meglio si getta da s dalla finestra, abbastanza alta, andando a cadere fra i rottami e gli orrori d'una fogna, ove non trova la morte; ma qualche cosa di peggio. Augustin Robespierre lo segue; con la stessa sorte. Dicono che Saint-Just si rivolse a Lebas perch lo uccidesse, ma questi non volle. Couthon si cacci sotto una tavola, tentando di suicidarsi, ma non lo fece. - Entrando in quel sinedrio dell'Insurrezione, noi li troviamo tutti presso che estinti, disfatti, pronti a lasciarsi prendere. Robespierre, seduto su una sedia, s'era tirato un colpo di pistola non al cervello, ma alla mascella inferiore; la mano suicida aveva sbagliato il colpo (240). Con una grande prontezza, e non senza incomodo, raccogliamo i disgraziati Cospiratori; anche Henriot e Augustin son pescati, tutti sanguinanti e lordi, e vengono ammucchiati con molta rudezza sui carri; sicch prima dell'alba li avremo al sicuro sotto chiave e catenacci. Tutto in mezzo ad applausi ed abbracci.
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Giace Robespierre in un'anticamera della Convenzione, intanto che la scorta sia pronta per menarlo in prigione; la sua mascella frantumata  rozzamente legata con una pezzuola sanguinante; quale spettacolo per gli uomini! Egli giace disteso su una tavola con una scatola di legno per guanciale, e stringe ancora convulsamente il fodero della pistola nella mano. Lo si provoca, lo si insulta; dai suoi occhi traspare ancora l'intelligenza, ma non dice una parola. "Indossava l'abito bleu cielo che si fece fare per la Festa dell'Etre Suprme". O Lettore, pu il tuo cuore indurirsi a un tale spettacolo? I suoi pantaloni erano di nanking; le calze gli erano ricadute sulle caviglie. Egli non pronunzi pi una parola in questo mondo.
E cos alle sei del mattino, la Convenzione trionfante si aggiorna. Un Rapporto vola su Parigi come sulle ali d'oro; penetra nelle Prigioni; irradia i visi di quelli che erano pronti a perire; i carcerieri e i moutons, decaduti dal loro alto potere, divengono muti e lividi.  il 28 di Luglio, chiamato 10 di Termidoro, dell'anno 1794.
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Fouquier non doveva che identificare, essendo i suoi Prigionieri gi Fuori Legge. Alle quattro del pomeriggio si videro le strade di Parigi affollate come non mai. Dal Palais de Justice alla Place de la Rvolution, poich verso quel luogo vanno questa volta i carri,  tutta una massa densa irrequieta; tutte le finestre sono piene zeppe; dai tetti, dai cornicioni pullula la Curiosit umana in preda a una gioia strana. I Carri della morte con la loro variopinta infornata di proscritti, circa ventitr, da Massimiliano al Maire Fleuriot e Simon il calzolaio, passano via. Tutti gli occhi sono volti al carro di Robespierre, ove egli, che ha la mascella fasciata con una sudicia pezzuola, giace sfracellato insieme a suo fratello e ad Henriot mazzi morti: le loro "diciassette ore di agonia" sono presso a finire. I Gendarmi puntano le loro sciabole verso di lui per indicarlo al popolo. Una donna salta sul carro, vi si aggrappa con una mano, e agitando l'altra mano come una Sibilla, esclama: "La tua morte rallegra il mio cuore, m'nivre de joie" Robespierre apr gli occhi: "Sclrat, va all'Inferno con le maledizioni di tutte le mogli e di tutte le madri!" - A pi del palco, lo distesero a terra fin che non venne il suo turno. Portato su, i suoi occhi si riaprono e scoprono la mannaia sanguinante. Samson gli toglie l'abito, strappa la pezzuola sudicia che tien legata la sua mascella, la mascella ricade inerte; allora egli d un grido: - quale orrore per chi sente e chi vede! Samson, tu non farai mai abbastanza presto.
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Compiuta l'opera di Samson, scoppiano ripetuti applausi. Applausi che si estendono su tutta Parigi, su tutta la Francia, su tutta l'Europa, e giungono fino a questa generazione. Meritati e anche immeritati. O disgraziato Avvocato di Arras, eri tu peggiore degli altri Avvocati? Mai uomo pi rigido osservatore della sua Formola, del suo Credo, del suo Gergo di probit, pi ligio alle benevolenze, ai piaceri della virt e ad altro di simil genere, visse in quell'epoca. Un uomo che in un tempo pi felicemente tranquillo sarebbe stato una di quelle incorruttibili aride Figure-Modello, e avrebbe avuto lapidi e necrologie. Il suo povero padrone di casa, l'Ebanista della Rue Saint-Honor, lo amava; suo Fratello mor per lui. Che Iddio abbia piet di lui, e di noi!
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Questa  la fine del Regno del Terrore, nuova e gloriosa Rvolution detta del Thermidor, del 9 Termidoro anno 2; che nell'antico stile della schiavit  il 27 Luglio 1794. Il Terrore  finito, e finisce la morte nella Place de la Rvolution, eseguita che sia la "Coda di Robespierre": al che Fouquier provvede rapidamente con grandi infornate.
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LIBRO SETTIMO. VENDEMIAIRE.
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CAPITOLO 1.
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DECADENZA.
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Come, intanto, si era alieni dal supporre che quella non era la fine di Robespierre soltanto, ma dello stesso Sistema della Rivoluzione! Meno di tutti poi lo supponevano i Rivoluzionar del Comitato, che s'erano rivoltati non avendo altro scopo preciso, tranne quello di continuare la Rigenerazione Nazionale, conservando la propria testa sulle spalle. Eppure era proprio cos. La pietra insignificante che avevano abbattuta, per quanto insignificante potesse essere in ogni altro luogo, si vide che era la Chiave della Volta; tutto l'edificio del Sanculottismo cominci a dissolversi, a screpolarsi, a crollare; e rovin pezzo a pezzo con una grande rapidit, abbattendosi a poco a poco, fin che l'Abisso non l'ebbe tutto ingoiato; e in questo mondo superiore il Sanculottismo non esiste pi.
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Per quanto potesse essere spregevole Robespierre in s stesso, la morte di Robespierre fu un segnale, al quale la grande moltitudine degli uomini, resa muta dal terrore fino allora, si sollev dai suoi nascondigli; e per cos dire, gl'individui si guardarono l'un l'altro, si resero conto del loro numero e cominciarono a parlare e a lamentarsi. Si contavano a migliaia, a milioni quelli che avevano sofferto torti crudeli. Sempre pi alto s'elevano i lamenti di questa moltitudine, divenendo una nota universale, un universale continuo scampanio di quella che si chiama la Pubblica Opinione. Camillo aveva chiesto un "Comitato di Grazia", e non pot ottenerlo; ma ora l'intera Nazione si muta in un Comitato di Grazia; la Nazione ha fatta la prova del Sanculottismo, e ne  stanca. La forza della Pubblica Opinione! Quale Re, quale Convenzione pu resistere ad essa? Voi lottate invano: la cosa che oggi  respinta come "calunniosa", un altro giorno passer per vera e trionfer; gli di e gli uomini hanno dichiarato che il Sanculottismo non pu sussistere. Il Sanculottismo in quella notte del Nove Termidoro, suicidandosi, "si frattur la sua mascella sinistra", ed ora giace agonizzante, per non pi alzarsi.
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Durante i prossimi quindici mesi sopravviene quella che noi potremmo dire l'agonia del Sanculottismo. Il Sanculottismo, l'Anarchia del Vangelo di Jean-Jacques, avendo ormai toccato il fondo,  sul punto di scomparire in un nuovo e singolare sistema di Culottismo e di Ordine. Poich l'Ordine  indispensabile all'uomo: l'Ordine, foss'anche basato sull'antico e primitivo Vangelo della Forza, con lo scettro sotto forma di Martello! Venga il sistema, venga l'ordine, gridano tutti, sia anche quello del Sergente istruttore! E preferibile la Baionetta disciplinata alla indisciplinata Ghigliottina, incalcolabile come il vento. - Come il Sanculottismo si torse negli spasimi dell'agonia, tentando due o tre volte di rimettersi in piedi; e come ricadde sempre e fu steso, poco dopo, riverso, e finalmente rese l'ultimo alito di vita e rest immoto: questo noi osserveremo alla dovuta distanza e con la dovuta brevit, e poi - o Lettore - coraggio! - Io vedo la terra!
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Due dei primi atti della Convenzione, ben naturali dopo questo Termidoro, debbono essere qui specificati: il primo  la rinnovazione dei Comitati Governanti. Tanto quello di Sret Gnrale che quello di Salut Public, diradati dalla Ghigliottina, hanno bisogno d'essere completati; naturalmente noi li riempiamo coi Tallien, coi Frron, i Termidoriani vincitori. E pi ancora, per raggiungere lo scopo, ordiniamo che essi debbano, come detta la Legge, non di nome ma di fatto, essere rinnovati e cambiati periodicamente, dovendo il quarto di essi andar via ogni mese. La Convenzione non sar pi sotto la schiavit dei Comitati, sotto il terrore della morte; ma sar una Convenzione libera; libera di fare il proprio volere e di seguire la Forza della Pubblica Opinione. N  meno naturale statuire che i Prigionieri e le Persone colpite d'accusa debbano avere il diritto di chiedere un "Atto di Accusa", per vedere chiaramente di che sono accusati. Atti naturalissimi, precursori d'altre centinaia di atti non meno naturali.
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Il mestiere di Fouquier, ormai inceppato dall'Atto d'Accusa, dalla prova legale,  bello e tramontato; ed ha effetto solo contro la Coda di Robespierre. Le Prigioni restituiscono i loro Sospetti e se ne sbarazzano sempre pi e pi rapidamente. I Comitati si veggono assediati dagli amici dei prigionieri, e si lagnano di essere intralciati nel loro lavoro: accade loro come a quelli che si affrettano ad uscire da un luogo affollato, e si danno ad ostruirsi l'un l'altro. Le tavole sono rovesciate; i prigionieri si rovesciano a ondate; Carcerieri, Moutons e la Coda di Robespierre vanno ora dove essi erano soliti a mandare gli altri! - I centotrentadue Repubblicani Nantesi, che noi vedemmo marciare incatenati, sono giunti; ridotti a novantaquattro, essendo la quinta parte di loro soccombuta per via. Essi arrivano, e improvvisamente trovano che non debbono implorare per la loro vita, ma rendersi denunziatori di morte. La loro Sentenza  pi che assolutoria. Come il suono di tromba, la loro testimonianza  divulgatrice delle atrocit del Regno del Terrore. Per lo spazio di diciannove giorni, con tutta la solennit e la pubblicit, il Rappresentante Carrier, la Compagnia di Marat, gli Annegamenti, i Matrimon della Loira: tutte queste cose compiute nelle tenebre, vengono alla luce:  chiara la voce di questi poveri Nantesi redivivi; e i Giornali e i Discorsi e l'universale Comitato di Grazia se ne fanno eco in tutti gli orecchi e in tutti i cuori. Arriva una Deputazione da Arras, che denunzia le atrocit del Rappresentante Lebon. Una Convenzione mansuefatta ama la propria esistenza; ma intanto come si fa? Il Rappresentante Lebon, il Rappresentante Carrier debbono comparire innanzi al Tribunale Rivoluzionario. Lottate, indugiate fin che volete, il grido sempre crescente d'una Nazione vi perseguita. Anche questi, Tinville deve sopprimere; - fin che non sia egli stesso soppresso.
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Dobbiamo inoltre notare lo stato decrepito in cui  caduta la Societ-Madre, un tempo onnipotente. Legendre scagli le sue chiavi sulla tavola della Convenzione quella notte del Termidoro; il suo Presidente fu ghigliottinato con Robespierre. Qualche tempo dopo la gi potente Madre venne con un contegno sommesso a mendicare le sue chiavi: le chiavi le furono ridate, ma non si pot ridarle la forza; la forza s'era dipartita per sempre. Ohim, essa ha fatto il suo tempo.  vano che la Tribuna sospesa in aria risuoni come un tempo: per gli orecchi di tutti essa  divenuta un oggetto d'orrore, di noia anche. A grado a grado  proibita l'Affiliazione; la potente Madre si vede d'un subito senza figliuoli, e geme, come pu gemere una Rachele cos rauca.
I Comitati Rivoluzionar, privi dei Sospetti da divorare, periscono presto, per cos dire, di fame. A Parigi gli antichi Quarantotto sono ridotti a Dodici; i loro Quarante sous sono aboliti; poc'altro ancora e i Comitati Rivoluzionari non esisteranno pi. Il Maximum sar abolito; che il Sanculottismo trovi il nutrimento dove pu (241). N vi  pi una qualunque Municipalit, un centro qualunque al Palazzo di citt. Il maire Fleuriot e Compagnia perirono, e noi non abbiamo fretta di sostituirli. Il Municipio  in uno stato di abbattimento, di sommessione; non sa bene quel che diverr; conosce solo che  divenuto debole e che deve obbedire. Se noi dividessimo Parigi, dicono, in Dodici Municipalit separate, incapaci d'accordo? In questo modo si sarebbe sicuri delle Sezioni; - o non si potrebbe addirittura abolire le Sezioni? Voi avreste allora semplicemente i vostri Dodici Comuni trattabili e pacifici, senza centro o suddivisione (242); e il sacro diritto dell'Insurrezione cadrebbe nell'abbandono!
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Tutto questo si va abolendo e s'invola rapido nel Nulla. Poich la Stampa parla, e, parla la lingua umana; i Giornali gravi e leggeri si esprimono in Filippiche e stile burlesco: il rinnegato Frron e il rinnegato Prudhomme ambedue levano la voce pi alta che mai, quantunque in senso contrario. I Ci-devants si fanno vedere, fanno quasi mostra di s, risuscitati come dal sonno della morte; pubblicano le pene mortali che hanno sofferto. Le stesse Rane del Pantano gracidano con enfasi. I vostri Settantatr protestanti, con uno sforzo, saranno messi fuori di prigione, e torneranno ai loro seggi; i vostri Louvet, Isnard, Lanjuinais e i naufraghi del Girondismo, richiamati dai fienili e dalle cantine della Svizzera, riprenderanno i loro posti alla Convenzione (243): naturali nemici del Terrore!
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I Termidoriani Tallien, e i meri nemici del Terrore, dominano nella Convenzione e fuori. La compressa Montagna s'aggrinza sempre pi silenziosa. Il Moderatismo sale sempre pi alto; non come una tempesta che minaccia, ma piuttosto come l'accordo d'un organo potente, e la melodiosa e assordante Forza della Pubblica Opinione, che emana da Venticinque Milioni di canne d'una Nazione che  tutta un Comitato di Grazia: come potrebbe competere con essa un corpo isolato di individui!
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CAPITOLO 2.
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LA CABARRUS.
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Come sopratutto far a resistere una povera Convenzione Nazionale? In questa povera Convenzione Nazionale affranta, sbalordita dal lungo terrore, da perturbazioni, da decapitazioni, non vi  un Pilota, e neppure un Danton vi  ormai, che vi possa dirigere in qualche luogo, nelle strette delle tempesta. Il pi che possa fare questa Convenzione disorientata  di virare di bordo, di mantenersi in equilibrio, cercando di star ritta; e filare, senza naufragare, a seconda del vento. Inutile  lottare, dare le vele al vento, dare l'ordine dell'assalto! Una Convenzione sbalordita non naviga in contrasto del vento, ma  rapidamente respinta al largo.  cos forte il vento, e cos mutato, e spira sempre pi e pi fresco, come se venisse dal dolce Sud-Ovest; quello devastatore del Nord-Est e le Tempeste selvagge del Terrore sono spazzati lontano! Tutto ci che era Sanculottico si va dissipando; tutto va divenendo Culottico.
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Osservate, a non dir altro, il taglio degli abiti: quel Risultato leggero e visibile  la manifestazione di tante cose che non sono cos visibili. Nell'inverno del 1793 gli uomini portavano berretti rossi; gli stessi Municipali andavano in sabots; e fin le Citoyennes dovettero fare una petizione contro un tale copricapo. Ma ora, in questo inverno del 1794, dov' il berretto rosso?  andato a finire di l dal Fiume con altre cose. Il vostro cittadino denaroso medita in quale elegante stile dovr vestirsi, o se non sia meglio non vestirsi affatto come i Popoli Liberi dell'Antichit. La pi spregiudicata Cittadina lo ha gi fatto. Ecco, miratela, la bella e spregiudicata cittadina col costume delle Antiche Greche, quale il Pittore David pot suggerire; le sue lunghe trecce sono annodate in un antico nastro rilucente; la tunica  a colori vivaci come quella delle Antiche Greche; il suo piccolo piede nudo, come nelle Antiche statue,  calzato di semplici sandali legati da nastri, - sfidando il gelo!
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Vi  una grande effervescenza di lusso. Poich i vostri Emigranti ci-devants non portarono con s i loro palazzi e la loro mobilia fuori del paese; ma li lasciarono qui; e, nel rapido cambiamento di propriet - in parte col danaro coniato in piazza della Rivoluzione, in parte con le forniture dell'esercito, con le vendita dei demani degli Emigranti, dei beni della Chiesa e dei beni del Re, alfine mediante la lampade d'Aladino dell'aggio in un tempo di carta monetata - quei palazzi hanno trovato nuovi inquilini. Il vino vecchio, tratto dallo bottiglie dei ci-devants, scende nelle nuove gole. Parigi s' spazzata, s' illuminata; i Saloni, le Cene non fraterne rifulgono ancora una volta del dovuto splendore, d'un colore strano. La bella Cabarrus  uscita di prigione sposa del suo Plutone rosso cupo, che, dicono, ella tratti troppo alteramente: la bella Cabarrus d le pi brillanti soires. Intorno a lei si raccoglie un nuovo Esercito Repubblicano, di Citoyennes in sandali, ci-devants o altri: tutti gli avanzi dell'antica Eleganza sopravvissuta si riuniscono l. Alla sua destra, per questa causa, lavora la bella Giuseppina, Vedova Beauharnais, quantunque in difficili circostanze: entrambe sono intente a raddolcire la truce austerit Repubblicana, e rincivilire il genere umano.
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Rincivilito come era civile in antico: con la malia dell'arco d'Orfeo e col ritmo d'Euterpe; con la Grazia, coi Sorrisi! I Deputati Termidoriani si trovano in quelle soires: l'Editore Frron, Orateur du Peuple; Barras, il quale ha conosciuto ben altre danze oltre la Carmagnola. Torvi Generali della Repubblica si trovano ivi; in enormi collari di crini, buoni contro i colpi di sciabola; la loro capigliatura  raggruppata intorno a un sol nodo, "e ondeggia in basso fermata da un pettine". Fra questi ultimi, non riconosciamo una volta ancora quell'Ufficialetto d'Artiglieria di Tolone, piccolo, dalla tinta bronzina, reduce dalle Guerre d'Italia? Egli  abbastanza arcigno; d'aspetto sparuto e quasi crudele; poich ha avuto delle sofferenze,  stato male in salute; ed  anche mal visto, poich fu promosso, non importa se meritatamente, dai Terroristi e da Robespierre Juniore. Ma Barras non lo conosce? Non pu Barras dire una parola per lui? S, - se una volta o un'altra Barras potr farlo con proprio vantaggio. Quest'Ufficiale d'Artiglieria  pel momento alquanto abbandonato dalla fortuna; con quei suoi occhi tanto ardenti e profondi egli intravede un futuro desolato. Taciturno; pure, con i pi strani impeti di parole, se voi lo ridestate eccitandolo nel suo intimo; parole che fanno sprizzare luce e lampi; - pericoloso, dunque, anzich no? Di natura "poco socievole"? Insocievole addirittura; il terrore e l'orrore di tutti i Fantasmi, poich egli  del genere Realt! Egli si trova qui, senza un lavoro, senza uno scopo, cos, abbandonato; - nondimeno, si direbbe che lanci qualche occhiata verso il dolce sguardo di Josphine Beauharnais; e, del resto, con contegno severo, ad occhi aperti e a chiuse labbra, aspetta l'avvenire.
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Che i Balli intanto hanno un nuovo aspetto quest'inverno, noi possiamo vederlo. Non pi la Carmagnola, rozzo "svolazzamento di cenci", come soleva dire Mercier, "precorritrice di tempesta e distruzione": non pi, e in cambio graziose movenze ioniche, atte ai sandali leggeri e all'antica tunica greca!  sorta un'efflorescenza di lusso, poich gli uomini hanno la ricchezza, una ricchezza di recente acquistata; sotto il Terrore non si osava danzare altrimenti che in cenci. Fra le innumerevoli specie di Balli, il Lettore che non vuol perder tempo, noti questa sola: quelli che si chiamano Balli di Vittima, Bals  Victime. I ballerini, in costumi eleganti, hanno tutti un velo da lutto intorno al braccio sinistro; per esservi ammesso, bisogna che voi siate una Victime, che abbiate perduto un parente sotto il Terrore. Pace ai Morti; e danziamo alla loro memoria! Poich in tutti i modi bisogna danzare.
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 molto degna di nota, secondo Mercier, la variet delle figure che offre questo grande affare che  la danza. "Le donne", egli dice, "sono Ninfe, Sultane; qualche volta sono Minerve, Giunoni, Diane anche. Leggere, senza mettere un piede in fallo, girano in un dolce ondeggiamento, con tutto l'ardore, con tutta la seriet, in perfetto silenzio, tanto sono assorbite dai loro atti.  poi singolare", egli continua, "che gli spettatori si mescolino, per cos dire, coi ballerini, formando come una specie di cornice intorno alle diverse contre-danses, pur senza disturbarle.  raro infatti che una Sultana in tali circostanze riceva il pi piccolo urto. Il suo grazioso piedino si slancia a un pollice dal mio piede; ed eccola gi lontana; ella  come un baleno; ma ecco che il tempo musicale la richiama donde  partita. Come una scintillante cometa, essa compie la sua ellisse, girando su s stessa, come per un doppio effetto di gravitazione e di attrazione (244)". E spingendo lo sguardo un po' pi innanzi, nel Tempo, lo stesso Mercier scorge le Merveilleuses "in calzoni color di carne", con cerchi d'oro; semplici Ur danzanti d'un Paradiso artificiale di Maometto ma molto, troppo Maomettano. Montgaillard, col suo sguardo maligno, nota una cosa non meno strana: cio che ogni Citoyenne alla moda che voi incontrate  in istato interessante. Dio buono, tutte? Imbottitura di cuscini e batufoli! aggiunge quell'uomo acre; - questa  la moda (245) in un tempo di spopolamento per la Ghigliottina e per la guerra. N  il caso di riferire altre indagini.
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Guardate ancora: in luogo degli antichi e terribili Tape-durs di Robespierre, che son mai quei gruppi per le strade? Giovani che non indossano pi lo spencer a Carmagnola in peluche nera, ma un finissimo habit carr o spencer con una coda rettangolare pendente al di dietro, "abito a coda quadrata", con uno speciale colletto elegante antighigliottinico; "i capelli incollati alle tempie", e annodati indietro, ondeggianti, alla foggia militare: quei giovani son chiamati Muscadins o zerbinotti! Frron, nella sua tenerezza, li chiama Jeunesse Dore, Giovent dorata, o Giovent d'Oro. Sono venuti fuori, questi Giovani d'Oro, come in una specie di resurrezione; portano il crespo intorno al braccio sinistro quei di loro che furono Vittime. Inoltre portano bastoni ornati di piombo, in atto minaccioso: ogni Tape-dur o avanzo del Giacobinismo che s'imbatte in loro avr la peggio. Essi hanno molto sofferto: i loro amici sono stati ghigliottinati; i loro piaceri, i loro ghiribizzi, i loro finissimi collari spietatamente soppressi: lungi il vile Berretto Rosso che fece tutto questo! La bella Cabarrus e l'Esercito dei sandali greci approvano con un sorriso. Nel teatro Feydeau, il giovane Valore in abito a coda quadrata occheggia la Bellezza in sandali greci e s'accende ai suoi sguardi: Abbasso il Giacobinismo! Non pi inni o dimostrazioni giacobine, ma solo ci che  Termidoriano sar permesso: noi abbattiamo il Giacobinismo coi bastoni contornati di piombo.
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Ma chiunque ha esaminato quanto sia petulante la natura del cicisbeo, specie nello stato gregario, pensi che elemento fosse quella Giovent d'Oro nel suo sacro diritto d'insurrezione! Risse e percosse; guerra senza tregua e senza misura! Odioso  il Sanculottismo, odioso come la Morte e la Notte. Poich, non  forse il culottico zerbinotto, vestito per legge d'esistenza, "un animale di stoffa, che vive, si muove e prende vita nella stoffa"?
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Cos si va innanzi, ballando e azzuffandosi; la bella Cabarrus, con sortilegio orfico, lotta per rincivilire il genere umano. Non senza successo, ci si dice. Qual' l'estrema rigidezza Repubblicana che pu resistere ai sandali greci nelle ioniche movenze, con le dita dei piedi, perfino, coperte d'anelli d'oro? (246) A grado a grado sorge la pi indisputabile raffinatezza nuova, e cresce vigorosamente. Eppure, quell'indicibile gentilezza di costumi conosciuta sotto gli antichi Re, quando il Peccato aveva "perduta la sua deformit" (con o senza vantaggio per noi), e l'aereo Nulla aveva ottenuto una cos stabile dimora, come mai l'ebbe, - torner? O se fosse perduta per sempre? (247) - In ogni modo, bisogna che il mondo seguiti a lottare.
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CAPITOLO 3.
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QUIBERON.
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Ma, a dir vero, quella lunga capigliatura ondeggiante a forma di coda della Jeunesse Dore in costume semi-militare, non rivela, inconsciamente, un'altra tendenza ancora pi importante? La Repubblica che aborre la sua Ghigliottina, ama il suo Esercito.
E con ragione; perch, non c' che dire, se il saper combattere  una specie di onore, quando si combatte opportunamente; e pel comune degli uomini poi  anche il primo degli onori; in questo caso si combatte pi che mai bene e opportunamente. Questi Figli della Repubblica sorsero, con un furore da dementi, per liberarla dalla Schiavit e dall'ossessione Cimmeria. E non vi sono riusciti? A traverso le Alpi Marittime, a traverso le gole dei Pirenei, a traverso i Paesi Bassi, al Nord, lungo la vallata del Reno, Cimmeria  respinta lontana dalla sacra Terra nativa. Violenti come il fuoco, hanno innalzato il suo Tricolore in faccia a tutti i suoi nemici; - sulle alture a picco, sulle batterie dei cannoni, esso ha sventolato vittorioso, ha avuto fremiti di collera. Questa Repubblica ha "un milione e centomila combattenti in armi", e a un dato momento ne ebbe, o si suppone che ne avesse, "un milione e settecentomila" (248). Come un cerchio di folgori essi la cingono dall'una all'altra spiaggia, lanciando ondate di a-ira e scariche di moschetti. La Coalizione Cimmeria di Despoti indietreggia, colpita da stupore e da uno strano sbalordimento.
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Tale  il fuoco che hanno in loro questi Gaelici Repubblicani; - fiammeggianti; cui non v' Coalizione che possa resistere! Non lo Scudo con quattro gradi di nobilt; ma dei ci-devants Sergenti, che avevano strappato il Generalato dalla gola del cannone, un Pichegru, un Jourdan, un Hoche, li comandano. Essi hanno pane, essi hanno ferro; "e col pane e col ferro si pu arrivare in Cina". - Vedete i soldati di Pichegru, in questo duro inverno, ridotti tutti cenciosi per la miseria; "con le scarpe di corde e i mantelli di stuoie, invadono l'Olanda, come un esercito di demoni, e passano traversando i ghiacci che fanno da ponti a tutte le acque; con alte grida di trionfo, di vittoria in vittoria! Delle navi nel Texel son prese dagli Ussari a cavallo; York  fuggito;  fuggito lo Stadtholder, felice di rifugiarsi in Inghilterra e di lasciare che l'Olanda fraternizzi (249). Un tal Gaelico fuoco, diciamo noi, divampa in questo popolo simile all'incendio delle erbe e dei boschi secchi; cui nessun mortale pu opporre resistenza - pel momento.
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E proprio cos brucer e correr, distruggendo tutto; e da Cadice ad Archangel, il furioso Sanculottismo, disciplinato ormai alla militare, condotto da qualche "Soldato armato della Democrazia" (per esempio da quel monosillabico Ufficiale d'Artiglieria), porr crudelmente il piede sul collo dei suoi nemici; e i suoi evviva e le loro grida riempiranno il mondo! - Inconsiderati che siete, o Re coalizzati, voi avete acceso un tal fuoco, e voi medesimi mancate di fuoco; i vostri combattenti sono animati solo dai Sergenti istruttori, dai precetti della caserma e dal suono del tamburo! Frattanto, s' cominciato e non finir: non finir prima che siano passati venti anni. Per tanto tempo questo Gaelico fuoco, attraversando i suoi successivi mutamenti di colore e di carattere fiammegger sulla faccia dell'Europa e affligger e scotter tutti gli uomini; - finch provocher tutti gli uomini, accender un'altra specie di fuoco, il fuoco che chiameremo Teutonico; e sar ingoiato, per cos dire, in un giorno. Poich v' un fuoco paragonabile alle fiamme dei boschi secchi e dell'erba, che divampa d'un subito levando alte le fiamme; e un altro fuoco che pu assomigliarsi a quello del carbone o dell'antracite, difficile ad accendersi, ma che una volta acceso non c' cosa che possa spegnerlo. Il rapido fuoco Gaelico, - lo notiamo non solo in Pichegru, ma in un numero infinito di uomini come Voltaire, Racine, Laplace; poich un uomo, anche se combatte; o canta o pensa, rester sempre la stessa unit di uomo, -  ammirevole per arrostire le uova in ogni senso concepibile. Mentre la Teutonica antracite, come vediamo nei Lutero, nei Leibnitz, negli Shakespeare,  preferibile per liquefare i metalli. Felice la nostra Europa che possiede tutti e due i generi!
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Ma sia quel che si voglia,  chiaro che la Repubblica trionfa. Nella primavera di quest'anno la Citt di Magonza si vede di nuovo assediata, di nuovo cambier padrone: non disse Merlin il Thionvillese, "dalla barba ispida e dallo sguardo selvaggio", che non era per l'ultima volta che lo vedevano col? L'Elettore di Magonza fa circolare fra i Potentati suoi fratelli quest'opportuna domanda: Non sarebbe consigliabile di trattare la Pace? S! risponde pi d'un Elettore dal fondo del suo cuore. Ma, d'altra parte, l'Austria esita, e finalmente ricusa, essendo sorretta da Pitt. Quanto a Pitt, verso chiunque esita, egli sospende il suo Habeas corpus, sospende i suoi pagamenti e resta inflessibile, - malgrado i rovesci esteri, malgrado gli ostacoli domestici, le Convenzioni Nazionali Scozzesi, gli Amici del Popolo inglese, che egli  obbligato di condannare, di impiccare e magari di vedere assolti con giubilo: Uomo inflessibile per quanto macilento. Sua Maest di Spagna, come avevamo predetto, fa la Pace; cos Sua Maest di Prussia; e vi  gi un Trattato di Basilea (250). Trattato cogli Anarchici neri e Regicidi! Ohim, che fare? Voi non potete impiccarla quest'Anarchia;  come impiccar voi stessi: bisogna che veniate a trattative con essa.
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Il Generale Roche  del pari riuscito a pacificare la Vandea. Il matricolato Rossignol e le sue "Colonne Infernali" si sono dileguate: con la fermezza e la giustizia, con la sagacia e l'abilit, il Generale Hoche ha ottenuto questo. Servendosi di "Colonne Mobili" non infernali; accerchiando il Paese; perdonando chi si sottometteva, abbattendo la resistenza: tutta la Rivolta, membro per membro,  ridotta alla sommessione. La Rochejacquelin, ultimo dei nostri Nobili, cade in battaglia; lo stesso Soffiet viene a patti; Georges Cadoudal ritorna in Bretagna, fra i suoi Chouans: la spaventevole cancrena della Vandea sembra veramente estirpata. Essa  costata, secondo calcoli in cifra rotonda, la vita a centomila esseri umani, con le noyades, gl'incendi, le colonne infernali, che sfidano l'aritmetica. Tale  la Guerra della Vandea. (251)
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Dopo pochi mesi, la guerra scoppia di nuovo, ma per l'ultima volta; - suscitata da Pitt, dal nostro Ci-devant Puisaye del Calvados e da altri. Nel mese di Luglio del 1795 i Bastimenti Inglesi saranno ancorati nella baia di Quiberon. Sbarcheranno ivi cavallereschi Ci-devants, volontari Prigionieri di guerra - entusiasti di disertare; Armi da fuoco, Proclami, casse d'abiti, Realisti e danaro. Anche i Repubblicani prendono di repente le armi e marciano per un'imboscata sulla spiaggia presso Quiberon, a mezzanotte; prendono d'assalto il forte Penthivre; il tuonare della guerra si mescola al ruggito notturno del mare; e la luce mattinale illumina cose raramente illuminate; gli sbarcati, spinti indietro nelle loro barche o tra i flutti divoratori, si sommergono gemendo; - insomma al Ci-devant Puisaye  totalmente fallita l'impresa, qui come nel Calvados, allorch part dal Castello di Vernon senza scarpe (252).
Anche questa volta n' andata di mezzo la vita di tanti bravi uomini, tra cui il mondo intero rimpiange il bravo Figlio di Sombreuil. Disgraziata famiglia! il padre e il figlio pi giovane andarono alla ghigliottina; l'eroica figlia languisce ridotta alla miseria, e nasconde i propri mali alla Storia; il figlio maggiore perisce qui, fucilato dal Tribunale militare come Emigrato; n lo stesso Hoche pu salvarlo. Se tutte le guerre, quelle civili e le altre, sono dei malintesi, che dev'esser mai una giusta interpretazione!
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CAPITOLO 4.
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IL LEONE NON  MORTO.
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La Convenzione, portata dalla corrente della Fortuna verso la Vittoria straniera, e spinta dal forte vento della Pubblica Opinione verso la Clemenza e il Lusso, fila rapidamente; ma si richiede tutta l'abilit del pilota, sopratutto con una tale velocit.
Curioso a vedere come noi viriamo e volteggiamo, e pure dobbiamo sempre tornare a volteggiare e precipitare la manovra sotto vento. Se da un lato riammettiamo i Settantatr Protestanti, dall'altro lato consentiamo a consumare l'Apoteosi di Marat, esumando il suo Corpo dalla Chiesa dei Cordeliers e trasportandolo al Pantheon dei Grandi Uomini, - donde si mette fuori Mirabeau per fargli posto. Cosa inutile: tanto  forte il vento della Pubblica Opinione! Una Giovent Dorata, dai capelli intrecciati strappa i suoi Busti dal Thatre Feydeau, e li calpesta sotto i piedi, gettandoli con vociferazioni, nella Fogna di Montmartre (253). La sua Cappella della Place du Carrousel  rasa al suolo; la Fogna di Montmartre ricever finanche la sua polvere. Nessun uomo divinizzato ebbe una pi breve divinit. Circa quattro mesi in questo Pantheon, Tempio di Tutti gl'Immortali; poi nella Fogna, grande Cloaca di Parigi e del Mondo! "I suoi Busti un tempo ammontavano a quattromila". Fra il Tempio di Tutti gl'Immortali e la Cloaca del Mondo, come sono sballottate le povere creature umane!
Inoltre, sorge la questione: quando la Costituzione del Novantatr, del 1793, entrer in vigore? Delle teste equilibrate pensano, con tutta riservatezza, che la Costituzione del Novantatr mai entrer in vigore. Che si diano da fare essi medesimi per prepararne una migliore.
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Ora, tornando ai Giacobini, ove sono essi in questo momento? Senza figliuoli, nella pi avanzata decrepitezza, come vedemmo, sedeva la potente Madre; digrignando, non i denti, ma le vuote gengive, contro una traditrice Convenzione Termidoriana e il corso delle cose. Due volte Billaud, Collot e Compagnia furono accusati nella Convenzione, da un Lecointre, da un Legendre, e la seconda volta, dalla votazione, l'accusa non risult calunniosa. Billaud dalla tribuna dei Giacobini dice: "Il Leone non  morto, esso dorme soltanto". Gli domandano alla Convenzione, che cosa egli intenda pel risveglio del leone. Litigi che si accentuano sempre pi sorgono nel Palais-Egalit fra i Tape-durs e la Giovent Dorata; grida di "Abbasso i Giacobini, i Jacoquins", poich coquin significa ribaldo! La Tribuna librata in aria faceva udire suoni di battaglia, cui si rispondeva solo col silenzio e con un bisbiglio incerto. Si parlava, nei Comitati Governativi, di "sospendere" le sedute dei Giacobini. Ascoltate!  il giorno d'Ognissanti o la vigilia, nel mese ci-devant di Novembre, dell'anno una volta detto di Grazia 1794, triste vigilia pel Giacobinismo: - una scarica di pietre attraversa le nostre finestre tra un immenso frastuono e infinite maledizioni! Le donne giacobine, le famose Tricoteuses coi ferri da calze, si danno alla fuga; ma incontrate all'uscita dalla Giovent Dorata e da "una folla di quattromila persone", sono fischiate, schernite, sballottate e alfine frustate in una maniera scandalosa, cotillons retrousss; - esse scompaiono prese da convulsioni isteriche. Venite fuori, o Giacobini maschi! I Giacobini maschi escono, ma solo per andare incontro alla battaglia, al disastro, alla confusione. Onde, deve intervenire l'Autorit armata, e sospendere le Sedute dei Giacobini per oggi e per sempre (254). - I Giacobini sono scomparsi; nel regno dell'invisibile, in una tempesta di risa e di urli. Il loro locale diviene una Scuola Normale, la prima di questo genere; si perde poi in un "Mercato del Nove Termidoro"; poi in un Mercato di Saint-Honor, ove si contrattano ora pacificamente pollami e verdure. I templi solenni, lo stesso gran globo, non sono che edifizi senza base! E noi e questo nostro mondo, non siamo noi di quella stessa stoffa, di cui son fatti i sogni?
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Abrogato il Maximum, il Commercio riprendeva il suo libero corso. Ohim il Commercio, inceppato, tutto in iscompiglio nella maniera che vedemmo, ed ora d'un subito rimesso in gambe, non pu avere pel momento alcun corso, ma solo procedere stentatamente, barcollando. Non vi , per cos dire, nessun Commercio possibile pel tempo che corre. Gli Assegnati, dopo essere stati lungamente in ribasso, per la quantit dell'emissione, vanno gi adesso con una alacrit senza pari. "Combien?", domand una persona ad un cocchiere da nolo: "Quanto la corsa?". "Seimila lire", disse il cocchiere, trecento sterline, in Carta-moneta (255). Venuta meno la pressione del Maximum, le cose che esso comprimeva, del pari scomparvero. "Due once di pane al giorno"  la razione assegnata. Sono lunghe, agitate e tristi code alle porte dei forni; le case degli agricoltori sono divenute agenzie di pegni.
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Si pu immaginare, in tali circostanze, con che umore il Sanculottismo mormorava nella strozza contro "la Cabarrus"; e guardava i Ci-devants che tornavano dalle danze, lo splendore della tornata civilt di Termidoro, i Balli con le mutande color di carne. Vediamo tuniche greche e sandali; legioni di Muscadins che fanno bella mostra coi loro bastoni piombati; - e noi stiamo qui, scacciati, aborriti, "raccogliendo gli avanzi delle strade" (256); facendo coda presso i fornai per le nostre due once di pane! Il Leone Giacobino, che si riunisce, dicono, segretamente, "all'Archevch in bonnet rouge, con le pistole cariche", si sveglier dunque? Sembra di no. I nostri Collot, Billaud, Barrre, Vadier, in questi ultimi giorni di Marzo 1795, trovati degni di Dportation, sono deportati di l dal mare, e debbono pel momento andar lontano fino al Castello di Ham. Il Leone  morto; - o si torce negli spasimi dell'agonia!
E osservate ancora, nel giorno che essi chiamano Dodici del Germinale (che  anche detto Primo Aprile, giorno non fausto), come sono agitate ancora una volta queste vie di Parigi! Torrenti di donne e d'uomini squallidi e affamati, che gridano: "Pane, Pane e la Costituzione del Novantatr!" Parigi  di nuovo in sollevazione come la marea dell'oceano, e affluisce alle Tuileries per aver Pane e una Costituzione. Le Sentinelle delle Tuileries fanno del loro meglio; ma a nulla vale; la marea dell'Oceano le spazza via, inonda fin la Sala della Convenzione, urlando: "Pane e una Costituzione!"
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Disgraziati Senatori, disgraziato Popolo! Dopo tante pene e tanto tumulto non vi  ancora n Pane n Costituzione. "Du pain, pas tant de longs discours, Pane, e non tanti scatti d'eloquenza parlamentare!" gemevano le Menadi di Maillard, cinque e pi anni addietro; cos gemete voi in quest'ora. La Convenzione, con un contegno imperturbabile, e non si sa con quale idea, resta al suo posto in quell'immenso caos di urli; suona la sua campana d'allarme dal Padiglione dell'Unit. La Sezione Lepelletier, l'antica Filles Saint-Thomas, che  formata da banchieri, insieme alla Giovent Dorata vola alla riscossa e spazza via il Caos con le baionette inastate. Parigi  dichiarata "in istato d'assedio". Pichegru, Conquistatore dell'Olanda, che vi si trovava per caso,  nominato Comandante fin che cessino i torbidi. Egli, per cos dire, li fa finire in un giorno: attua il trasporto di Billaud, Collot e Compagnia; dissipa ogni opposizione "con due colpi di cannone", senza palle, e col terrore del suo nome; poi annunzia, con un laconismo che vorrebbe essere imitato: "Rappresentanti, i vostri ordini sono eseguiti" (257), e depone il Comando.
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Questa Rivolta di Germinale  dunque passata come un grido vano. I Prigionieri sono al sicuro ad Ham, in attesa dei bastimenti; circa novecento "capi terroristi di Parigi" sono disarmati. Il Sanculottismo, spazzato via dalle baionette,  scomparso, ricacciandosi con la sua miseria al fondo di Saint-Antoine e Saint-Marceau. - Vi fu un tempo in cui l'Usciere Maillard con le Menadi pot cambiare il corso della Legislazione; ma  ormai passato quel tempo. A quel che pare, la Legislazione s' munita di baionette; la Sezione Lepelletier prende il suo fucile, e non per noi! Noi ci ritiriamo nelle nostre oscure tane; il nostro grido della fame  chiamato un Complotto di Pitt; i Saloni rifulgono, le Mutande color di carne danzano come prima.  stato dunque per la Cabarrus, i suoi Muscadins e i banchieri che abbiamo combattuto?  stato pei Balli in mutande color di carne che noi prendemmo per la barba il Feudalismo e tutto osammo spargendo il nostro sangue come acqua? O Silenzio espressivo, medita tu la loro lode!
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CAPITOLO 5.
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GLI ULTIMI ANELITI DEL LEONE.
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Il Rappresentante Carrier and alla Ghigliottina nel decorso Dicembre, protestando che egli aveva agito secondo gli ordini ricevuti. Il Tribunale Rivoluzionario, dopo aver tutto divorato, ora non ha che da divorare s stesso, come suol fare l'Anarchia in genere. Nei primi di Maggio, gli uomini veggono una cosa notevole: Fouquier-Tinville che una buona volta perora alla Sbarra in suo favore. Egli e i suoi Giudici principali, Leroi Dieci Agosto, e Vilate, una Infornata di Sedici, si difendono ardentemente, protestando che agirono conformemente agli ordini; ma tutto  vano. Cos, gli uomini spezzano la scure con cui hanno compiuto cose orrende, perch quella scure medesima  divenuta odiosa. Dopo tutto, Fouquier mor abbastanza intrepidamente. "Dove sono le tue Infornate!", gli grid il popolo. - "Canaille Affamata", replic Fouquier, " il tuo Pane pi a buon mercato giacch ne risenti la mancanza?"
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Il celebre Fouquier, un tempo semplice Procuratore, uno di quei bracchi della Legge, che avidamente vanno a caccia su questa Terra, ben nota fase dell'umana natura: ora tu sei e rimani il pi notevole Procuratore che abbia mai vissuto e cacciato nell'Etere! Poich in questo terrestre Corso del Tempo vi doveva essere un Avatar del Procuratorato; il Cielo aveva detto: Sia una Incarnazione, non divina, del venatorio spirito di Procuratore che ferma il suo sguardo solo sul documento legale; - ed ohib! cos fu fatto; ed ora davano la caccia a lui, alla sua volta. Scomparisci, dunque, o Incarnazione del Procuratorato dall'occhio di topo, che in sfondo non fosti diverso dagli altri Procuratori, figli di Adamo troppo affamati! Il Giurato Vilate s'era contesa con tutto le sue forze la vita e aveva pubblicato, dalla Prigione, un Libro ingegnoso, che non ci  sconosciuto; ma senza giovamento: anch'egli dov svanire, e questo suo Libro delle Cause Segrete del Termidoro, pieno di bugie con qualche particella di verit, d'altronde impossibile a scoprire,  tutto quanto ci resta di lui.
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Il Tribunale Rivoluzionario  finito; ma la vendetta non  ancora finita. Il Rappresentante Lebon, dopo un lungo lottare,  rinviato dinanzi alle Corti di Giustizia ordinarie e da esse  ghigliottinato. Anzi, a Lione e altrove, il Moderatismo risuscitato non vuole attendere la lenta procedura della Legge per la sua vendetta, e si slancia nelle Prigioni, appiccandovi il fuoco; brucia una sessantina di Giacobini prigionieri, che muoiono di una morte orrenda o li soffoca "col fumo della paglia". Sopravvengono in quei luoghi le truci e vendicative "Compagnie di Ges", e "le Compagnie del Sole", che sgozzano i Giacobini ovunque li trovino, e li buttano nella corrente del Rodano, il quale ancora una volta reca al mare un orrido carico (258). Onde, a Tolone, il Giacobinismo si solleva in rivolta, ed  sul punto d'impiccare i Rappresentanti Nazionali. - Con tale azione e reazione, una povera Convenzione Nazionale non si trova forse a mal partito?  come chi volesse dare assetto ai venti e alle acque dei mari da lungo tempo tormentati dalla tempesta, e procedesse facendo e disfacendo, senza venirne a capo. Ora spinto in alto, ora sprofondando gi nel mare, il vostro Vascello della Repubblica ha bisogno di tutto il pilotaggio e d'altro ancora.
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Qual Parlamento che sedette mai sotto la Luna ebbe una tal serie di destini come questa Convenzione Nazionale della Francia? Essa fu messa insieme per far la Costituzione; e, in cambio di questa, non dov compiere che distruzione e confusione: ridurre in cenere il Cattolicismo e l'Aristocrazia, adorare la Ragione e scavare il Salnitro, combattere titanicamente con s stesso o col mondo intero. Una Convenzione decimata dalla Ghigliottina, poich pi della decima parte di essa ha piegato il collo sotto la mannaia. Una Convenzione che ha visto danzare la Carmagnola sotto i suoi occhi e ha sentito cantare le strofe patriottiche fra il saccheggio delle Chiese; che ha assistito alla sfilata dei feriti del Dieci Agosto nelle barelle; e ha ancor visto nella Mezzanotte da Pandemonio le signore di galit in tricolore a bere la limonata, e lo spettro di Sieys che montava alla Tribuna dicendo: la morte senza frase. Una Convenzione che ha avuto la sua effervescenza e che s' poi congelata; che  divenuta rossa di rabbia e pallida anche di rabbia, che ha seduto con le pistole in saccoccia e ha tirata fuori la spada (in un momento di effervescenza); ora spargendo ai quattro venti la tempesta a traverso il grido di Danton: "Destati, o Francia, e colpisci i tiranni", ora cadendo in un mutismo glaciale sotto il suo Robespierre, e rispondendo alla sua voce funerea con un bisbiglio incerto. Assassinata, decimata pugnalata, sparata, nel bagno, per le vie, sulle scalinate,  stata il nucleo del Caos. Non ha essa udito le campane a mezzanotte? Ha preso le sue deliberazioni assediata da centomila uomini armati con i pezzi dell'Artiglieria e i carri delle provvigioni. Ha inteso sonare per s le campane a stormo, e ha udito brontolare il tumulto;  stata inondata dai diluvi neri del Sanculottiamo; ha udito l'acuto grido di: Pane e Sapone. Poich, come dicevamo, era il nucleo del Caos; sedeva come il centro del Sanculottismo, e aveva spiegato il suo padiglione sul desolante Abisso, ove non v' n sentiero, n limite, n fondo, n riva. Come valore intrinseco, intelligenza, fedelt, nella forza in genere e nella bravura, essa forse non ha sorpassato la media dei Parlamenti; ma nella franchezza dei propositi, nella singolarit della posizione, non pu avere uguali. Un'altra sommersione Sanculottica, o al pi due, e questo stanco vascello della Convenzione prender terra.
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La Rivolta del Dodici Germinale fin come un grido vano; il moribondo Sanculottismo fu ricacciato indietro nell'invisibile. Quivi esso  giaciuto lamentandosi per sei settimane, lamentandosi, ma facendo anche dei progetti. I Giacobini, disarmati, buttati gi dalla loro Tribuna sospesa, hanno bisogno di tentare il loro salvataggio, riunendosi in segreto conclave, nei sotterranei. Ed ecco perch il Primo del Mese Prairial, 20 Maggio, 1795, si torna a udire il suono della Gnrale, che batte a colpi distinti, ran-tan, All'Armi, All'Armi!
Il Sanculottismo s' di nuovo levato dal suo nascondiglio di morte, con furia selvaggia, come il Mare infecondo. Saint-Antoine  all'erta: "Pane e la Costituzione del Novantatr", eccheggia il suo grido; cos  scritto col gesso sui cappelli degli uomini. Hanno le loro picche, i loro moschetti, i loro Fogli di Doglianze, gli stendardi, i Proclami stampati, redatti in una maniera tutt'affatto ufficiale; considerato questo e considerato che esso, un Popolo Sovrano che ha tanto sofferto,  in istato d'Insurrezione, vuol avere il Pane e la Costituzione del Novantatr. E cos son prese le Barriere e si batte la Gnrale, mentre le campane a stormo suonano discordi. Neri diluvi inondano le Tuileries, e ad onta delle sentinelle, lo stesso Santuario  invaso: entra, al nostro Ordine del Giorno, un torrente di donne scarmigliate che dicono piagnucolando: "Pane! Pane!" Il Presidente pu ben coprirsi e far suonare l'allarmi nel "Padiglione dell'Unit"; il bastimento dello Stato si muove a fatica e fa acqua, presso ad affondare, sopraffatto dal mare infecondo.
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Che giornata, ancora una volta! Le donne sono messe fuori, gli uomini si precipitano con furia, irresistibili, all'interno, riempiendo tutti i corridoi, tonando ad ogni porta. I Deputati, sporgendo fuori la testa, supplicano, scongiurano; Saint-Antoine grida fremente: "Pane e Costituzione". S' sparsa la voce che la "Convenzione sta assassinando le donne": pigia pigia, clangore e furore! Le porte di quercia sono divenute tamburi di quercia che risuonano sotto le scure di Saint-Antoine; scricchiola l'intonaco, il legname si fende rumorosamente: le porte saltano per aria: - Saint-Antoine si riversa nell'interno con frenesia e clamore, cogli Stendardi di cenci, col Proclama stampato, a suon di tamburo; a stupefazione dell'occhio e dell'orecchio. Gendarmi, legali componenti delle Sezioni, caricano dall'altra porta e sono ricaricati; si sparano i moschetti; Saint-Antoine non pu essere espulso. Deputati supplicanti supplicano invano: Rispettate il Presidente; non vi avvicinate al Presidente! Il Deputato Fraud protende le mani, si scopre il petto per mostrare le cicatrici delle guerre di Spagna; supplica vanamente, vanamente minaccia e fa resistenza. Deputato ribelle al Sovrano, se tu hai combattuto, non abbiamo combattuto anche noi? Noi non abbiamo pane, non abbiamo Costituzione! S'impadroniscono del povero Fraud; lo rovesciano a terra, lo calpestano, cresce la collera a misura che compie l'opera sua: lo trascinano nel corridoio; morto o semivivo, gli troncano il capo e l'infilano ad una picca. Anche di questa variet di destini aveva dunque bisogno una Convenzione senza esempi? La testa sanguinante di Fraud  messa sulla punta d'una picca. Un tal giuoco  cominciato: Parigi e la Terra staranno a vedere come andr a finire.
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Fluttuano liberamente i marosi in tutti i Corridoi; dentro e fuori fin dove penetra l'occhio, nient'altro che Bedlam e il grande Abisso scatenato! Il Presidente Boissy d'Anglas sta simile ad una roccia: il resto della Convenzione  risalito ai "banchi superiori"; i Membri delle Sezioni e i Gendarmi sono ancora allineati col formando una specie di muro per difenderli. L'Insurrezione infuria, batte i tamburi, vuol leggere il suo Foglio di Doglianze, vuole ottenere questo o quel decreto. Il Presidente Boissy s' coperto, e resta immobile come una roccia battuta dall'onda. Lo minacciano, gli puntano contro i moschetti, egli continua nella sua immobilit; gli mostrano la testa sanguinante di Fraud alla quale s'inchina con aria grave e severa, ma non si muove.
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E il Foglio delle Doglianze non pu esser letto pel gran chiasso; si batte il tamburo, le gole urlano; l'Insurrezione, come la mitologica musica delle sfere non si pu udire per via del suo stesso rumore: Decretateci questo, Decretateci quello. Scorgiamo un uomo che per "lo spazio di un'ora, a intervalli", grida: "Je demande l'arrestation des coquins et des lches".  invero una delle Petizioni pi concise che fosse mai stata presentata, che, dopo tutto, in questo momento, include quanto si pu ragionevolmente chiedere alla Costituzione dell'Anno Uno, ai Collegi Elettorali corrotti, alle Urne o ad altre miracolose Arche di Alleanza, di fare per voi sino alla fine del mondo! Io a mia volta chiedo che si arrestino i Furfanti e i vili, e nient'altro. - La Rappresentanza Nazionale, sopraffatta dal fosco Sanculottismo, sguiscia fuori, in cerca d'aiuto, di sicurezza; qui non  a sperare in nulla.
Alle quattro circa del pomeriggio, difficilmente rimangono pi di sessanta Membri: degli amici o anche dei capi segreti; dei residui della cresta della Montagna, ridotti al silenzio della schiavit Termidoriana. Ora  venuto il loro tempo; ora o mai pi possono discendere e parlare! E discendono quei Sessanta, invitati dal Sanculottismo: Romme del Nuovo Calendario, Ruhl della Sacra Ampolla, Goujon, Duquesnoy, Soubrany e il resto. Il Sanculottismo pieno di gioia forma un circolo intorno a loro; Romme occupa la sedia del Presidente, e cominciano a deliberare e a far decreti. Rapidamente un Decreto segue l'altro, con alternati e brevi accenti come strofe e antistrofe - ci che render il pane a buon mercato, ci che dester il leone dormente. Ad ogni nuovo Decreto il Sanculottismo grida plaudendo: "Decretato, decretato!" e batte i suoi tamburi.
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Si fa presto; il lavoro di mesi si compie in poche ore, - quando, vedete, entra una Figura, che al lume delle lampade noi riconosciamo:  Legendre; egli pronunzia delle parole atte a provocare i fischi! Ed ecco che la Sezione Lepelletier o altra Sezione di Muscadins entra, entra la Giovent Dorata, con le baionette calate, risoluta a tutto! E s'avanza, s'avanza con le baionette che luccicano al lume delle lampade: che fare, quando si  rifiniti dalla lunga contesa, scoraggiati, affamati, nell'oscurit, se non retrocedere, precipitarsi, a chi primo si salva? Perfino le finestre vengono strappate, perch il Sanculottismo possa fuggire pi presto. Le Sezioni dei Banchieri e la Giovent Dorata li spazzano via con scope d'acciaio, ricacciandoli lontano nel fondo di Saint-Antoine. Un altro trionfo! I Decreti di quei Sessanta sono senz'altro rescissi: sono dichiarati nulli e non esistenti. Romme, Ruhl, Goujon e i Capi della sedizione, in tutto tredici, sono dichiarati Accusati. La Seduta permanente termina alle 3 del mattino (259). Il Sanculottismo una volta ancora cade riverso e si contorce: sono gli ultimi spasimi dell'agonia.
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Tal fu il Primo Prairial, 20 Maggio 1795. Il Secondo e il Terzo di Pratile, mentre il Sanculottismo ancora si torceva, inaspettatamente si suon a stormo, si presero le armi, ma con nessun giovamento pel Sanculottiamo. A che vale se coi nostri Romme e Ruhl accusati, ma non ancora arrestati, noi facciamo una nuova "Vera Convenzione Nazionale", coi nostri, nell'Est, mettendo gli altri fuori Legge? A che vale prendere le armi e marciare? La Forza Armata e le Sezioni dei Muscadins, circa trentamila uomini, circondano questa Vecchia Falsa Convenzione. Noi non possiamo far altro che insultarci a vicenda, scambiandoci nomignoli: "Muscadins" contro "Bevitori di Sangue", Buveurs de sang. L'assassino di Fraud, preso con la mano ancora rossa di sangue, e condannato, doveva essere ghigliottinato nella Place de Grve, ma reso libero,  rimandato in Saint-Antoine: - invano per. I Membri delle Sezioni che difendono la Convenzione, e la Giovent Dorata vengono, a seguito d'un Decreto, a cercarlo, anzi a disarmare Saint-Antoine! E riescono a disarmarlo, trasportandovi i cannoni, lanciandosi sui cannoni del nemico, con l'audacia militare, col terrore della Legge. Saint-Antoine rende le armi; come consiglia lo stesso Santerre, inquieto per la vita e per la birreria. L'assassino di Fraud si getta da un alto tetto, e tutto  perduto. (260)
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Vedendo a che punto sono le cose, il vecchio Ruhl si tir un colpo di pistola alla bianca testa, riducendo in pezzi la sua vita, come aveva fatto con la sacra Ampolla di Reims. Romme, Goujon e gli altri erano schierati innanzi a un Tribunale Militare improvvisato, e, all'udire la sentenza, Goujon tir fuori un coltello che s'immerse nel petto, e lo pass a Romme che gli stava vicino; poi cadde morto. Romme fece lo stesso; e un altro stava per farlo; la Morte romana fa il giro come una corrente elettrica, prima che i vostri Birri intervengano! La Ghigliottina ebbe il resto.
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Essi furono gli Ultimi Romanorum. Billaud, Collot e Compagnia debbono ora essere giudicati in causa capitale; ma essi sono gi lontano, avendo fatto vela per Sinamarri e i fanghi caldi di Surinam. L Billaud si circonder d'una quantit di pappagalli addomesticati; Collot s'ammaler di febbre gialla, e, bevendo tutta una bottiglia d'acquavite, si brucer gli intestini (261). Il Sanculottismo ha cessato di vivere. Il Leone dormente  morto; e ora, come vediamo, ogni zampa pu colpirlo.
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CAPITOLO 6.
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ARINGHE ALLA GRATELLA.
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Cos muore il Sanculottismo, il corpo del Sanculottismo; o muta di forma. La sua Pitica e cenciosa danza della Carmagnola si trasforma in una danza Pirrica, nei Balli della Cabarrus. Il Sanculottismo  morto, estinto da nuovi ismi di quel genere che erano la sua naturale progenie; ed  seppellito, possiamo dirlo, con un tal giubilo fragoroso e con tal disarmonia di nenie funebri da parte loro, che solo circa mezzo secolo dopo si pu cominciare ad apprendere chiaramente perch esso esistette.
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Eppure esso aveva un significato: il Sanculottismo realmente ebbe vita e fu un Neonato del TEMPO; anzi ancora vive, perch non  morto, ma cambiato. La sua anima vive ancora; e opera dappertutto, passando da una forma corporea in un'altra meno amorfa, come suol fare l'abile Tempo con la sua Nuova-Progenie: - fin che in qualche forma perfetta essa non abbracci l'intero circuito del mondo! Poich l'uomo savio pu discernere ora e ovunque che egli deve contare sulla sua natura di uomo, e non sugli accessori di essa. Colui il quale in quest'Epoca della nostra Europa si basa sugli accessori, sulle formule, sul Culottismo di qualunque specie, si basa su vecchio panno e pelle di pecora, e non pu andare innanzi. Ma quanto al corpo del Sanculottismo,  morto e seppellito, - e si spera che non ricomparir nella prima figura amorfa prima che passino mille anni.
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Fu esso la cosa pi spaventevole nata dal Tempo? Una delle pi spaventevoli. Questa Convenzione, divenuta ora Antigiacobina, pubblicava, con l'intento di giustificarsi e fortificarsi, le Liste di quanto aveva perpetrato il Regno del Terrore: le Liste delle Persone Ghigliottinate. Le Liste, grida lo stizzoso Abb Montgaillard, non erano complete. Esse contengono i nomi - di quante persone crede il Lettore? - di Duemila presso a poco. Ve ne furono pi di Quattromila, grida Montgaillard: tanti ne furono ghigliottinati, fucilati, annegati, condannati a morte atroce; e tra essi Novecento Donne (262).  un'orribile somma di vite umane. Monsieur l'Abb, - prendetene dieci volte tante regolarmente sparate in un campo di battaglia, e avrete una Vittoria gloriosa con relativo Te-Deum.  presso a poco la duecentesima parte di quelli che perirono durante tutta la Guerra dei Sette Anni. In quella Guerra dei Sette Anni non riusc il gran Federico a strappare la Slesia alla grande Teresa; e una Pompadour, punta dagli epigrammi, non dov convincersi che non poteva essere un'Agnese Sorel? La Testa dell'uomo  una strana conchiglia vuota, M. l'Abb, e lo studio lo serve poco.
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Ma che dire, se la Storia in qualche punto di questo Pianeta sentisse parlare d'una nazione, la terza parte della quale non avesse per trenta settimane all'anno il terzo della razione di patate occorrente a sostentarla? (263). La Storia in quel caso sentirebbe il dovere di considerare che la fame  la fame; e la fame che perdura per secoli e secoli presuppone tante cose; la Storia si arrischia ad asserire che il Sanculotto francese del Novantatr, il quale, ridestatosi da un lungo sonno di morte, pot correre immediatamente alle frontiere e combattere o morire per una Speranza immortale, per una Fede nella Liberazione sua e dei suoi simili, non era il pi miserabile degli uomini!
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L'Irlandese senza patate non aveva egli i sensi, e anche un'anima? Nella sua oscurit glaciale, era triste per lui morire di fame, triste il vedere i suoi figliuoli affamati; triste l'essere un mendico, un bugiardo, un mariuolo. E se quello sterile vento della Groenlandia, cio il Bisogno tenebroso, che si propaga di generazione in generazione, lo aveva agghiacciato, ridotto in una specie di torpore, d'insensibilit, al punto che non vedeva, non sentiva pi, - era questo per una creatura dotata d'un'anima un certo sollievo, o la pi crudele delle disgrazie?
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Queste cose furono; queste cose sono e procedono in silenzio, pacificamente: - e il Sanculottismo le segue. Guardando addietro a questa Francia dei tempi passati, fino al tempo di Turgot, per esempio, quando la Schiavit muta s'avvicin tremante al Palazzo del suo Re, mostrando i suoi volti ingialliti, il suo squallore, i suoi cenci, e present in Geroglifici la sua Petizione di Doglianze; e per tutta risposta fu impiccata ad una "nuova forca alta quaranta piedi", - la Storia confessa malinconicamente che non vi fu periodo in cui i Venticinque Milioni di Francesi soffrirono meno di quanto soffrirono in quel periodo che chiamano Regno del Terrore! Ma non furono i Muti Milioni quei che soffrirono, bens le Migliaia, le Centinaia, le Unit di Parlanti; che gridavano e pubblicavano, e facevano echeggiare il mondo dei loro lamenti, come potevano o dovevano: questa  la grande singolarit. Le pi spaventevoli Geniture del Tempo non sono quelle che levano alto la voce, poich quelle subito muoiono; ma quelle silenziose, che possono vivere per secoli e secoli! L'Anarchia, odiosa come la Morte, ripugna alla natura dell'uomo; onde deve presto morire.
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Che tutti gli uomini sappiano quali abissi e quali altezze si rivelano sempre nell'uomo; e con timore e meraviglia, con una giusta simpatia e una giusta antipatia, con occhio sereno e cuore aperto li contemplino e se ne appropriino; e ne tirino innumerevoli illazioni. Questa illazione, per esempio, fra le prime: Che "se gli Dei di questo basso mondo vogliono assidersi sui loro troni brillanti, indolenti come gli Dei d'Epicuro, col Caos vivente dell'Ignoranza e della Fame che si dimena ai loro piedi abbandonato a s stesso, e cogli sdolcinati parassiti che predicano Pace, Pace, quando la Pace non esiste", il Caos tenebroso si lever - s' levato anzi, e, oh Cielo! non s' esso servito della loro pelle per farsene pantaloni? E perch non vi sia un secondo Sanculottismo su questa Terra per un migliaio d'anni, cerchiamo di comprendere che cosa fu il primo; che i Ricchi e i Poveri della nostra generazione procedano e facciano altrimenti. - Ma torniamo al nostro racconto.
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Le Sezioni dei Muscadins son piene di gioia, i Balli della Cabarrus seguitano nei loro vortici: il problema quasi insolubile della Repubblica senza Anarchia, non lo abbiamo risoluto? - La Legge della Fraternit o Morte non esiste pi; la chimerica massima Ottenga chi ha bisogno,  divenuta praticamente Conservi chi ha. Alla Repubblica Anarchica delle Povert  successa la Repubblica ordinata degli Sfarzi; che durer quanto potr.
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Sul Pont au Change, sulla Place de Grve, vide Mercier nelle sere d'estate i lavoratori che desinavano nelle lunghe baracche. La porzione giornaliera di pane spettante ad ogni individuo s' ridotta a un'oncia e mezza. "I piatti contengono ciascuno tre aringhe arrostite contornate da cipolle triturate e bagnate con un po' di aceto; a queste aggiungete qualche boccone di susine bollite e delle lenti che nuotano in una salsa chiara: presso a queste tavole frugali stride la gratella del cuoco, e la pentola messa tra due pietre, grilla sul fuoco. Io li ho visti allineati a centinaia, che consumavano senza pane le loro scarse vivande, troppo moderate, pel loro appetito acuto e pel loro stomaco ampio" (264). L'acqua della Senna che scorre abbondante l presso, supplir alla deficienza.
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O Uomo di Fatica, tutta la tua lotta, tutto quello che hai osato nei sei lunghi anni d'Insurrezione, di tribolazione, non ti hanno dunque fruttato niente? Il tuo pranzo consiste d'aringhe e d'acqua nelle benedette sere aureo-rosate. Oh perch  cos bella questa Terra, cos rosea all'alba e al tramonto, se i rapporti d'uomo e uomo debbono renderla una valle di miseria e di lagrime, lagrime non sempre dolci? La distruzione delle Bastiglie, la sconfitta dei Brunswick, l'assalto dei Principati e delle Potenze, della Terra e dell'Inferno, tutto quello che tu hai osato, tutto quello che hai sopportato -  stato dunque per una Repubblica dei Saloni di Cabarrus? Pazienza; tu devi avere pazienza: questa non  ancora la fine.
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CAPITOLO 7.
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IL SOFFIO DELLA MITRAGLIA.
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Infatti che cosa pu essere pi naturale, anzi, si pu dire, pi inevitabile d'uno Stato Post-Sanculottico, transitorio, come questo? I resti confusi d'una Repubblica della Povert finita nel Regno del Terrore, si riuniscono in una compagine come meglio possono. Divenendo incredibili l'Evangelo di Jean-Jacques e molti altri Vangeli, che cosa le resta a fare se non tornare all'antico Evangelo di Mammone? Il Contrat social  vero o falso; la Fratellanza  Fratellanza o Morte; ma la moneta comprer sempre l'equivalente della moneta; nel naufragio dei dubbi umani resta indubitabile che il Piacere  piacevole. L'Aristocrazia della Pergamena Feudale  passata via travolta dall'impeto delle onde; ed ora per un corso naturale delle cose, arriviamo all'Aristocrazia del Danaro.  il corso che attraversano ormai tutte le Societ Europee nel loro viaggio. Un'Aristocrazia, a quanto pare, pi bassa? Infinitamente pi bassa; la pi bassa finora conosciuta.
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Senonch, essa ha questo vantaggio che, al pari della stessa Anarchia, non pu continuare. Hai tu considerato come il pensiero  pi forte dei parchi d'Artiglieria e (foss'anche cinquant'anni, duemila anni dopo la morte e il martirio) scrive e cancella gli Atti del Parlamento, rimuove montagne, plasma il Mondo come morbida creta? Hai considerato ancora come il principio d'ogni pensiero, degno di questo nome,  l'Amore; e vi fu mai una testa savia senza un cuore generoso? Il Cielo non esaurisce la sua bont, e in ogni generazione ci manda sempre cuori generosi. Ora, qual cuore generoso pu far le viste di credere o essere cos cieco da credere che la Fedelt alla Borsa  una nobile Fedelt? Mammone, grida il cuore generoso di tutte le et e di tutti i paesi,  il pi basso degli Dei conosciuti, ed anche dei Diavoli conosciuti. Qual gloria  in esso, che voi dobbiate adorarlo? Nessuna gloria visibile, e neppur terrore, solo il detestabile male accoppiato allo spregevole! - I cuori generosi, vedendo da un lato il Dilagare della Miseria, oscura all'esterno e all'interno, che bagna di lagrime la sua oncia e mezza di pane; e da un altro lato nient'altro che Balli in mutande color carne, e un fasto vano, disgustoso, di tal sorta - non pu a meno di gridare, non pu a meno di annunziare: Basta, divino Mammone;  un po' troppo! La voce di costoro, allorch si fa intendere, reca il fiat e il pereat per tutte le cose di quaggi.
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Intanto noi detesteremo l'Anarchia come la Morte, perch essa  la morte; e le cose peggiori dell'Anarchia saranno odiate ancor pi. Non v'ha dubbio, solo la Pace  fruttifera. L'Anarchia  la distruzione: un incendio che distrugge il Falso o l'Intollerabile, ma che lascia il vuoto dietro di s. Sappiate anche, che da un mondo d'Insensatezza non si pu cavarne che Follia. Riorganizzatelo, edificate nel caso una Costituzione, vagliatela a traverso le urne come volete, essa  e rimane Insensatezza - nuova preda di nuovi impostori, che si presta ad ogni cosa losca, e non finisce meglio di come  cominciata. Chi potrebbe ottenere da uomini folli un'azione saggia? Nessuno. E cos il vuoto, la Distruzione generale sono piombati su questa Francia. Che poteva fare di pi l'Anarchia? Si ristabilisca l'Ordine, foss'anche per via della Spada del Soldato; venga la Pace e che i doni del Cielo non siano dispersi, e la Saggezza che il Cielo ci manda, porti i suoi frutti nel tempo opportuno! - Resta a vedere come i domatori del Sanculottismo furono essi medesimi domati, e il sacro diritto dell'Insurrezione fu spazzato via dalla polvere del cannone; con ci finir questa singolare Storia piena d'eventi chiamata Rivoluzione Francese.
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La Convenzione, spinta su quella via da un vento impetuoso, da un'impetuosa corrente, con e senza timone, per tre anni,  divenuta stanca della propria esistenza, e vede tutti gli uomini stanca di essa; e desidera con tutto il cuore di finirla. Fino all'ultimo momento deve lottare con contraddizioni; ora avr subito pronta una Costituzione, eppure non pu aver pace.
Sieys, noi diciamo, sta facendo la Costituzione, ancora una volta, e si pu dire che l'ha finita. Ammaestrato dall'esperienza, il grande Architetto modifica tante cose e ne aggiunge tante altre. Distinzioni di Cittadini in Attivi e Passivi, cio la qualificazione di Elettori in base al loro Avere: poi, due Camere, "il Consiglio degli Anziani" come "il Consiglio dei Cinquecento"; a questa conclusione siamo arrivati! Nello stesso proposito, evitando quella fatale disposizione degli antichi Costituenti che rinnegava s stessa, noi stabiliamo che non solo gli attuali Membri della Convenzione siano rieleggibili, ma che i Due Terzi debbano essere rieletti. I Cittadini Elettori Attivi avranno questa volta libera scelta d'una Terza parte soltanto della loro Assemblea Nazionale. Questo decreto della rielezione dei Due Terzi noi l'aggiungiamo alla nostra Costituzione; noi sottoponiamo la nostra Costituzione ai Comuni della Francia, e diciamo: Accettate l'una e l'altro o rigettateli entrambi. Per quanto sgradevole possa essere quest'appendice, i Comuni con una maggioranza schiacciante, accettano e ratificano. Con un Direttorio di Cinque; con Due buone Camere, la doppia maggioranza delle quali  nominata da noi stessi, si pu sperare che questa Costituzione sia definitiva. Essa marcer, perch le sue gambe, cio i Due Terzi rieletti, sono gi pronti a marciare. Sieys guarda il suo edifizio di carta con un giusto orgoglio.
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Ma vedete ora come le Sezioni contumaci, quella di Lepelletier in prima linea, si ribellano al freno! Non  una manifesta infrazione del diritto elettorale, dei Diritti dell'Uomo, della Sovranit del Popolo, quest'Appendice della rielezione dei vostri Due Terzi? Ingordi tiranni, che volete rendervi perpetui! - Poich il vero  che la vittoria riportata su Saint-Antoine e il lungo diritto dell'Insurrezione, hanno guastalo questi uomini. Anzi, hanno guastato tutti gli uomini. Considerate anche come ogni uomo era libero di sperare ci che gli talentava; ma ora non vi  pi da sperare, bisogna raccogliere i frutti, i frutti di questo.
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Negli uomini guastati dal lungo esercizio al diritto dell'Insurrezione, qual confuso fermento si svilupper, appena le lingue cominceranno a sciogliersi! I giornalisti, come i vostri Lacretelle, Laharpe, declamano; gli oratori versano la loro eloquenza. E dappertutto vi sono le tracce del Realismo e del Giacobinismo. Sulle Frontiere occidentali, con segreto profondo, Pichegru, che osa fidarsi del suo Esercito,  in trattative con Cond; in queste Sezioni parlano lupi in veste di pecore, si celano Emigrati e Realisti (265). Ognuno, come diciamo, aveva sperato che l'Elezione farebbe qualche cosa pel suo partito; ed ecco che ora non v' Elezione, o soltanto la terza parte dell'elezione. Il nero si unisce al bianco contro quella clausola dei Due Terzi: tutti i Turbolenti della Francia, che veggono, per questa ragione, il loro commercio presso alla fine.
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La Sezione Lepelletier, dopo parecchi Indirizzi, trova che quella clausola  una manifesta infrazione; che essa, cio Lepelletier, non vi si conformer; e invita tutte le altre Sezioni libere a unirsi ad essa, "in Comitato Centrale", per resistere all'oppressione (266). Le Sezioni vi si uniscono, quasi tutte, forti dei loro Quarantamila combattenti. Onde la Convenzione deve pensare ai casi suoi. Lepelletier nel 12 Vendmiaire, 4 Ottobre 1794, siede in contravvenzione aperta, nel suo Convento delle Filles Saint-Thomas, nella Rue Vivienne, coi fucili pronti. La Convenzione ha circa cinquemila sondati regolari a sua disposizione; Generali in abbondanza; e una miscellanea di millecinquecento ultra-Giacobini perseguitati, che in questa crisi s'erano affrettati a riunirsi e ad armarsi sotto il titolo di Patrioti dell'Ottantantove. Forte della Legge, essa invia il suo Generale Menou per disarmare Lepelletier.
Il Generale Menou marcia, quindi, con le debite intimazioni e le debite dimostrazioni, senza risultamento. Il Generale Menou, circa alle otto di sera, trova che esso  allineato nella Rue Vivienne, facendo vane intimazioni; mentre fucili carichi sono puntati contro di lui da ogni finestra, ed egli non pu disarmare Lepelletier. Egli  costretto a ritirarsi con la pelle intatta, ma senza aver nulla ottenuto; e vien tratto in arresto come "un traditore". Allora tutti i Quarantamila si uniscono a Lepelletier che non pu esser vinto: a qual parte si volger ora la tremante Convenzione? La nostra povera Convenzione, dopo un tal viaggio, proprio all'entrata del porto, per cos dire,  venuta a battere contro lo scoglio; e deve sostenere una fatica spaventevole contro l'urto delle onde che la circondano mugghiando; sono Quarantamila e stanno per sommergerla, con tutto il suo carico di Sieys e tutto il futuro della Francia! Pure, essa lotta per l'ultima volta, pronta a perire.
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Alcuni chiedono che Barras sia fatto Comandante; egli trionf in Termidoro. Altri, pi a proposito, pensano al Cittadino Bonaparte, quell'Ufficiale d'Artiglieria, ora senza impiego, che prese Tolone: Uomo di testa e d'azione. Barras  nominato Comandante di nome; questo giovane Ufficiale d'Artiglieria  Comandante di fatto. In quel momento egli si trovava nella Galleria e sent questa cosa: si ritir per una mezz'ora per riflettere; dopo mezz'ora di raccoglimento, di meditazione intensa sull'essere o non essere, risponde: S.
E ora che un uomo di testa si ritrova al centro, tutte le cose prendono vita. Presto, al Campo di Sablons per assicurarsi l'Artiglieria; non vi sono venti uomini a guardarla! Un Aiutante svelto, di nome Murat, parte di galoppo, e giunge col ancora in tempo per pochi minuti; perch Lepelletier era anche in marcia a quella volta: i Cannoni son nostri. Ed ora, prendete questo posto, prendete quell'altro, occorrono rapidit e fermezza: alla porta del Louvre, nel Cul-de-Sac Dauphin, nella Rue Saint-Honor, dal Pont-Neuf lungo i Quais del Nord, al Sud verso Pont ci-devant Royal - formate intorno al Santuario delle Tuileries un anello di disciplina d'acciaio: ogni cannoniere abbia la sua miccia accesa, e tutti gli uomini abbiano pronte le armi!
Cos vi  Seduta Permanente tutta la notte, e all'alba della dimane si rivede la Sacra Insurrezione, e il vascello dello Stato a lavorare sulla secca; e il mare tumultuoso tutt'intorno. Si batte la Gnrale, e dovunque echeggia strepito di armi e di suoni - non il suono della campana a martello, poich non ci  rimasta che la nostra, quella del Padiglione dell'Unit.  un naufragio imminente che merita d'essere guardato dal mondo intero. Travaglia spaventevolmente la povera nave a distanza d'una gomena dal porto, con immenso pericolo. Eppure essa ha un uomo al timone. I Messaggeri insorti sono ricevuti e non sono ricevuti; alcuni sono ammessi con gli occhi bendati; seguono consigli e controconsigli; il povero vascello travaglia! - Il 13 Vendmiaire dell'anno 4, curioso giorno fra tutti gli altri,  il cinque Ottobre, anniversario di quella marcia delle Menadi, sei anni addietro; pel sacro diritto d'Insurrezione siamo giunti a tal punto.
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Lepelletier ha presa la Chiesa di Saint-Roch; ha preso il Pont-Neuf, e il nostro picchetto si ritira di l senza far fuoco. Delle palle sviate di Lepelletier vengono a cadere sulle Scale delle Tuileries. Da un'altra parte s'avanzano le donne coi capelli sciolti, gridando: Pace!; e Lepelletier dietro di loro agita il cappello in segno che dovremo fraternizzare. Fermo! L'Ufficiale d'Artiglieria  immobile come un bronzo; mentre saprebbe al caso esser ratto come il lampo. Egli manda ottocento moschetti con cartucce a palla alla Convenzione stessa: perch gli Onorevoli Membri se ne servano in casi estremi: cosa che li preoccupa abbastanza. Sono suonate le quattro pomeridiane (267). Lepelletier, non ottenendo nulla coi messaggeri, con la fraternit, coll'agitare del cappello, si scaglia lungo il Meridionale Quai Voltaire, percorrendo strade e vicoli con triplicata velocit, per dare un colossale assalto! E tu, Ufficiale d'Artiglieria di bronzo? - "Fuoco!", dicono le labbra di bronzo. Allora muggito e tuono, muggito e sempre muggito, continuo, come quello d'un vulcano; lavora il suo cannone nel Cul-de-Sac Dauphin contro la Chiesa di Saint-Roch; lavorano i suoi cannoni sul Pont-Royal; tutti i suoi cannoni sono in attivit, mandando per aria circa duecento uomini, specialmente intorno alla Chiesa di Saint-Roch! Lepelletier non pu resistere a questa specie di trastullo, nessun Membro di Sezione pu resistervi; i Quarantamila cedono da tutti i lati, si sparpagliano verso i ripari. "Un centinaio circa si riuniscono intorno al Thtre de la Rpublique; ma," egli dice, "alcune bombe li fecero sgombrare. Alle sei tutto era finito".
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Il Vascello ha superato lo scoglio, e, libero alfine, si slancia verso la riva, - fra applausi e evviva! Il Cittadino Bonaparte  "nominato Generale dell'Interno per acclamazione"; le Sezioni sedate debbono disarmare, rassegnandosi come meglio possono; il sacro diritto dell'Insurrezione  tramontato per sempre! La Costituzione di Sieys pu sbarcare e cominciare il suo cammino. Il miracoloso Vascello della Convenzione ha preso terra; ed  l, diremo con linguaggio figurato, cambiato, come i Vascelli Epici, in una specie di Ninfa del Mare, che mai pi salper; per vagare nell'Azzurro deserto: un Miracolo nella Storia!
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" falso", dice Napoleone, "che noi tirammo prima senza palle; sarebbe stato un inutile spreco di vite". Falsissimo: il fuoco fu sempre pi attivo: a tutti fu ben chiaro che non si faceva per trastullo; le scanalature e i plinti della Chiesa di Saint-Roch ne sono tuttora scheggiati. - Strano: nell'antico tempo di Broglie, sei anni sono, fu promessa questa scarica di mitraglia; ma non pot effettuarsi allora: non avrebbe potuto giovare. Ed ecco che ora  giunto il tempo per essa ed  giunto l'uomo, e voi l'avete avuta; e quella che noi specificatamente chiamiamo Rivoluzione Francese  con ci lanciata via nello spazio, e diviene una cosa che fu!
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CAPITOLO 8.
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FINIS.
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L'Epos di Omero, si  notato,  come un Bassorilievo di scultura: esso non finisce, ma semplicemente cessa. Proprio cos  l'Epos della Storia Universale. Direttorio, Consolato, Impero, Restaurazione, Regno della Borghesia, tutti questi Fatti si succedono nelle debite serie, con la debita genesi, nascendo l'uno dall'altro. Pure, la Prima-genitrice di tutti questi si pu dire andata per aria nel modo che abbiamo visto. Un'Insurrezione di Baboeuf l'anno seguente, morr in sul nascere, soffocata dalla Soldatesca. Un Senato, se ha una tinta di Realismo, pu essere purgato dalla Soldatesca; e un Diciotto Fruttidoro trattato con la semplice vista delle baionette (268). Anzi, le baionette dei Soldati possono essere usate a posteriori contro un Senato, costringendolo a saltare dalle finestre - sempre senza sangue, e produrre un Diciotto Brumaio (269). Tali mutamenti debbono accadere, ma sono manipolati da intrighi, cabale e poi dalla parola d'ordine del comando; quasi come semplici cambiamenti di Ministeri. Non in genere dal sacro diritto dell'Insurrezione, ma da metodi pi miti, la cui mitezza va sempre crescendo, gli eventi della Storia di Francia saranno d'ora innanzi condotti a termine.
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 ammesso che questo Direttorio, che possedeva, al suo cominciare, queste tre cose: "una vecchia tavola, un foglio di carta e una bottiglia d'inchiostro", ma niente danaro visibile e niente ordinamento (270), fece cose meravigliose; che la Francia sin da che il Regno del Terrore ha taciuto,  divenuta una nuova Francia, destatasi come un gigante dal suo torpore; ed  andata innanzi nella sua Vita Interiore con un continuo progresso. Quanto alla forma esterna e alle forme di Vita, - che possiamo dire se non che da chi mangia viene la Forza; che dalla Follia non viene la Saggezza? Le Falsit sono ridotte in cenere; anzi, ci che  una singolarit della Francia, anche il loro Gergo  scomparso. Le nuove Realt non sono ancora venute; ah no, abbiamo solo dei Fantasmi, dei modelli di carta, dei tentativi di anticiparne le Figure, e simili! In Francia vi sono ormai Quattro Milioni di Proprietar della Terra; il vero prodigo d'una Legge Agraria , per cos dire realizzato. Ci che  pi strano, noi comprendiamo che ogni Francese abbia il "diritto del duello": il Cocchiere da nolo col Nobile, quando vi  corso un insulto: tale  la Legge della Pubblica Opinione. L'Uguaglianza almeno nella morte! La Forma di governo  rappresentata da un Re Cittadino frequentemente preso di mira, ma non ancora colpito.
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In complesso, non  stato forse compiuto ci che fu profetizzato ex-postfacto dall'Arciciarlatano Cagliostro, o da un altro? Egli, mentre in uno stato di visione e di stupore guardava tali cose, cos parl (271): "Ah! che cosa  questo? Angeli, Uriele, Anachiele e voialtri Cinque, Pentagoni che ridate la giovent; Potere che distruggesti il Peccato Originale; Terra, Cielo; e tu, Limbo esteriore, che gli uomini chiamano Inferno! Vacilla forse l'IMPERO DELL'IMPOSTURA? L scoppiano, con la lucentezza di Stelle, raggi di Luce dalle sue oscure fondamenta, mentre esso s'agita e sussulta, non pei dolori del parto, ma pei dolori della morte. S, son Raggi di Luce penetranti, chiari, che salutano il Cielo, - ma ecco, essi l'infiammano; il loro splendore di Stelle, diviene rosso come un fuoco d'Inferno!
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"L'IMPOSTURA  in fiamme, l'Impostura  bruciata; un mare rosso di Fuoco, che mugghia in maniera selvaggia, avvolge il Mondo; con la sua lingua di fuoco lambisce le Stelle. I Troni vi sono scagliati dentro; le Mitre di Dubois, gli Stalli dei prebendar che gocciolano grasso, e - oh! che vedo mai? - tutti i Carri della Creazione; tutti, tutti! Povero me! Mai, dai Carri di Faraone nel Mar Rosso, vi fu un tal naufragio di veicoli a ruote come questo del Mare di Fuoco. Desolati, fatti cenere e gas, erreranno in bala del vento.
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"Pi alto, pi alto ancora fiammeggia il Mare di Fuoco, crepitando nello scompaginarsi del legno, e sibilando quando attacca il cuoio e la stoffa. Le Immagini di metallo si fondono; le Immagini di marmo divengono calce: le Montagne di pietra esplodono fragorosamente. LA RISPETTABILIT con tutti i suoi Cocchi riuniti nel formare una pira funeraria, fra i lamenti, lascia la Terra; per non tornare pi, tranne che sotto un nuovo Avatar. Come brucia l'Impostura a traverso generazioni intere; come  bruciata, per qualche tempo! Il Mondo  tutto coperto di nere ceneri; - le quali, ah, quando diverranno verdi? Le Immagini divengono un amorfo bronzo Corintio; tutte le Abitazioni degli uomini sono distrutte; fin le Montagne sono scorticate e spaccate, le Valli sono nere, morte: il Mondo  vuoto! Guai a coloro che saranno nati allora! - Un Re, una Regina (orribile!) sono scagliati l dentro; s'ode un frusco; poi tornano a galla, crepitano come rotoli di carta. L'Iscariota Egalit vi  precipitato; anche tu fosco De Launay, con la tua torva Bastiglia; intere famiglie, interi popoli: Cinque Milioni d'Uomini che si distruggono a vicenda. Poich questa  la Fine del dominio dell'IMPOSTURA (che  Tenebra e densa fumea);  la combustione, con un fuoco inestinguibile, di tutti i Cocchi che sono sulla Terra." Questa profezia, diciamo noi, non s' dunque avverata, non si sta avverando?
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E a questo punto, o Lettore,  giunto il tempo di separarci.  stato penoso il viaggio che abbiamo fatto insieme, e non privo di dolore; ma  compiuto. Per me, tu fosti come un'ombra amata; lo spirito d'un Fratello divenuto incorporeo o non ancora incorporato. Per te, io non fui che una Voce. Eppure i nostri rapporti furono quasi sacri; non dubitarne! Bench qualunque cosa sacra finisca col divenire un verbo vieto, pure, quando la Voce dell'Uomo parla all'Uomo, non hai tu quella fonte di vita da cui sgorgano tutte 1e cose sacre e sempre sgorgheranno? L'Uomo, per la sua natura, si pu definire una Parola incarnata". E mi colga disgrazia se ho parlato falsamente: debito tuo era anche d'udire sinceramente. Addio.
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FINE.
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NOTE AL TESTO:
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(1)	 Journal di Moore, I, 85.
(2)	 Hist. Parl. XVII, 467.
(3)	 Ibid. XVII, 437.
(4)	 Mmoires di Buzot (Paris, 1823), pag. 88.
(5)	 Moore's Journal, I, 159-168.
(6)	 Vedi Toulongeon: Hist. de France, II, c. 5.
(7)	 Hist. Parl. XVII, 148.
(8)	 Ibid. XIX, 300.
(9)	 De Stal, Considerations sur la Revolution, II, 67-81.
(10)	 Narrazione di Beaumarchais: Mmoires sur les prisons (Paris 1832), I, 179-90.
(11)	 Dumouriez Mmoires, II, 383.
(12)	 Helen Maria Williams, Letters from France (London, 1791-93), III, 96.
(13)	 Dumouriez, II, 391.
(14)	 Moore, I, 178.
(15)	 Hist. Parl., XVII, 409.
(16)	 Biographie des Ministres, Bruxelles, 1826, p. 96.
(17)	 Moniteur, in Hist. Parl., XVII, 347.
(18)	 Flmhesi (anagramma per Mhe Fils), La Verit tout entire, sur les vrais auteurs de la journe du 2 Septembre 1792 (reprinted in Hist. Parl., XVIII, 156-181), p. 167.
(19)	 Flmhesi, La Vrit toute entire (ut sopra), pag. 173.
(20)	 Moore's Journal, I, 185-195.
(21)	 Dulaure: Esquisses historiques des principaux vnements de la Rvolution, II, 206 (citato in Montgaillard, III, 205).
(22)	 Bertrand-Moleville (Mm. particuliers, II, 213), etc. etc.
(23)	 Jourgniac Saint-Mard: Mon agonie de trente-huit heures (ristampato nell'Hist. Parl., XVIII, 103-135).
(24)	 Maton de la Varenne: Ma Rsurrection (nell'Hist. Parl., XVIII, 135-136).
(25)	 Abb Sicard: Relation adresse a un de ses amis (Hist. Parl., XVIII, 98-103).
(26)	 Mon agonie (ut supra), Hist. Parl., XVIII, 128.
(27)	 Moniteur. Dbats del 2 Settembre 1792.
(28)	 Mhe Fils (ut supra, nell'Hist. Parl., XVIII, pag. 189).
(29)	 Montgaillard, III, 191.
(30)	 Helen Maria Williams, III. 27.
(31)	 Vedi Hist. Parl., XVII, 421, 422.
(32)	 Moniteur del 6 Novembre (Dbats del 5 Novembre 1793).
(33)	 tat des sommes payes par la Commune de Paris (Hist. Parl., XIII, 231)
(34)	 Mercier: Nouveau Paris, VI, 21.
(35)	 9 a 13 Settembre 1792 (Dulaure: Hist. de Paris, IV. 289).
(36)	 Dulaure, III, 494.
(37)	 Hist. Parl., XVII, 433.
(38)	 Hist. Parl., XVII, 434.
(39)	 Pices officielles relatives au massacre des prisonniers  Versailles, nell'Hist. Parl., 236-249.
(40)	 Biographie des Ministres, pag. 97.
(41)	 Biopraphie des Ministres, pag. 103.
(42)	 Dictionnaire des Hommes Marquans,  Barras.
(43)	 Bertrand-Moleville; Mmoires, II, 225.
(44)	 Vedi Helen Maria Williams: Lettres, III, 78-81.
(45)	 Dumouriez: Memoires, III, 29.
(46)	 Helen Maria Williams, III, 32.
(47)	 Goethe: Campagne in Frankreich (Werke, XXX, 73).
(48)	 Hist. Parl., XIX, 177.
(49)	 Goethe, XXX, 49.
(50)	 Hist. Parl., XIX, 19.
(51)	 Williams, III, 71.
(52)	 1 ottobre 1792; Dumouriez, III, 73.
(53)	 Bombardement de Lille (in Hist. Parl., XX, 63-71).
(54)	 Campagne in Frankreich, pag. 103.
(55)	 Vedi Hermann und Dorothea (anche di Goethe), libro: Kalliope.
(56)	 Campagne in Frankreich, Goethe'e Werke (Stuttgart, 1829), XXX, 133-137.
(57)	 Ibid., 152.
(58)	 Campagne in Frankreich, Goethe'e Werke (Stuttgart, 1829), XXX, 210-12.
(59)	 Dumouriez III, 115. La relazione di Marat, nel Dbats des Jacobins e nel Journal de la Rpublique (Hist. Parl., XIX, 317-21) conviene sulla girata di tacchi; ma si sforza a interpretarla diversamente.
(60)	 Johann George Forster's Briefwechsel (Lipsia, 1829), I, 88.
(61)	 Hist. Parl., XX, 184.
(62)	 Giornale il Moniteur, numeri 271, 280, 294 anno primo. - Moore's Journal, II, 21, 157, etc. (che, per altro, pu forse, come in casi simili, essere soltanto una copia del giornale).
(63)	 Moniteur, ut supra; seduta del 25 settembre.
(64)	 Madame Roland: Mmoires, II, 237, ecc.
(65)	 Dictionnaire des Hommes Marquans;  Chambon.
(66)	 Moniteur (in Hist. Parl., XX, 412).
(67)	 Hist. Parl., XX, 431-440.
(68)	 Ibid., XX, 409.
(69)	 Mercier, Nouveau Paris.
(70)	 Moore, I, 123; II, 224, ecc.
(71)	 Moniteur, Sance du 21 Septembre, An 1.er (1792).
(72)	 Giornale di Moore.
(73)	 Dumouriez: Mmoires, III, 174.
(74)	 Moore, II, 148.
(75)	 Louvet: Mmoires (Paris, 1823), pag. 52; Moniteur, Sance 29 Ottobre, 5 Novembre 1792. Moore, II, 178, ecc.
(76)	 Vol. Hist. Parl., XVII, 401; giornali di Gorsas e d'altri (citati ibid., 428).
(77)	 Journal des Dbats des Jacobins (nell'Hist. Parl., XXII, 296).
(78)	 Giornale di Prudhomme (nell'Hist, Parl., XXI, 314).
(79)	 Vedi estratto dei loro giornali, nell'Hist. Parl., XXI, 1, 38, ecc.
(80)	 Moniteur, Sance du 14 Dcembre 1792.
(81)	 Mrs. Hannah Moore: Lettera a Jacob Dupont (Londra 1793), ecc. ecc.
(82)	 Hist. Parl., XXII, 131; Moore, ecc.
(83)	 Hist. Parl., XXII, 31-48 etc.
(84)	 Moniteur, Sance du 7 Dcembre 1792.
(85)	 Dumouriez: Mmoires, III, c. 4.
(86)	 Mercier: Nouveau Paris, VI, 156-9; Montgaillard, III, 348-87; Moore, etc.
(87)	 Moniteur (in Hist. Parl., XXIII, 210). Vedi Boissy d'Anglas; Vie de Malesherbes, II, 139.
(88)	 Biographies des Ministres, pag. 157.
(89)	 Vedi il giornale di Prudhomme, Rvolutions de Paris (nell'Hist. Parl., XXIII, 318).
(90)	 Hist. Parl., XXIII, 275, 318. Felix Lepelletier: Vie de Michel Lepelletier son Frre, p. 61; Flix, col debito amore del miracoloso, pretende che il suicida dell'albergo non fosse Pris, ma qualche suo doppio.
(91)	 Narrazione di Clry (Londra, 1798) citato in Weber, III, 312).
(92)	 Giornali, Ricordi municipali, etc. etc. (nell'Hist. Parl., XXIII, 298-349); Deux Amis, IX, 369-373; Mercier: Nouveau Paris., III 3-8).
(93)	 Sua lettera nei giornali (Hist. Parl., ubi retro).
(94)	 Forster's Briefwechsel, I, 473.
(95)	 Hist. Parl., p. 298-349.
(96)	 Registro annuale del 1793, pagg. 114-28.
(97)	 23 marzo (ibid., p. 161).
(98)	 Moniteur 1 Febbraio; 7 Marzo.
(99)	 Moniteur &c. (Hist. Parl., XXIV, 332-348).
(100)	 Hist. Parl., XXIV, 353-356.
(101)	 Dumouriez: Mmoires, III, 314.
(102)	 Monitour, 1793, n. 140, etc.
(103)	 Hist. Parl., XXV, 25, etc.
(104)	 Hist. Parl, XXIV, 385-93; XXVI, etc.
(105)	 Moniteur, Sance du 20 mai 1793.
(106)	 Genlis, Memoires (Londra, 1825), IV, 118.
(107)	 Memoires de Meillan, Reprsentant du Peuple (Parigi, 1823), p. 51.
(108)	 Dumouriez, IV, 16-73.
(109)	 Forster: Briefwechsel, II, 514, 460, 631.
(110)	 Vedi Dampmartin: Evnements, II, 213-30.
(111)	 Moniteur (in Hist. Parl., XXV, 6).
(112)	 Choix des Rapports, XI, 277.
(113)	 Hist. Parl. XXV, 72.
(114)	 Louvet: Mmoires, pag. 72.
(115)	 Meillan, pp. 23, 24; Louvet. pp. 71-80.
(116)	 Moniteur, (Sance du 12 Mars), 15 Mars.
(117)	 Meillan: Mmoires, pp. 85, 24.
(118)	 Moniteur, No. 70 (dell'11 Marzo), No. 76, etc.
(119)	 Moniteur, No. 83 (du 24 Mars 1793), No. 86, 98, 99, 100.
(120)	 Moniteur (du 20 Avril, etc. au 20 Mai 1793).
(121)	 Dumouriez. Mmoires, IV, c. 7, c. 10.
(122)	 Genlis, IV, 139.
(123)	 Dumouriez, IV, 159, etc.
(124)	 Narrazione scritta da Camus (in Toulongeon III, pp. 60-87).
(125)	 Memoires, IV, 162-180.
(126)	 Vedi Montgaillard, IV, 144.
(127)	 Mmoires de Ren Levasseur (Bruxelles, 1830), I, 164.
(128)	 Sance du 1.er Avril (nell'Hist. Parl., XXV, 24-35).
(129)	 Hist. Parl., XV, 397.
(130)	 Moniteur (du 16 Avril 1793 et segg.).
(131)	 Sance (nel Moniteur, n. 116, du 26 Avril au 1.er Mai).
(132)	 Levasseur, Mmoires, I, c. 6.
(133)	 Buzot: Mmoires, pp. 69, 81; Meillan, pp. 192, 195, 196. Vedi Commission des Douze (nella Choix des Rapports, XII, 69, 131).
(134)	 Deux Amis, VII, 77-80; Forster, I, 514; Moore, I, 70. Ella non mor fino al 1847, nella Salptrire nello stato pi abbietto d'insania dice Esquirol: Des Maladies Mentales (Parigi 1838), I. 445-50).
(135)	 Mercier: Nouveau Paris, VI, 63.
(136)	 Vedi Histoire des Brissotins, per Camillo Desmoulins (Pamphlet, Parigi. 1793).
(137)	 Moniteur, Sance del 25 Maggio 1792.
(138)	 Meillan: Mmoires, p. 195; Buzot, p. 69, 84.
(139)	 Compare Debats de la Convention (Paris, 1828), IV, 187-223; Moniteur, N.ri. 152, 3, 4, An. 1.
(140)	 Louvet: Mmoires, pag. 89.
(141)	 Buzot: Mmoires, pag. 310. Vedi gli Articoli giustificativi dei Commentar Narrativi. etc. in Buzot, Louvet, Meillan. Documents Complmentaires nell'Hist. Parl., XXVIII, 1-78.
(142)	 Meillan, pp. 72, 73; Louvet, pag. 129.
(143)	 Belagerung von Mains (Goethes's Werke, XXX, 278-334).
(144)	 Meillan, pag. 75; Louvet, pag. 114.
(145)	 Moniteur, Nos. 197-98-99; Hist. Parl., XXVII, 301-5; Deus Amis, X, 368-74.
(146)	 Vedi loge funbre de Jean Paul Marat, prononc a Strasbourg (nel Barbaroux, pagg. 225-131); Mercier, etc.
(147)	 Sance du 16 Soptemhre 1793.
(148)	 Procs de Charlotte Corday. etc. (Hist. Parl., XXIII, 311-338).
(149)	 Deux Amis, X, 374-384.
(150)	 Briefwechsel, I, 508.
(151)	 Vedi Hazlitt t. II, 529-41.
(152)	 Barbaroux, pag. 29.
(153)	 Deux Amis, X, 345.
(154)	 Memoires de Puisaye (Londra, 1803), II, 142-67.
(155)	 Louvet, pagg. 101-137, Meillan, pagg. 81, 241-70.
(156)	 Meillan, pagg. 119-137.
(157)	 Louvet, pp. 158-164.
(158)	 Belagerung von Mains (Goethe's Werke, XXX, 315).
(159)	 Deux Amis, XI, 73.
(160)	 Choix des Rapports, XII, 432-42.
(161)	 Vedi Choix des Rapports, XIII, 83-89; XIX, 199.
(162)	 Deux Amis, XI, 147; XIII, 160-92, etc.
(163)	 Deux Amis, XI, 80-143.
(164)	 Louvet, pagg. 180-199.
(165)	 Debats, Sance du 23 Aot 1793.
(166)	 Moniteur, Sance du 17 Septembre 1793.
(167)	 Ibid. Sances du 5, 9, 11 Septembre.
(168)	 Deux Amis, XI, 148-188.
(169)	 Vedi Mmoires particuliers de la Captivit  la Tour du Temple (par la Duchesse d'Angoulme, Paris. 21 fvrier 1817).
(170)	 Procs de la Reine (Deux Amis, XI, 251-318).
(171)	 Villate: Causes secrtes de la Rvolution de Thermidor (Paris, 1825), pag. 179.
(172)	 Weber, I, pag. 6
(173)	 Deux Amis, XI, 301.
(174)	 Plut. Opp., t. IV, p. 310, ed. Reiske, 1776.
(175)	 Memoires de Riouffe (nelle Memoires sur les Prisons, Paris, 1823, p. 48-55.)
(176)	 Louvet, pag. 213.
(177)	 Recherches Historiques sur les Girondins (nelle Mmoires di Buzot) p. 107.
(178)	 Hist. Parl., (Introd.) I, 1 e segg.
(179)	 Deux Amis, XII, 78.
(180)	 Mercier, II, 124.
(181)	 Moniteur di questi mesi, passim.
(182)	 Forster, II, 628; Montgaillard, IV, 141-57.
(183)	 Memoires (Sur Les Prisons), pp. 55-7.
(184)	 Mmoires de Madame Roland (Introd.), I, 68.
(185)	 Vie de Bailly (in Mmoires), pag. 29.
(186)	 Mmoires de Madame Roland (Introd.), I, 88.
(187)	 Forster, II, 629.
(188)	 Moniteur, 11 dicembre, 30 Dicembre 1793; Louvet, pag 287.
(189)	 Vedi Louvet, pag. 301.
(190)	 Deux Amis, XII, 249-51.
(191)	 Deux Amis, XI, 145.
(192)	 Moniteur (del 17 Novembre 1793), etc.
(193)	 Deux Amis, XII, 251-62.
(194)	 Moniteur, 1793, Nos. 101 (31 Dicembre), 95, 96, 98 etc.
(195)	 Deux Amis, XII, 266-72; Moniteur, du 2 Janviar 1794.
(196)	 Procs de Carrier (4 tomes, Paris, 1795).
(197)	 Les Horreurs des Prisons d'Arras (Paris, 1823).
(198)	 Montgaillard, IV, 200.
(199)	 Moniteur, Sance du 17 Brumaire (7th November), 1793.
(200)	 Analyse du Moniteur (Paris, 1801), II, 280.
(201)	 Mercier, IV, 34. Vedi Moniteur, Sance du 10 Novembre.
(202)	 Vedi anche il Moniteur, Sance du 24 Novembre.
(203)	 Mercier, IV, 127-146.
(204)	 Deux Amis, XII, 62-5.
(205)	 Dbats du 10 Novembre 1793.
(206)	 Dictionnaire des Hommes Marquans, I, 115.
(207)	 Moniteur du 27 Novembre 1793.
(208)	 Vi  in Prudhomme un'atrocit alla Capitano Kirk attribuita a questo Cavaignac; che  stata copiata nel Dizionario degli Hommes Marquants della Biographie Universelle, etc.; che non solo non ha fondamento di vero, ma quel che  pi singolare, si pu ancora provarne la falsit.
(209)	 Deux Amis, XIII, 205-30, Toulongeon. etc.
(210)	 Levasseur: Mmoires, II. c. 2-7.
(211)	 Sua narrazione (in Deux Amis, XIV, 177-86).
(212)	 Cfr. Barrre (Choix des Rapports, XIV, 416-21); Lord Howe (Annual Register del 1794, p. 86), etc.
(213)	 Carlyle's Miscellanies, vol. IV, Sinking of the Vengeur.
(214)	 Choix des Rapports, XV, 378, 384.
(215)	 Mercier, V, 25; Deux Amis, XII, 142-199.
(216)	 Vedi Deux Amis, XV: 189-192; Mmoires de Genlis; Fondatori della Repubblica Francese, etc., etc.
(217)	 Mercier, II, 134.
(218)	 Montgaillard, IV, 290.
(219)	 Moniteur, du 17 Ventose (7 Marzo) 1794.
(220)	 Biographie des Ministres,  Danton.
(221)	 Aperu sur Camille Desmoulins (nel Vieux Cordelier, Paris, 1825), pp. 1-89.
(222)	 Montgaillard, IV, 200.
(223)	 Duchesse d'Angoulme: Captivit  la Tour du Temple, pagine 37-71
(224)	 Tribunal Rvolutionnaire, du 8 Mai 1794 (Moniteur, n. 231).
(225)	 Tableaux de la Revolution,  Soupers Fraternels; Mercier, II, 150.
(226)	 Riouffe, p. 73; Deux Amis, XII, 298-302.
(227)	 Vilate: Causes Secrtes de la Rvolution du 9 Thermidor.
(228)	 Vedi Vilate: Causes Secrtes. (Il racconto di Vilate  molto curioso; ma non  da prendersi per vero senz'averlo vagliato; essendo in fondo, malgrado il suo titolo, non una Narrazione ma una Difesa).
(229)	 Montgaillard, IV, 237.
(230)	 Maison d'Arrt de Port-Libre, par Coittant, etc. (Mmoires sur les Prisons, II).
(231)	 Montgaillard, IV, 213; Riouffe, p. 273.
(232)	 Voyage de Cent Trente-deux Nantais (Prisons, II, 288-385).
(233)	 Relation de ce qu'ont souffert pour la Religion des Prtres dports en 1794 dans la rade de l'Ile d'Aix (Prisons, II, 387-485).
(234)	 Deux amis, XII, 347-73.
(235)	 Deux Amis, XII, 350-8.
(236)	 Vedi Vilate.
(237)	 Moniteur, Nos. 311, 312; Dbats, IV, 421-42; Deux Amis, XII, 390-411.
(238)	 Precis des evenemens du Neuf Thermidor, di C.A. Mda, ancien Gendarme, Paris, 1825.
(239)	 Memoires sur les Prisons, II, 277.
(240)	 Mda, p. 384.
(241)	 24 Dicembre 1794 (Moniteur, N. 97).
(242)	 Ottobre 1795 (Delaure, VIII, 454-6).
(243)	 Deux Amis, XIII, 3-39.
(244)	 Mercier: Nouveau Paris, III, 138, 153.
(245)	 Montgaillard, IV, 436-42.
(246)	 Montgaillard, Mercier (ubi sopra).
(247)	 De Stal: Considerations, III, c. 10, etc.
(248)	 Toulongeon, III, c. 7; v. c., 10 (Pag. 194).
(249)	 19 Gennaio 1795 (Montgaillard, IV, 287-311).
(250)	 6 Aprile 1795 (Montgaillard, IV, 319).
(251)	 Histoire de la Guerre de la Vende, par M. le Comte de Vauban, Memoires de Madame de la Rochejacquelin, etc.
(252)	 Deux Amis, XIV, 94-106; Puisaye, Mmoires, III-VII.
(253)	 Moniteur, du 25 Septembre 1794, du 4 Fvrier 1795.
(254)	 Monitour, Sance du 10-12 Novembre 1794; Deux Amis, XIII, 43-49.
(255)	 Mercier, II, 94 (Primo Febbraio 1796; alla Borsa di Parigi, il luigi d'oro di venti franchi in argento "costa 5300 franchi in assegnati". Montgaillard, IV, 419).
(256)	 Fantin Desodoards: Histoire de la Rvolution, VII, c. 4.
(257)	 Moniteur, Sance du 13 Germinal (2 Aprile), 1795.
(258)	 Moniteur del 27 Giugno, del 31 Agosto 1795; Deux Amis, XIII, 121-9.
(259)	 Deux Amis, XIII, 129-46.
(260)	 Toulongeon, v. 297; Moniteur, Nos. 244, 5, 6.
(261)	 Dictionnaire des Hommes Marquans,  Billaud, Collot.
(262)	 Montgaillard, IV, 241.
(263)	 Rapporto della Commissione incaricata di riferire sulla Legge dei Poveri in Irlanda, 1836.
(264)	 Nouveau Paris, IV, 118.
(265)	 Napolon, Las Cases (in Choix des Rapports, XVII, 398-411).
(266)	 Deux Amis, XIII, 375-406.
(267)	 Moniteur, Sance du 5 Ottobre 1795.
(268)	 Moniteur del 4 Settembre 1797.
(269)	 9 Novembre 1799 (Choix des Rapports, XVII, 1, 96).
(270)	 Bailleul: Examen critique des Considrations de Madame de Stal, II, 275.
(271)	 Carlyle, Diamond Necklace, p. 35.
...
FINE.